Una piccola nota da un punto di vista estetico: le nuove confezioni occupano, inutilmente, più del
doppio dello spazio, non ci stanno bene nella scatola del gioco base, ma appagano molto di più l’occhio e, visto che siamo nella società dell’immagine, mi sembra una scelta azzeccata, così come quella di dare un nome ad ogni mazzo di espansione, che è sicuramente più evocativo di un numero.
Aggiungo un appunto finale sul come sia possibile, piacevolmente, giocare a Dixit sino a dodici giocatori: disegnate una ruota con dodici spicchi e un colore centrale per associarla al coniglio o al segnalino che si muoverà sul tabellone e procuratevi una piccola molletta per ognuna delle ruote. Le dinamiche sono identiche a quelle di Dixit, con la diversità che si indicherà la carta sulla ruota con la molletta e si modula il numero di chi indovina o non indovina le carte in base al numero di partecipanti; così, ad esempio, se si giocherà in dieci basterà che nove indovinino la carta per far sì che chi ha detto la frase non sia stato abbastanza bravo.
DIXIT, disegni di Marie Cardouat, è iniziato tutto da qui! La disegnatrice appena diplomatasi all’Istituto di Arti Decorative di Strasburgo risponde a un annuncio di Regis Bonnessée di Libellud per illustrare Dixit, dopo aver illustrato alcuni libri per bambini. I disegni di Marie Cardouat hanno un tratto lieve e direi quasi onirico, sono molto evocativi e mescolano sapientemente le emozioni in ognuna delle carte. La partenza è stata ottima e la semplicità delle regole, accompagnata dai disegni particolarmente azzeccati, hanno fatto di Dixit in breve tempo un classico moderno. DIXIT JOURNEY [3], disegni di Xavier Collette, primo mazzo a firma diversa da Marie Cardouat e il nuovo tratto si vede tutto: carte molto più cupe, disegno maggiormente influenzato dai cartoon moderni (con l’influenza Pixar e della digital art piuttosto evidente) e una tridimensionalità che manca ai disegni dei primi due mazzi. In alcune carte (non troppe per la verità) c’è un solo soggetto, cosa rara nei precedenti set, con un piccolo rischio di mono-dimensionalità di interpretazione, mancando quel particolare da cogliere e da far cogliere. Un mazzo interessante per gli appassionati di digital art; personalmente non ho mai capito se mi piaccia oppure no, anche se ho sempre apprezzato la scelta coraggiosa di introdurre un nuovo disegnatore per dare una svolta al comparto grafico del gioco. Nota finale per dire che questo mazzo è quello presente nel gioco completo Dixit Journey, come si può già intuire dal nome assegnatogli. Da avere se vi piace il tratto cartoon.
DIXIT DAYDREAMS [5], disegni di Franck Dion, mazzo tetro, con pochi colori sgargianti e una predominanza di colori come il marrone, il verde nelle sue tonalità più scure e il blu scuro, i colori sono pastello e spesso i soggetti sembrano quasi prigionieri delle carte, i volti delle persone mancano sovente della bocca, rendendo l’espressione ancora più enigmatica. Un mazzo sicuramente particolare che – se piace lo stile – è da avere, perché può suggerire ai giocatori davvero un qualcosa di molto diverso rispetto agli altri mazzi. A noi in casa personalmente non piace, ma solo perché quando giochiamo a Dixit vogliamo giocare con mazzi spensierati e qui non è raro vedere pallottole, armi, persone o animali in difficoltà, …
DIXIT MEMORIES [6], disegni di Carine Hinder e Jérôme Pélissier, per la prima volta ci si affida a una coppia e direi con ottimi risultati, infatti i disegni hanno davvero un qualcosa in più. Il mazzo di Dixit Memories sembra quasi l’evoluzione di Daydreams, anche qui gli sfondi delle carte sono spesso in tonalità marroni o verdi, ma i soggetti che dominano le carte sono resi con colori vivi come il rosso, l’arancione o l’azzurro; non è raro poi che le carte siano dominate da animali in atteggiamenti antropomorfi. Non so perché, ma se giochiamo in dieci o più una carta di questo mazzo esce sempre tra quelle che vengono poste sul tavolo, evidentemente i disegnatori hanno saputo trarre l’ispirazione giusta per far sognare i giocatori. Mazzo da aggiungere assolutamente. [nota personale è il mazzo preferito da mio figlio di 11 anni]
DIXIT REVELATIONS [7], disegni di Marina Coudray, tutte le carte del mazzo hanno almeno un particolare in oro lucente e in oltre venti carte questo particolare è goffrato, il mazzo è sicuramente particolare e alquanto evocativo, richiama molti temi, soprattutto legati con vari fili all’antichità e alla mitologia, sia essa greca/latina o indiana. Ci sono poi diverse influenze, come scrive Asterion alla presentazione del gioco: “le immagini misteriose e incantevoli di Coudray sono fortemente influenzate dal design del primo Novecento, dal movimento Art Deco al Surrealismo”. Nella lista dei miei pittori preferiti c’è sicuramente Magritte (e quindi in un qualche modo anche De Chirico) e in diverse carte si vede forte l’influenza di questi due pittori. Tutti i disegni, poi, sono davvero ricchi di quei piccoli particolari che aiutano a giocare al meglio a Dixit, anche se sono carte difficili e si rimarrà spesso a osservarle con meraviglia. Mazzo (che definirei quasi hippie in alcune sfumature) da aggiungere assolutamente.
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| il mazzo base |
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| ODYSSEY |
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| QUEST |
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| JOURNEY |
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| ORIGINS |
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| DAYDREAMS |
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| MEMORIES |
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| REVELATIONS |
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