[Recensione] Tortuga Gourmet

Scritto da Simarillon (Davide)
I cuochi pirata più temibili dei sette mari sono alla ricerca degli ingredienti gourmet per comporre le loro assurde ricette. Ecco come si presenta Tortuga Gourmet, l’ultimo gioco Red Glove pensato da Alessandro Dentis e illustrato da Ferdinando Batistini. Il gioco vedrà impegnati da due a cinque pirati, a partire dai sette anni, in partite che dureranno venti minuti circa. Pronti a lanciarvi in questa succulenta avventura piratesca? … continuate a leggere allora!

I MATERIALI
La scatola di Tortuga Gourmet contiene:
  • cinque segnalini pirata Jack Squirrel (scoiattolo verde), Guybrush Monkey (gorilla grigio), Zamparossa (lupo rosso), Tarta Blu (tartaruga blu) e Ossanera (fantasma nero) in legno e di buone dimensioni;
  • sei carte Bandiera Pirata;
  • sei Carte Ricetta;
  • ottantaquattro carte ingrediente;
  • cinque mazzi Cassa Vuota (da tre carte nei valori uno, due, tre).
I segnalini in legno, come ho scritto, sono di buone dimensioni, e sicuramente simpatici. I disegni molto chiari e perfettamente funzionali al gioco, con ingredienti per realizzare le ricette davvero molto particolari (grog, alga, cosciotto, pesce e un non meglio specificato frutto). Tutte le tipologie di carte hanno lo stesso formato.
La scatola di piccole dimensioni è- facilmente trasportabile e i materiali sono nella norma per la tipologia di gioco, sicuramente promossi valutando tutto, compresa l’ergonomia di gioco.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco si prepara formando dodici mazzetti isola da sette carte e disponendoli in cerchio, ogni

materiali in gioco

giocatore sceglie un pirata e riceve una carta ricetta (con due ricette rispettivamente da sei e tre punti) e uno dei mazzi Cassa Vuota.

Al proprio turno il giocatore giocherà una delle tre carte della propria mano e si muoverà, in senso orario o antiorario, del numero indicato sulla carta e arriverà sull’isola, dove prenderà la prima carta ivi presente; ogni carta giocata finirà nella dispensa del giocatore che a fine partita comporrà il maggior numero di ricette possibili con gli ingredienti che si è procurato.
Le carte ingrediente di dividono in ingredienti, carta doblone (che darà un punto a fine partita), carta ingrediente segreto (un jolly da usare a fine partita come meglio si crede), carta isola solitaria (che permetterà di muovere il segnalino pirata su un’isola a propria scelta dove non ci siano altri giocatori) carta isola affollata (che permetterà di muovere il segnalino pirata su un’isola a propria scelta dove ci siano altri giocatori). Nelle partite a due o tre giocatori il gioco termina quando finiscono le carte di uno dei mazzi, nelle partite a quattro o cinque giocatori quando finiscono le carte di due mazzi.
Terminato il gioco i cuochi pirati tentano di cucinare il maggior numero possibile di ricette (formando i tris e le coppie richieste per le ricette) e vede se riesce a formare dei tris di ingredienti uguali per cucinare le polpette (che danno due punti), tutte le carte spaiate varranno meno un punto diventando cibo per pesci. Chi ha il maggior numero di punti sarà il cuoco migliore dei sette mari. 
la dotazione di Jack Squirrel

CONSIDERAZIONE PERSONALI  /  IMPRESSIONI

Parto dicendo che il tema piratesco del gioco mi sembra particolarmente adeguato e la caratterizzazione dei personaggi è ben fatta seguendo la tradizione dei giochi Red Glove. L’idea di pirati con animali che richiamano i più famosi bucanieri conosciuti (come Jack Sparrow o Barbablu) è sicuramente un’altra buona intuizione. Le ricette hanno nomi spassosi, con ingredienti improbabili e, ancora, sono perfette per il mondo gourmet dei pirati.  
Il gioco è divertente in due come in cinque, con una lunghezza coerente con la tipologia di gioco, se poi si vuole la si può facilmente modulare (come suggerito anche in una variante del regolamento) aumentando il numero di isole da far finire per far terminare la partita.
Una situazione molto interessante è che i giocatori, in un qualche modo, possono decidere quando far finire la partita, magari si può scegliere per una mossa sub-ottimale se si pensa di essere in svantaggio per provare ad allungare il gioco ancora di qualche turno; la stessa scelta la si può fare se si intuisce che un ingrediente è fondamentale per la realizzazione di una ricetta di un avversario. L’ottimizzazione delle mosse non può essere programmata – se non in due giocatori – ma si deve studiare la situazione che ci si presenta di fronte ed ottenere il massimo risultato con le carte che abbiamo a disposizione.
La penalizzazione nel punteggio è ben studiata e obbliga i giocatori a pensare un attimino di più quali ingredienti andare a recuperare per non trovarsi al termine del gioco con troppi punti negativi; per la mia esperienza i punteggi sono molto stretti e proprio i punti negativi possono fare la differenza. 
Il gioco è molto piacevole anche tra soli giocatori adulti, anche avvezzi al gioco, magari snobberanno il tema, magari snobberanno le illustrazioni, ma la meccanica è davvero intelligente e può essere un ottimo filler tra un cinghiale e l’altro.
Il regolamento suggerisce anche la variante di non ricontrollare gli ingredienti che si sono accumulati, affidandosi alla memoria, questa modalità la sconsiglio, sicuramente, se giocata con i più piccoli, ma se volete rendere il tutto molto più difficile potete provare; personalmente preferisco sempre sapere gli ingredienti … ma forse perché sto invecchiando e la memoria sta diminuendo. 
La scatola indica un 7+ come età per iniziare a giocare, posso dirmi d’accordo con questo target; se volete osare, dai sei anni si può già iniziare a giocare, aiutando a leggere i nomi delle ricette, per il resto le carte sono auto-esplicative.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che come dice la chef britannica April Bloomfield: “cercate sempre i migliori ingredienti, trattate il cibo che cucinate con rispetto, leggete sempre tutta la ricetta prima, siate organizzati, e divertitevi”.
le ricette

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato
giocando al gioco Tortuga Gourmet… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:

  • ottimizzare la propria mossa in funzione della situazione presente sul tavolo, adeguandosi alle mosse degli altri giocatori, se ci hanno scombinato i piani;
  • forzare o meno la fine del gioco, sapendo la condizione di chiusura della partita;
  • ad utilizzare al meglio il jolly;
  • che i cuochi pirati cucinano delle ricette … da schifo, ma molto divertenti.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Questa volta capitolo molto facile da scrivere, Tortuga Gourmet è il tipico gioco che si può giocare, piacevolmente, a qualsiasi età, perché permette di avere un qualcosa di utile da fare e bisogna sempre cercare la mossa giusta, così come lo si può proporre a gruppi eterogenei per età e per conoscenza ludiche; un gioco, insomma, che non rischia di finire in un dimenticatoio, ma che si farà giocare sempre volentieri.
tutti i pirati

PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

Tutti i giochi è bello giocarli con mamme e papà, ecco qui i motivi per giocarli insieme:
un gioco in cui possiamo sfidare mamma a preparare la ricetta migliore! Ecco perché anche lei deve partecipare, e poi se pensiamo ai nomi buffi delle ricette che si devono preparare ci faremo delle belle risate tutti insieme leggendoli. Le regole ci suggeriscono che inizia a giocare il giocatore che ha cucinato più di recente e quindi … mamma giocherà quasi sempre per prima :D.
Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.
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Francesco: ciao hai un profilo su vinted che è stato appena ...
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Matteo: Paladini del regno occidentale!...
Donato: Per Ramon: quanti ricordi con Dungeon Keeper, che ...
cogo71: Grazie mille Giovanni. In realtà c'è stato un pr...
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