Dagli un po’ di tempo e Robbi arriva lontano!
I MATERIALI
La scatola di piccolissime dimensioni contiene:
- dodici “tavole”, carte di dimensioni simil-Dixit, , ma cartonate;
- cinquanta dischetti in legno di colore blu di piccole dimensioni.
Materiali curati al massimo per la tipologia di gioco, con le grosse carte davvero spesse, ma non è il gioco che vi lascerà a bocca aperta per il contenuto della scatola.
Presente il piccolo libretto delle regole con la traduzione in diverse lingue, compreso anche l’italiano, seppur un pochetto approssimativa come traduzione.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ad ogni turno un giocatore interpreta il ruolo del robot. Il giocatore robot prende la prima delle carte “tavola” sul retro della quale sono indicati l’oggetto da raggiungere e la velocità con cui raggiungerlo, che solo il giocatore robot conoscerà; queste indicazioni vengono determinate dal numero in basso a destra sulla tavola percorso visibile a tutti i giocatori.
Il giocatore robot fa un primo beep alla partenza e un secondo beep appena il robot si ferma raggiunto l’oggetto, percorrendo il percorso sulla carta nella propria mente. Gli altri giocatori devono capire l’oggetto su cui si è fermato il robot, consultandosi tra loro. Se l’oggetto è corretto prenderanno tre dischetti, se si è sbagliato di una sola posizione prenderanno due dischetti, mentre se si è sbagliato di due posizioni si prenderà un solo dischetto, negli altri casi non si prendono dischetti.
Si giocano undici turni e si valuta il punteggio per capire quanto si è stati bravi. Il regolamento ci dice: sopra i 15 punti risultato buono, sopra i 20 punti risultato fantastico, sopra i 25 punti risultato da vero robot e sopra i 30 punti risultato di un altro mondo.
La modalità competitiva differisce per il fatto che i giocatori che indovinano guadagnano due dischi in caso si sia individuato con esattezza l’oggetto, un disco se si è sbagliato di una sola posizione, mentre il giocatore robot guadagna un disco per ogni giocatore che ha individuato con esattezza l’oggetto. Tutti i giocatori giocano lo stesso numero di turni da robot e chi ha guadagnato il maggior numero di dischi è il vincitore.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
NSV è l’editore di The Game e The Mind, questo potrebbe suggerire l’attenzione che ha l’editore per una certa tipologia di giochi. Con questo Robots prova a portare l’esperienza dei giochi appena citati anche a un target che, apparentemente, non è il più indicato, ovvero a quello dei nongrandi.
Il gioco prevede una modalità competitiva e una cooperativa. Se devo essere onesto preferisco (e di molto) la modalità cooperativa, perché è, a mio giudizio, l’essenza del gioco. Si deve creare empatia tra tutti i giocatori al tavolo e credo che la competizione, in questo caso, comprometta un pochetto l’esperienza ludica. Una delle parti più interessanti del gioco è nel confrontarsi con gli altri per provare a vedere se siamo riusciti ad arrivare alla stesa conclusione o, eventualmente, a conclusioni ravvicinate e nel caso si sia distanti provare a capire con chi il “giocatore robot” ha creato l’empatia corretta. Il gioco migliora con l’esperienza di gruppo, perché sarà più facile aver trovato l’empatia e la velocità giusta con i vari compagni di gioco, ma è comunque piacevole sin dalle prime partite.
La versione competitiva si può quasi vedere come un “io sono quello che riesce a trovare una migliore sintonia con tutti gli altri” e, in verità, ho notato essere la versione preferita di bambini e ragazzini, mentre la cooperativa mi è sembrata preferita dagli adulti.
Con mia somma sorpresa, lo ammetto, con Letizia (5 anni a luglio) abbiamo fatto la prima partita ottenendo 21 dischi, un ottimo punteggio; vero che ci abbiamo messo un po’ a simulare i turni di gioco e a capirne le meccaniche, ma quando siamo stati pronti, la partita è andata alla grande. Anche le volte che abbiamo sbagliato abbondantemente, soprattutto quando era lei a dover “muovere il robot”, la piccola Leti mi giustificava la sua scelta e quasi mi rimproverava per non essere andato alla velocità giusta e non essermi sincronizzato con lei! Positivo il fatto, soprattutto pensando ai fruitori del gioco, che si prendano comunque dei dischi pure sbagliando di due posizioni, premiando anche l’errore, così da non rendere il gioco troppo frustante per i giocatori, con il rischio, soprattutto alle prime partite, di non vedere mai ricompensati i proprio sforzi. Vi racconto anche un piccolo aneddoto familiare: la prima partita con papà, mamma, Lorenzo e Letizia, invece, è stata un disastro: siamo arrivati a 14 dischi, con un sacco di difficoltà ad “accordarci” sui diversi ritmi; questo mi suggerisce anche la riflessione che più si è e più è difficile “entrare in sintonia” con tutti i giocatori, ma quando ci si riesce è una grande soddisfazione.
Ho notato che i bimbi fanno molta difficoltà a “fare tutto a mente”: è facile che seguano con lo sguardo il percorso (e mi sembra anche abbastanza normale!) oppure muovano un po’ la testa mentre fanno avanzare il loro robot; il tutto non modifica chissà quanto l’esperienza di gioco, ma è comunque utile segnalarlo.
Il gioco viene marchiato come 5+; leggendo prima le pochissime informazioni trovate su Internet e poi il regolamento avevo dei dubbi che ci si potesse approcciare al gioco già da questa età, ma sono stato smentito dai fatti, quindi target centrato.
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| I percorsi |
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “ciò che per un robot è casuale può non esserlo per un essere umano” dall’attore statunitense Alan Tudyk.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e Letizia (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando a Robots:
- a concentrarsi sul gioco;
- a conoscere il concetto di velocità e a determinare autonomamente le differenti fasi di velocità;
- la percezione del trascorrere del tempo è differente da persona a persona;
- a entrare in empatia con gli altri.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco è pensato, per modalità e per illustrazioni, per una target ben preciso, ma provate a giocarlo tra soli adulti e vedrete che non sarà facile nemmeno per voi trovare il “ritmo” giusto. Mi viene quindi difficile determinare la longevità del gioco, ma posso senza dubbio affermare che non si esaurirà nelle partite tra soli nongrandi.
KINDERSPIEL… PERCHÉ (non) PUÒ VINCERE… SECONDO ME
Il Kinderspiel, almeno nel recente passato, ha premiato le meccaniche un po’ diverse da quelle tipiche dei giochi per bambini (memoria su tutte) e con un gameplay molto semplice e spiegabile immediatamente a chiunque (e qui ci siamo, anzi direi che innovativo è pure sottostimare la novità!); allo stesso tempo però nel Kinderspiel l’effetto WOW dei materiali è oramai tradizione consolidata e penso difficilmente un semplice mazzo di carte possa aggiudicarsi l’ambito premio.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ, MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamme e papà: ecco qui i motivi per giocarli insieme:
Chi ha una sintonia speciale con i propri figli… i genitori, ovvio, e la mamma in particolare, quindi bastano queste poche parole per sapere perché mamma sarà obbligata a giocare con noi a Robots… e poi è l’unica che da giovane ha studiato il tedesco, quindi può provare a leggerci il titolo originale del gioco in maniera accettabile.
Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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