scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
cammelli belli e a quelli che possiedono giochi di corse con cavalli brutti.
a fedeli destrieri, cavalcando verso un Sol Levante sempre più alto e
brandendo spade di un acciaio quasi trasparente, come l’acqua di una
cascata, e affilato come la voce de Il Cile.
Buona lettura.
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| Egizia |
Torna sul mio tavolo, dopo un’assenza di qualche mese, un gioco che
ritengo perfetto per far compiere ai neofiti un salto di complessità
verso l’alto, senza che però risulti troppo complesso o indigesto:
Egizia. Questo titolo nato dal gruppo Acchittocca (Gigli,
Brasini, Luperto e Tinto vi dicono nulla?) è semplice nelle sue
meccaniche, ma risulta comunque un buon gestionale anche a chi è più
navigato. Abbiamo preparato la partita per 3 giocatori, forse al netto
delle partite fatte la configurazione migliore. La particolarità del
gioco è che le azioni sono tutte lungo il Nilo e dovremo posizionare una
barca a turno seguendo sempre la corrente del fiume, quindi senza poter
mai tornare indietro. Questo ovviamente significa che, se una carta o
un’azione ci farebbe molto comodo, o la si va a prendere subito oppure
il rischio di vederla soffiata davanti ai nostri occhi aumenta sempre
più. Come già capitato in altre partite, le carte Sfinge in un certo
qual modo indirizzano la partita, ponendo degli obiettivi più o meno
facili da completare (e che forniranno punti vittoria di conseguenza),
ma in ogni modo una gestione oculata dei lavoratori e del caposquadra è
fondamentale per poter erigere le parti più costose dei vari monumenti.
Da segnalare come la vecchia edizione sia ormai esaurita e sostituita
dalla più recente nuova versione dal titolo
Egizia: Shifting Sands con grafica aggiornata e un monumento in
più: il Colonnato. Purtroppo per il mercato italiano questa nuova
edizione non è ancora stata annunciata da nessun editore: un vero
peccato, perché il titolo – già solido di suo – ora può fare breccia
anche tra i nuovi giocatori.
75′ con spiegazione
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| Totopoli |
anti-divertente.
Bene, ora che LucaCiglione è a terra in preda alle
convulsioni, schiumante e con i bulbi oculari esplosi, passo alla pillola
seria. Dunque, le premesse:
- è un titolo del 1948;
- non sono un grande amante di aste e scommesse;
- le strategie bilanciano solo in parte il continuo lancio di dadi;
- me l’ha regalato il summentovato LucaCiglione.
Ora, secondo voi, cosa può aver pesato di più? Il nostro approccio alla
partita è stato molto naturale, con un forte amarcord verso i materiali: le
banconote leggerine, i biglietti fustellati a strappo, la grafica vintage.
Pure l’impianto di gioco è da nostalgia canaglia e ha diverse analogie con
il
Monopoli: i cavalli brocchi o campioni in base al colore come le vie economiche o
costose, i rapporti dell’allenatore e i certificati del veterinario come
probabilità e imprevisti, i ruoli come le stazioni e le società elettrica e
acqua potabile. Sia Monica che io cerchiamo di comprare un po’ di tutto,
giusto per essere mediamente coperti. Parte il giro di allenamento e
cominciamo a capire le conseguenze delle scelte fatte in fase d’asta. I dadi
ci portano dove vogliono e cerchiamo di tornare alle scuderie con meno malus
possibili. Entrambi optiamo per iscrivere solamente tre cavalli alla gara (i
presunti migliori o i meno scarsi) e si parte al galoppo sull’altra faccia
del tabellone. Con una serie di mosse pazzesche e cambi di corsia
spettacolari, contro ogni pronostico, riesco a portare davanti un rosso e un
verde (Niccolò dell’Arca e Gladiolo), ma sul rettifilo d’arrivo mi infrango
contro la necessità di tirare il numero esatto per tagliare il traguardo:
perdo turni preziosi a far manovra sulle ultime caselle e Monica mi soffia
così non solo il primo posto, ma anche il secondo. La prima impressione è
che il gioco non regga il confronto con le decine di migliaia di titoli
usciti nel frattempo e sarebbe ingiusto pretendere tanto. La sua oretta di
divertimento ce l’ha comunque fornita e sicuramente a una futura partita
giocherei meglio. In tutta onestà posso comunque dichiarare che al prossimo
che mi chiederà di giocare a
Risiko
o Monopoli proporrò invece Totopoli, che presenta
un’aleatorietà simile, ma la certezza di due giri di tabellone e una durata
consona all’esperienza ludica.
giocato in 4 • 40′ con spiegazione
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| Tokyo Highway |
spesso Tokyo Highway. Gioco di destrezza con materiali strani tipo le
palette del gelato che lascia sempre tutti a bocca aperta, nel quale dovremo
costruire un’autostrada. Non è solo destrezza, ma anche capacità di vedere
strade impossibili scostandosi dalla normalità. Partita divertente con
diverse cadute e vinta grazie ad alcune costruzioni di strade al limite
dell’abuso edilizio, con piloni storti e pendenze improbabili. Gioco
immediato da spiegare, divertente da giocare e veloce. Un bel
filler per riposare la mente e fare lavorare le manine…
[Andrea C.-cogo71] Shogun No Katana
• 1-4 giocatori • 14+ • 60-180′ • giocato in 3 • 180′ con spiegazione
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| Shogun No Katana |
Altra piacevole serata in compagnia di cogo71 e altro cinghiale setoloso
della Placentia Games. Questa volta siamo nel giappone feudale e lo scopo
è quello di forgiare le migliori e più prestigiose katane per affermarsi
come i più abili fabbri dello shogunato. Il gioco fonde in maniera pulita
ed elegante due meccaniche, una classicissima che è il piazzamento
lavoratori, l’altra originalissima che è la forgia per la costruzione
delle spade, con un sistema a griglia tanto ingegnoso quanto appagante.
Con sole 5+1 possibilità di piazzamento dei lavoratori (quindi
relativamente poche scelte) e 4 round di gioco, l’esperienza che torna
indietro è profondissima, con una soddisfazione incredibile quando si
riesce a realizzare delle combo sulla griglia, ottimizzando il movimento
(e quindi la costruzione) delle spade. Devo dire che i numerosi anni di
playtest si sentono tantissimo… il gioco sembra davvero limato in ogni
suo aspetto e funziona alla perfezione. Azzardo a dire che questa potrebbe
essere la miglior uscita di Placentia, superando anche il bellissimo
Wendake… e ho detto tutto.
Ho trovato Shogun No Katana davvero ben fatto e, se i materiali
saranno così belli come appaiono nelle immagini della campagna KS, credo
che una copia retail raggiungerà presto i miei scaffali. Tutto gira a
meraviglia e le meccaniche sembrano essere state calibrate alla
perfezione. Ci ho messo un paio di round per capire bene il meccanismo
della forgia, che inizialmente mi ha ricordato quello di selezione delle
azioni di
Wendake, ma in realtà se ne discosta decisamente, fornendo una sensazione di
maggiore controllo. I round partono piano, ma mentre la partita avanza, si
apriranno possibilità di scelta sempre maggiori in un “crescendo
rossiniano” che deflagra nell’ultimo round, regalando grandi soddisfazioni
dopo ogni spada consegnata. Probabilmente rimarranno scontenti solo gli
amanti dell’interazione diretta (qui ridotta al rubarsi azioni sul
tabellone centrale) e chi cerca un’ambientazione immersiva. Per il resto,
un gran bel “cinghiale”: la classica “coperta corta” con poche regole
chiare e senza cavilli ed eccezioni, che saprà soddisfare il palato dei
giocatori più esigenti. Brava Plancentia!
10+ • 50′ • giocato in 3 • 60′ con spiegazione
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| Iquazù |
Amanti delle maggioranze procuratevi assolutamente Iquazù.
Finalmente riesco a rigiocare questo titolo che apprezzo molto, ma che
spaventa (erroneamente) i miei amici quando leggono il nome dell’editore
(HABA). A parte una grafica che non mi ha mai convinto particolarmente
(troppo forte il richiamo ad Avatar), l’effetto scenico è veramente di
quelli WOW, con in particolare la cascata che scorre e scopre le tessere
bonus che si fa apprezzare molto. Il gioco ha un timing molto
preciso (e interessante) e soprattutto una risoluzione delle maggioranze
che ragiona sia in orizzontale (per i punteggi) sia in verticale per
l’acquisizione delle tessere bonus. Ci sono piccoli accorgimenti, come il
fatto che è in vantaggio chi è in una determinata porzione del tabellone e
l’intelligente sistema che regola il posizionamento, di conseguenza
l’investimento sulle posizioni che possono sembrare migliori costa, ma può
essere un investimento a rendere. L’interazione è, come è giusto che sia
in un gioco di maggioranze, forte e il gioco è davvero molto
divertente. La soddisfazione più grande della serata? La vittoria di
un punto sul secondo? No: il secondo – il mio Lorenzo – che analizza la
partita e riflette sulla mossa “sbagliata” al penultimo turno, prova a
immaginare la mossa corretta e, faccendo un rapido calcolo del punteggio,
avrebbe vinto lui con due punti di margine… piccoli
gamer crescono!
45-90′ • giocato in 3 • 110′ con spiegazione
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| Valparaíso |
Ho uno strano rapporto con questo gioco. Mi è toccato spiegarlo a una
Modena Play per tre giorni di fila e poi mi dava la nausea solo a
vederlo. Eppure, in quei tre giorni, ho visto gente divertirsi,
stressarsi, annoiarsi, concentrarsi. Tante reazioni per un gioco che di
fatto offre tante strade per la vittoria. Si tratta sostanzialmente di un
titolo strategico di “programmazione azioni in contemporanea” dove
l’obiettivo è – manco a dirlo – fare punti nel modo a noi più congeniale.
La partita di ieri è stata interessante. Non tiravo giù
Valparaíso dallo scaffale da quasi due anni, ma mi è stato chiesto
espressamente, quindi perché no? Un quarto d’ora di spiegazione più per
far capire cosa dicono le carte che per altro. Entrambi i miei avversari
sono affascinati dall’azione del commercio, in cui le tessere usate
ruotano e finiscono in una pila di riserva tornando in circolo molto dopo
e in un’altra area. Non conosco altri giochi così. Comunque, tre giocatori
e tre strategie. La Bionda punta tutto sul commercio in mare: carica e
scarica la nave di continuo e nell’entroterra la si vede poco. Il Riccio
punta sulle costruzioni nella baia, garantendosi una bella rendita a ogni
round. Io, come sempre, gioco random, facendo un po’ di tutto e sfruttando
opportunità qua e là, soprattutto quelle date dal commercio potenziate
dalle mie casette. Morale: vinco di un punto sul Riccio e quattro sulla
Bionda. Lui se la prende, perché era convinto che la sua fosse la
strategia migliore. Io sorrido. Mi viene in mente una comitiva di quattro
francesi a cui avevo spiegato il gioco a Modena parlando per un terzo in
francese, per un terzo in inglese e per un terzo in pugliese. Ma alla fine
avevano capito tutto e io assocerò sempre Valparaíso a loro e alla
loro simpatia. Sì, giocare è anche questo.
[Gioca con me]
di Valeria e due disinscatolamenti con le sapienti mani di Fabio.
ci fa il tutorial di
Andor Junior, una bellissima sfida narrativa da proporre ai più piccoli.
della nuova edizione di
Carpe Diem, opera tesserosa del
prolifico Feld.
scoprire infine i componenti del nuovo deduttivo distribuito dalla
ManCalamaro, Detective Charlie.
La settimana scorsa nessuno è riuscito a capire che con “grosso guaio a mezzanotte” volessi riferirmi a…
Blackout Hong Kong, siete stati poco fantasiosi e poco laterali 😅.
lanciandovi una “velocità di marcia pari a forza otto“. A quale
gioco mi riferisco?
mi raccomando.
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