scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti! A chi ha compagni di gioco belli e a chi ha
compagni di gioco brutti (dentro). Questa settimana abbiamo visto ombre in
acque limpide, preludio però a una esplosione di colori data dalla caduta
di una meteora proprio nel fossato del castello situato ad Approdo del
Re.
Buona lettura!
[Yuri-Sayuiv] Sleeping Gods • 1-4 giocatori • 12+ • 600′ •
giocato in 2 • circa 120 minuti
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| Sleeping Gods |
Finalmente, dopo la prima sessione di qualche mese fa, io e mio figlio
abbiamo fatto un’altra sessione al nuovo gioco di Laukat. Ripristinare
il salvataggio non ha preso troppo tempo, anche se un organizer
migliore potrebbe velocizzare ancora di più. In questa sessione ci siamo
allontanati dalla zona iniziale, scoprendo nuove isole, con uno scenario
desertico, riuscendo a risolvere alcune delle quest che avevamo,
acquisendone altre e capendone qualcosina in più del gioco. Sebbene altri
giochi abbiano provato a riprodurre l’esperienza di “open world” tanto
usato nei videogiochi, probabilmente al momento Sleeping Gods è quello
che si avvicina di più. Per circa 2 ore ci siamo immersi in questo
mondo, decidendo di andare dove volevamo, senza restrizioni, ma
semplicemente seguendo quest, ma anche no. Il sistema delle quest si
rivela solido. Grazie alle parole chiave presenti su di esse, se si
arriva nel posto “giusto” è possibile proseguire con la quest. Abbiamo
fatto anche un paio di combattimenti abbastanza impegnativi e il
mini-puzzle del combattimento (da cui è derivato ROAM) si conferma
soddisfacente e impegnativo al punto giusto. Ho chiesto a mio figlio
cosa ne pensa del gioco: “Mi piace molto come ogni luogo che visitiamo è
differente dall’altro e offre opzioni sempre nuove. La cosa che mi piace
di più è il combattimento, che ha un sistema davvero interessante. Se
devo dargli un voto, per ora gli do un 9 su 10, solo perché alcune
combinazioni di abilità e personaggi possono diventare davvero troppo
forti”. Questo dopo aver fatto un attacco infliggendo ben 11 punti danno
(anche se ho scritto su BGG per chiedere un chiarimento, che forse
potrebbe aver ridotto il danno inflitto a 8). Se vogliamo trovargli un
difetto, al momento, sembra che tra le 5 abilità, forza e percezione
siano le più utilizzate, di conseguenza portandoci a specializzare un
paio dei membri dell’equipaggio in quella direzione. Il gioco permette
un bel grado di collaborazione tra i giocatori, che grazie all’utilizzo
dei token comando permettono di “giocare” anche nel turno degli altri
giocatori. A questo riguardo, devo dire che in 2 giocatori la dotazione
dei token comando potrebbe essere piuttosto generosa e con l’aumentare
delle carte mercato e avventura permettono una notevole flessibilità e
mitigazione della “sfortuna”. Nonostante ciò, anche se non l’ho provato
in altre configurazioni, credo che 2 giocatori potrebbe essere il suo “sweet
spot”, visto che alcune esplorazioni possono prolungarsi un po’ e il
giocatore non di turno può rimanere ben coinvolto leggendo le storie
dell’esplorazione. Per quanto riguarda la campagna, il timer del gioco
viene gestito dalle carte evento. A inizio partita abbiamo creato un
mazzo di 18 carte e nel turno di ogni giocatore ne viene pescata una.
Nella prima sessione ne avevamo utilizzate 6, mentre in questa ultima
sessione abbiamo finito le altre 12. A quanto pare questo mazzo eventi
viene creato 3 volte durante la campagna e abbiamo deciso di salvare la
partita proprio all’inizio del secondo ciclo. Posso dire che dopo un
terzo di partita il gioco offre molte possibilità di essere rigiocato,
permettendo di fare scelte diverse, e questo senza ancora utilizzare gli
stretch goal dei dungeon o l’espansione Tides of Ruins.
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Azul: Summer Pavilion • 2-4
giocatori • 8+ • 30-45′ • giocato in 2 • 50′ con ripasso delle regole
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| Azul: Summer Pavilion |
Chi ha letto
il mio report del GiocAosta 2021 sa che si tratta di un titolo che ad agosto avevo promosso a
pieni voti dopo la prima partita. Finalmente è arrivato il momento
di farlo entrare in collezione e di goderselo davanti a un buon tè
fumante, altro che 40° all’ombra. Io e il Riccio facciamo un refresh
delle regole, ma ce le ricordiamo abbastanza bene. Della partita
precedente ricordavo di aver puntato alla vetrata fucsia per
massimizzare i punti finali, ma stavolta non posso replicare la
strategia: il Riccio svuota l’unico piattino con piastrelle fucsia e
non ce n’è nemmeno sulla plancia dei bonus. Ecco la giusta
motivazione per provare qualcosa di nuovo e non fossilizzarsi sempre
su ciò che ha funzionato in passato. Decido allora di puntare a
sfruttare le statue per prendere di continuo piastrelle dalla
plancia dei bonus. A ogni turno riesco ad avere piastrelle in più da
piazzare o mettere da parte per il round successivo. Il Riccio fa un
gioco strano, ma ormai nulla mi stupisce più: decide di puntare
sulle tre vetrate superiori della sua plancia e di lasciare
completamente vuote le tre inferiori. Da fuori mi sembra una
strategia difficile da portare avanti, perché non sai mai se
l’avversario ti lascerà i colori giusti. Io decido di non fare
un’ostruzione diretta, ma di prendere sempre e solo quello che mi
serve. Al quinto round di sei mi accorgo che mi bastano giusto tre
piastrelle fucsia per ottenere i punti finali per aver coperto tutti
gli spazi con 1 e con 2, ma – incredibile a dirsi – non esce dal
sacchetto neanche un fucsia. Voglio piangere. Chiaramente neanche il
Riccio otterrà quel tipo di bonus, ma lui ha completato la vetrata
fucsia che gli assicura 20 punti alla fine, mentre io solo quella
mista centrale, che me ne dà 12. Colpo di scena, vinco 78-76
solo perché il Riccio si è fatto male i conti e ha terminato
l’ultimo turno con tre piastrelle in avanzo che ha dovuto pagare in
punti. Ma quant’è carino questo Summer Pavilion! Adesso non vedo
l’ora di provare Azul: Queen’s Garden, con quelle belle piastrelline
esagonali. Il Riccio mi ha messo il muso: non credeva davvero di
perdere, anche perché questo è proprio il suo genere di giochi. Avrà
tempo di recuperare, ora che un Azul si è guadagnato un posto
definitivo sul mio scaffale.
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[F/B!O P.] Knights of the Round Cheese • 2-4 giocatori • 8+ • 15′ • giocato in 2 alla prima partita • 20′ con spiegazione
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| Knights of the Round Cheese |
Questo gioco nasce come add-on di Fox Matters, illustrato dalla stessa mano e ambientato nello stesso universo, ma per assurdo ci abbiamo giocato per primo. In questo ha avuto un ruolo fondamentale il fatto che sia un gioco di draft per 2 da un quarto d’ora (per giocare in 3-4 servono due mazzi). Le regole sono poco e basilari: al proprio turno si prende una carta dall’offerta, eventualmente pagandone un prezzo in carte da scartare, la si posiziona davanti a sé, si attiva la sua abilità, si pesca dal mazzo e si rifornisce l’offerta dalla propria mano. La cosa carina è che ciascuna carta, oltre all’abilità immediata, ha anche un criterio di punteggio a fine partita (che si innesca quando finisce il mazzo). Inizialmente avevo calato carte per avere punti in base al simbolo calderone e spada presenti in alto a destra. Non sempre però è stato facile ottenerli, o per il costo o per l’interazione indiretta di Monica. Una delle carte, presa come ripiego, mi dava punti in base alla pila degli scarti e fino a quel momento era una fregatura, poiché era vuota. Verso fine partita invece ci siamo lasciati più andare con l’acquisto di carte costose (che prevede appunto di scartare tot carte dalla mano), facendola diventare molto preziosa. In conclusione ho vinto con un certo distacco, tuttavia l’abbiamo promosso entrambi, proprio per il suo essere rapido, stuzzicante, interattivo e deliziosamente illustrato.
[Antonio-Figlio di Griffin] Kingdomino • 2-4 giocatori • 8+
• 15′ • giocato in 4 • 20′ con veloce spiegazione delle regole
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| Kingdomino |
Finalmente sono tornate serate ludiche più regolari che mi permetteranno
di mettere sul tavolo anche tanti
filler
rapidi da intavolare e da giocare. È stato così anche il titolo di cui vi
parlo adesso. Kingdomino è semplice da spiegare e da giocare ed è di
sicuro uno di quei giochi da far provare a neofiti o a persone che vorrete
tirate dentro il nostro mondo. Un altro aspetto positivo di questa perla cathalana è la quasi assenza di tempi morti, data dalla rapida
scelta della tessera da piazzare e di quella da prenotare volta per volta.
Anche se personalmente lo preferisco in 2 giocatori – soprattutto per la
possibilità di giocarlo con una griglia 7×7 – devo dire che in 4 risulta altrettanto piacevole, anche se meno pianificabile per le mosse di
piazzamento. Anche agli altri tre a cui l’ho proposto e che non lo avevano
mai provato è piaciuto davvero molto. Direi che questo gioco è proprio un
Must-Have “pensatori-seriali-free”.
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[Antonio-Figlio di Griffin]
Il Trono di Spade – Il Primo Cavaliere
• 2-4 giocatori • 14+ • 15-30′ • giocato in 4 • 20′ con veloce
spiegazione a due di noi che non conoscevano le regole
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| Il Trono di Spade – Il Primo Cavaliere |
Altro
filler
che adoro, altro successo al tavolo. Anche questo è un titolo che
preferisco giocare in 2 (qui il mio Due per tutti al riguardo) e che in 4 risulta molto meno controllabile. Ai miei compagni
di gioco è comunque piaciuto per l’immediatezza di gioco e per
l’interazione indiretta, data dalla rincorsa alla maggioranza di una
casata piuttosto che di un’altra per “rubare” gli stendardi già
conquistati dagli altri. Un difetto che ho riscontrato in più giocatori
è che, a fine partita, chi è fuori dai giochi può decidere con la sua
ultima mossa (come è successo a me attivando una carta aiutante) a chi
dare la vittoria, annullando la maggioranza di una delle casate di un
altro giocatore. Da proporre assolutamente a neofiti e a fan della serie
televisiva o dei libri.
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Anche questa settimana abbiamo tre redattori e tre disinscatolamenti.
Parte la figurina del nostro Davide-Simarillon, che ci apre una novità molto
interessante, l'”esagonoso”
Cascadia.
Abbiamo poi Giulio-TheUncle che le ha quadrate, le scatoline che ci apre:
il base Dungeon Drop e la sua espansione da KS Dropped To Deep.
Chiude il trittico dei video il nostro F/B!O, che ci apre un’altra
scatolina proveniente dall’Oriente, piena di colori e tesori,
Colorful Treasure.
Per il nostro Podcast questa settimana un argomento discussissimo, quello del crowdfunding,
con le voci di Matte, LucaCiglione e della nostra
Vedetta
d’oltremanica Yuri.
Ancora una volta la scorsa settimana VINNIESSE ha risolto l’indovinello,
capendo che piccoli papi muoiono singolarmente in
De Vulgari Eloquentia
di Mario Papini (piccoli papi appunto!).
Oggi invece vi chiedo quale gioco vi farà trovare con l’acqua alla gola!
Alla prossima puntata!
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