1) Puoi presentarci Djeco e dirci quale pensi sia il punto di forza del gruppo, ovvero ciò che lo distingue dagli altri sul mercato? Djeco è prima di tutto un’azienda famigliare.
Il suo attuale dirigente, Frédéric Michel-Dalès, è il figlio di Véronique Michel-Dalès, che nel 1954 ha dato vita a Djeco. Djeco è un tutt’uno di eredità famigliare e divertimento. Djeco è anche un’azienda a misura d’uomo dove lo scambio e la condivisione sono valori fondanti. Cresciamo insieme, spalleggiati da illustratori per ragazzi, artisti, designer e autori di giocattoli. Djeco è soprattutto libertà creativa, la quale ci permette di spingerci sempre più lontano, di sfidarci con nuovi progetti, conservando sempre la prerogativa di una qualità superiore.
Nel mondo del gioco tutto ciò si traduce in una gamma focalizzata sui bambini: iniziando dai giochi “Little”, i primi giochi per i più piccoli, arrivando fino agli 8 anni e oltre. I nostri giochi sono l’incontro di regole, idee di autori di giochi e dell’universo grafico e artistico degli illustratori, molto spesso provenienti dall’editoria per ragazzi. Questo approccio artistico specifico ci permette di avere un’identità visiva inconfondibile. E per finire, i giochi Djeco si riconoscono per la qualità dei materiali.
2) Venendo allo specifico interesse del nostro blog, quando avete cominciato a occuparvi di
giochi da tavolo? È stata la naturale evoluzione delle vostre attività?
Djeco ha iniziato la sua avventura nel gioco da tavolo nel 2004 con alcuni giochi creati internamente. L’anno seguente, nel 2005, nacque una collezione di giochi di carte, che include una serie di giochi che sono poi diventati i capisaldi del nostro marchio come Bata-Waf, Mistigri o Piratatak. A seguire è stata creata la gamma Little per bambini a partire dai 2 anni e ½ insieme ai giochi classici.
Ci rivolgiamo ad autori di giochi per la creazione di gran parte dei nostri giochi. Abbiamo però anche alcune creazioni interne e una serie di giochi classici rivisitati in pieno stile Djeco: ne sono un esempio le carte “di grandezza” del gioco Bata-Waf che permettono di giocare con bambini dai 3 anni, o il Mini Family che propone l’uso di 7 famiglie con solamente 4 personaggi per famiglia, adottando quindi un approccio semplificato.
L’evoluzione dei giochi di società in Djeco si nutre anche della grande spinta che noi gli diamo. Oggi, infatti, Djeco è presente in diversi festival in Francia (Cannes, FLIP, ecc) e all’estero (Essen). In Italia, Djeco è presente a festival come Lucca Comics & Games, Modena Play, Arf! Festival di Roma, la Fantafiera...
Da sempre Djeco propone giochi e giocattoli per divertire, ispirare, solleticare e stimolare la fantasia di bambini e adulti. I giochi di società fanno parte di questo universo ludico e veicolano questi valori; è per questo che hanno preso in modo molto naturale il loro spazio nel mondo Djeco.
3) Come vedi il futuro dei giochi da tavolo, sia a livello globale che in maniera più specifica per quanto riguarda l’Italia?
L’avvenire dei giochi di società è già su una buona strada! Un settore in piena crescita! Ogni anno escono tonnellate di giochi nuovi e gli autori di giochi hanno sempre nuove idee che bollono in pentola… Il futuro è grande!
A mio parere, sarà necessario conservare la specificità: non penso che si possano progettare giochi per bambini di 4 anni con lo stesso approccio con cui si sviluppa un gioco per giocatori esperti.
4) Qual è il principale target dei vostri giochi? A che tipi di giocatore vi rivolgete?
Il nostro target principale: i bambini. Ci rivolgiamo a tutti i tipi di giocatori dai 2 anni e mezzo ai 10 anni!
5) Quali sono i vostri giochi che raccomanderesti ai nostri lettori?
Per i più piccoli consiglierei di iniziare con uno dei giochi della gamma “Little”: un Little Mémo o un Little Circuit, per poi passare ad un Little Coopération.
Poi si potrà procedere con i primi giochi di “battaglia” come Bata-Waf (la base!) o un gioco come Mini Family.
Continuando, secondo i propri gusti, con un gioco di rischio come Piratatak o Diamoniak, un gioco di pesca e scarto come Piou Piou, un gioco di cooperazione come Woolfy, un gioco di osservazione e rapidità come Mosquito o un gioco di abilità come Totem Zen…
Infine, si può giocare per esempio a Twisty o Animouv, per tutta la famiglia.
6) Djeco ha un catalogo molto ampio, come riuscite a gestire bene una quantità così elevata di titoli?
Lavoriamo sodo! Siamo anche molto organizzati. Lavoriamo fase per fase e per settore.
La prima fase è l’approvvigionamento esterno. Durante questa fase lavoro con due persone indipendenti che ricevono le idee degli autori. Queste fanno una prima selezione e dei test presso famiglie o ludoteche. Poi, mi presentano i progetti più interessanti. Similmente, alcuni giochi vengono sviluppati internamente con le nostre idee e secondo i nostri bisogni.
Poi c’è la selezione: rifacciamo dei test internamente e facciamo una seconda selezione tra tutte le proposte per arrivare ad una lista di giochi più corta. Presentiamo una media di 5/10 giochi di carte e di 10/15 giocattoli all’anno.
Lo sviluppo vero e proprio avviene internamente con un team di grafici interno e con l’aiuto di illustratori e designer esterni.
Djeco pubblica un catalogo all’anno, quindi talvolta ci concediamo di dedicare più tempo a determinati titoli e di spostarli da un anno all’altro.
Infine, una volta che lo sviluppo del gioco è terminato, il team commerciale e di marketing prende le redini occupandosi della distribuzione, della commercializzazione e della promozione.
7) E al di fuori del vostro catalogo quale gioco avreste voluto produrre voi?
Ci sono moltissimi giochi di altri editori che personalmente trovo eccellenti. Giochi come “Attrapes Rêves”(Space Cow) e “Nom d’un renard” (Game Factory) tra le ultime uscite o “L’Escalier Hanté” / “La Scala Dei Fantasmi” (Gigamic) con cui gioco moltissimo con i miei figli per i classici.
Giocate! Fate giocare! E soprattutto: quando giocate con dei bambini, giocate alla loro portata!
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