scritto da Bernapapà
I materiali e le regole
Nella scatola, appena più grande del necessario, troviamo semplicemente un mazzo di carte con lo stesso dorso. Le carte sono suddivise in quattro tipologie: carte organo, carte virus, carte medicina e carte azione. Le carte organo riportano i disegni degli organi vitali del corpo umano, sintetizzati in 4: cervello, cuore, stomaco e ossa; tutte con il loro disegno, ma soprattutto con il colore dello sfondo che le identifica. Abbiamo poi la carta organo jolly, che ne può rappresentare uno a scelta. Anche i virus sono di 4 tipi, con i colori corrispondenti agli organi che possono attaccare: pure in questo caso esiste un virus jolly in grado di attaccare qualsiasi organo. Stessa cosa vale per le medicine, in 4 tipologie, ognuna in grado di proteggere l’organo del relativo colore: non manca nemmeno qui la panacea di tutti i mali, in grado di curare qualsiasi tipo di virus.
L’ultima tipologia di carte sono le carte azione, che permettono differenti azioni, descritte dal disegno, ma soprattutto dalla simbologia riportata sugli angoli delle carte. La qualità delle carte è sufficientemente elevata: carte plasticate abbastanza robuste; i disegni sono molto simpatici, con taglio da fumettista satirico.
Le carte medicina vengono giocate sui propri organi, causando la prevenzione se l’organo è sano, l’immunità se l’organo aveva già una medicina o curando il virus, se l’organo era infetto. Le carte azione, invece, provocano azioni specifiche che vanno dal trapianto di uno dei propri organi con quello di uno degli avversari (se non immuni), rispettando sempre la regola di non duplicazione degli organi, al rubare un organo avversario, al fare scartare tutte le carte agli avversari (di fatto guadagnando un turno di gioco), al trasmettere i propri virus su organi sani degli avversari, al sostituire il “proprio corpo” completamente con quello di uno degli avversari.Le impressioni
Come già detto, il gioco è molto semplice, sbarazzino, sufficientemente dominato dalla fortuna, come in tutti i giochi di questo genere, ma in un giochino che dura una ventina di minuti scarsi, questo fattore non disturba affatto. Un gioco allegro (malgrado il tema trattato), in cui ci si prende un po’ in giro: si attivano meccaniche di piccole ripicche, perché se è vero che si cercherà di distribuire i virus soprattutto a chi ha il corpo messo meglio, è anche vero che a parità di situazione, si possono attivare piccole vendette fra i giocatori, che con il gruppo giusto non fanno altro che alimentare l’ilarità.
Una nota mi piace spenderla per l’aspetto dell’ambientazione: siamo ovviamente alla semplificazione estrema, ma in fondo ha un senso che l’organo attaccato da un virus venga curato con una medicina specifica, ma se il virus si moltiplica, si rischia di compromettere l’organo… insomma, per essere un giochino di carte semplice semplice, l’ambientazione ci sta tutta! L’altro aspetto che voglio sottolineare è che il giochino è divertente, per cui mi è capitato, anche grazie alla durata esigua delle partite, di farne una serie consecutiva, proposte proprio da chi ci giocava magari per la prima volta. E se non è indice di successo questo… Chiaro, non è una scatola da tirare fuori tutte le sere o da passarci una serata intera, ma come fillerino rilassante, o per gite fuori porta, i novelli autori, a mio avviso, hanno proprio fatto centro. Rischia di essere davvero, come recita il sottotitolo, il gioco di carte più contagioso!
Si ringrazia la Tranjis Games per la copia di review concessaci.
— Le immagini sono tratte dal boardgamegeek: tutti i diritti su di esse vanno ai rispettivi autori.Verranno rimosse dietro semplice richiesta.
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