[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ryozen, Descent: Leggende delle Tenebre e altri 4! (+ indovinello)

scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti

Buona domenica a tutti! A chi a chi gioca a prototipi belli e a chi gioca
a prototipi brutti.

Questa settimana abbiamo attraversato una nebbia, prima bianca poi
scurissima, che altro non era che il fumo lasciato da un treno diretto nel
buio di una galleria scavata nella montagna del fuoco colorato di
viola.

Buona lettura.

[Andrea P.-White Winston] Ryozen • 2-4 giocatori • 14+ •
20-60′ • giocato in quattro • circa 120′ compresa spiegazione

Ryozen

In compagnia di Francesco di Geek Pizza, Edoardo di Tiki Café e la
gentilissima Francesca di Tabula Games, ho avuto modo di provare su
Tabletop Simulator, in anteprima assoluta, Ryozen, il prototipo del
prossimo gioco di Tabula, che sbarcherà nei primi mesi del 2022 su
Kickstarter. Trattasi di eurogame di peso medio, caratterizzato da
meccaniche di piazzamento lavoratori e maggioranze, ambientato in un
mondo fantastico, che strizza l’occhio alla cultura orientale, dove
dovrete guidare il vostro clan alla conquista del favore della Regina
Fenice. Ogni round è diviso in due fasi: il giorno, dove si sviluppa la
meccanica di piazzamento lavoratori, e la notte, dove ha luogo la conta
delle maggioranze, nelle varie zone di piazzamento. Oltre a questo
abbiamo lavoratori specializzati, carte con i classici poteri speciali
one-shot/permanenti, eventi, collezione set e un tabellone rotondo
diviso in 6 spicchi, con al centro il palazzo della Fenice, in grado di
“illuminare” alcune zone. Vi incuriosisce questo mix? Al momento non
voglio dilungarmi oltre… sappiate che il gioco fila liscio come l’olio,
con idee interessanti e un gameplay dinamico ed elegante, condito da una
piacevole interazione indiretta… ma anche diretta! Per soddisfare tutta
la vostra curiosità su questo nuovo progetto, vi rimando all’articolo di
prossima pubblicazione, dove spiegherò in maniera più approfondita
meccaniche e impressioni di gioco.

[Andrea P.-White Winston] Shinkansen: Zero Kei • 1-4
giocatori • 12+ • 60′ • giocato in quattro • circa 90′ compresa
spiegazione

Shinkansen: Zero Kei

Avete presente i celeberrimi underdog, che arrivano senza troppo
clamore sul mercato, magari con un prezzo anche contenuto, e poi si
rivelano dei titoli di tutto rispetto? Ecco, ho l’impressione che
Shinkansen sia proprio uno di questi. Gioco euro dal peso medio,
visivamente minimale ma curato, in pieno stile giapponese,
dall’ambientazione particolare, ma sostanzialmente astratta alla
prova del tavolo. La cosa più peculiare del gioco è il sistema di
punteggio, non facilissimo da inquadrare al primo approccio. Seppur
abbastanza snello come regolamento, Shinkansen è un piccolo “brain
burner”, stretto e tirato nel gameplay. A me è piaciuto moltissimo!
Si inserisce perfettamente nella categoria dei filler di fine
serata, utili per dare il colpo di grazia al cervello prima di
andare a dormire. Se con questa breve descrizione non vi ho
convinti, aspettate qualche settimana e lo ritroverete sviscerato
(Solo) Sul Mio Tavolo…

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[Andrea P.-White Winston]
Descent: Leggende delle Tenebre
 • 1-4 giocatori • 14+ • 120-180′ • giocato in quattro • circa
120′ compresa spiegazione

Descent: Leggende delle Tenebre

E finalmente, dopo tante settimane di attesa, ecco che arriva sul
tavolo del mio gruppo l’unico grande bottino di Lucca 2021: Descent!
Il primo approccio è da “wow”, con materiali veramente pazzeschi.
Elementi scenici 3d, scenari multilivello, miniature quasi da Games
Workshop… siamo veramente al top della categoria. La grafica è un
po’ meno esaltante ma va beh… accettabile. I problemi cominciano
quando accendiamo il pc e cominciamo a giocare. Non passa molto
tempo prima di rendersi conto che il gameplay è di una linearità
incredibile (o imbarazzante), con assenza o quasi di scelte
significative e una generale larghezza, anche a livello di
difficoltà medio-alto (3 su 4). Vi dico solo che praticamente non
c’è stato neanche bisogno di fare la classica spiegazione delle
regole, perché è tutto talmente lineare e intuitivo che praticamente
si impara giocando. L’app gestisce quasi tutto, dall’inventario,
all’esplorazione, fino ai combattimenti, con pro e contro che questo
sistema porta con sé. Dopo un paio di ore circa, finiamo lo scenario
introduttivo, abbattendo anche l’ultimo nemico senza troppa
difficoltà. Rimane in bocca a tutti e 4 un forte senso di amarezza.
Qui mi fermo però con le impressioni perché in questo momento
rischierei solo di liquidarlo in maniera troppo superficiale e
affrettata; un gioco del genere merita almeno qualche altra serata
per essere sviscerato come si deve. E lo farò, statene certi…

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[Valeria-MeepleOnTheRoad] Flash Point: Fire Rescue • 2-6
giocatori • 10+ • 45′ • giocato in 6 • 60′ con spiegazione regole

Flash Point: Fire Rescue

Non facciamo in tempo a entrare in casa di Francesco e Huachong, che
subito lui ci mette davanti una pila di scatole di colori e dimensioni
diverse. Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ogni volta che vado da
Francesco ne approfitto per provare titoli strani che non troverei
altrove, evitando le ultime novità che altri amici è più probabile che
abbiano. Ed ecco che il Riccio drizza le antenne quando sente la
parola “cooperativo”. E così questo Flash Point: Fire Rescue, classe
2011 che gode di un dignitoso 7,2 su BGG, finisce sul nostro tavolo.
Facciamo partecipare al gioco anche la settenne di casa, fortissima ai
board game moderni, e il quasi cinquenne, che ancora non capisce molto
di strategie, ma qui deve limitarsi a tirare i dadi. Davanti a noi una
casa in fiamme, con muri pronti a crollare e vittime da salvare. Siamo
sei pompieri che si muovono su una griglia e agiscono con la logica
dei punti-azione. Non c’è molto da spiegare: trarre in salvo 7 persone
o animali domestici prima che crolli il palazzo e ci uccida tutti.
Appena cominciamo, capisco che quattro azioni sono davvero poche.
Soprattutto perché a ogni turno il fuoco dilaga. Esplicito le mie
preoccupazioni: non ce la faremo mai. Francesco mi rassicura dicendo
che non hanno mai perso al livello introduttivo. Huachong e il Riccio
giocano sereni. I bambini si divertono a salvare vittime. Io quasi mi
sento male. Vedo i segnalini fuoco diventare sempre più numerosi sul
tabellone e non capisco come potremmo mai salvarci e salvare gli
altri. Poi il tutto comincia a ingranare: il Riccio spegne focolai,
Francesco tiene a bada il fumo, Huachong salva i superstiti nell’ala
nord della casa e a me viene affidata l’ala sud. Vado a recuperare la
prima vittima: falso allarme. Peccato, fatica sprecata. Ne viene
piazzata un’altra poco distante da me. Me ne occupo io mentre gli
altri domano le fiamme. Falso allarme di nuovo. Sembra quasi
impossibile, neanche Francesco riesce a crederci: ci sono solo cinque
vittime-falso allarme e riusciamo a tirarle fuori incredibilmente
tutte e cinque (sono scelte casualmente da una pila). Questo ci fa
perdere un sacco di tempo e la casa è ormai divorata dalle fiamme.
Huachong salva la nostra sesta vittima e poi tutto crolla. Il Riccio
mi accusa di aver portato sfortuna dall’inizio perché non ci ho
creduto abbastanza. Può essere, ma l’avanzare delle fiamme mi stava
davvero agitando. Il gioco è fatto molto bene: è semplice e
divertente, ma come in ogni collaborativo bisogna dividersi bene i
compiti, altrimenti è la fine. Chiederò una rivincita fra qualche
tempo, perché un gioco in cui i buoni perdono è proprio triste!

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[F/B!O P.] Kanagawa • 2-4 giocatori • 10+ • 45′ • giocato in 2 • 30′ compresa
spiegazione

Kanagawa

Lunedì, dal WhatsApp personale: “Voglio regalare a Natale dei giochi da tavolo a due amiche, magari uno in stile giapponese.” La mia risposta: “Kanagawa!” Venerdì, dal canale Telegram del nostro Podcast: “Vorrei fare un regalo a tema artistico.” La mia risposta: “Kanagawa, arte giapponese.” Due consigli ascoltati, due acquisti effettuati, una risvegliata voglia di toglierlo dallo scaffale e prepararlo sul tavolo, cosa che peraltro si fa velocemente: ognuno prende due pennelli e una tessera con l’inizio del dipinto. Sullo stuoino le carte vanno aggiunte una riga alla volta, ma prelevate per colonna: prima si prende e più certi si è di avere la carta desiderata, più si attende e più carte si portano a casa. Hanno due usi: da una parte vengono utilizzate come dipinto, che fornisce punti in base alla lunghezza e alle caratteristiche dei soggetti ritratti; dall’altra vengono impiegate nello studio, per avere più colori, più penneli, più cambi e più carte messe da parte. Io mi butto a dipingere come un invasato, sfruttando un colore jolly e puntando a diplomi mediocri, che però forniscono la nuvoletta (stagione jolly). Infatti il dipinto segna punti anche per la sequenza stagionale più lunga. Io tendo ad aspettare sempre lo stuoino pieno prima di prendere. Monica punta ai diplomi di maggior peso e li persegue con precisione. Lei non teme di prendere presto poche carte, pur di avere gli alberi, gli edifici o i personaggi che le servono per aggiudicarsi i diplomi da tanti punti. Ci strappiamo la pedina primo giocatore un paio di volte e stranamente nessuno aggiunge la possibilità di tenersi carte in mano né un secondo cambio di pennello. Alla fine vinco io di un paio di punti e Monica ha lo stupore in viso di chi si aspettava il trionfo con tutti quei bei diplomi.

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[Valerio] Bag of Chips • 2-5 giocatori • 8+ • 15-20′ • giocato in 2 • 20′ con
spiegazione

Bag of Chips

Nonostante le tante scatole in collezione mi mancava ancora un gioco
dentro ad un sacchetto di patatine! Ebbene è stato amore a prima
vista, un gioco di puro azzardo dal prezzo irrisorio dove si faranno
scelte cruciali per cercare di accaparrarsi il premio ad ogni round.
Nel sacchetto ci sono 25 patatine in 5 colori in quantità da 3 a 7.
Ognuno partirà con 6 carte obiettivo tra le 36 totali e si inizierà
ad estrarre le prime 5 patatine dal sacchetto. A questo punto ognuno
dovrà scartare 2 carte obiettivo coperte. Verranno poi estratte
altre 4 patatine e verrà scartata un’ultima carta obiettivo, poi ne
vengono estratte ancora 3 e si scelgono tra le 3 carte obiettivo
rimaste, 2 che saranno positive e 1 negativa se soddisfatte, se non
soddisfatte daranno invece 0 punti. Infine si estraggono le ultime 2
patatine una alla volta prima di rivelare le 3 carte obiettivo
scelte e calcolare i punteggi e chi ha più punti vince il round. Gli
amanti del poker troveranno sicuramente di loro gradimento questo
giochino super portatile dove una partita tira l’altra. Durante ogni
round si inizierà tranquilli aumentando via via la tensione fino
all’estrazione delle patatina finale. Le carte obiettivo sono delle
più varie con punti che andranno da 1 ad oltre 200, tutto calcolato
in base alla probabilità di riuscita della scommessa, alcune
richiederanno almeno le paratine raffigurate, altre di avere la
stessa quantità di 2 tipologie o di avere più patatine di un tipo
rispetto ad un altro o ancora che l’ultima patatina estratta sia di
un particolare tipo, mentre alcune carte daranno dei punti per ogni
patatina di un tipo e saranno preferite da chi non vuole rischiare
troppo. Nel gioco per sua natura non si può avere un controllo
pieno, perché usciranno in tutto 14 patatine su 25 e quando si
dovranno decidere gli obiettivi positivi o negativi ci saranno solo
12 patatine estratte. La cosa particolare e controintuitiva è che
non sempre conviene portarsi dietro solo carte obiettivo che
verranno probabilmente realizzate, perché una negativa va piazzata
sempre e il rischio è di fare dei punti negativi anche se è mi è
capitato in un round di vincere facendo un punteggio negativo. Il
gioco a me è piaciuto in 2 dove vince chi arriva per primo a 3
premi, ma il meglio lo dà sicuramente in più giocatori, direi in 4 o
5 dove verranno assegnati 2 premi al primo giocatore e 1 al secondo
ad ogni round e vincerà il primo che arriva a 4 e penso che questo
sarà uno dei giochi che giocherò di più in famiglia nelle vacanza di
Natale perché veloce, semplice, leggero e adatto a tutti ed
appagante quando si riescono ad ottenere mega punteggi con una carta
scommessa o addirittura con la carta più difficile da realizzare che
se soddisfatta fa vincere istantaneamente non il round in corso ma
la partita intera, però c’è da dire che spesso è meglio essere
concreti e il gioco solitamente premia chi rischia il giusto e anche
vincere per poco dà soddisfazione: in un round io ho vinto 2 punti a
1!


Per la parte video questa settimana due disinscatolamenti e un
tutorial. Comincia LucaCiglione, che ci spiega le regole di una della novità
portate a casa da
Lucca,
Living Forest.

F/B!O nel secondo video esegue un primo disinscatolamento del magnetico
sistema di gioco (o di costruzione) GEMJI, proveniente da KS, per
partite (e assemblaggi) da 1 fino a 20 giocatori!

Nel secondo disinscatolamento infine, sempre F/B!O, ci apre l’ennesima
scatolina orientale che stavolta porta sul nostro tavolo un gioco di carte
per le associazioni di piccoli giocatori già dai 4 anni in su: Banana Man Goes to Work.

Per la nuova puntata del nostro Podcast
– orfano di Matte questa settimana – con Davide-Simarillon e
LucaCiglione il nostro/vostro minuto TeOoh! illustra l’evoluzione del
suo canale e dei progetti che intende portare avanti nel mondo ludico e non.
Proprio una bella chiacchierata!

La settimana scorsa “non è un paese per gente onesta” vi ha messo proprio in difficoltà, tanto che nessuno di voi è riuscito a capire che mi riferissi al
gioco Cadwallon – La Città dei Ladri. Devo dire però che parecchie delle vostre risposte mi sono piaciute,
perché calzavano veramente a pennello con la frase proposta. 

Qual è invece la scatola che contiene sia flora che fauna?


Alla prossima settimana ludica!

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