[Giochi da zaino] Diamonsters

[Giochi da zaino] Diamonsters di Nero79

Eccomi con un altro gioco di carte che potete portarvi dietro facilmente nello zaino (nonostante la scatola sovradimensionata).
Il gioco di cui vi parlo oggi è Diamonsters, gioco per 2-6 giocatori di Masao Suganuma, autore giapponese venuto alla ribalta con il suo Machi Koro, il Catan con le carte che anche in Italia sta avendo un buon successo (ne abbiamo parlato qui, qui e anche qui) pubblicato da IDW Games / Pandasaurus Games.
Diamonsters è un semplicissimo gioco di carte che ricorda da vicino Pico microgioco tutto tedesco del 1996 ma anche Kop un gioco tradizionale polacco di cui sicuramente non avete mai sentito parlare. Non mi dilungo e vi lascio scoprire da soli questi due titoli mentre cerco di immaginarmi se sia possibile che un autore giapponese venga influenzato da un gioco tedesco fuori commercio o magari abbia scoperto una meccanica grazie ad un suo vecchio amico polacco.

In realtà questa meccanica è stata riutilizzata in tantissimi altri giochi (si tratta del classico confronto di carte dopo una scelta simultanea) ma aspettate che vi spieghi come funziona Diamonsters e confrontatelo con i due titoli misconosciuti di cui sopra per farvi una vostra idea…
Nella scatola
Su internet ho visto che esistono versioni del gioco con una scatola di dimensioni più contenute, io ho trovato qui solo una versione del gioco con una scatola talmente grande da fare immaginare non so quante espansioni… per ora ho trasferito le 60 carte e le 12 gemmine di plastica in una scatolina e sto valutando cosa fare con questa (magari la posso usare per contenere diversi giochini di carte o il Machi Koro che ho comprato in Italia in modo da usare poi la scatola di Uplay per qualcos’altro (o per i biscotti)…
Tornando al gioco… le sessanta carte non sono altro che dei simpatici mostriciattoli numerati dall’uno al cinque disegnati dallo stesso illustratore di Machi Koro, Noboru Hotta… quindi speriamo che prima o poi arrivi una Kaiju Expansion per Machi Koro in cui i mostri giganti terrorizzano le città distruggendo panifici, negozi di fiori e pizzerie :-). I mostri possono regalare un determinato numero di diamanti chi zero, chi uno e chi due, uno invece preferisce mangiarsene due. 
Le gemme servono (per così dire) a tenere il conto delle partite vinte dato che si vince aggiudicandosi un tot di partite in base al numero dei giocatori.
Il regolamento in inglese è abbastanza chiaro con ottimi esempi illustrati.
Il gioco (Un diamante è per sempre… figuratevi cinque)

Lo scopo del gioco è quello di raccogliere prima degli altri giocatori un totale di cinque diamanti oppure almeno tre mostri dello stesso tipo/valore. 
Ogni giocatore parte con in mano lo stesso set di cinque carte (cinque mostri numerati dall’uno al cinque). Il resto delle carte forma un mazzo di pesca.
Si gira una carta mostro dal mazzo di pesca. Questa sarà la carta in palio per questo round.
I giocatori decidono contemporaneamente quale carta giocare dalla mano. Se ci sono due o più mostri con lo stesso valore questi tornano in mano ai rispettivi proprietari i quali non vincono la carta in palio. Tra tutti i mostri “unici” rimasti sul tavolo vince normalmente quello di valore più alto. Ma se in tavola sono rimasti sia un 1 che un 5, sarà il mostro di valore 1 ad avere la meglio e a far vincere al suo padrone la carta mostro in palio.
Tutti i giocatori che hanno perso lo scontro riprendono in mano la carta che avevano giocato, il vincitore invece deve mettere davanti a se sia la carta giocata che la carta vinta e pescare due nuove carte. Se in un round tutti i giocatori hanno ripreso in mano la loro carta, la carta in palio per quel round viene scartata.
Interessante il modo in cui si è deciso di bilanciare i cinque valori;
1 (Ichi) Questo mostro regala due diamanti se viene vinto in uno scontro. È il mostro più debole di tutti perché perde sempre tranne che contro un 5 (Go).

2 (Ni) Questo mostro regala due diamanti perché è molto difficile vincere con un 2.
3 (San) Questo mostro di valore medio si vede spesso sul campo di battaglia quindi non regala diamanti.
4 (Shi) Questo mostro è molto forte perché viene battuto solo da un 5 (Go) e quindi per non farlo usare troppo dai giocatori è anche l’unico che si mangia due diamanti (vale -2 diamanti) rendendo più difficile il raggiungimento dei cinque diamanti che farebbero vincere la partita.
5 (Go) Questo mostro è il mostro che c’è in copertina e quindi anche il più forte (ma non sempre). In uno scontro batte tutti tranne un solitario 1 (Ichi). Siccome vi vuole bene regala anche un diamante.
Una carta dopo l’altra si procede a giocare carte e a farle scontrare finché un giocatore non si aggiudica la partita perché ha davanti a se cinque diamanti o tre mostri dello stesso tipo/valore.
Impressioni
Forse Diamonsters non è un microgioco in senso letterale ma poco ci manca. 
Il fatto di partire con le stesse carte e poi via via variare la mano durante la partita (se si riesce a vincere almeno una carta) è una scelta vincente del gioco che altrimenti sarebbe risultato scontato e preda di facili calcoli. 
Ok forse è un gioco ripetitivo e il gameplay può ricordare mille altri giochi, uno tra tutti Get Bit!/Lo Squalo, che pur battendo Diamonsters per tematica e componentistica (lo squalo in stile Lego e gli omini colorati sono un grosso selling point), perde però per quanto riguarda il Gameplay soprattutto nella fase finale con lo scontro a 2 (perdoniamogli pure la player elimination ma la risoluzione del gioco quando si è rimasti in due non è per nulla soddisfacente).
Siccome Diamonsters si gioca in simultanea le partite anche con il numero massimo di giocatori scorrono via veloci. Data la semplicità della meccanica è il classico gioco da fare mentre si sta finendo di mangiare e non c’è lo spazio o la forza mentale per mettersi a giocare a qualcosa di più impegnativo… inoltre data la pucciosità dei disegni i Diamonsters potrebbero diventare (proprio come i diamanti) i migliori amici delle ragazze al tavolo.
— Le immagini sono tratte da BGG (copyright dei rispettivi autori) o dal sito della casa editrice (IDW Games/Pandasaurus Games), alle quali appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si è parlato. Le immagini, riprodotte ritenendo la cosa gradita forma di diffusione, saranno rimosse su semplice richiesta —
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