Quello di cui vi parlo oggi è il primo volume di una collana (al momento di due soli volumi, il secondo è Blood Royals) ideata dalla Spiel Press nel tentativo di fondere, quantomeno produttivamente, il settore librario e quello del gioco da tavolo.
In tutti questi titoli lo scopo è ottimizzare il risultato dei dadi (personali o comuni che siano) per annerire/riempire delle caselle; a seconda dei casi i dadi tirati possono essere normali dadi da 6 oppure dadi con facce speciali.
Questo Star Maps (1-4 giocatori, 30 minuti) ideato da Brian Fischer, sceglie di utilizzare dadi standard in modo tale da fornire al giocatore unicamente il libro di gioco. Il progetto mi incuriosì parecchio anche per la presenza di un leggerissimo “effetto legacy”.
La collana è stata finanziata tramite Kickstarter (
qui la pagina), che permetteva anche l’acquisto delle versioni digitali per pochi dollari e includeva anche
Blood Royals, secondo titolo della collana, questo per due giocatori, in cui si interpretano i contendenti alla corona di un regno nel corso di più generazionie e dove l’
effetto legacy è assai più marcato.
I giocatori in Star Maps saranno scenziati neo-assunti all’interno di un nuovo moderno osservatorio astronomico, intenti ad analizzare e schedare nuove porzioni del cielo. Nel corso della partita il laboratorio crescerà aggiungendo ulteriori opzioni, mentre la mappa del cielo si arricchirà di nuove costellazioni.
NELLA “SCATOLA”
Virgolette d’obbligo, perché scatole non ne abbiamo, ma stringiamo tra le mani solo un libro, contente regole, 4 brevi capitoletti narrativi per entrare nel mood, le schede di gioco e una parte finale con mappa delle costellazioni e le migliorie per l’osservatorio (vedi poi). Le pagine di gioco sono strappabili (hanno il pre-taglio tratteggiato per rimuoverle in modo rapido e preciso)… staccare i fogli è facoltativo fino a 2 giocatori, dove basta tenere il libro aperto su due pagine, ma necessario se si gioca in 3 o 4.
Per giocare servono anche 2 normalissimi dadi da 6 e una matita (da procurarsi a parte).
COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve un foglio con la stessa plancia di gioco, come quella che vedete sotto (questa è la prima presente nel libro).
Ad ogni turno qualcuno tira due dadi e ognuno sceglie se applicarli per ottenere indizi su un nuovo corpo celeste (eventualmente scoprendolo) oppure se creare un nuovo collegamento sulla mappa tra quelli liberi.
Cercare un corpo celeste
Come potete vedere dall’immagine ad ogni valore del dado corrisponde un certo corpo celeste e saremo noi a scegliere quale dado utilizzare come valore e quale per identificare il corpo celeste. Fatta questa scelta scriveremo il valore in una casella libera adiacente al corpo celeste indicata: se in questo modo entrambe le caselle adiacenti al corpo celeste sono valorizzate lo abbiamo correttamente scoperto e scriviamo al suo interno la differenza tra i due valori adiacenti.
Inoltre se si trattava dell’ultima stella di quel tipo sul nostro foglio possiamo anche attivare un’abilità speciale (tra le migliorie sbloccate).
Esempio: se i risultati dei due dadi fossero 2 e 6, vuol dire che potremmo scrivere 2 in una casella adiavente un asteroide oppure scrivere 6 in una casella adiacente a un sole giallo. Se facciamo la prima scelta e l’altra casella adiacente all’asteroide contenesse un 6 potremmo scrivere 4 nell’asteroide (6-2=4).
Creare un nuovo collegamento
Possiamo scegliere di non scrivere alcun valore, ma invece annerire un pallino su una linea tratteggiata rendendo quindi adiacenti due caselle che altrimenti non conterebbero come collegate. In alcuni casi questo collegamento avviene in automatico (stella col lucchetto), ma solo se riusciamo a valorizzare un corpo celeste col valore richiestoci.
Creare questi collegamenti rende accessibili interi bracci della galassia, che altrimenti non parteciperebbero al conteggio dei punti.
Esempio: se i dadi non li ritengo utili oppure se i campi che dovrei valorizzare hanno già un numero posso annerire il pallino rendendo il 5 adiacente alla stella rossa così da assegnarle un punteggio (2=5-3).
FINE PARTITA
Se a un certo punto anche
un solo giocatore non fosse più in grado di usare una delle due azioni sopra (essendo i dadi non applicabili
E avendo tutti i collegamenti già chiusi) il gioco finisce e si contano i punti: basta sommare il valore di tutte le stelle scoperte e gli eventuali punti extra legati allo scenario (ognuno ha una sua meccanica di valutazione per dei punti aggiuntivi) oppure legati a migliorie dell’osservatorio.
MIGLIORIE PER L’OSSERVATORIO E MAPPA STELLARE
A fine partita ogni giocatore perdente ha diritto di scegliere dal fondo del manuale una miglioria permanente per l’osservatorio, annerendo l’apposito quadratino… ma è importante sottolineare il fatto che queste migliorie non sono personali, bensì del laboratorio, quindi nel corso delle future partite sarà utilizzabile da chiunque ne ottenga il ditritto, scoprendo l’ultima stella di un certo tipo sulla sua scheda. Alcune migliorie sono abilità particolari (ad esempio ribaltare un dado), mentre altre modificano i punteggi (ad esempio assegnando bonus al giocatore con più punti in certe stelle), ma sono sempre collettive: rappresentano infatti il crescere della struttura che ottiene sempre più fondi.
Invece il vincitore della partita potrà dare il nome a una delle stelle sulla mappa stellare a fondo libro e inoltre anche creare un nuovo collegamento tra due stelle (disegnando una linea tra due stelle) formando così, man mano, delle costellazioni. Col procedere delle partite avremo accesso a sempre più settori della mappa.
CONSIDERAZIONI FINALI
Il titolo è interessante, anche se porta con sé alcuni difetti… diciamo che l’idea mi piace moltissimo, anche per le potenzialità future di collane di questo tipo: inutile dire che i costi dell’editoria tradizionale sono molto più contenuti e comportano anche vari altri vantaggi sia di distribuzione (un libro puù arrivare ovunque) che di costi (ad esempio da noi i libri hanno l’IVA al 2% contro l’IVA al 22% sui giochi), ma soprattutto hanno vantaggi di realizzazione, permettendo quindi moltissima sperimentazione per un autore.
In questo caso il risultato mi ha convinto solo parzialmente… il gioco in sé è abbastanza solido, ma non così forte da spiccare sulla concorrenza, pur non venendone schiacciato. Diciamo che se vi piace il genere vi divertirà, ma la parte di sviluppo del laboratorio poteva essere implementata in modo più caratterizzante, magari con scelte più sofferte o bivi narrativi (come a quanto pare avviene in effetti nel secondo volume della collana, Blood Royals, che però ancora devo provare). Se non siete appassionati del genere è probabilmente un titolo che potete evitare serenamente, magari aspettando di vedere come si sviluppano i volumi futuri.
La componente legacy resta comunque un’aggiunta carina, perché permette col tempo di ampliare le scelte di gioco, aggiungendo poteri e ulteriori modi di fare punti a fine partita. Questo incide anche sulla longevità del gioco, rendendolo sempre un pochettino diverso, assieme al fatto di avere 4 diverse schede di gioco, ciascuna con delle sue particolarità di regole e una struttura tutta diversa.
Altro pregio è la portabilità (è un libro, leggero e piatto), caratteristica che però bene o male accomuna quasi tutti gli esponenti del genere.
Nonostante la presenza dei dadi la casualità è abbastanza contenuta: ha persino convinto la mia ragazza che coi dadi non è proprio “amicona”. Infatti essendo il tiro comune a tutti, il gioco si basa proprio sul saper meglio ottimizzare ciò che arriva. Anche a fine partita il non essersi chiusi troppi collegamenti e aver distribuito saggiamente i valori mantenendosi più strade aperte, paga (un po’ come negli ultimi turni di Sagrada). Analogamente sta ai singoli giocatori scegliere quanto rischiare (del tipo: scrivo anch’io come gli altri un modesto 3 facendo 2 punti con quella stella oppure attendo un numero migliore col rischio che poi quel corpo celeste non lo chiuderò, facendo 0 punti?)
Tirando le somme siamo davanti a un’idea interessante e con grandi potenzialità che però, paradossalmente, osa meno di quanto avrebbe potuto, pur restando un titolo valido. Appena avrò giocato Blood Royals vi parlerò pure di quello… intanto vi premetto che in quel caso anche la meccanica cambia, mescolando controllo area e piazzamento dadi.
Il
prezzo è attualmente di 18$ nella versione fisica e 6$ per quella in PDF; sia questo che il secondo volume sono acquistabili in formato fisico o in PnP
cliccando qui (
un grazie ad *Ele* che mi ha trovato il link… io non ci ero riuscito).
Intanto però potete giocare liberamente il primo scenario sia di questo titolo che di Blood Royals scaricandone qui i Print&Play messi gentilmente a disposizione dall’editore. ^__^
– Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(Spiel press) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi
di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo
che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del
gioco. —