Ricochet Robots – Recensione

Scritta da Chrys
Ho avuto modo di giocare pochi giorni fa a Ricochet Robots (1-10 giocatori) uno dei giochi più famosi di Alex Randolph, game designer storico passato a miglior vita nel 2004 all’età di 82 anni, passati praticamente tutti a giocare (a pochi mesi dalla morte era alla fiera di Essen a provare nuovi giochi). 
Anche se può per certi versi ricordare una versione semplificata dell’ottimo Roborally in questo caso il gamplay e la tipologia di gioco è completamente differente.

Alex Randolph

Alex Randolph ha vinto diversi premi per le sue creazioni ma è famoso
soprattutto per colui che ha “inventato” il mestiere di Game Designer,
cioè la prima persona ad essere vissuta di questa professione.
E’ anche
grazie alui che il nostro hobby è quello che è oggi.

Ricochet Robots è infatti una sfida di logica simultanea per 1-10 giocatori (ma anche molti di più…) e la sua prima edizione risale al 1999 ma ha avuto diverse riedizioni la penultima delle quali, nel 2004, ha introdotto alcune varianti al gameplay originale, poi però abbandonate.

NELLA SCATOLA
Aprendola troviamo 4 plancie di cartone a doppia faccia ed un pezzo di plastica per tenerle unite, 4 robottini (5 nell’ultima edizione), una clessidra e una quindicina di token di cartone che raffigurano i simboli presenti sulla mappa.
COME SI GIOCA
Le regole sono semplici… inizialmente i robottini vengono posti a caso sulla mappa formata dall’unione delle 4 plancie (posizione e lato scelto garantiscono un piano di gioco sempre diverso). I token con i simboli vengono mescolati e ne viene estratto uno: ogni simbolo ha un colore corrispondente ad un robot e un icona… tutti i simboli sono presenti anche sulla mappa. Lo scopo del gioco è quello di far arrivare il robot di quel colore su quel simbolo: sembra facile, ma questi robottini non brillano per intelligenza.
Come si muovono i robot…
Una volta attivato un robot e mosso in una direzione quello prosegue dritto ed inarrestabile finchè non incontra un muro o un altro robot, al che si ferma. A questo punto è possibile farlo ripartire nuovamente in una direzione a scelta. Come intuibile nessuno possiede un robottino in particolare (anche perchè si gioca fino in 10 con 4-5 robot) e tutti possono usarli tutti. 
Torniamo al gioco…
Ciascun giocatore inizia quindi a scervellarsi per trovare una combinazione di movimeni, usando anche più robot anche alternativamente, per portare il robot del colore giusto sul realtivo simbolo. Il primo che pensa di aver trovato un modo dice il numero di mosse con cui ci arriva e gira la clessidra. Se durante la clessidra altri giocatori trovano un percorso dichiarano il numero di mosse. Finita la clessidra quello che ha dichiarato meno mosse agisce per primo mostrando agli altri come farebbe.
Se effettivamente funziona con quelle mosse prende il token (vale un punto) altrimenti tocca al giocatore che ha dichiarato il numero successivo (in caso di numeri uguali vale l’ordine di dichiarazione) provarci e così via.
Il gioco va avanti finchè tutti i token sono stati estratti, ed il vincitore è il giocatore che ha vinto più token.
Esempio di gioco: qui vediamo il giallo che con l’ausilio del blu arriva all’icona in 7 mosse
CONCLUSIONI
Il gioco come detto è sostanzialmente un rompicapo multigiocatore e come tale può piacere oppure no. Probabilmente qualcuno mi bucherà le gomme della macchina per quello che sto per dire, ma personalmente a parità di ambientazione preferisco un Roborally che pur trattando sempre di studiare come far muovere dei robottini in un “labirinto” ha un approccio più leggero e caciarone, ma soprattutto trovo che permetta a tutti i giocatori di competere più o meno sullo stesso piano (a Roborally se sei bravo e ragioni in fretta hai un vantaggio notevole ma alla fine si divertono tutti). Detto questo sottolineo che questo gioco ha avuto un successo commerciale enorme e ha uno stuolo di fan, quindi magari sono io che sono strano.  😛
Infatti Ricochet Robots a livello di design è un gioco elegante e ben congegnato ma ha una fortissima componente di “spremimeningi” che richiede di riuscire a ragionare senza toccare i robot (ovviamente) e di tenere a memoria quello che si pianifica mentalmente. Sopra vedete un esempio da 7 mosse, ma giocando ho visto obbiettivi chiusi mediamente con 12-13 mosse e picchi di 20-25 (se immaginate 3-4 volte gli spostamenti dell’esempio sopra fi fate un idea). 
Teoricamente il gioco è un party game e potrebbe essere giocato anche in 20 se trovate dome metterli attorno ad un tavolo.
Sicuramente c’è una curva d’apprendimento per entrare nella forma mentis, ma la parte di logica e memoria è fondamentale e questo produce dei divari enormi al tavolo (ad esempio una partita da 5 chiusa con i punteggi 0-0-2-4-9 o giù di lì, tutti neofiti) e questo può portare ad una certa soglia di frustrazione.
Non voglio dar l’idea di voler distruggere il gioco: mi rendo conto che si tratta di un gioco molto bello ed interessante, solo vi suggerisco di valutare bene se tutto il vostro gruppo può adattarsi a questo tipo di gioco/rompicapo.
La durata del gioco reale è sui 30-45 minuti… tutto dipende da quanto son lenti a pensare i giocatori (infatti la clessidra parte dopo la prima dichiarazione) e dal numero dei giocatori, ma a differenza del solito la durata aumenta al diminuire dei giocatori (infatti se si è in tanti prima vi sarà qualcuno che trova un percorso e avvia la clessidra).
ALTRE EDIZIONI

La seconda edizione anche un robottino nero. Io ho giocato solo la prima ma credo un robottino in più aumenti le possibili soluzioni e dovrebbe semplificare (leggermente) la difficoltà. Sono anche presenti delle pareti inclinate (di cui però non ho trovato le regole… se qualcuno le sa e vuole condividerle nei commenti mi fa felice) che però ho letto che incrementano immotivatamente la difficoltà e sono state molto criticate al punto che sono state eliminate dalla terza edizione attualmente in commercio. L’ultima edizione facendo finta di nulla ha infatti fatto marcia indietro e si fregia (un po’ ipocritamente) di essere l’original edition. ^__^

PREZZO
Il gioco non è facilissimo da trovare.. potete trovarlo in qualche negozio specializzato con un po’ di fortuna o molto più facilmente online. Ha un prezzo di vendita di 28 euro e Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it (l’Original Edition).

— Le immagini sono tratte dal
manuale, da boardgamegeek.com (foto di Jose Maria Flores, Dede Kurnia Kardiman, Jon Enns, Chris Johnson, Tony Bosca) o dal sito della casa produttrice
alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco
di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte
ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di
presentazione del gioco. —

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