L’apprendista pittore e i tubetti di colore [nonsolograndi]

Ma quanto divertente è sporcarsi? Di cibo, di pittura, di fango, di qualsiasi cosa! Piace decisamente meno a chi deve pulire… ecco il modo per mettere tutti d’accordo: un gioco da tavolo in cui vince chi macchia di più il proprio personaggio ^_^
In L’apprendista pittore e i tubetti di colore dovremo infatti collezionare gettoni macchia sulla nostra plancia grembiule. L’ha ideato Gerhard Friedrich per la casa editrice HABA, mentre le illustrazioni sono di Christine Faust. Le partite durano circa 15 minuti e sono adatte a 1-4 giocatori di almeno 3 anni. Si può affrontare in modalità competitiva, cooperativa e solitario.

Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Ringrazio l’editore per la copia recensore.

Aiutate Klecks a trovare i colori giusti e a raccogliere il maggior numero di macchie di colore. Ma attenzione! Il cane Toffy ha rubato i pennelli…

Dentro la scatola

I COMPONENTI

La scatola de L’apprendista pittore e i tubetti di colore, di dimensioni 220×220×45mm, contiene:

  • il regolamento in sei lingue (NL, EN, FR, DE, IT, ES);
  • 1 pedina Klecks in legno;
  • 1 tabellone di cartone in 6 pezzi a incastro;
  • 45 carte quadro quadrate;
  • 4 plance giocatore a due facce in cartone;
  • 40 gettoni macchia di cartone in 10 colori.

I materiali seguono lo standard HABA: buon legno, cartone solido, colori vivaci. Non ci sono particolari colpi di scena, ma in effetti non è necessario esclamare “WOW!” per divertirsi. Personalmente non vado matto per questo stile di illustrazioni, però alle bimbe piace. Le istruzioni sono poche, chiare e contornate di esempi.
Ho girato anche un video di unboxing:

Tabellone pronto con il mazzo di carte al centro

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?

Preparazione: Sistemate il tabellone al centro e appoggiateci sopra il mazzo delle carte quadro, dopo averle mescolate. Posizionate la pedina di Klecks su un’orma a piacere e ognuno riceve una plancia giocatore.

Svolgimento: Al vostro turno girate la carta in cima al mazzo. Se è dipinto un soggetto, può mostrare da 1 a 4 colori: selezionatene uno e spostate le pedina di Klecks fino alla prima orma di quel colore. Nel caso in cui a quell’orma sia collegato un tubetto di colore, collezionate sulla vostra plancia una macchia del colore corrispondente. Se sulla carta c’è una tavolozza, funziona da jolly: nominate un oggetto in vista e sfruttate il suo colore per spostare Klecks. Se sulla carta c’è il cane Toffy, nominate velocemente un nuovo oggetto (anche non visibile) e spostate Klecks fino al relativo colore.
Vince chi riempie per primo la plancia con le 7 macchie previste. Per un gioco più complesso, collezionate colori distinti. Nella modalità cooperativa si usa una plancia comune con 10 macchie e bisogna riempirla insieme prima che esca la decima carta di Toffy.

Il regolamento completo lo potete trovare qui.

Esempi di carte con 1, 2, 3 o 4 colori

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI

La leva principale che spinge Alice a proporre partite a questo gioco è la corsa a riempirsi per prima il grembiule di macchie. Le preferisce tutte diverse e a volte soltanto di certi colori. I gettoni macchia e la plancia personale aiutano molto nell’instillarle questa voglia, tanto è vero che quando lo affrontiamo in modalità collaborativa, vuole essere sempre lei a gestire la plancia comune.

Le conquiste maggiori nell’interiorizzare queste meccaniche sono state, per Alice, il concetto di “prossima orma di un determinato colore” e, subito dopo, quello di “orma raggiungibile che mi fa sporcare”. Erano questioni nuove, mai incontrate in altri titoli, perciò interessanti e stimolanti. Non si sono dimostrate particolarmente ostiche, per cui nei turni ha raggiunto la sua autonomia in breve tempo.

L’interazione tra i giocatori è praticamente assente, dal momento che le scelte personali influenzano il giocatore successivo in maniera incontrollabile. Intendo dire che dove lascio Klecks a fine turno rende specifiche orme raggiungibili o meno per chi mi segue, tuttavia questo è vincolato pure ai colori della carta che verrà girata, informazione ignota al momento della mia scelta.

Con questa carta Klecks può raggiungere nell’ordine le orme fucsia, arancione, marrone e nera

Di conseguenza la scalabilità non risente minimamente del numero dei giocatori, né in modalità competitiva né in quella cooperativa. Essere in tanti o in pochi cambia solamente la durata complessiva della partita e l’attesa tra i propri turni, che comunque è breve, perché sono rapidi. In teoria più si è e più si restringe la varietà di oggetti differenti da nominare quando escono la tavolozza o Toffy, ma restano in ogni caso così tanti che in pratica non è un problema.

La fortuna, come avrete capito, ha un peso significativo sul risultato finale, però generalmente scombina i piani ora a questo e ora a quell’altro giocatore, pertanto nel complesso è accettabile. Perdere nella variante collaborativa perché una pessima mescolata ha lasciato tutte le carte Toffy in cima al mazzo è un evento veramente improbabile. Per fare un paragone, ne Il frutteto bisogna raccogliere 40 frutti prima che escano i 9 pezzi del corvo.

Sugli aspetti negativi posso annoverare una limitata longevità, poiché una volta assimilati i due concetti di cui sopra, la scelta migliore è spesso evidente e quindi automatica. Le partite competitive hanno in genere un tono tranquillo, senza particolari frizzi, per cui preferisco quelle collaborative con il (piccolo) brivido del cane ruba pennelli.

Lato competitivo (7 macchie) e collaborativo (10 macchie)

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

Ecco qui in elenco le cose che Alice (3 anni e 10 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a L’apprendista pittore e i tubetti di colore:

  • il concetto di turno, perché non è facile aspettare che tocchi di nuovo a te quando vorresti agire sempre tu;
  • il rispetto delle regole, pure quando nessun colore ti fa macchiare;
  • a riconoscere i colori e gli oggetti che li mostrano;
  • a fare le primissime scelte tattiche, essenzialmente individuare le orme col tubetto;
  • la cooperazione, ovvero si gioca con un obiettivo comune e si vince o si perde tutti insieme;
  • ad accettare la sconfitta, anche se è colpa delle carte Toffy, tutte a inizio mazzo.
Macchie, macchie e ancora macchie…

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI

Sulla scatola di L’apprendista pittore e i tubetti di colore campeggia un 3+ e ci siamo perfettamente con le capacità di questa età. Avendolo provato anche con Ambra, posso testimoniare che il gioco a 8 anni ha già perso la sua attrattiva, per cui direi che rimane divertente durante la scuola dell’infanzia. Secondo me come longevità e complessità, siamo ai livelli di Belfiorella. Ad ogni modo questo titolo ha come considerevole vantaggio di essere fruibile prestissimo, per cui è comprensibile che dopo una manciata d’anni, crescendo, i bimbi preferiscano altro. Gli adulti ci giocano volentieri con i nongrandi, principalmente perché è semplice e perché a macchiarsi si ritorna un po’ bambini.

La tavolozza e il cane Toffy

MIA MOGLIE DICE COSE

«Il giochino è molto semplice, per cui è indicato per i bambini piccoli, alle prime partite. Ovviamente è un buono strumento per far conoscere i colori ai bambini e, come al solito, fare capire loro che ognuno deve rispettare il turno e le decisioni dell’altro.
Apprezzo molto che abbia due modalità, cooperativa e competitiva, anche se preferisco la competitiva.
Molto carina la grafica e i materiali.
Temo, però, che sia uno di quei giochi che stanca facilmente, se non i bambini, i genitori. Ma su questo punto aspetto i vostri pareri!»

MIA FIGLIA DICE COSE

«Il cane Toffy fa ridere, perché è birbone. Non si rubano i pennelli! Macchiarsi va bene, perché è divertente.»

Per tornare su seguite questo collegamento.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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