Scritto da Chrys.
Oggi vorrei parlarvi di una linea di escape room “da tavolo” molto (ma molto) fuori dai classici canoni del genere, non tanto come meccaniche in sé quanto invece come ambientazione e atmosfera che si crea attorno al tavolo. La persona che mi ha fatto scattare la scimmia per questo gioco, al punto da decidere di procurarmi tutte e tre le scatoline che compongono questa serie, anche se si trovano soltanto in inglese, è il buon TeOoh! che non ringrazierò mai abbastanza. ^__^
Per evitare spoiler le foto nella recensione saranno, le primissime carte del gioco reale o comunque elementi che non forniscono alcun tipo di informazione sulla storia. In questo modo non dovrete “distogliere lo sguardo” scorrendo questa recensione.
Sto parlando di 50 Clues (1-5 giocatori, 90 minuti) un serie di escape room ideate dall’autore danese Jeppe Norsker ed edita dalla sua stessa casa editrice, la Norsker (va detto che è più originale nella componente narrativa che coi nomi) ma ne è stta annunciata un’edizione italiana a cura di PlayaGame!! Una delle caratteristiche distintive di questo prodotto sono le atmosfere creepy e gli eventi che, come vedremo, vi faranno più volte restare a bocca aperta… e anche scorrere una goccia di sudore freddo lungo la schiena.
Qui vi parlerò del primo ciclo (Leopold), che è anche l’unico al momento; si tratta di un’unica storia divisa in tre episodi, per quanto giocabili anche separatamente (ma ve lo sconsiglio… nei commenti ne parlo meglio). E in particolare per evitare spoiler parleremo del primo capitolo: “The Pendulum of the Dead“.
Voi siete Maria e siete confusi. Maria è stata ingiustamente rinchiusa in un manicomio, ma sa di dover raggiungere suo figlio perché il suo bambino è in pericolo in quanto è il prescelto, l’unico in grado di fermare un’entità malvagia e antica che salta da un corpo all’altro. Aveva pianificato tutto meticolosamente, codificando il tutto per non farsi scoprire, ma purtroppo le medicine che le hanno dato la lasciano confusa e intontita. Riuscirete a mettere assieme gli indizi, scappare e ritrovare vostro figlio in tempo?
NELLA SCATOLA
Ogni scatolina (12×15 cm) contiene un mazzo di 54 carte XXL (come quelle di Dixit). Le carte sono lisce ma di buona grammatura e illustrate con uno stile volutamente abbozzato, incerto e “tremolante” che contribuisce molto all’atmosfera del gioco. Sempre a beneficio dell’atmosfera le carte sono in bianco e nero, con il rosso come unico altro colore (esattamente come per le scatole). Non posso dire che le immagini in sé siano particolarmente curate ma il risultato complessivo funziona perfettamente.
COME SI GIOCA
Le meccaniche di gioco sono abbastanza semplici e sono gestite col supporto di un sito (navigabile sia da cellulare che da tablet o computer), accessibile col codice all’interno del coperchio; il sito dedicato gestisce l’interazione tra gli oggetti e determinati percorsi. Sostanzialmente ogni carta è numerata sul retro (per identificarla) mentre sul fronte potremo trovare dei numeri in tre formati differenti.
I numeri bianchi e riquadrati ci diranno di andare a prendere quella determinata carta (ad esempio una scrivania guardabile più da vicino, un documento leggibile o degli oggetti nella stanza da aggiungere al nostro “inventario”).
I numeri dentro un box nero andranno inseriti in una apposita casella del sito per darci accesso ad altre informazioni o a una o più carte. A difefrenza dei precedenti non sono obbligatori e non sempre sarà un bene farlo… potremo quindi valutare se inserire quei codici oppure no. Inoltre in alcuni punti inserirete dei codici da creare in base alle vostre scelte (es.: se vuoi usare il telefono, inserirsci 31 seguito dalle prime tre cifre del numero di telefono che vuoi chiamare).
I numeri dentro un box rosso sono combinabili tra loro e quindi li troveremo associati a tutti gli oggetti del nostro “inventario” e ai vari elementi o personaggi con cui potremo interagire: se ad esempio su una chiave c’è scritto il numero 568 e su una porta il 793 potremmo provare a usare la chiave con la porta digitando nell’app 568793.
Potrebbero anche esserci più modi di interagire, quindi dovrete scegliere con attenzione: per esempio associando il numero di un custode a quello del nostro denaro proveremo a corromperlo, mentre se associandovi il numero di un martello lo aggrediremo… potrebbero persino essere entrambe scelte fattibili che vi fanno proseguire ma con conseguenze diverse sulla storia, quindi… valutate bene.
L’AMBIENTAZIONE
Dedico un paragrafo a parte all’ambientazione perché questa, che normalmente in molti titoli analoghi (Exit, Deckscape, Unlock, ecc.) è solo una tematizzazione di sfondo ai vari enigmi, qui riveste un ruolo molto importante.
Infatti in questa “miniserie” la trama è un elemento portante: non vedrete solo una serie di enigmi in successione ma una storia coinvolgente che si andrà a delineare, permettendovi pian piano di capire sempre di più non solo dei fatti in corso ma anche di quelli passati. Addirittura diversi enigmi sono più problem solving che puzzle: ad esempio capire dagli indizi dove abitavate e come arrivarci… oppure come superare una certa situazione utilizzando gli oggetti a disposizione. Per capirci: non troverete quasi mai situazioni in cui per aprire una porta dovrete risolvere un labirinto inciso su di essa, ma potreste dover cercare di capire dove potreste aver nascosto le chiavi che avete rubato prima di perdere la memoria in modo da ritrovarle senza che fossero ovvie alle guardie (o ve le avrebbero sequestrate).
Inoltre la storia che vivrete è un pugno nello stomaco… lo dico nel senso buono… le situazioni che si sviluppano sono via via più tese, le scelte più sofferte, la sensazione di essere incastrati in un vortice di eventi fuori controllo sempre maggiore. Non entro nel dettaglio per non farvi spoiler ma più volte ci siamo trovati a guardarci e dire ad alta voce “io credo di sapere cosa sarebbe sensato che facesse Maria, ma non sono sicuro di volerglielo far fare”. E mentre il gioco vi mette nei panni dei buoni, di qualcuno che agisce per trovare il suo bambino, allo stesso tempo vi fa dubitare… le cose sono davevro come pensa Maria? Stiamo davvero agendo per un fine più importante? Maria è stata imprigionata ingiustamente o è davvero pazza (o entrambe le cose)?
CONSIDERAZIONI FINALI
L’idea alla base di questa escape room (se avete saltato il paragrafo “ambientazione” leggetelo perché è un elemento portante) è davvero geniale e riesce a catturarti emotivamente come pochi altri titoli… e ad un livello sempre maggiore man mano che la vicenda si sviluppa. Io e i miei amici ce ne siamo innamorati.
A livello di tematiche il gioco apparentemente più simile a 50 Clues, almeno negli intenti, potrebbe essere “Escape Tales: Il Risveglio” ma in quel caso le tematiche dell’incipit, per quanto serie, vengono poi notevolmente smorzate dalla componente onirica/simbolica dei vari scenari… qui, al contrario, quello che facciamo è al 90% concreto, fisico, tangibile.
Compiamo scelte e azioni che percepiamo come parte della realtà, mentre solo le motivazioni alla loro base sono legate alla percezione alterata della protagonista. Questo rende tutto molto ma molto tangibile (come dichiara lo stesso produttore non è adatto ai bambini e ve lo confermo… per tematiche si tratta di un titolo VM14).
Compiamo scelte e azioni che percepiamo come parte della realtà, mentre solo le motivazioni alla loro base sono legate alla percezione alterata della protagonista. Questo rende tutto molto ma molto tangibile (come dichiara lo stesso produttore non è adatto ai bambini e ve lo confermo… per tematiche si tratta di un titolo VM14).
In 50 Clues gli eventi ci lasceranno certe volte a bocca aperta, mentre altre volte la scelta giusta sarà comprensibile e logica perché, inquietantemente, comprenderemo il ragionamento della protagonista di cui vestiamo i panni e lo faremo nostro, nel bene come nel male. Questa componente molto forte a noi ha reso l’esperienza spettacolare, ma per alcuni gruppi potrebbe essere invece vista come un difetto, quindi valutate bene l’acquisto in base ai vostri gusti.
Se siete il tipo di persone che chiudono gli occhi in film come Seven forse non fa per voi… se invece un brivido lungo la schiena vi attira dovete provarlo. Ci tengo comunque a precisare che il peso è dato dagli eventi e dalla situazione mentre il tutto non sfocia mai nel gore o nello splatter (per questo ho fatto l’esempio di “Seven” e non di “Hostel”).
I tre episodi sono anche giocabili a sé, nel senso che non ci servono informazioni o elementi del primo capitolo per giocare il secondo, ma in questo modo la storia che si viene a creare risulterebbe mutilata e il progetto perderebbe moltissimo valore. Naturalmente se siete in dubbio vi suggerisco di provare a procurarvi il primo capitolo e di giocarlo, così da capire se seiete interessati al ciclo intero (ma io sono sicuro che una volta messo il piede dentro non vorrete uscirne). Consideratela come una miniserie televisiva. Potete vedere un episodio e decidere di non vedere l’intera serie, ma guardare gli episodi in ordine sparso sarebbe un crimine. XD
Purtroppo c’è un problema di dipendenza dalla lingua perché il titolo è disponibile solo in inglese (ok, per dovere di cronaca… in inglese, svedese, francese, polacco, norvegese e tedesco… ma non credo che la cosa vi semplifichi la vita). Il fatto estremamente positivo è però che il testo presente sulle carte è contenuto, oscillando quasi sempre tra le 2 e le 4 righe. Essendo un cooperativo è sufficente che anche una sola persona al tavolo sappia l’inglese per giocarci… ma serve comunque che quella persona l’inglese lo parli bene, anche per interpretare eventuali indizi che chiederete al software. Fortinatamente Playagame ha annunciato che lo porterà in Italia.
Tutti gli enigmi sono estremamente ben strutturati e anche se in alcuni momenti potrebbe sembrarvi di dover andare un po’ a tentativi, non è mai così e c’è sempre un modo per arrivarci al primo colpo. La difficolta oscilla ma resta sempre accessibile ma impegnativa.
Il prezzo al pubblico è intorno ai 15€ a scatolina, e vale ogni centesimo, ma procurarvelo potrebbe essere un piccolo problema fintanto che il titolo non arriverà nella sua versione localizzata in questo autunno, perché d’importazione è faticoso da reperire. Io ammetto di aver dovuto approfitatre dell’ultima Essen per comprarmi l’intero set di 3 episodi, non trovandolo altrimenti. 😉
–Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(Norsker) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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