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[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ryozen, Boonlake e altri 5! (+ indovinello)

scritto da cogo71 e da tutti gli impressionanti

Buona domenica a tutti! Dopo la scorpacciata della scorsa settimana, oggi torniamo al consueto formato, ma con una serie di titoli tutti molto interessanti. In particolare ci teniamo a sottolineare il successo che sta riscuotendo l’ultimo titolo dell’editore italiano Tabula Games, Ryozen, la cui campagna Kickstarter ha abbondantemente superato i 100.000 €, frutto dei pledge di quasi 1.800 sostenitori: se pensate che mancano ancora 19 giorni alla fine della campagna, è senz’altro un gran risultato.

La puntata è completata da un serie di altri titoli, che coprono un ampio ventaglio di possibili suggerimenti per tutti i gusti: da corse in scenari post-apocalittici a gare tra unicorni da corsa, da investigazioni su terribili crimini alla ricerca di una vita migliore sulle sponde di un lago, dalle battaglie per conquistare Azeroth alla creazione di stupendi motivi per padiglioni regali.

Complimenti a Iheskide per aver risolto in tempo record lo scorso indovinello ideato dalla nostra Vale, che questa volta ha leggermente alzano l’asticella: saprete raccogliere la sfida?

Buona lettura!

[Andrea P.-White Winston] Ryozen • 2-4 giocatori • 14+ • 45-90′ • giocato in 4 • circa 130′ con spiegazione

Ryozen

In assoluta anteprima, sono riuscito a mettere le mani su una copia fisica, prototipale dal punto di vista grafico e dei materiali, ma abbastanza definitiva sotto il profilo del gameplay, di Ryozen, l’ultimo lavoro di Martino Chiacchiera e Michele Piccolini, ora su Kickstarter per Tabula Games. Ne avevo già parlato in un’anteprima un po’ di tempo fa, dopo la prova del prototipo digitale su Tabletop Simulator. La prova di ieri sera ha confermato tutte le mie buone prime impressioni e devo dire che il giudizio a fine partita è stato piuttosto unanime in tal senso. Per un gamer abbastanza scafato, il regolamento apparirà molto lineare e vi lascerà una prima apparente impressione del tipo “tutto qui?”. Infatti Ryozen si basa su meccaniche assolutamente note, come piazzamento lavoratori, maggioranze e gestione risorse, senza apparentemente spunti di incredibile originalità. In verità, già al primo round, ci si rende conto di quanto il mix sia elegante ed efficace, restituendo un’esperienza di gioco estremamente fluida, priva di tempi morti e molto interattiva. Parliamo di interazione indiretta classica da eurogame (a tratti il gioco vi sembrerà pure molto stretto!), ma anche di interazione diretta, mai però del tutto distruttiva e quindi assolutamente piacevole e stimolante. Regolamento snello, tempi di gioco abbastanza contenuti (se conoscete le regole, si gioca in 4 in 90-100 minuti), ottima profondità e strettezza, interazione diretta e indiretta, gameplay governato da scelte tattiche e privo di tempi morti: direi che gli ingredienti per un ottimo gioco euro ci sono tutti! Non resta quindi che aspettare la versione finale del gioco, per apprezzare al 100% i materiali e la grafica, che – sono certo – non tradiranno le aspettative, vista la capacità della ormai celebre casa perugina di creare prodotti di alto livello.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Last Aurora • 2-4 giocatori • 14+ • 60-90′ • giocato in solitario • 90′ con lettura regolamento e visione tutorial

Last Aurora

Finalmente, dopo avere aperto la scatola mesi fa, sono riuscito a togliere ufficialmente Last Aurora dal mio scaffale della vergogna. Ho sofferto un po’ la lettura del regolamento, perché proprio non mi entrava in testa la gestione delle carte automa, soprattutto per i primi effetti una volta pescate. Ho superato la cosa affidandomi alla lettura dell’articolo di WW e alla visione di un tutorial dedicato. Ho fatto la mia sofferta e lunga partita, che, purtroppo, non mi ha restituito un grosso divertimento, proprio a causa della “trascinata” assimilazione del regolamento. Devo dire che nelle fasi finale è stato tutto più lineare e ho apprezzato molto la sensazione di forza data dalla progressiva composizione e crescita del mio automezzo. Assolutamente da riprovare con uno spirito più leggero e magari con altri giocatori al tavolo. È stato frustrante guardare l’automa andare avanti e restare sempre primo senza avere grosse possibilità di superarlo o di fare dispetti con le carte da selezionare. Programmeró di sicuro una sfida con umani da insultare e sfottere un po’! Materiali che fanno il loro con carte molto solide.
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[LucaCiglione] Chronicles of Crime: The Millennium Series – Chronicles of Time Expansion • 1-4 giocatori • 14+ • 60-90′ • giocato in solitario • 60 minuti

Chronicles of Crime: The Millennium Series – Chronicles of Time Expansion

Le tre avventure dell’espansione di Chronicles of Crime: The Millennium Series sono qualcosa di veramente spettacolare. Gli autori hanno davvero preso tutto ciò che magari non convinceva nelle avventure della serie e lo hanno modificato per realizzare tre avventure una più bella dell’altra. Gli intrecci sono plausibili, le motivazioni lineari senza voli pindarici. Se siete bravi a investigare, troverete davvero pane per i vostri denti. La difficoltà tende verso l’alto, soprattutto grazie a una marea di luoghi e personaggi che si dipanano davanti agli occhi. In particolare l’avventura ambientata nel 1900 (tema Escape Room) si rivela forse la più spettacolare, grazie a un innovativo uso anche del segnalino della torre Eiffel, che onestamente come gli altri risultava completamente inutile nella serie base. Belli belli belli. Consiglio a chiunque abbia il gioco base di acquistare il prima possibile l’espansione: non ve ne pentirete. E aspetto con ansia la pubblicazione dell’ultima avventura, che promette un crossover temporale. Ci sono premesse per qualcosa di epico…

[Andrea P.-White Winston] Boonlake • 1-4 giocatori • 14+ • 80-160′ • giocato in 2 • circa 180′ con spiegazione

Boonlake

“Ma chi diavolo ha detto che Boonlake è un gioco più rapido dei precedenti cinghiali di Pfister?!?” È con questa domanda in testa che io e Pigia abbiamo terminato la prima partita, dopo ben 3 ore tra setup, regole e gioco (circa 120 minuti la partita). In ogni caso, al di là della lunghezza, ho trovato questo titolo piuttosto interessante e abbastanza originale da discostarsi dai precedenti lavori di Pfister, con il sistema di selezione e condivisione delle azioni che garantisce pochissimi tempi morti e un ritmo molto serrato. L’assenza di elementi di variabilità, legati al numero dei giocatori, ci ha forse lasciato una sensazione di eccessiva larghezza (la mappa è la stessa e gli spazi sono quindi molto più ampi); in ogni caso il sapore del cinghiale buono c’è e si sente, non ai livelli di Great Western Trail e Maracaibo, ma comunque ampiamente sopra la media dei giochi euro. Sicuramente mi ha lasciato una gran voglia di riprovarlo, magari in configurazione a 1 e 3 giocatori (in 4 non so se me la sento, vista la durata…), alla ricerca del numero ideale, per apprezzare appieno tutte le indubbie potenzialità del gioco. Non si può certo dire che Pfister non sbagli mai un colpo… ma questa volta credo che l’abbia azzeccata nuovamente!
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[Antonio-Figlio di Griffin] Unicorn Fever • 2-6 giocatori • 14+ • 40′ • giocato in 6 • 70′ con spiegazione rapida delle regole

Unicorn Fever

A un Lucca Comics di diversi anni fa avevo provato Horse Fever fresco di uscita e proprio non mi era piaciuto: avevo quindi qualche piccola riserva su questa sua riedizione “cornuta”, ma stavolta è stato il divertimento a farla da padrone. Il sistema delle puntate per le scommesse devo ammettere essere molto intuitivo e ben lontano da tutti quei calcoli da “allibratore” che bisognava fare coi cavalli senza corno. Il gioco è molto dipendente dall’alea, ma ci sono una serie di carte “magia” che danno una mano alla dea bendata del cavallo che vogliamo favorire o intralciare. Ci siamo tutti divertiti, anche se abbiamo patito un po’ il tempo lungo per il setup. Materiali belli e carte consistenti, con miniature che si prestano alla perfezione all’hobby della pittura (guardate pure il bel risultato ottenuto dal mio amico Max). Titolo quindi promosso per partite a 6 giocatori votati a un’ora senza scervellamenti.
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[LucaCiglione] Small World of Warcraft • 2-5 giocatori • 8+ • 60-90′ • giocato in 3 • 90 minuti con spiegazione

Small World of Warcraft

Gioco che, al netto di un gameplay semplice, richiede parecchia spiegazione e parecchio impegno per conoscere e capire al meglio i vari poteri di tutte le razze che abbiamo a disposizione. Nella nostra prima partita ho vinto grazie a una combo praticamente imbattibile, creatasi a caso nelle razze da scegliere e di cui mi son reso conto della forza solo conquistando senza problemi intere isole. Il gioco secondo me ha gran potenziale, ma non può essere sicuramente giocato con chiunque. La conoscenza approfondita dei poteri è troppo importante e può fare la differenza. Quindi bel gioco, ma necessita sicuramente di essere intavolato con una certa frequenza per dare il meglio di sé ed essere padroneggiato al meglio.
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[F/\B!O P.] Azul: Summer Pavilion • 2-4 giocatori • 8+ • 30-45′ • giocato in 3 di cui io alla prima partita • 90 minuti con spiegazione

Azul: Summer Pavilion

Gab, amico di vecchia data, ma che solo di recente è entrato nel mondo dei giochi da tavolo, mi manda una foto: ritrae una partita in corso e le braccia conserte della moglie Nat. La didascalia è: “Meditazione”. La mia risposta: “Sai che non l’ho mai provato? Organizziamo!” Così mi reco da loro e, dopo la spiegazione delle regole, che risultano abbastanza familiari a chi abbia già provato i precedenti titoli della serie, cominciamo la selezione dei piacevoli pezzi romboidali dai piattini. Ricevo subito il biasimo di Nat, perché i miei piazzamenti non sfruttano la sinergia dei punteggi in base ai pezzi vicini. In effetti parto più lento di loro, però sto puntando alle caselle numero 5 e 6, che richiedono altrettanti pezzi per essere occupate. In particolare inizio da quelle azzurre, per poi espandermi verso le rosse e le arancioni. Questa strategia mi limita le opzioni di selezione, rendendo quindi quella fase più combattuta, ma sfrutta al meglio il circondamento di colonne, statue e porte. Nei turni conclusivi, quando mi è chiaro che con quelle stelle non posso progredire oltre, mi dedico a quella multicolore centrale e ai bonus per tutte le caselle 1 e 2. Alla fine il tracciato segnapunti mi darà ragione. Mi è piaciuto molto, sebbene dopo una sola partita non sappia dire quale preferisco della serie: sicuramente qui ho trovato molto interessanti le opportunità offerte dai pezzi presi dal tabellone comune e il piazzamento fatto alla fine della fase di selezione. È più complesso senza essere più complicato.
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Questa settimana il nostro canale YuoTube si è aggiornato con tre nuovi video. L’immancabile appuntamento con il podcast torna ad analizzare con Simarillon e Matte una delle meccaniche tra le più diffuse: il piazzamento tessere. Vi segnalo poi l’unboxing di Figlio di Griffin, che ci presenta il contenuto della scatola di Mantis Falls, mentre TheUncle si cimenta con l’unboxing e il tutorial di UND1C1, la cui campagna Kickstarter è in pieno svolgimento.

Figlio di Griffin ci presenta la descrizione dei componenti con apertura della scatola di Mantis Falls, di Adrian Kerrihard, gioco da tavolo edito da Fever Games di cui abbiamo proposto la recensione proprio ieri.

Il secondo video è quello del nostro zio TheUncle, che ci presenta UND1C1, un gioco 100% made in Italy protagonista di una campagna KS che sta avendo un discreto successo e di cui vi abbiamo già parlato mercoledì in anteprima in questo articolo.

Concludiamo come al solito con la puntata del nostro Podcast, durante la quale Matte e Simarillon ci presentano una serie di titoli accumunati dalla meccanica nota come piazzamento tessere.

Concludo questa carrellata con un nuovo indovinello della nostra Vale:

Alice non lo mangia se non è rosa,
Cenerentola lo vuol d’oro, è più ambiziosa,
lo Stregatto ne è ghiotto, ma solo se è blu,
il drago lo divora se è color bambù
.

Vediamo se questa volta saprete essere altrattanto veloci. Aspetto le vostre risposte…

Buone letture e a presto!

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