[Solo sul mio tavolo] Black Orchestra

scritto da White Winston (Andrea P.)

White Winston annaspò fuori dal delirio come un uomo che si dibatta per uscire dalle sabbie mobili, come un innocente che legge per la prima volta il regolamento di un Lacerda. Aveva dolori dappertutto. Il viso gli dava una sensazione di estraneità, come se qualcuno gli avesse iniettato del silicone in una dozzina di punti e ora avesse raggiunto le dimensioni di un pallone aerostatico. La gola gli faceva un male lacerante e, cosa che più lo spaventava, il passaggio dell’aria sembrava ridotto dall’ordinaria ampiezza di un esofago a qualcosa di non più largo del foro della pistola ad aria compressa di un bambino. Il respiro gli sibilava uscendo ed entrando da questa orribilmente sottile connessione che doveva mantenere con il mondo. Ma questo non bastava ancora, e peggio del dolore continuo, pulsante, c’era come una sensazione di annegare. Peggio di tutto, scottava. Non ricordava di essere mai stato così caldo, neppure un anno addietro quando aveva partecipato alla CON di Giochi sul Nostro Tavolo al PalaCep di Genova, circondato da nerd sudoripari e ondate improvvise di vapori caustici; e lì ne aveva sentito di caldo, ma questo era peggio. Questo era un caldo interno, come se si fosse inghiottito il sole.

A tratti, tratto da L’Ombra dello Scorpione, Stephen King, 1978. Letture (consigliate) di un recensore in quarantena ai tempi del Coronavirus.

BLACK ORCHESTRA

È un gioco cooperativo di Philip duBarry per 1-5 giocatori, durata 90 minuti, edito nel 2016 da Starling Games e localizzato nel 2020 da Asmodee. La Schwarze Kapelle (la “banda nera” o l'”orchestra nera”) era la cospirazione anti-nazista degli ufficiali dell’esercito tedesco e dei conservatori politici, durante la seconda guerra mondiale; ancor più celebre è forse l’Operazione Valchiria, il tentativo (fallito ovviamente) messo in atto il 20 luglio del 1944 per assassinare Adolf Hitler, organizzato da alcuni politici e militari tedeschi della Wehrmacht e attuato dal colonnello Claus Schenk von Stauffenberg. Questa è la cornice storica del gioco e il vostro ruolo sarà proprio quello di prendere le redini di un’ipotetica Operazione Valchiria “alternativa” per riuscire nell’unico obiettivo di uccidere il Führer e cambiare per sempre la storia. Non poca cosa… vero?!?

GRAFICA E MATERIALI

Il comparto grafico si presenta serioso, elegante ed essenziale, abbastanza in linea con l’ambientazione storica di un certo peso. La plancia principale rappresenta la cartina dell’Europa, con particolare attenzione a tutti quei luoghi che sono stati nelle mire espansionistiche del Terzo Reich e/o teatro di avvenimenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Di particolare rilievo la copertina della scatola, che trovo espressamente evocativa e graficamente di impatto, e le fotografie storiche riportate sulle carte evento (in analogia con tutti i giochi a tema storico). Il resto è abbastanza standard, senza speciali guizzi creativi; d’altronde il tema storico, come sempre accade, limita molto i margini di creatività della parte grafica… ma è giusto così. Parliamo di storia, guerra mondiale e nazisti… non c’è motivo per alleggerire il clima con troppe illustrazioni o impaginazioni fantasiose. Per quanto riguarda i materiali, segnalo l’ottima plancia principale (spessa e con i bordi protetti), le pessime plance giocatore (che ricordano quelle di Terraforming Mars), gli ottimi dadi di grande formato, pesanti e ben realizzati. L’unica grande occasione persa secondo me è rappresentata dai talloncini che simboleggiano il Führer e i suoi più stretti collaboratori. Mi sarei aspettato almeno degli standee (stile Gloomhaven) con le foto, già riportate peraltro anche sulle varie carte; questo avrebbe reso la plancia sicuramente più leggibile a colpo d’occhio e con un “tocco scenico” in più.
Abbiamo anche girato un video di unboxing:

REGOLAMENTO

Il regolamento è uno dei punti forti del gioco in quanto breve, chiaro e semplice. Il tabellone di gioco rappresenta la cartina dell’Europa ed è diviso in città, collegate tra loro da linee, nelle quali si muoveranno i vari personaggi (sia quelli giocanti che Hitler e i delegati); ad ogni città è associato un oggetto coperto casuale a inizio partita. Ogni giocatore avrà a disposizione una plancia personale con indicate, oltre ad alcune informazioni di carattere storico relative al personaggio, sostanzialmente 3 informazioni:

  • il livello di sospetto, da utilizzare durante i raid della Gestapo (chi si trova su “estremo” viene arrestato) e per  determinare il livello massimo di aquile ammissibili durante il lancio di dadi di un complotto;
  • il livello di motivazione, con abilità speciale unica utilizzabile dal livello “determinato” in su;
  • la riserva degli oggetti raccolti, fondamentali per tramare un qualsiasi complotto.
A turno, ogni giocatore dovrà svolgere i seguenti 3 passaggi:
  1. controllare se il proprio personaggio si trova in una città occupata da Hitler e/o i suoi delegati e nel qual caso subire le relative penalità;
  2. eseguire un massimo di 3 azioni;
  3. pescare una carta evento e svolgere le azioni a essa associate.

Le azioni possibili da compiere sono le seguenti:

  • movimento;
  • scoperta/raccolta/consegna di un oggetto;
  • pescare un carta dossier;
  • giocare una carta, usare un’abilità speciale o tentare un complotto;
  • trasferire un oggetto o una carta da o verso un altro giocatore nella stessa casella;
  • rilasciare (tentativo di far uscire di prigione un proprio compagno);
  • cospirare (serve a diminuire il livello di supporto militare di Hitler o ad aumentare il proprio livello di motivazione).

Per vincere la partita i giocatori dovranno riuscire in un complotto, ovvero uccidere il Führer. Nello specifico, dopo essersi procurati una carta complotto tra quelle del mazzo dossier e aver raccolto gli oggetti necessari per prepararlo, dovranno tirare un certo numero di dadi (dipendenti dalla carta e dalle condizioni soddisfatte o meno) e provare, con il numero di bersagli usciti, a eguagliare o superare il livello del supporto militare di Hitler in quel momento della partita; inoltre, contemporaneamente, il numero di aquile non dovrà superare il livello di sospetto del personaggio artefice del complotto. La sconfitta arriverà invece immediatamente nel momento in cui i personaggi si trovino tutti contemporaneamente in prigione, finiscano le carte evento disponibili o venga pescata la carta “documenti compromettenti” (appartenente all’ultimo mazzetto di carte evento).

IMPRESSIONI

La prima associazione che mi è venuta in mente dopo la lettura del regolamento è stata con Pandemic: ci sono infatti diversi punti in comune tra Black Orchestra e quest’ultimo titolo. La seconda cosa che però salta subito agli occhi è l’ambientazione, curata davvero nei minimi dettagli storici e capace di creare un’atmosfera diversa e particolarmente tesa. Semplificando un po’, per rendere l’idea, azzarderei dicendo che Black Orchestra è la versione full american di Pandemic. L’alea infatti risulta avere un’incidenza maggiore, le meccaniche sono forse un pelo più semplici e fluide (nel senso che c’è meno da ragionare), ma l’ambientazione è più coinvolgente e immersiva. La componente storica, con sorprendente semplicità e leggerezza (nel senso che non siamo di fronte a un wargame mattone), riesce davvero a catturarvi e trasportarvi, raccontando delle verità storiche dentro le quali si muoverà la vostra personale Operazione Valchiria, dall’esito incerto e traballante fino all’ultimo, ma capace di riscrivere per sempre la storia dell’umanità.
“Ma White Winston, vista la presenza ingombrante dei dadi, non credi che la fortuna possa incidere troppo in un gioco come questo?”
Cari i miei cospiratori da bar, se credete questo probabilmente non avete ancora capito cosa caratterizza un gioco american (vedere anche la recensione dell’ottimo Nemesis). In un american di successo al primo posto deve esserci sempre l’ambientazione; la fortuna non è necessaria a prescindere, ma quando, come in questo caso, è direttamente collegata con l’ambientazione, lo diventa! State cospirando contro Hitler e i suoi fedelissimi, le variabili in gioco sono mille e un battito d’ali di farfalla a Berlino può scombinare all’istante anche il vostro miglior piano. Datemi una buona ragione per la quale non dovrebbe esserci a un certo punto un lancio di dadi decisivo, col pathos alle stelle e con gli occhi focalizzati sulle facce che rotolano sul tavolo, pronti a esultare per la morte del Führer o a piangere lacrime amare mentre la Gestapo vi accompagna verso la vostra certa esecuzione in cella!!! Questa si chiama ambientazione e talvolta solo una manciata di dadi può regalarvi quel brivido che ben si sposa con questa fondamentale caratteristica dei giochi american. Detto questo, Black Orchestra non è solo ambientazione. Nella sua tutto sommato semplicità, è un gioco capace di regalare anche momenti di ragionamento, pianificazione e scelta del tempismo; per riuscire in un complotto si giocherà moltissimo su quest’ultimo aspetto e determinante sarà sempre la scelta del “quando” agire per tentare il colpo decisivo. Se Pandemic è un crescendo di difficoltà e di eventi che vi piovono addosso contro i quali dovrete progressivamente remare sempre di più, Black Orchestra è più una lunga preparazione, durante la quale rafforzare la propria posizione e limitare i danni, e una meticolosa attesa del momento perfetto. Un altro elemento che ho molto apprezzato e che trovo contribuisca parecchio all’ambientazione è il meccanismo delle carte interrogatorio, da utilizzare in privato (la decisione non può essere condivisa) quando si è arrestati, per scegliere l’opzione meno dolorosa per il gruppo per essere rilasciati dalla Gestapo.

In questo quadro positivo si inserisce però un evidente difetto: la longevità. Dopo 3-4 partite (magari terminate con un successo), a mio avviso difficilmente troverete gli stimoli per riprovare l’impresa, perché, nonostante ogni partita sia diversa dall’altra, non ci sono degli elementi forti di variabilità tali da giustificare una vita lunga per un gioco del genere. Probabilmente una serie di scenari o una campagna a obiettivi (tipo assassinare prima i singoli delegati in situazioni specifiche) avrebbe potuto aiutare moltissimo. Un consiglio che posso darvi è sicuramente di provare la variante che obbliga a uccidere anche due delegati oltre al Führer: alza parecchio il livello di sfida e riesce a donare molteplici momenti di pathos, movimentando la partita e il suo esito.

Per quanto riguarda la modalità solitario, come spesso accade nei cooperativi, non cambia di una virgola rispetto alla modalità standard: potrete giocare da 2 a 5 cospiratori, gestendoli autonomamente senza troppe difficoltà. Quello che inevitabilmente viene meno è il gioco di squadra e la soddisfazione nel centrare l’obiettivo in gruppo: non essendoci propriamente nessun “rompicapo” da risolvere e basandosi molto di più sull’ambientazione, secondo me questa mancanza risulta più marcata rispetto ad altri cooperativi (Spirit Island tanto per citarne uno in senso opposto). Se però non siete amanti del rompicapo alla tedesca, probabilmente non vi accorgerete minimamente di questo aspetto.

CONCLUSIONI

Black Orchestra è un cooperativo american ottimamente ambientato, di peso medio-leggero, che fa della tematica storica e della sua capacità di creare tensione e coinvolgimento al tavolo i suoi principali punti di forza. Le meccaniche tutto sommato piuttosto semplici aiutano nella possibilità di proporre il titolo praticamente a chiunque; anche in solitario il gioco gira molto bene, vista la non necessità di modificare alcuna regola. Naturalmente viene meno la componente collaborativa e aggregante, che in giochi come questo secondo me è parte integrante dell’esperienza. Scricchiola sotto il profilo della longevità, non presentando particolari elementi di variabilità in grado di assicurare vita lunga sul tavolo. In ogni caso, lo consiglio vivamente a tutti gli amanti dei giochi storici (no wargame) e dei cooperativi tesi e ben ambientati. Al contrario, sappiate che nelle meccaniche del titolo ci sono solo “briciole di eurogame; non aspettatevi quindi un gioco per amanti del controllo e della strategia profonda.
Ecco che tutto a un tratto il gioco in solitario si fa più interessante, a momenti indispensabile, per alimentare il nostro hobby in questi giorni di tribolazioni, incertezze, paure e privazioni. Gli automi sono immuni al contagio… non ci fermeranno mai!!!
Vi ricordo che trovate tanti interessanti spunti per il gioco in solitario sfogliando gli articoli della rubrica Solo sul mio tavolo.
Se invece siete amanti delle classifiche (di solitari, ovviamente!), eccovi la Top10 ufficiale della rubrica più solitaria del blog.
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