[Riparliamone] Travelin’: in italiano il divertimento last minute!!!

scritto da Sergio

Ma qualcuno di voi ce l’ha presente quella gif animata in cui un gamer abbastanza robusto, arrivato al limite della sopportazione durante un gioco, ciocca un paio di manate sul tavolo, spezzandolo in due tra gli sguardi inorriditi e increduli degli altri seduti con lui?
Mi direte: “Sì, ma che c’entra?
Ci arriviamo… ma andiamo per gradi…
Giovedì scorso io, il Berna, Carlo e il nostro immarcescibile power player Pinco ci siamo incontrati come d’abitudine per giocare e fare la nostra solita serata.
Viene fuori dalla borsa di Fabio questa bella scatolina, che mi viene affidata per la recensione.
Il gioco si chiama Travelin’, Divertimento Last Minute: è un filler ed è già stato recensito nella sua versione inglese dall’amico Berna qui. Ne riparliamo volentieri, in quanto la casa editrice milanese 3 Emme ha deciso di localizzarlo nell’italico idioma e quindi ci pare giusto presentarlo al pubblico, anche perché a mio parere è sempre lodevole portare in Italia titoli che altrimenti rimarrebbero poco conosciuti e credo che questo Travelin’ poi meriti un po’ di fama nostrana.
La 3 Emme è una giovane casa editrice milanese, che sta facendo le cose per bene con un offerta di giochi e progetti a 360 gradi: prendiamo ad esempio Jetpack Joyride (chi non l’ha giocato almeno una volta sul cellulare?) o il ritorno all’universo di Warhammer 40.000 Heroes of Black Reach e attraversiamo un catalogo decisamente interessante e ricco per arrivare a questo filler di cui ci stiamo occupando. Travelin’ è un gioco da 2 a 5 giocatori da 14 anni in su della durata di poco sotto la mezz’ora. L’edizione di cui parlo (e anche altro) la potrete provare all’oramai prossima Lucca Comics.

Le differenze rispetto alla versione della Mind Fitness Game sono poche: differiscono la grafica e le dimensioni della scatola (un po’ più grande quella italiana e di forma diversa). Rispetto al passato per fortuna nella versione attuale ogni giocatore ha il suo passaporto (mappa) per vedere meglio i luoghi e le città: nella versione originale la mappa era una sola comune per tutti e impegnava chi poco masticasse la geografia delle città a qualche sforzo di collo non indifferente.


Riprendiamo in breve adesso quanto già scritto da Bernapapà per materiali e regole, mentre poi aggiungerò qualche impressione personale che andrà a spiegare anche l’incipit dell’articolo.



Il contenuto

Innanzitutto i passaporti, uno per giocatore che mostra la mappa geopolitica dell’Europa con la sua miriade di staterelli: per ogni paese vi è un cerchio contenente l’acronimo (prime due lettere che compaiono nelle targhe) e un collegamento per ogni confine con gli stati limitrofi.
Il mazzo di carte è formato da 4 tipi di carte: le carte paese (47), con rappresentato il nome, l’acronimo, la bandiera, i punti vittoria, la famosa frase ironica (inutile ai fini del gioco), la lista degli stati confinanti e la descrizione dell’azione legata al paese visitato.

Abbiamo poi le carte trasporto (28), che riportano 3 diversi mezzi di trasporto: autobus, treno e aereo. Con l’autobus si può attraversare un confine, con il treno si possono attraversare fino a due confini, mentre l’aereo (più raro) permette di collegare direttamente due paesi qualsiasi della mappa.
Troviamo poi 30 carte azione (26 nella versione originale), riconoscibili dal simbolo della freccia in alto a sinistra, che permettono di svolgere svariate azioni, fra cui modificare la propria o altrui mano di carte o modificare il punteggio degli itinerari già percorsi.
Ci sono poi 7 carte speciali, che permettono di effettuare azioni fuori dal proprio turno, tipicamente per contrastare un’azione effettuata da un avversario.

Terminano il mazzo le carte riepilogo delle azioni, la carta tempesta di neve (double face sole/neve), la carta ordine di turno (double face orario/antiorario) e il trofeo d’oro, che vale 5 punti.
Dal punto di vista della qualità dei materiali, siamo nello standard: carte plastificate molto robuste e grafica non eccelsa, ma estremamente chiara.”



Come ha fatto l’amico Bernapapà, mi piace poi soffermarmi sulle frasette più o meno ironiche che ogni carta riporta scherzando sui paesi e le abitudini degli abitanti.
Non userai mai quelle scarpe di legno” carta che raffigura gli zoccoli olandesi.
Inventato dai francesi per gli italiani” carta che raffigura un bidet.
Quando non costruiscono auto lavorano” carta con bandiera Germania.
Leader mondiale del consumo di alcolici” carta della Bielorussia (la sapevate ‘sta cosa?).
Abba mai dimenticati e mai perdonati” carta Svezia.
Non stanno litigando: è così che parlano e qui la carta la immaginate a chi è riferita?
Ce ne sono tante altre divertenti e devo dire che durante la partita sono piacevoli queste piccole “perle di saggezza”, anche se qualcuna, poi lo scoprirete, è abbastanza bastardella.



Le regole in breve
“Le regole del gioco sono estremamente semplici: ogni giocatore ha di fronte a sé la propria mappa/pssaporto e la preparazione consiste nel sistemare sul tavolo le carta tempesta di neve sul lato sole, la carta direzione del giro sul lato orario e da parte il trofeo.
Si distribuiscono quindi 8 carte a testa e
ognuno sceglie segretamente una carta stato da cui partire, che vengono poi posizionate davanti a sé all’unisono: vengono quindi rivelate 3 carte dal mazzo.
Obiettivo del gioco è riuscire a effettuare il viaggio più interessante dato dai punteggi dei paesi che si riesce a visitare.
Si parte con il giocatore che ha il valore di paese di partenza più basso e si gioca in senso orario.

Al proprio turno ognuno deve pescare o una carta fra quelle disponibili o due carte dal mazzo di pesca oppure la carta visibile del mazzo degli scarti.
Poi, se vuole, può giocare una cartaaggiungendo un paese al proprio viaggio (ovviamente scartando le carte mezzo di trasporto necessarie per raggiungerlo) oppure giocare una carta azione, effettuando l’azione descritta, o infine può attivare l’azione presente in una delle carte paese che fanno già parte del proprio viaggio, girando a testa in giù la carta in modo da ricordarsi di non poter più effettuare quell’azione.

In generale è possibile effettuare una sola azione, ma ci sono azioni che si possono combinare insieme.
È importante ricordarsi che, durante il proprio turno, gli avversari potrebbero interrompere l’azione tramite l’uso di una carta speciale.
Al termine del turno si deve scartare una carta.
Si continua a giro, fino a quando un giocatore ha creato un viaggio di 5 paesi: egli si prende la carta del trofeo d’oro. Se un giocatore possiede la carta del Passaporto d’oro, la gioca in fondo al proprio viaggio.
Il gioco termina immediatamente e il vincitore sarà colui che avrà effettuato un viaggio con più punti. In caso di parità vincerà chi ha provocato la fine del gioco, avendo visitato 5 paesi.”



Le mie considerazioni

Ritorniamo alla serata di giovedì scorso e ai 4 amici intorno al tavolo, pronti per partire in un viaggio per l’Europa. Cinque minuti di spiegazione rapida e si parte…
Al di là di qualche difficoltà nel trovare gli staterelli piu sconosciuti (ma la Macedonia del Nord con la sua bandiera assolata dove cavolo sta?), il gioco entra subito nel vivo, tanto è semplice, ed è da subito divertente e piacevole iniziare a studiarsi la mappa dei paesi vicini, dove potrei andare e come arrivarci aiutandomi poi con le azioni delle carte. Certo, un po’ di alea è presente, essendo un gioco di carte, ma questo è un dato di fatto.

Io noto che c’è qualche carta in mezzo alle altre decisamente cattiva (il controllo di frontiera che annulla il viaggio di un avversario, facendogli però sprecare le carte mezzo di trasporto). Penso “è il momento di danneggiare il nostro Pinco!“, denotando una vera e propria ossessione per il power player del gruppo, ma poi decido di soprassedere: mi sembra troppo e così la scarto. La partita prosegue velocemente con continui simpatici commenti al testo delle carte (“ogni viaggio parte da un bancomat”) e ognuno si fa la sua partita. Dopo una ventina di minuti siamo tutti lì con 4 paesi pronti e succede quello che non t’aspetti: lui, il Fabio, come il protagonista de “La guerra di Piero” non mi ricambia la cortesia e mostrando un odioso sorriso mi gioca contro l’altra carta “controllo di frontiera”, facendomi andare in malora il 5° viaggio e tutti i mezzi di trasporto faticosamente accumulati.

In quel momento mi sono sentito come quello della gif animata di cui ho parlato all’inizio ed ecco svelato il mistero. Sappiate che non ho spaccato il tavolo (anche perché il tavolo del Berna avrebbe spaccato lui il polso a me), ma che l’ho detestato (non il tavolo) per un breve istante!!!!!

Avrete capito quindi: Travelin’ è un gioco scanzonato rapido e divertente non adatto (almeno di partenza) a un pubblico familiare. Propone una buona dose di alea (se sei in Spagna e peschi la Polonia voglio vedere come ci arrivi) e un’altrettanta buona dose di cattiveria interattiva che come avete visto mette un bel po’ di “verve” in questo piacevole viaggetto ludico.

A sinistra l’autore e a destra l’editore della prima edizione (Jozef Dorsonczky)

Può per altro essere giocato con diversi livelli di impegno, visto che è possibile puntare maggiormente sulla costruzione della propria catena di paesi visitati, curandosi meno degli effetti delle carte, oppure mettersi con maggiore attenzione a costruire della lunghe combo, sfruttando gli effetti specifici delle carte azione, che sono numerosi e sufficientemente diversi da impegnare i giocatori che desiderano riflettere a pianificare il tutto. La massiccia presenza di testo giustifica appieno la localizzazione operata.

Si ringrazia la casa editrice per la copia demo del gioco e come sempre auguro 
Buone giocate a tutti

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