scritto da Giuls/TheUncle
É un caldo pomeriggio estivo qualsiasi degli anni 90. Insieme ai miei cugini stiamo decidendo la composizione delle squadre per sfidarci a quello che a noi sembrava il gioco da tavolo più competitivo del momento: il Subbuteo. La scelta all’epoca era dettata da una serie di fattori: la squadra che tifavamo (e che tifiamo tutt’oggi), il lato del tavolo che aveva l’ombra e, soprattutto, quale formazione avesse più omini integri e non attaccati con la colla o, peggio, fusi con l’accendino. Niente strategia quindi, si giocava per il puro gusto di farci due risate tra noi. Ricordo ancora con affetto quelle interminabili sfide che finivano sempre col mio cugino Antonio vincitore, lui che aveva approfittato della soffitta di casa sua per farsi costruire da zio un tavolo di compensato e ci aveva attaccato sopra il panno di gioco per allenarsi a fare i tiri a effetto…
Da quelle calde estati sono passati più di 30 anni e finalmente ecco un nuovo gioco sul calcio come si deve, con un regolamento semplice e facilmente assimilabile, componenti di qualità ed un giusto equilibrio tra strategia e fortuna: UND1C1.
Il gioco è al momento stato appena presentato in una campagna Kickstarter (finanziata in meno di 10 minuti, tra l’altro!), quindi chi meglio di me per parlarne visto che insieme a compare Yuri ci occupiamo proprio di questi progetti? Bene, diamo quindi un’occhiata al gioco.
Apriamo la scatola
Non appena ho aperto il pacco come prima cosa ho notato che la forma della scatola sicuramente non mi avrebbe permesso di metterla nè sulle mensole e neppure inserirla nella Kallax insieme a tutti gli altri giochi da tavolo. Dovrò inventarmi qualcosa, ma ce la farò sicuramente. La confezione che mi si presenta davanti è elegante e minimal con un’apertura magnetica a scrigno che ci mostra, una volta aperta, tutto il contenuto posizionato in modo preciso ed ordinato. All’interno troviamo 4 set di adesivi con i colori che ricordano alcune delle più importanti squadre italiane e spagnole ( Barcellona, Real Madrid, Inter, Milan), due mazzi di carte, due dadi, un lucchetto bianco ed uno nero, degli stand, una quarantina dischetti bianchi e neri e un playmat arrotolato oltre, ovviamente, al manuale di gioco.

La scelta della componentistica devo dire che è veramente eccellente. Il playmat, una volta srotolato, ci mostra il campo di gioco diviso caselle di colore diverso che indicano le zone di movimento e le aree con bonus/malus. È forse uno degli aspetti che più colpisce una volta aperta la scatola in quanto non è così banale trovare un componente così premium in una scatola base. La scelta del materiale permette di poter srotolare il campo senza avere sulla superficie le pieghe classiche di un tabellone in cartone e lascia al tatto una piacevole sensazione. Come ho detto in precedenza all’interno della scatola ci sono anche due mazzi di carte, uno bianco ed uno nero, contenenti entrambi le stesse carte con illustrazioni molto evocative. Queste carte tattica saranno giocate durante la partita e serviranno agli allenatori per aumentare la strategia. Le pedine con i nomi dei giocatori, sono grandi più o meno come una moneta da 2 euro e permettono di attaccare entrambe le magliette dello stesso giocatore (maglia home e trasferta), che non è solo una licenza artistica ma ha un reale utilizzo all’interno del gioco. Oltre a queste troviamo due dadi classici a sei facce, una pedina che Identifica il pallone e due lucchetti che saranno utilizzati dagli allenatori per bloccare aree di gioco ed aumentare la difficoltà ai propri avversari.

Come si gioca
Il setup è molto veloce: una volta srotolato sul tavolo il campo, ogni giocatore sceglie tutti gli elementi della squadra contrassegnati dallo stesso colore quindi, pedine, dado, gli stand ed il lucchetto. Si prendono i due mazzi di carte, ogni giocatore mischia il suo e posiziona 20 carte coperte davanti a lui. Quelle 20 carte saranno le sue mosse strategiche e saranno indicative anche la durata della partita.
Ogni giocatore dovrà quindi posizionare la squadra in campo facendo ben attenzione alle specifiche di ogni giocatore (e ovviamente al fatto che siano 11 in campo, la BI-Zona alla Canà non è ammessa). Le pedine infatti hanno un’area che descrive esattamente il punto di posizionamento nel campo di gioco, sia di ruolo che “geografico”. Il campo, come detto, è diviso in caselle, quadranti e linee di quadranti accompagnate, a bordo campo da linee di colore rosso, giallo e verde indicanti la fila dei difensori, centrocampisti ed attaccanti. Allo stesso tempo, guardando il campo, noteremo due ulteriori linee più spesse che dividono il campo in tre parti nella sua lunghezza delineando quindi le ali e la parte centrale. Questa stessa divisione è quella disegnata sulle pedine e servirà a facilitare il posizionamento dei giocatori sul campo e, quindi la scelta dello schema di gioco.
Terminato il setup si può cominciare la partita. Entrambi gli allenatori tirano il dado e colui che avrà realizzato punteggio più alto comincerà effettuando il calcio d’inizio. Ogni allenatore ha a disposizione tre azioni che può svolgere durante il proprio turno, che siano esse di movimento, difesa o attacco oltre alla possibilità di giocare le proprie carte strategia ed i lucchetti.
Iniziamo a parlare dei movimenti: la prima distinzione che dobbiamo fare è tra movimenti singoli e di gruppo. I giocatori potranno muoversi, sempre nella stessa direzione, di 2 caselle se sprovvisti di palla e di una casella se ne sono i portatori (ogni giocatore ha inoltre delle specifiche che gli possono permettere movimenti extra, indicate dalle icone disegnate sulla propria pedina). Un’altra azione che si può fare è quella di muovere tutti i giocatori nella stessa linea di quadranti contemporaneamente nella stessa direzione, per far avanzare o indietreggiare una linea di gioco.


Il portatore di palla potrà decidere quindi di muoversi oppure di passare/tirare la palla. Per quanto riguarda il passaggio, una volta deciso a quale giocatore si vuole passare la palla, bisogna contare i quadranti di distanza ed i giocatori avversari contenuti in essi e provare a fare un numero maggiore con il dado. Nell’esempio del manuale in questo passaggio in linea il giocatore dovrà fare almeno 3 per poter passare la palla suo compagno e se dovesse fare un risultato minore la palla andrà al giocatore avversario più vicino.
Qualora si decida di effettuare un dribbling, entrambi gli allenatori dovranno scambiare di posizione le pedine, lanciare il dado e colui che avrà ottenuto il risultato minore dovrà girare la propria pedina e renderla indisponibile per il resto del turno (per questo viene attaccata una doppia maglia sulle pedine). Il vincitore invece resterà con la palla e potrà effettuare un movimento gratuito extra. Ovviamente in tutte queste azioni dovranno essere considerati eventuali bonus descritti dalle carte strategia oltre alle icone disegnate sui singoli giocatori.
Abbiamo parlato di dribbling parliamo anche di difesa e dell’intervento in scivolata. Si svolge più o meno allo stesso modo del dribbling, entrambi gli allenatori tireranno il dado per cercare di mantenere o rubare la palla. Questa volta il giocatore che avrà perso la sfida rimarrà con la pedina bloccata per il turno successivo mentre l’altro potrà allontanarsi palla al piede.
Siamo arrivati quindi al tiro ed al cross, entrambi possibili in determinate aree del campo. Dalle caselle intorno all’area rigore e a quelle al suo interno sarà possibile effettuare un tiro in porta lanciando il dado in contemporanea con l’allenatore avversario ed applicando al tiro eventuali bonus malus specificati sulle caselle, eventuali avversari in linea di tiro, eventuali bonus dati dalle carte strategia o dalle icone sul giocatore.
Per quanto riguarda il cross dobbiamo posizionarci sulle caselle che recano una freccia ed effettuare un passaggio al giocatore in area.

In caso di cross sbagliato la palla andrà al giocatore avversario più vicino ed il turno dell’allenatore finirà istantaneamente, ma se il traversone dovesse essere un successo a quel punto l’allenatore attaccante avrebbe un tiro di testa gratuito (a patto che l’attaccante si trovi in una delle caselle contenenti l’apposita icona per il colpo di testa).
Parliamo degli ultimi due aspetti strategici che contraddistinguono questo gioco: i lucchetti e le carte strategia. Alla fine di ogni turno un allenatore dovrà pescare una delle 20 carte e posizionarla in uno dei cinque stand del proprio colore. Queste carte indicano azioni e abilità speciali con effetto istantaneo o permanente che potranno essere giocate durante la partita. Non è possibile avere più di 5 carte in mano quindi quando un allenatore si troverà a pescare la sesta carta dovrà necessariamente scartare una di quelle che ha in mano. Sempre alla fine del proprio turno gli allenatori potranno posizionare sul campo un lucchetto del proprio colore per inibire utilizzo di quella casella da parte dell’avversario. La partita finirà quando sarà stata pescata all’ultima carta strategia ed il vincitore sarà colui che avrà totalizzato, ovviamente, più gol.

Come gira e considerazioni
Non so quanti di voi seguano account di giocatori e giochi da tavolo su Instagram. Ve lo chiedo perché negli ultimi tre mesi è stato sempre più frequente vedere una pubblicità riguardante questo gioco tanto da farmi incuriosire. Quanto lavoro c’è stato dietro alla realizzazione di questo progetto? Bè, sicuramente tanto, infatti quello che mi ha subito colpito è stata la cura con la quale è stata studiata la campagna pubblicitaria e tutte le informazioni on-line che sono state rese disponibili già prima del lancio sulla piattaforma kickstarter.
Quando mi è arrivata la scatola del gioco tutte le sensazioni sono state confermate dalla qualità generale del gioco, dalla cura che è stata messa nella scelta dei componenti, nella realizzazione di ogni singolo elemento di gioco e nella stesura del manuale. L’impatto che ho avuto giocandoci è lo stesso che ebbi quando a 14 anni sul tavolo c’era il Subbuteo, ma questa volte con una consapevolezza diversa data dell’esperienza di un boardgamer più smaliziato che non cerca solo di dare schicchere a caso.
UND1C1 è un gioco tattico, più ragionato e, grazie al regolamento snello e veloce, resta allo stesso tempo dinamico ed avvincente, con partite sempre avvincenti che durano mediamente poco più di un’ora e che sono sempre dall’esito incerto. Tornando all’incipit ed ai tiri ad effetto di mio cugino, qui la destrezza non serve a nulla e le partite sono bilanciate in maniera eccellente. A rendere ancora più incerto l’esito del risultato ci pensa l’alea dei dadi (che come voi sapete, mi odiano) che possono aiutare anche i giocatori meno esperti a difendersi dagli attacchi di quelli più skillati.
Ho gradito particolarmente nomi caricaturali che sono stati scelti per la realizzazione dei singoli giocatori. Parlando con uno degli autori del gioco mi è stato confermato essere un espediente alla PES e quindi per poter trovare corrispondenza, anzi, similitudini con i nomi reali bisogna andare a spulciare quelli nei campionati del 2005. Le carte tattica infine sono una vera chicca e non ci sarà bisogno di molte partite per imparare ad utilizzarle bene e padroneggiarle.

Si riuscirà presto ad usarle ed a scegliere il momento giusto per giocarle ed eventualmente se scartarle in base all’inerzia della partita. Nelle partite che ho fatto la confidenza è andata aumentando via via e con essa anche la difficoltà nella arrivare a Porta e fare gol, segno che il regolamento era stato assimilato perfettamente anche dal mio avversario. Devo dire che il titolo scala bene sia su persone più esperte che giocatori Novelli che abbiano come me la passione per il calcio e questo è sicuramente una delle sue armi migliori.
Cosa ne penso quindi di questo gioco? Che mi è piaciuto molto e, soprattutto, è stato divertente giocarci. É stato come entrare negli spogliatoi a metà primo tempo e muovere sulla lavagna i nomi per far capire ai giocatori cosa volevo che loro facessero oppure, vedere come sarebbe una partita se le urla che faccio alla TV fossero recepite dai vari giocatori in campo (e credetemi, in questo periodo ne stiamo facendo molte, vero Diego?). Se devo trovare un difetto, oltre ad uno che ho già comunicato all’autore del gioco e che riguarda la scelta della squadre (lui sà!), forse l’unica cosa è la dimensione non standard della scatola del gioco, che, agli ossessivo-compulsivi come me, darà tanto lavoro per riuscire a collocarla in collezione, dimensione allo stesso tempo giustificata dalla scelta del playmat al posto del cartellone classico, un vero plus che fa perdonare l’asimmetria che da oggi ci sarà sulla mia mensola.
Bene, pensavate che fosse finita qui? Ed invece no. Siamo riusciti a strappare un’intervista ad uno degli autori del gioco, Andrea, che ci ha descritto tutte le fasi della lavorazione e tutto il lavoro che c’è dietro ad un progetto Kickstarter.
1) Cominciamo con l’interrogatorio. Parlaci di te e del tuo team, chi siete, cosa fate e, soprattutto, chi ha fatto cosa del progetto UND1C1.
Ciao Giulio, siamo Andrea, Giacomo ed Andrea, tre amici di Udine che sono insieme fin dal liceo. Abbiamo tutti e tre 32 anni e abbiamo iniziato a lavorare a UND1C1 proprio ai tempi delle superiori. Il progetto lo abbiamo portato avanti tra alti e bassi fino a fine 2017/inizio 2018, periodo in cui ne abbiamo parlato più seriamente per poi iniziarne uno sviluppo più approfondito e strutturato.

2) Sul web abbiamo trovato notizie di UND1C1 già a partire da un paio d’anni fa. É stato quindi un lungo lavoro quello che vi ha portato a proporre questo gioco, ti va di parlarci del progetto, delle sue fasi, quando è nato e quanta fatica vi ha preso?
Come ti ho detto l’idea del progetto è nata tanto tanto tempo fa. Prima del Covid abbiamo portato il prototipo per farlo conoscere in fiera, intorno al 2018, a Parma, Modena ed Essen. Il processo produttivo è andato molto ondate di entusiasmo perchè, quando eravamo in fiera,
abbiamo visto che il gioco piaceva molto a chiunque si fermasse al nostro stand ma speravamo di trovare lo stesso entusiasmo anche in qualche produttore o un editore. Tutte le volte che si sono approcciati a noi è stato per dirci che il gioco aveva meccaniche valide ma che avremmo dovuto cercare un altro ambito perchè “ai giocatori da tavolo il calcio fa schifo”. Noi però abbiamo voluto seguire il nostro sogno e quindi ecco che, anche grazie alla pandemia che ci ha dato un po’ di tempo libero, nel 2020 abbiamo prodotto i primi 50 prototipi e li abbiamo mandati in giro per cominciare a ricevere i primi feedback. Da quel momento, le nostre attenzioni sono state tutte per la lunga preparazione al kickstarter che, finalmente, è appena partito.
3) Rimaniamo in ambito progettuale, quanto tempo ha preso tutta la parte di playtest e come è stato deciso di affrontarla?
Non so dirti quante ore di lavoro abbia speso per la parte playtest, ma sicuramente tantissime. Il gioco, una volta terminato è diventato quasi un’ossessione. Insieme ai miei amici ci giocavamo sempre cercando di modificarne il regolamento per migliorare l’esperienza di gioco. Vivo tra l’altro all’estero da 6 anni e anche qui, con un mio amico che si è trasferito da me per lavoro, abbiamo lavorato tantissimo sul regolamento e sul gioco, a lui va una mia menzione speciale anche se non è parte del team di sviluppo originale. Una volta terminata questa estenuante parte abbiamo cominciato ad inviare copie in giro ed collezionare tutti i feedback per poi arrivare al prodotto che vedi oggi.
4) Il mondo del calcio, o meglio il mondo sportivo in genere, non sono un argomento molto trattato nei giochi da tavolo. Nel caso del calcio poi, nessuno è riuscito fino ad adesso a scalzare il successo del Subbuteo che, più che un gioco di strategia come il tuo, resta pur sempre un gioco di destrezza. Come mai avete scelto proprio questo ambito?
Cominciamo col dire che l’appassionato ai giochi da tavolo è l’altro Andrea, non io, ma tutti e tre siamo super malati di calcio. Quello che ci ha mosso è proprio la passione per questo sport ed avendo visto che c’era un vuoto di mercato incredibile in tal senso (parlando di giochi da tavolo, ovviamente), e quindi abbiamo deciso di buttarci. Se ci pensi al mondo ci sono 3,5miliardi di tifosi, qualcuno a cui piaceranno anche i giochi da tavolo ci sarà, no?
Comunque sia, abbiamo trovato abbastanza strano che nessuno si sia impegnato a creare un nuovo gioco di riferimento sul calcio dopo Subbuteo e abbiamo visto questo vuoto d’offerta come un’opportunità. Dovevamo provare noi a colmare questo vuoto e presentare un gioco da tavolo che non esisteva prima. Speriamo quindi di aver creato un qualcosa che possa rimanere come riferimento… il nostro obiettivo, come hai capito, è quello dichiarato di creare il miglior gioco strategico sul calcio che diventi, allo stesso tempo, anche il più diffuso.
5) Restiamo in ambito calcistico ed addentriamoci nelle meccaniche del gioco. Da che punto di vista le avete pensate? Da boardgamer, da tifosi o da “fantallenatori”?
Abbiamo sempre cercato di realizzare il gioco nella maniera in cui fosse il più realistico possibile. Non mi è mai piaciuto il fatto che negli altri giochi ci fosse un’estrema semplificazione o, al contrario, una serie di regole complicate. Abbiamo cercato quindi un equilibrio che coniugasse la velocità di una partita di calcio con un realismo di gioco quanto più realistico possibile. Ovviamente questo ha portato a fare rinunce o compromessi tra la velocità di apprendimento e la velocità del gioco. Come ti ho detto questo è un progetto che portiamo avanti da anni ed è arrivato un momento in cui abbiamo deciso di tirare una riga e presentare la versione del gioco migliore possibile. Non lo so se alla fine siamo riusciti a produrre il gioco di calcio migliore sul mercato, sicuramente posso dire che se agli amici che dovessero supportare il nostro progetto su Kickstarter dovesse venire qualche idea, siamo sempre qui a disposizione per prendere eventualmente in considerazione eventuali suggerimenti.
6) Parliamo di uno degli aspetti che forse sarà una di quelli che più appassiona i tifosi di tutto il mondo. Abbiamo notato che la scelta dei nomi dei giocatori è stata quasi caricaturale, un po’ come PES di qualche anno fa. In redazione siamo tutti concordi nel pensare che sia uno degli aspetti più “spassosi”, quanto lavoro ha preso reinventare tutti i nomi? É stata una parte divertente del progetto?
Ti posso dire che forse tra tutte le incombenze del gioco questa è quella che ci ha preso meno tempo. Saranno state le ore di gioco a PES ma ora ci metto davvero un secondo a pensare ad un nome ed alla sua storpiatura.

Si, anche a noi è arrivato questo feedback, molte delle persone che hanno ricevuto il gioco addirittura ci hanno suggerito di fregarcene dei nomi veri e continuare con i nomi storpiati o inventati. Calcola che io sono sempre stato preoccupato del fatto che qualcuno possa crearci problemi per qualche assonanza tra il nome o eventuale squadra quindi non lo so, ci sta che più avanti un pensierino sull’acquisto delle licenze dei nomi e delle squadre ufficiali lo si faccia…
7) Fermo restando che chi ti sta intervistando fa parte del team che cura proprio la rubrica sul crowdfunding, come mai avete scelto la piattaforma Kickstarter al posto dell’iter “canonico” delle case editrici?
Come ti ho detto prima in questi anni abbiamo avuto degli abboccamenti con delle case editrici, una Italiana, una Spagnola ed una di Singapore ma alla fine non siamo mai riusciti a metterci d’accordo perchè volevano fare dei compromessi su cose che hanno per noi un valore importantissimo. Ti faccio l’esempio del tabellone di gioco o delle chips dei giocatori, ci hanno proposto il cartone ma a noi dispiaceva tanto perchè ci sembrava di banalizzare il lavoro di tanti anni utilizzando materiali “cheap”. A questo devi aggiungere anche i “pali in faccia” che ti ho detto prima e bè, per riuscire a dare il prodotto che volevamo noi abbiamo capito che l’unica strada percorribile era quella del Kickstarter.
8) Prima di salutarci, progetti per il futuro? Avete qualche altro colpo in canna?
No, al momento non ne abbiamo. Tutti e tre abbiamo altri lavori oltre a questo progetto e quindi abbiamo deciso di investire tutte le nostre energie un progetto alla volta. Poi dipenderà anche da come andrà la campagna Kickstarter, chissà che la creazione di giochi da tavolo non diventi la mia occupazione principale! Ti posso dire però che tra le varie idee che abbiamo avuto c’è quello di ampliare orizzontalmente la gamma prodotti della DM Giochi portando le meccaniche di UND1C1 su un gioco sul Basket o, perchè no, sul Tennis. Oltre a questo mi piacerebbe unire una parte manageriale al gioco, tipo la costruzione degli impianti, il calciomercato, il vivaio eccetera eccetera. Vedremo se questa campagna KS ci farà continuare a sognare o ci riporterà con i piedi per terra.
9) Ciao, grazie mille per la disponibilità e, soprattutto in bocca al lupo per la campagna KS!
Ciao e crepi il lupo! Grazie a voi ed alla prossima!
— Alcune immagini sono tratte da BGG e dal regolamento, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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