Un gioco senza rispetto per gli orsetti lavatori
Panda & Procione
Panda & Procione (Interesse Ludico)
Ci vuole un bel coraggio a spedire proprio a me una copia review di un gioco che si chiama “Procioni Puzzoni”. I procioni non puzzano e non rovistano tra i rifiuti! Forse alcuni, ecco (Io vivo con un procione e confermo che si tratta di una difesa disperata, puzzi e basta! – ndPanda). In ogni caso dobbiamo andare al di là delle apparenze e fermare questo processo di denigrazione verso i nostri amici animali. Comincerò io a tendere la mano, cercando di essere parziale e non farmi condizionare dal soggetto, anche perché, e ci tengo a specificarlo, scrivo di essere un procione per evitare noiosi dettagli ma, come potete vedere dalla copertina, in realtà sono un tanuki, ovverosia una creatura del folklore giapponese solamente simile al procione che tutti conosciamo, ma in realtà imparentato con le volpi, e se non ci credete andate a leggere wikipedia (La vuoi smettere e iniziamo a parlare del gioco? Stai diventando patetico – ndPanda)!

Procioni Puzzoni è un filler di carte con illustrazioni simpatiche, linguaggio infantile ma colorito e miscela in maniera interessante diverse caratteristiche che rendono il gioco appassionante, soprattutto per i più piccoli, in special modo la possibilità di rubare carte agli avversari (anche i Panda gradiscono – ndPanda), ma non manca un pizzico di azzardo e la necessità di pensare a incamerare punti vittoria.
La scatolina, piccola e compatta, contiene il regolamento, 1 dado, 6 token azione in legno e 54 carte ben plastificate. Il materiale è di ottima fattura, specie per un gioco di fascia bassa, quindi complimenti all’editore originale Gamewright e al publisher italiano Supernova (che ringraziamo per la copia review) per la qualità di produzione, e soprattutto per la localizzazione, non solo ben chiara nell’esposizione del regolamento, ma anche divertente nelle scelte lessicali.

Dopo aver distribuito le carte iniziali (in ordine crescente: 3 al primo giocatore, 4 al quarto e così via) e messo al centro del tavolo il resto dei materiali, il primo giocatore tira il dado e mette da parte la pedina azione corrispondente alla faccia uscita. Decide poi se fermarsi o continuare. Ovviamente continuare aumenta le azioni a disposizione, ma anche il rischio di sballare: se il risultato del dado mostra una pedina azione già appartata allora si sballa, e di conseguenza si perde il turno e si riceve una carta come premio di consolazione (se giocate col Procione questo avviene spesso – ndPanda).
Quando il giocatore decide di fermarsi, allora risolve le pedine che è riuscito a conquistare, nell’ordine che preferisce. Nel caso sia stato così sfrontato da rischiare fino in fondo e aver preso tutte le pedine azione, allora dopo aver risolto le pedine, effettuerà un turno bonus, nel quale però potrà mettere da parte solo 3 pedine azione (difficilissimo!!! – ndPanda).

Qui sta il cuore del gioco: destreggiarsi tra usare le carte per colpire gli avversari e usare azioni per pescare carte e imboscarle, ovvero posizionarle nella propria pila di carte che faranno fare punti a fine partita. Una volta risolta (o saltata) la fase di risoluzione delle azioni, il turno passa al giocatore successivo e così via, finché non verrà esaurito il mazzo cestino, allora verranno contati i punti di ogni giocatore a seconda delle maggioranze su quel tipo di carta, ovviamente avrà vinto chi ha più punti, e in caso di parità chi avrà imboscato più carte.
Il mercato è letteralmente invaso da filler, ma Procioni Puzzoni, nonostante il titolo esecrabile (stai continuando a metterti in ridicolo – ndPanda), ha diversi punti di forza. Innanzitutto la possibilità di rubare carte (ma anche di difendersi dalle ruberie) è sempre una meccanica divertente, perché è proprio l’interazione diretta a essere divertente in sé. Da questo punto di vista è una validissima alternativa a giochi come Mogel Motte o Linko, che sono ormai datati.

Un motivo per preferirlo a Exploding Kittens, invece, risiede nel fatto che il gioco va oltre al semplice Push Your Luck, perché per fare punti bisogna ragionare sulle probabilità e scegliere se tenere qualche carta per difendersi/attaccare o sacrificarne le azioni per accrescere la propria pila di carte imboscate. Ognuna degli otto tipi di carta, infatti, ha delle azioni da attivare nel proprio turno o nel turno altrui. Ovviamente se la si usa allora non si potrà poi imboscare la carta. Ovviamente Exploding Kittens ha altre illustrazioni e un tono di commedia differente, forse più adatte agli adulti.
Interessante anche la pesca delle carte. Non esistendo una “fase di pesca”, tipica di giochi di prese, il giocatore deve fare in modo di non ritrovarsi senza carte, onde evitare il furto di carte imboscate o di non riuscire ad ammortizzare i rischi della fase push your luck. Infine, per ottenere punti bisogna avere la maggioranza di quel tipo di carta, cosa che richiede anche un po’ di memoria per non imboscare carte di cui si ha già la maggioranza e possono invece essere utilizzate per le proprie azioni.
Rubare (o tentare di farlo) forse è l’azione più divertente, ma non è fondamentale. Piuttosto è molto più utile capire quante carte ‘Nana si sono già imboscate delle 11 disponibili, ben sapendo che se non si è ottenuta la maggioranza per ottenere i 7 punti, non se ne otterranno affatto, e tutta la fatica fatta per imboscare quelle carte sarà vana.

Il gioco scala bene in 3 e in 4, con partite veloci e voglia di rivincita. In 2 giocatori funziona, ma la presenza di un solo avversario favorisce l’accanimento verso lo stesso e semplifica il processo di memorizzazione, risultando più piatto. Il fatto comunque che un filler pervaso da una pur leggera cattiveria, sia giocabile anche in 2 non è banale, seppur come avrete capito, 3 è il numero perfetto. I simboli sulle pedine azione sono di facile lettura, e nel mazzo è presente una carta riassuntiva, che probabilmente rimarrà nella scatola dopo la prima partita.
Nonostante mi sia già espresso al riguardo, mi piace chiudere questa recensione con una nota positiva, ringraziando Gamewright per le simpatiche precisazioni alla fine del regolamento e per aver speso delle parole di apprezzamento sulla mia specie, nonostante il titolo. Del resto se il gioco in lingua originale si chiama TRASH PANDAS e non Trash Raccoons ci sarà un motivo, no? (Uno dei motivi è che dormirai fuori anche stanotte! – ndPanda)

A chi è indirizzato il gioco: giocatori di tutte le età che si divertono a rubarsi carte a vicenda e che non disdegnano l’azzardo e una leggera messa in moto della materia grigia per il calcolo delle maggioranze. Per via di questa complessità maggiore (seppur di basso livello) credo sia meglio non scendere sotto l’età consigliata di 8 anni. Ottimo come apri-serata.
A chi potrebbe non piacere: giocatori che cercano solo ed esclusivamente la malizia del furto e nessuna pretesa di ragionamento. Allo stesso modo potrebbe non piacere a chi cerca giochi più ragionati e si infastidisce alle cattiverie subìte.
Da giocare con: nipotini furbetti e amici in vena di sane risate.

Giochi vicini per ispirazione o complessità:
Linko
Mogel Motte
Exploding Kittens
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