scritto da
FΛB!O P.
Che ne dite di un gioco sulla memoria, ma che non sia il solito memory? Magari che utilizzi più le orecchie degli occhi? Che in particolare solleciti la memoria di lavoro? Come dite? Non sapete cos’è? Perfetto, per tutti questi interrogativi siete nel post giusto ^_^
C’era un Pirata è un gioco del 2017 per 3-6 giocatori di almeno 4 anni. Le partite durano 15 minuti e l’ha ideato Gianluca Daffi per Erickson. Vento alle vele e portami all’orizzonte!
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Diventare un pirata coraggioso e conquistare più pepite degli avversari. Per riuscirci dovrai ascoltare con attenzione come è composto il totem dei pirati ed essere il più veloce nel ricostruirlo con le carte.

I COMPONENTI
La scatola di C’era un Pirata, di dimensioni 224×165×52mm, contiene:
- il regolamento in italiano;
- 76 carte Oggetti piccole;
- 60 carte Totem grandi;
- 6 tavole Bandiera in cartoncino;
- 36 pepite in platica verde;
- 1 botte in legno.
I materiali sono semplici e ben rifiniti. Si nota una certa attenzione verso il pubblico nonsolograndi in alcuni componenti, che potevano essere più “poveri” o addirittura assenti: le tavole Bandiera, le pepite e soprattutto la mitica botte in legno. Personalmente mi perplime il fatto che le pepite siano cristalli verdi, per cui noi le chiamiamo ovviamente smeraldi. Le regole sono chiare e integrate da indicazioni pedagogiche. Lo stile delle illustrazioni non mi esalta, ma ha carattere.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Distribuite sul tavolo tutte le carte Oggetti scoperte. Collocate al centro la botte e 10 carte Totem coperte. Distribuite ad ogni giocatore una tavola Bandiera.
Svolgimento: Il giocatore di turno pescherà una carta Totem senza mostrarla agli avversari e leggerà o descriverà il totem in essa raffigurato. Fatto ciò, ogni altro giocatore dovrà raccogliere le carte necessarie per ricostruire il totem sulla propria tavola Bandiera. Se non si trova la carta necessaria, si deve lasciare lo spazio vuoto. Il primo che completa il totem dovrà prendere in mano la botte e urlare «All’arrembaggio!». Se risulta corretto, vincerà 1 pepita; in caso contrario ne perde 2. La pepita in premio andrà quindi a chi ha messo il maggior numero di elementi corretti. Vince chi, terminate le carte Totem, avrà raccolto più pepite.
Il regolamento completo lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Rispondo subito a uno dei quesiti iniziali, in maniera che poi siano più chiare anche le riflessioni che seguiranno. Cos’è dunque la memoria di lavoro? La capacità di tenere a mente le informazioni legate all’esecuzione di un’attività il tempo necessario per portare a termine l’attività stessa. In sostanza, finché è attiva questa carta Totem, devo ricordarmi cosa è stato letto/descritto; quando passeremo alla prossima, la potrò dimenticare. In questo il gioco è perfetto e centra l’obiettivo.
Il Daffi scrive che, giocando, possiamo addirittura modificare il funzionamento del nostro cervello, scegliendo titoli intelligenti in grado di stimolare le nostre funzioni esecutive, cioè quell’insieme di processi mentali che supervisionano pensieri e comportamenti. Qui la memoria uditiva e l’abilità di visualizzare quanto sentito vengono messe in primo piano, per tutta la durata della partita. Non è un senso molto utilizzato nei giochi da tavolo e mi fa piacere il suo impiego.
Alice era abbastanza titubante dopo la prima spiegazione di C’era un Pirata, perché le sembrava difficile e non alla sua portata. Inoltre non sapeva leggere le descrizioni! Tuttavia quando fa fatica a stare in partita, ad accettare la sconfitta o a rispettare le regole, cerchiamo di suggerirle delle strategie per superare queste difficoltà. “Non serve leggere: basta che descrivi con parole tue quello che vedi sulla carta!” Da questo punto di vista è stato importante investire del tempo a creare un lessico comune per presentare le illustrazioni.
Il regolamento propone partite con 10 carte Totem e noi regoliamo questo valore in base al numero dei giocatori, cosicché tutti svolgano il ruolo di conduttore le stesse volte. In ogni caso, è la dimensione adatta per fermarsi al momento giusto, senza tirarla per le lunghe, in modo tale che la partita finisca lasciando la voglia di giocarci nuovamente.

L’interazione che si crea al tavolo è del tipo indiretto, poiché non è possibile compiere azioni negative contro qualcuno. C’è una palpabile tensione per fare in fretta, sia per afferrare la botte sia per non restare senza carte. Soprattutto con un numero di giocatori più elevato, è possibile che le carte Oggetti non bastino per tutti, costringendo così a lasciare dei buchi. Quando è Alice di turno, controlla sempre minuziosamente la corrispondenza tra la carta Totem e il tabellone Bandiera, nella speranza di scovare degli errori.
Dunque la scalabilità di C’era un Pirata è parziale, nel senso che le partite sono un tantino diverse in 3-4 o in 5-6. In meno, c’è sempre la soddisfazione di poter completare il proprio totem, dato che le carte sono sufficienti; in di più, circola più adrenalina nel timore di restare sguarnito. Poi in realtà la differenza teorica è decisamente mitigata dal fatto che è comunque il giocatore più rapido a fare da timer agli altri, che devono bloccarsi appena sentono gridare «All’arrembaggio!».
Sul fronte della rigiocabilità navighiamo a gonfie vele, visto che si usano una decina di carte a partita, pescate tra 60. Sono pure divise in tre livelli di difficoltà, di cui dirò di più qui sotto, che è possibile selezionare, combinare o mischiare a proprio piacimento. Ma anche se fossero sempre le stesse 10 carte Totem, la premura di recuperare le carte Oggetti in pochi secondi renderebbe inutile ricordarle a memoria.
Come lati negativi devo dire che la difficoltà maggiore è stata far giocare insieme bambini della scuola dell’infanzia e della primaria. Le rispettive capacità hanno uno stacco così netto che si rischiano partite frustranti per i piccoli e noiose per i grandi. Giocando tra pari non abbiamo rilevato nulla di simile.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (4 anni e 2 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a C’era un Pirata:
- ad ascoltare con attenzione chi sta parlando, per capire quel che dice, cogliere riferimenti e individuare le carte;
- dopo aver ascoltato, bisogna anche esercitare la memoria di lavoro, per ricordarsi la sequenza nell’ordine corretto;
- che ci sono giochi in scatola in cui agire tutti allo stesso tempo, con dita che s’intrecciano, mani che cozzano, sguardi che dardeggiano;
- a essere veloce a raggiungere le carte;
- a cercare più cose insieme, tenendo aperte più possibilità.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
La scatola riporta 4-99 e le mie figlie confermano. Le carte Totem sono divise in tre livelli, contrassegnati da un numero corrispondente di teschi nell’angolo superiore destro, con difficoltà crescente dal livello 1 al livello 3. A seconda dell’età dei giocatori e della loro abilità è possibile scegliere con quale giocare. I livelli si differenziano per numero di elementi che compongono il totem e per la presenza di suggerimenti per descriverlo. In caso di necessità, durante il round il conduttore del gioco può rileggere (anche più volte) la descrizione del totem per aiutare i giocatori. Ai grandi piace perché è frenetico, corto e si ride spessissimo per gli errori commessi XD

MIA MOGLIE DICE COSE
«Il gioco di pirati è divertente.
Alice me l’ha spiegato tutto da sola e la cosa mi è piaciuta molto. L’altra cosa carina è che anche se lei non sa leggere, dopo qualche carta ha capito come dare le indicazioni e il problema è stato rapidamente aggirato.
Poi ovviamente prendere il barile quando si è terminata la composizione delle immagini è una gran figata.
Piace piace.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«All’inizio era difficile, ma adesso è facile. Le pepite non sono verdi! Quello che mi piace di più è descrivere le carte grandi.»
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— Alcune immagini sono tratte dal sito ufficiale, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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