I suoi titoli normalmente riescono a coniugare elementi scientifici anche molto precisi con un gameplay comunque valido e non banale; ammetto che ho approcciato l’editore soprattutto per prendere contatti e fare conoscenza come autore: la nostra è stata una lunga chiacchierata sul design e sul tipo di giochi che cerca e solo in chiusura ho toccato l’argomento recensioni. ^__^”
Parliamo quindi finalmente di Einstein: His Amazing Life and Incomparable Science (2-4 giocatori, 15-45 minuti), nato da un’idea di Dirk Knemeyer, già autore di Tesla vs Edison: War of Currents (Artana), Tesla vs Edison: Duel (Artana Casual), Tomorrow e The New Science (entrambi con Conquistadores Games). Direi che il suo pallino per il tema scientifico è evidente.
NELLA SCATOLA
La scatolina è abbastanza compatta (16×23×5 cm), ma come potete vedere si dimostra davvero ricca di materiali sia per quantità che per qualità. Abbiamo 96 tessere dalle forme particolari che rappresentano schemi e idee scritte col gesso su una lavagna, 30 token in legno a forma di stella (punti prestigio) e un mazzo di 54 carte telate e di buona grammatura (40 carte ispirazione, 10 per ogni periodo della sua vita, 10 carte teorie maggiori e 4 carte personaggio). Conclude l’elenco il regolamento.
Sotto ogni carta ispirazione è raccontato un momento della vita dello scenziato (ovviamente connesso al periodo a cui quel mazzo fa riferimento), mentre ogni carta teoria maggiore descrive a grandi linee la scoperta scientifica di cui parla.
Dedico in questo caso qualche parola in più per il regolamento, che è uno dei più originali che io abbia mai visto… è completamente grafico e splendidamente disegnato dallo stesso illustratore del gioco (Kwanchai Moriya). Di fatto si tratta di un fumetto che spiega il gioco e alcuni fatti scientifici a esso connessi. Questo fa sì che ogni singola regola o azione nel gioco sia mostrata tramite le illustrazioni. Sotto trovate una foto per capire meglio il mio discorso… fantastico! *__*
COME SI GIOCA
Ogni giocatore sceglie uno dei periodi della vita di Einstein e prende tutte le tessere idea del suo colore e il relativo mazzetto di carte ispirazione, pescando da questo una mano di tre carte. Il mazzo delle grandi scoperte va mischiato, messo in centro, se ne mettono le prime tre carte a faccia in su e siamo pronti a partire.
Al proprio turno dobbiamo mettere due tessere idea della forma che vogliamo (anche due forme diverse), agganciando ogni tessera almeno per un lato a una delle tessere già in campo (ovviamente la prima tessera del primo giocatore non ha questo vincolo).
Non appena si piazza una tessera che completa una delle sagome mostrate su una delle carte nella propria mano mostriamo la carta e la mettiamo scoperta davanti a noi (a fine partita varrà i punti vittoria indicati). Non è necessario soddisfare le carte solo con nostre tessere… anzi, spesso ci agganceremo a idee precedentemente posate da altri giocatori. Però in questo caso ogni tessera altrui all’interno dello schema varrà a quel giocatore un punto vittoria sotto forma di token stella come premio per aver contribuito.
Analogamente se si soddisfano i requisiti di una delle tre teorie maggiori
visibili, si prende la carta e la si piazza davanti a sé (a fine partita
varrà i punti vittoria indicati). In questo caso anche se useremo delle tessere altrui queste non daranno punti agli avversari.
La partita finisce quando si esaurisce il mazzo di uno dei giocatori oppure il mazzo delle teorie maggiori oppure se un giocatore resta con solo due tipi di tessere nella propria riserva; il vincitore diventa il giocatore con più punti vittoria tra carte e stelline di legno.
QUESTIONI DI FORMA
Noterete che le tessere hanno una forma molto particolare, ma che nonostante questo si incastrano meravigliosamente, creando un mosaico che è un piacere per gli occhi: anche dietro a queste forme c’è un pochino di scienza.
Si tratta infatti delle Tassellature di Penrose, delle forme inventate dal famoso scenziato inglese Sir Roger Penrose, i cui angoli sono tutti multipli di un decimo di giro (36°), che hanno la caratteristica di potersi incastrare indefinitamente.
CONSIDERAZIONI FINALI
L’ho trovato un prodotto molto ben curato e divertente da giocare; anche se non rivoluziona in alcun modo il genere (ma se mi leggete da tempo sapete che per me è una cosa abbastanza secondaria, anche perché i giochi che lo fanno si contano sulle dita di una mano, come nel cinema, nella letteratura e nella musica). In compenso ha alcuni elementi di originalità come le tessere e la tematica che secondo me gli danno quell’appeal in più… perlomeno se come me e molti miei amici siete affascinati da certi argomenti.
Parlando della tematica va detto che, a dispetto di quanto avviene coi titoli più “cinghialosi” editi da Artana, qui non è centrale o realmente inglobata nelle meccaniche, anche se sono riusciti comunque a permeare ogni elemento col tema. I pezzi di vita o le scoperte di cui leggerete hanno infatti, a livello di meccanica, un ruolo simile al “flavour text” delle carte di Magic: piacevole da leggere, ma non necessario al gioco, che può essere serenamente vissuto anche come un gioco di tessere astratto. Va comunque detto che, almeno per me, è più interessante di un generico “flavour text”, perché si tratta di fatti reali, ma molto dipende dal vostro interesse per la componente scientifica/storica.
In compenso ho trovato una splendida idea quella di presentare le tessere come idee dei vari campi e trasmettere il messaggio che l’unirsi di esperienze e conoscenze diverse possa portare a creare o immaginare teorie sempre nuove.
L’unico piccolo difetto che ho notato è il fatto che risulta
oggettivamente più conveniente puntare alle teorie maggiori, in quanto
non danno punti agli altri: ovviamente questo significa semplicemente
che ci sarà grande competizione per guadagnarle e una certa attenzione a
non piazzarsi in modo da portare un avversario a completarle. La cosa
non è un problema in sé a livello di gameplay, al di là del fatto che
chiudere la partita per aver terminato le proprie carte personali è
davvero raro e mi è successo una sola volta, giocando in 2… il fatto
è che la regola stride un po’ col messaggio tra le righe del gioco e
cioè che ogni idea nasce dalla collaborazione di più menti (o nel nostro
caso le conoscenze e le idee accumulate nel tempo dalla stessa mente) e
viene costruita sulle fondamenta di altre idee. Ma è veramente una piccolezza.
Il comparto grafico è eccezionale… lo stile di disegno può piacere o no (a me piace, ma questi sono gusti personali), ma è innegabile che il gioco abbia personalità, che sia coerente in ogni sua parte e ricchissimo di piccole chicche. Ho già parlato dello splendido regolamento a fumetto, che secondo me dovrebbe essere integrato in ogni gioco di fascia family (rende oggettivamnte inutile un tutorial video). Non ho invece accennato alle tessere che riportano immagini tutte diverse (si ripetono tra i giocatori, ma ogni set di 5 ha disegni differenti) tutte fatte come se fossero righe di gesetto e tutte a tema col tipo di tessera (quindi raffigurano cose di chimica, fisica, chimica o matematica). Bravissimi.
Quanto a scalabilità, Einstein funziona molto bene e nelle partite da 2, 3 o 4 giocatori non ho notato differenze significative, se non ovviamente per quanto concerne le grandi scoperte che essendo obiettivi comuni comportano un pestarsi di più i piedi in 4 giocatori di quanto avvenga in 2.
La difficoltà delle regole è minima e può essere spiegato in 5 minuti scarsi, mentre la complessità del gioco è nella media, ma per nulla banale: sicuramente richiede una certa capacità di astrazione geometrica, perché non per tutti è immediato individuare le figure o mettere in relazione la configurazione sulla carta con quanto c’è sul tavolo. Però è un qualcosa che si acquisisce già dopo la prima partita.
Quanto a rigiocabilità non avrete mai due partite uguali, in quanto il mosaico centrale sarà sempre diverso e cambiando periodo della vita di Einstein andremo anche a cambiare in toto le figure da ottenere sul nostro mazzo personale.
–Le immagini sono tratte da dal
manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i
(Artana) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui
si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la
cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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