scritto da Bernapapà
Gioco estremamente semplice, da giocare in allegria con la comitiva giusta.
I materiali e le regole
Nella scatola, riccamente decorata, troviamo semplicemente un mazzo di carte, un forziere del tesoro in legno e uno scudo in legno, con raffigurato un pollo. Oltre alla carta del drago, abbiamo ben 109 carte tesoro, ognuna delle quali riporta il disegno di un forziere aperto e due dei sei possibile tesori presenti nel gioco; in alternativa ai tesori è possibile trovare un pollo; alcune carte, invece del forziere aperto, riportano il forziere chiuso con seduto sopra il drago infuriato o comunque il drago seminascosto da qualche parte. C’è un ulteriore particolare da notare: in alcune carte (poche) la torcia è accesa, mente in altre è spenta. Come vedete dalle immagini, i disegni sono molto belli, ma al contempo, dato che gli elementi grafici che servono al gioco sono solo i tesori e l’eventuale presenza del drago, l’aver messo ben in evidenza i tesori, aiuta sicuramente la dinamica di gioco.
Ma veniamo alle regole, che si spiegano in 2 minuti: ognuno riceve un mazzo di carte di egual numero (le eventuali eccedenze vengono messe sotto la carta drago). Al via, ognuno pronuncia la frase epica “Il mio tesssoro!” e poi gira la carta che si trova in cima al proprio mazzo: il più veloce a nominare il tesoro più rappresentato nelle carte girate vince la mano, ottenendo tutte le carte tesoro girate. A meno che non esista almeno un altro tesoro che è a pari merito: in tal caso, se qualcuno se ne accorge, prende in mano il forziere di legno e tutto il tesoro sarà suo. Questo è l’andamento del gioco, fino a quando non compare un drago: nella mano in cui compare un drago, ognuno dovrà mettere la mano sullo scudo: l’ultimo a mettere la mano, di fatto, non ha fatto in
tempo a nascondersi, e dovrà quindi fare i conti con il drago, che andrà a sottrargli tutte le carte, precedentemente accumulate, che riportano uno dei due simboli presenti sulla carta drago. Per difendersi dal drago è comunque possibile restituire una carta pollo, se è presente nel proprio tesoro. Inoltre, se compare una carta con una torcia spenta, chi mette la mano su tale carta, prima che qualcuno pronunci il tesoro più presente, si accaparra quella carta tesoro, anche se nel turno in corso è apparso un drago.
Le impressioni
Come avrete capito, il gioco si inserisce nel filone di giochi di abilità visiva, tipo Dobble e Fantascatti, o ancora Bandits on Mars, con la piccola “complicazione” che vanno contati gli elementi. Non si tratta quindi solo di associare immagini, ma anche di contare e confrontare: questo sostanzialmente l‘elemento innovativo rispetto agli altri giochi citati. Il gioco ha quindi un target ben definito: gli amanti del genere potranno trovare questa proposta intrigante; coloro invece che non apprezzano questo tipo di meccaniche, non troveranno in esso motivo di interesse. Dato che l’elemento predominante riguarda la velocità di osservazione, il fattore età è determinante: giocando con i miei figli (dai 10 ai 20 anni), riesco a malapena a fare una mano a partita!
L’elemento della comparsa del drago, che, giustamente, è spesso abbastanza nascosto, rende il gioco più frizzante e ha l’effetto di riequilibrare le sorti: infatti chi magari è ancora concentrato a contare gli oggetti, non si accorge che a un avversario è partita la mano per coprire lo scudo e, ora che si rinviene, oramai tutti si sono già nascosti dalla furia del drago e, se il malcapitato non ha polli fra i suoi tesori, sarà costretto a pagare pegno. Anche l’elemento della torcia spenta vivacizza il gioco e può fornire un appiglio a chi magari è meno lesto nella conta dei tesori. In definitiva, un gioco caciarone, simpatico, dedicato a un target ben definito.
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