Fabio (Pinco11)
EVORA (PRIME IMPRESSIONI)
Evora è una ridente cittadina portoghese, situata nell’entroterra lusitano, più o meno all’altezza di Lisbona, che visse un periodo di prosperità durante il periodo di dominazione romana, quando era conosciuta come Ebora Cerealis (come dice Wikipedia, o Libertalitas Julia, come dice il manuale). Ad essa è dedicato l’omonimo gioco della MEBO Games (qui la pagina dedicata al gioco sul sito dell’editore), ideato da Joao Quintela Martins, per 2-4 giocatori, con tempo a partita di 30-60′ con età consigliata di 8+ (indipendente dalla lingua).

Siamo in esso chiamati a ricoprire il ruolo di ideali architetti impegnati nella costruzione del tempio romanico che tutt’oggi è presente, con le 14 colonne riprodotte sul tabellone, rappresentando visitabile vestigia del passato.
Il target del gioco è quello di un family plus e gli utenti di BGG lo hanno al momento inquadrato come di difficoltà 2.5 (su di una scala da 1 a 5 dove Ticket to Ride è 1.84 e Calico un 2.19) e le meccaniche sono quelle della selezione azioni su di una rondella e maggioranze.
EVORA IN POCO
Si procede per prima cosa al setup, piuttosto rapido, consegnando ad ogni giocatore una manciata di segnalini ‘colonna’, capitelli e meeple di legno e si predispongono i quattro mazzetti di carte azioni. Ognuno piazza un meeple su di un lato del percorso ‘azioni’ e si parte.
Al proprio turno il giocatore altro non fa se non muovere il proprio omino sul circuito azioni (sono venti caselle) su di una casella appartenente al primo gruppo di tre caselle vuote consecutive che trova sul proprio percorso. Potrà quindi svolgere l’azione indicata o pescare in alternativa una carta a scelta.
Le azioni sono varie, ma vertono principalmente sul collocare pezzi di colonna del proprio colore e/o capitelli, oppure nel pescare o attivare carte. A donare un pizzico di varietà extra c’è poi un segnalino ‘neutrale’ che può essere mosso grazie a determinate caselle e gli effetti delle varie carte.

Prima o dopo aver eseguito l’azione è anche possibile giocare una carta (dello stesso colore della casella raggiunta), ottenendone gli effetti, oppure tre di esse per poter attivare uno dei 4 ‘effetti speciali’. Si ottengono punti al piazzamento dei pezzi di colonna (ad ogni altezza corrisponde un premio diverso), grazie a certe carte speciali o a fine partita.
Il gioco termina quando il tempio è tutto costruito o un giocatore ha finito i pezzi (si finisce il giro) e si attribuiscono quindi i punti finali, sulla base delle maggioranze su ogni colonna e su ogni livello.
COME SI PRESENTA
Graficamente e come materiali sono state compiute scelte più che valide ed il risultato è quello di un prodotto che si presenta bene e gode anche del piccolo ‘plus’ competitivo legato alla aderenza al tema di fondo, visto che si sta costruendo effettivamente un tempio romano che tutt’oggi può essere ammirato (nei suoi resti) nella città che dà il nome al gioco.
I pezzettoni delle colonne, in legno, sono di buona dimensione e fanno la loro figura e le icone sono sufficientemente comprensibili anche alla prima partita, per cui direi che il suo lavoro, a livello di packaging, l’editore lo ha fatto bene.

COME GIRA EVORA
Siamo di fronte ad un gioco che ha l’evidente ambizione di essere fruibile da un pubblico ampio, visto che i numeri sulla scatola parlano di 30-60′ a partita e di un 8+ di età consigliata ed alla base direi che ci siamo, visto che al proprio turno i giocatori devono solo muovere il proprio omino nella ‘rondella’ azioni e svolgere quanto concesso dalla casella raggiunta.
C’è, qui, la classica regoletta che fa riflettere un attimo, creando un piccolo ‘sottogioco’ tipico di questa classe di titoli (e non solo), che è quella delle tre caselle libere successive, abbinata alla presenza del giocatore ‘neutrale’, che può far scattare una sorta di ‘movimento combo’, ma alla fine le scelte restano tutto sommato contenute, almeno per il giocatore neofita, consentendo di far girare il gioco senza troppi momenti di attesa.
Nel contempo il gamer potrà concentrarsi nelle prime fasi di gioco nella pesca di varie carte, per poter poi, al momento adatto, far scattare delle combinazioni tra l’azione di base e quella consentita da una carta immagazzinata, magari completando così in un colpo solo delle colonne ed ottenendo così la definitiva maggioranza su di esse.
Altre piccole strategie, poi, sono quelle di ottenere presto delle maggioranze per sfruttarle poi nel corso della prima parte della partita grazie alle apposite carte.

Tutto questo per dire che Evora alla fine restituisce il gradevole gusto che anni fa riuscivano a trasmettere diversi titoli della Hans im Gluck (che era una sorta di benchmark: qui trovate un articolo di retrospettiva), con regole abbastanza immediate e con la possibilità di essere giocati a diversi livelli (un Thurn und Taxis, per esempio, ha 2.26 di coefficiente di difficoltà percepito, pur essendo un family).
ALTRI PARAMETRI
Passiamo alle altre cosine che consideriamo di solito, partendo dalla interazione, che qui è piuttosto sentita, visto che su ogni colonna si combatte per ottenere la maggioranza dei pezzi e che a fine partita, ancora, ogni livello attribuisce punti sulla base di chi possiede più pezzi a quell’altezza. Sono possibili anche piccole grandi cattiverie (del tipo che con una combo ti tolgo la maggioranza e chiudo una colonna in un colpo solo), per cui la presenza degli altri si sente eccome.
Sulla scalabilità direi che le logiche di maggioranza lo rendono più completo nella versione multigiocatore, mentre sulla rigiocabilità direi che essa è legata alla variabilità dell’uscita delle carte.
CONCLUSIONI
Evora è un validissimo gioco indirizzato ad un pubblico abbastanza ampio (direi family plus), che propone anche la possibilità di essere approcciato con un atteggiamento un pelo più riflessivo, premiando chi voglia impegnarsi.
Bei componenti ed una ambientazione azzeccata aiutano a farlo spiccare. Merita di essere considerato, a meno che le meccaniche di maggioranze non rappresentino sicuramente la vostra cup of tea.
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