scritto da Sergio
Saint Seiya: I cavalieri dello zodiaco è ispirato a una serie di fumetti manga – ovviamente giapponesi – pubblicati per la prima volta dal 1985 al 1990.
Ebbe un successo enorme nel paese natio al punto che fu trasposto in animazione: ci fu una prima serie di episodi dall’86 all’89, seguiti poi da diverse altre, al punto che in totale ne furono realizzati ben 145. Le serie TV hanno avuto un successo planetario, portando alla conoscenza del mondo intero la storia dei 5 eroi.
Il manga infatti narra le avventure di 5 giovani allenatisi per diventare Saint, ossia guerrieri consacrati alla dea Atena per aiutarla nella sua lotta finalizzata a proteggere la terra e l’umanità dagli attacchi delle altre divinità. I 5 eroi per combattere utilizzano ben 88 armature, dette cloth.
Per chi fosse interessato su Netflix si trovano 2 serie: una di oltre 20 episodi che narra la nascita dei leggendari eroi e un’altra di 6 episodi che invece tratta un’avventura a sé dei Cavalieri.
Finita la doverosa anticipazione, necessaria per introdurre un gioco che vive e trova la sua ragion d’essere nelle glorie dei suoi personaggi e della loro storia, veniamo a parlare del prodotto ludico con cui ci troviamo a interagire.
Saint Seiya è un classico deck-building per 2-5 giocatori da 14 anni in su e dalla durata di 60 minuti, ma forse anche di più. Gli autori sono Maxime Babad e Nicolas Badoux, già ideatore, quest’ultimo, di giochi ispirati alla saga di Naruto Shippuden (l’autore ha fatto uscire un deck-building nel 2014 e dopo un paio d’anni un gioco, credo, di miniature). Gli editori sono una casa lussemburghese specializzata in anime e quant’altro, la Yoka by Tsume, e la localizzazione nel nostro paese è opera della 3 Emme Games.
Contenuto della scatola e setup

Prima di tutto si pone vicino all’area di gioco l’orologio su cui si piazzano le 12 fiammelle magnetiche che indicano il procedere della partita.
Al centro del tavolo disporremo il gommoso e simpatico tappetino (lo vedete nella foto) su cui andranno disposte e gireranno le carte. Le carte appunto: nella scatola ce ne sono 200 e andiamo a descriverle in breve.
- Le carte eroe: gli eroi sono 5 e ci sono quindi 5 gruppi di carte eroe. Ogni gruppo è composto da 9 carte eroe basico, 1 carta armatura e 5 carte eroe con armatura.
- Le carte personaggio sono le più numerose e oltre al nome del personaggio indicano la classe, il costo di acquisto (in cosmo o forza, ma questo concetto lo vediamo dopo), il grado (ovverossia il colore: le carte con bordo verde sono molto comuni, arancione comuni, grigio non comune, gialle raro e celeste molto raro), i poteri della carta, cioè quanti punti forza e/o cosmo dà a colui che la gioca (punti che sono ovviamente necessari per comprare altre carte), i punti vittoria per il fine partita (ma non tutte) e gli effetti al verificarsi di determinati eventi.
- Le carte armatura, che hanno le stesse caratteristiche, ma vengono giocate diversamente dai personaggi. L’armatura del mazzo iniziale, in dotazione alla partenza, consente, quando scartata, di sostituire 2 carte eroe basico con una di quelle 5 messe da parte all’inizio.
Comunque sia ogni giocatore prende 10 carte per il mazzo iniziale (9 basiche e un’armatura), mettendo da parte le 5 carte eroe potenziato.
Si mescola il mazzo di tutte le carte restanti (la riserva) e si mettono le prime 6 carte sul gommoso tappetino. Ogni giocatore a questo punto si dà 5 carte (la sua mano) e siamo pronti a cominciare.
Flusso di gioco
Un turno di gioco si divide in 2 fasi precise.
La fase principale: in cui si giocano le carte al fine di acquistare altre carte. È la fase principale, necessaria sia per potenziare il proprio mazzo sia per guadagnare punti vittoria.
Le carte possono essere acquistate utilizzando:
- la forza – si giocano carte con questo requisito sino a raggiungere il costo della carte obiettivo. In caso di successo la carta acquistata va messa nel mazzo degli scarti;
- il cosmo – idem come sopra, con la differenza che la carta acquistata rimane in mano all’acquirente.
Dopo l’acquisto tutte le carte utilizzate vanno scartate.
Nel caso si giochi un’armatura la carta rimane sul campo di gioco fino al suo utilizzo (offre solo punti cosmo) con l’avvertenza che nell’area giocatore può essere presente una sola armatura.
La fase di mantenimento: si scartano tutte le carte utilizzate più le carte che non si vogliono tenere per la fase successiva e si ricompone la mano di carte (nel caso il mazzo sia finito si rimescolano gli scarti); si elimina la carta presente sulla sesta casella del gommoso tappetino facendo di conseguenza scivolare le altre. Per finire si riempie nuovamente lo spazio di gioco con nuove carte.
Si ricomincia un nuovo turno.
I vari effetti delle carte
Sono l’aspetto principale del gioco, movimentando la partita e creando diverse interazioni fra i giocatori. Nella sostanza sono il “sale” del gioco e vanno valutati anche nella fase di acquisizione della carta. Vediamole un po’.
- Comparsa (obbligatorio): effetto che si attiva quando la carta compare sul terreno di gioco.
- Sconfitta (obbligatorio): si attiva quando la carta viene acquistata tramite forza o cosmo.
- Entrata in gioco (facoltativo): quando la carta viene giocata dal giocatore di turno.
- Attivazione (facoltativo): l’effetto si verifica a discrezione del giocatore quando la carta viene scartata, ferita o distrutta. È la carta stessa che descrive l’effetto in caso di ferita o quando viene scartata o distrutta.
Un cenno alle carte ferita: i personaggi feriti vengono posti nell’area giocatore con un segnalino ferita su di loro e da quel momento sono inattivi, cioè rimangono lì finché il proprietario non decide di curarle tramite altre carte che hanno un cuore raffigurato. Ovviamente finché una carta è ferita i poteri di cui dispone non possono essere utilizzati, ma, in caso di fine partita, danno regolarmente i loro punti vittoria.
Le fiamme e il fine partita
Le carte dei cavalieri d’oro (le più generose in fatto di punti vittoria) hanno disegnata su di loro una fiamma: quando queste carte vengono sconfitte (quindi acquistate) o eliminate dal campo di gioco (nella fase di mantenimento o per effetto di altre carte) si deve levare una fiamma dall’orologio. Levata l’ultima fiamma si finisce il giro e la partita termina.
Il calcolo dei punti vittoria
Ovviamente è dato dalla somma dei PV presenti nell’angolo in basso a destra delle carte. Alcune carte poi hanno PV che possono variare in base al verificarsi di determinate condizioni: esempio Atena da 1 PV ogni 10 carte del mazzo o Jango che da 1 PV per ogni diverso cavaliere nero presente nel mazzo. Chi ha fatto più PV vince. Mi sembra che il manuale non indichi che succede in caso di eventuale parità.
Giocabilità in generale
Cominciamo dall’esaminare uno degli aspetti più discussi del gioco, ovverossia la durata che alcuni lamentano eccessiva. Riporto un aneddoto in merito. Su BGG un utente raccontava che
la moglie aveva trovato il gioco lungo e alla fin fine un po’ ripetitivo e quindi chiedeva come poter rimediare a questo aspetto. Gli hanno risposto dandogli 3 consigli di cui 2 utili e facilmente realizzabili:
- riduci il numero di fiammelle sull’orologio da 12 a 9 o addirittura a 6;
- leva una carta ad ogni turno di gioco a prescindere dal fatto che la sesta casella del gommoso tappetino sia vuota o piena (in tal modo usciranno piu carte e arriveranno più velocemente i cavalieri d’oro);
- cambia la moglie.
A parte gli scherzi, diciamo che Saint Seiya è un deck-building puro che fa parte di quella generazione di db in cui non vai a girare per un dungeon (Clank!) o a scavare alla ricerca di minerali preziosi (Super Motherload) e non devi neanche ridurre a zero la salute dell’avversario (Shards of Infinity). No, qui devi solo acquistare carte cercando di comprarle migliori dell’avversario. Nel farlo però devi sfruttare al meglio le carte e i loro effetti.
Ma non basta: uno degli aspetti migliori e innovativi di SS è la possibilità di comprare carte tramite il potere “Cosmo”, tenerle direttamente in mano e addirittura giocarle subito, nello stesso turno in cui l’hai acquistata: questo consente, vi lascio immaginare, delle combo notevoli.
Col tempo, partita dopo partita, si cominceranno a conoscere le carte, a saperle gestire, a valutare le interazioni e non ultimo a gestire i personaggi feriti: capirete come ferire personaggi vi offra la possibilità di snellire il mazzo eliminando solo temporaneamente dal gioco le carte inutili.

Il consiglio quindi è solo uno:
dategli tempo a questo gioco, dategli il modo di farsi conoscere e vedrete che forse non ci sarà bisogno di seguire i consigli sopra riportati.
Attenzione a giocare la partita puntando solo sulle carte a punti variabili: non è necessariamente una strategia vincente, perché alla fine della fiera non danno ricompense eccessive. Jango ad esempio (1 PV per ogni diverso cavaliere nero) ti dà max 6 PV, ma hai perso turni per comprare cavalieri neri, mentre un cavaliere d’oro in sé da solo ti dà minimo 5 PV.
Scalabilità: Saint Seiya è un gioco che dà il meglio di sé in 2 o 3 giocatori.
Rigiocabilità
Dunque, 75 carte eroe e 125 carte personaggio. Le cose stanno così: le prime 4 o 5 partite per memorizzare le carte, imparare le migliori combo e gestire i tempi della partita, poi sicuramente altre 5 partite le fai godendotele, poi probabilmente ci sarà bisogno di un’espansione… ma questa è una regola d’oro di ogni db giusto? Comunque ce n’è già una, anche se ancora difficilmente reperibile: si tratta di Asgard Expansion, che introduce 50 nuove carte e qualche meccanica innovativa.
Materiali e grafica
Cominciamo dal gommoso tappetino che è un valore aggiunto: molto, molto meglio dell’uggioso tabellone. Bravi! Simpatica l’idea del tabellone dell’orologio cosmico/astrologico che sta bene in piedi con tutte le sue fiammelle magnetiche belle aderenti.
Le carte sono di buona qualità, ma soprattutto sono tutte rivestite da una lamina che le rende traslucide e brillanti e anche questo è un punto a favore della presentazione del prodotto. La grafica personalmente non è dispiaciuta, ma qualche appassionata della saga de I Cavalieri dello Zodiaco l’ha trovata un po’ datata, in quanto ispirata ai primi episodi della serie.

Il manuale ha pochi esempi e sembra si rivolga ai conoscitori delle meccaniche del
deck-building. Inventatevi poi prima di iniziare una partita una
house rule in caso di pareggio, perché sul manuale non troverete nulla in merito
Alla fine Saint Seiya avrà tanti estimatori fra coloro che amano la saga de I Cavalieri dello Zodiaco, che sono poi i destinatari principali del prodotto. Da parte mia lo raccomando vivamente anche agli amanti del db puro, quello senza orpelli e sovrastrutture: in questo senso ha degli aspetti di novità che gli danno un tocco di originalità tale da distinguersi dagli altri giochi del genere.
Per finire ringraziamo la 3 Emme Games per la copia recensore che ci ha concesso.
Buone giocate a tutti