Retroboardgaming – RoboRally

RETROBOARDGAMING: ROBORALLY scritto da Chrys

Nel secondo episodio di questa mia rubrica tratteremo un altro classico del gioco da tavolo: RoboRally (di Richard Garfield, 1994). Questa volta non si tratta di un gioco di strategia ma di un gioco dall’approccio più leggero che permette a 2-8 giocatori di cimentarsi in una caotica corsa di robottini attraverso una fabbrica piena di pericoli.



Un po’ di storia…

Il gioco viene pubblicato la prima volta nel 1994 ma la sua idea originale risale addirittura al 1984, come racconta lo stesso autore (Richard Garfield) inventore anche di quel mostro di vendite che è Magic: The Gathering e che ha letteralmente creato il genere del gioco di carte collezionabile.
Curiosamente RoboRally fu offerto da Garfield all’amministratore delegato della Wizards of the Coast (l’editore di Magic) prima ancora di Magic ma, sebbene ne fosssero rimasti subito convinti, all’epoca la ditta era troppo piccola per permettersi un progetto così ambizioso in termini di componentistica e costi di produzione, e così venne chiesto a Garfield di proporre qualcosa dai costi più contenuti e la sconda proposta fu proprio il famoso gioco di carte. Il successo di Magic fu strepitoso ed il grande afflusso di denaro nelle casse della casa editrice le permise di poter produrre RoboRally già l’anno successivo (1994).
La prima edizione conteneva già tutta la componentistica attuale e sebbene la grafica e la qualità dei componenti fosse inferiore rispetto all’edizione attuale (forse con la sola eccezione delle pedine dei robot che erano vere e proprie miniature in piombo) la grafica era già di alta qualità per i livelli dell’epoca. Il gioco vendette moltissimo (fu ristampato numerose volte) e vide anche la luce in due nuove edizioni europee, una a cura della Amigo Spiel e l’altra a cura dell’olandese 999 Games, entrambe uscite nel 1999.
Venne realizzata infine una nuova edizione nel 2005 sotto il marchio Avalon Hill (assorbita assieme alla Wizard of the Coast dalla Hasbro): questa nuova versione, ancora oggi ristampata e disponibile, resta a mio parere la migliore con una grafica abbellita e completamente rivista e con le miniature in piombo sostituite da miniature in plastica, forse leggermente meno dettagliate ma nettamente più riconoscibili ed esteticamente superiori.
RoboRally fu un grande successo al punto che con le sue varie edizioni ha vinto molti premi tra cui anche ben 4 volte l’Origin Award (un importante riconoscimento americano) grazie alle sue meccaniche innovative ed alla sua versatilità.
Come si gioca
L’atmosfera leggera del gioco si nota già dalla trama… siamo in un non precisato futuro in cui le fabbriche sono completamente automatizzate e mosse da alcuni potentissimi super-computer, fors’anche troppo potenti visto che si annoiano; per passare il tempo tra un calcolo e l’altro organizzano delle sfide tra di loro sotto forma di gare tra robottini. Nella modalità di gioco principale (ve ne sono altre che vedremo dopo) ogni giocatore controlla un robottino e deve cercare di toccare una serie di tappe in successione (normalmente 3 o 4) prima degli avversari.
La parte più originale della meccanica è senza dubbio il movimento: ogni turno ciascun giocatore riceve 9 carte movimento casuali (le carte esistenti sono: avanza di 1, 2 o 3 caselle, retromarcia di una casella, gira a destra, gira a sinistra, inverisone a U) tra le quali dovrà sceglierne 5 da assegnare al proprio robottino in sequenza, programmandolo così per il turno. Questa fase avviene in simultanea e quando il primo giocatore dichiara di aver finito di programmere il robottino viene girata una clessidra e gli altri hanno solo più 30 secondi per finire la programmazione (se allo scadere del tempo mancano delle carte vengono messe a caso).
Finita questa fase tutti i robot si muovono in contemporaneamente (tutti eseguono la prima mossa programmata, poi tutti eseguono la seconda, e così via) e dopo ogni mossa ciacun giocatore se ha davanti a se un avversario gli infligge un danno con il laser in dotazione, dopodichè si subiscono gli effetti del terreno. Infatti non sarebbe divertente muoversi in una plancia vuota: come vedete anche dalle immagini a corredo le 8 plancie di gioco sono piene di rulli trasportatori (che spostano il robot di 1-2 caselle), muri (che bloccan la strada), buchi, ingranaggi (che ruotano il robot di 90 gradi) ed altri lementi da tenere in considerazione durante la programmazione.
le regole sono semplici ma tenere conto di tutto (movimento del robot, elementi del tabellone ed avversari) è più complesso di quanto possa sembrare senza contare la necessità di doversi arrangiare con le carte che si ricevono e di dover fare i conti con i movimenti altrui (se un robot avversario ci viene contro spinge il nostro robot!).
Come non bastasse per ogni danno subito dal nostro robottino si pesca una carta in meno ad inizio turno ed inoltre dal quinto danno in poi ogni danno blocca in memoria l’ultima mossa fatta: ad esempio se si riceve il quinto e sesto danno, e quel turno le ultime mosse erano inversione ad U e avanti di 2 caselle ,da adesso in poi queste saranno sempre le ultime due mosse che faremo. Naturalmente sul tabellone ci sono alcune caselle che curano, ed è sempre possibile rinunciare ad un turno intero per “spegnere e riavviare” il proprio robottino riparandolo totalmente.
Infine in ogni tabellone ci sono alcune caselle che permettono di installare sul proprio robot un upgrade (miglioramento) pescato a caso da un mazzo: questi sono una trentina e vanno dal doppio laser, allo scudo, al cannone respingente, ecc.
Se volete approfondire le meccaniche potete scaricare il manuale , oppure potete accedere al tutorial interattivo online realizzato dalla Wizard of the Coast / Avalon Hill dove potrete provare anche delle piccole sfide di allenamento in solitario.
Varianti di gioco

Come accennato sopra la gara tutti contro tutti è la modalità di gioco principale ma il manuale stesso ne propone diverse altre tra le quali troviamo alcune varianti di gara a squadre: in una vince la squadra in cui anche un solo robot riesce a toccare tutte le bandiere (il che comporta un gioco in cui un robot corre e gli altri 2-3 gli fanno da guardie del corpo), in un’altra variante le bandiere non vanno più toccate in ordine e vince la squadra che le tocca tutte anche con robot diversi. Vi sono poi ancora altre varianti come la modalità cattura la bandiera (giocata su 2 tabelloni uniti: vince la squadra che riese a prendere la bandiera dal campo avversario e portarla alla propria casa-base) o la zona di guerra (vince la squadra che dirtrugge un certo numero di robo avversari).

Dipendenza dalla lingua
Il gioco esiste solo in inglese, ma la buona notizia è che è completamente indipendente dalla lingua: le uniche cose scritte sono il regolamento e le carte upgrade ma di entrambi potete scaricare la versione tradotta in italiano dal sito La Tana dei Goblin (regole, carte).
Considerazioni finali
Il gioco è indubbiamente molto originale e diverso da qualsiasi altro in commercio e la presenza di otto tabelloni diversi (peraltro unibili tra di loro per creare percorsi più ampi) più due tabelloni minori fa sì che ogni gara sia completamente diversa dalle altre, senza poi considerare le varianti di gioco. Il gioco in sè inoltre è leggero e divertente e le risate sono all’ordine del giorno tra errori di programmazione e spinte o attacchi altrui, che portano spesso anche a piccole vendette.
Anche la durata di gioco è abbastanza modulabile decidendo se mettere un solo tabellone o più tabelloni, e decidendo il numero di tappe da toccare.

Il gioco si è quindi giustamente meritato il suo successo e nel corso degli anni ha raccolto un ampio numero di fan; online sono presenti numerosi siti che permettono di scaricare mappe aggiuntive da stampare e varianti: ad esempio www.robofactory.de (sito multilingua tedesco-inglese con moltissime mappe) o lo stesso sito La Tana dei Goblin (con oltre 30 varianti di gioco scaricabili).

Va però fatto presente, proprio per via della meccanica, che è un gioco per molti ma non per tutti. La presenza della clessidra può non piacere a qualcuno e sebbene si possa anche giocare senza, questo rischia di portare a lunghe pianificazioni (soprattuto se si gioca con persone soggette a ‘paralisi da analisi‘) dove la rapidità dei turni è invece uno dei pregi del gioco. Inoltre poter pensare indefinitamente alle proprie mosse renderebbe troppo semplice una pianificazione quasi sempre perfetta, dove l’errore umano è a mio parere parte del divertimento.
Personalmente sono soprattutto un appassionato di giochi startegici e gestionali, ma gioco sempre molto volentieri a RoboRally che è sempre riuscito a garantirmi un oretta di sano divertimento e risate, soprattutto se giocato in tanti. A tal proposito devo dire che sebbene il gioco sia per 2-8 giocatori perde se giocato in pochi (4 giocatori sono più che sufficienti per una bella gara mono-tabellone). Al di là delle premesse sopra esposte mi sento sinceramente di consigliarlo.
Grazie al suo successo è fortunatamente ancora in produzione: l’ultima versione del 2005 è difficile da trovare nei negozi ma è Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it al prezzo di 42,90 euro.
by Chrys
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