scritto da F/B!O P.
Come ogni colpevole da stereotipo, torno sul
luogo del delitto, ovvero la rubrica Opinioni a confronto, che avevo rispolverato verso la fine dell’anno scorso per la nuova edizione
di The Castles of
Burgundy. La casa editrice alea prosegue nelle celebrazioni dei suoi vent’anni di
attività riproponendo dei titoli che hanno fatto la sua storia, ma vestiti a
festa. Ecco quindi raccolte per voi le valutazioni di cinque redattori su
Carpe Diem (Stefan Feld) nell’occasione della riedizione multilingua (italiano
incluso) del 2021; 2-4 giocatori, età 10+, 45-75 minuti.
Il titolo è una delle più celebri espressioni latine, nonché una delle filosofie di vita più fraintese. Il verso completo, tratto dalle Odi di Orazio, è infatti “Carpe diem quam minimum credula postero“. È un invito ad apprezzare ciò che si ha, traducibile come “afferra il giorno confidando il meno possibile nel domani”.
Ringrazio
Ravensburger Italia per la copia recensore inviatami.
Ultimissime
precisazioni.
Potete leggere le nostre prime impressioni (comprensive di
regole) in questo post del 2018.
La prima edizione presentava una stella a sette punte per il movimento
dei patrizi (le pedine): un utente BGG (tale @Raphael24) ha dimostrato che era
un modo inutilmente complicato di spostarsi in cerchio e già l’anno dopo nella
seconda edizione non figurava più. La modifica ha generato un thread lunghissimo nel forum di BGG, con fazioni pro e contro che hanno visto schierarsi pure
nomi notissimi del panorama ludico internazionale.
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| Come dipanare la stella a sette punte in un cerchio |
Per quanto concerne il
resto delle modifiche, sono sostanzialmente accorgimenti grafici per aiutare
il colpo d’occhio: i tetti degli edifici ora hanno anche forma diversa, oltre
che colore; il retro delle tessere è passato da verde chiaro/verde un pelino
più scuro a bianco/nero marmorizzati; le plance personali adesso sono tutte
identiche. Un discorso in più lo meritano le cornici-puzzle con gli obiettivi
personali: sono rimaste differenti tra loro, da scegliere casualmente,
tuttavia prima c’erano 3 occorrenze per paesaggio e ora invece ci sono 3
stagni, 3 pollai, 4 vigneti e 2 orti. Errore? Bilanciamento? Né alea né Feld
si sono pronunciati a riguardo. Agli obiettivi è stato sovraimpresso un segno
di spunta per ricordare che devono essere chiusi.
Non ho rilevato
modifiche alle regole e forse proprio per questo il regolamento è stato
redatto con una certa sicurezza, che probabilmente ha lasciato passare qualche
refuso evitabile.
[Fabio-Pinco11] Carpe Diem è un classico “puzzle game” che parte da un impianto
piuttosto semplice (scegli tessere e piazzale, rispettando i bordi alla
Carcassonne), inserendo su di esso, poi, una serie di requisiti e di direttive
utili a massimizzare l’effetto, in punti, dei piazzamenti. Detta così sembra
un “Carcassonne potenziato”, ma in realtà la parte “puzzle” è talmente marcata
da stimolare – e non poco – l’attenzione e donare al tutto una profondità
davvero importante, per un gioco che resta alla fine poco sopra al “per tutti”
come difficoltà (è classificato come 2,5/5 come complessità su BGG). Quanto al
numero di giocatori lo trovo al suo meglio nella versione per 2.
Graficamente
poco attraente (è questo uno dei pochi punti negativi), però molto ben
strutturato, è sicuramente uno dei migliori tra i Feld “facili” e
personalmente, in questa categoria, lo preferisco di alcune spanne all’assai
meno longevo
Tuscany. Per capire quanto lo apprezzi, lo colloco al secondo posto nella classifica
dei giochi di Feld, autore che apprezzo assai.
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| Nella metà sinistra il nuovo, a destra il vecchio |
[Matte] Ammetto
fin da subito che Feld è un autore che solitamente apprezzo. Nel 2018 escono
due suoi giochi, Forum
Trajanum
e Carpe Diem, con la stessa ambientazione: antica Roma. Visti i risultati al
di sotto delle mie aspettative dei suoi ultimi titoli (L’Oracolo di
Delphi
e
Jórvík non sono esattamente dei titoli che mi hanno entusiasmato) ho preferito non
farmi prendere dall’acquisto compulsivo e aspettare tempi migliori. Succede
poi che a inizio 2020 un caro amico, parlando della produzione di Feld, nomina
Carpe Diem come “uno dei giochi migliori della sua recente produzione,
consigliato soprattutto per giocarci in 2” e a quel punto il passo ad averlo
in collezione è stato breve.
In effetti, parlando di scalabilità, il
gioco scala bene e forse la configurazione “peggiore” è quella a 4 giocatori
per via dell’impossibilità di pianificare un progetto a medio-lungo termine.
In 2 o 3 giocatori invece ancora si riesce ad avere un’idea di quello che si
può combinare con le tessere in gioco e quindi cercare di completare
determinate carte obiettivo a fine turno.
Carpe Diem a parer mio è un
buon titolo che si rivolge soprattutto a un pubblico familiare, invece che al
target di hardcore gamer a cui Feld solitamente si riferisce. Forse proprio
per questo motivo non ha la stessa frequenza sul mio tavolo come
Burgundy o Nell’anno del
Dragone, giochi a parer mio di altro livello, ma lo propongo volentieri per un
momento di gioco più semplice, magari in compagnia di giocatori neofiti o
quasi.
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| Nero e bianco vs verde e verdino |
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Sono passati quasi tre anni dal
pomeriggio in cui Francesco (Testini) mi chiama e mi dice: “Vale, vieni da noi
che ti devo far provare un nuovo Feld”. Le parole “nuovo” e “Feld” mi attirano
come api con il miele, soprattutto se nella stessa frase. Detto, fatto: mi
fiondo a provare Carpe Diem la sera stessa. Con quel titolo, mica potevo
aspettare, no?!
La prima partita mi lascia una buona impressione: un
bella combinazione di draft da tabellone centrale e piazzamento tessere sulla
propria plancia per massimizzare gli obiettivi personali. Nel giro di una
settimana lo aggiungo alla mia collezione, ma più ci gioco più vedo cose che
non mi convincono a pieno.
Innanzitutto, il movimento delle pedine sul
tabellone: a stella o laterale? Perché alla fine è stato modificato? Ancora ho
qualche dubbio al riguardo.
In secondo luogo, i pezzi di cornice: presi
quattro pezzi totalmente a caso e montati a caso, possono nascere davvero
squilibri tra una plancia e l’altra. È vero anche che se mi capita una cornice
“difficile”, poi mi diverto di più a provare a completarla in una sorta di
sfida con me stessa, però se c’è tanta differenza in termini di difficoltà tra
le plance dei giocatori non va neanche troppo bene. Forse si sarebbero potuti
dividere i pezzi in “n.1”, “n.2.” e così via, in modo che ogni giocatore
avesse un pezzo di cornice di una determinata difficoltà così da avere poi
plance equilibrate.
Infine, quei punti in “formato carte” sono terribili,
giuro. Forse era meglio una plancia segna-punti personale, alla
Hadara
per intenderci, dove si aggiungono segnalini “+10” ogni volta che si supera la
decina.
Sono scelte, lo so, e ogni autore fa quello che gli pare. Mica
voglio insegnare io a Feld a creare i giochi. Ma da giocatrice assidua mi
permetto di dire la mia: Carpe Diem gira meravigliosamente bene, è rapido e
semplice da giocare e spiegare e offre sfide sempre diverse, perché diverse
sono le plance che si vengono a creare nonché differenti sono gli obiettivi
che escono in ogni partita. Ma chissà perché, alla fine lo tiro fuori solo con
neofiti, mentre con amici gamer gli preferiamo sempre qualcos’altro.
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| Apprezzabile la diversa disposizione del retro, da usare in base alla superficie disponibile |
[Francesco-Bernapapà] Stefan
Feld rientra fra gli autori che prediligo, benché alcune sue opere mi abbiano
lasciato più che perplesso. Fortunatamente non è la sorte di questo Carpe
Diem, gioco semplice da spiegare (posizionamento tessere con controllo dei
bordi), ma comunque sufficientemente profondo da garantire un alto interesse
da parte mia e del mio gruppo di giocatori.
Come di consueto, il modo per
ottenere punti è molto vario: ci sono obiettivi condivisi e obiettivi privati,
che talvolta possono correre verso una stessa direzione oppure andare in
direzioni opposte, per cui sta nell’abilità del giocatore stabilire quale
strada sia maggiormente remunerativa.
Il tutto in una variabilità di
configurazione che garantisce una importante longevità al gioco.
Apprezzato
soprattutto in 2 e 3 giocatori (in 4 può essere penalizzante il turno in
cui si è quarti), annovera anche un minimo di aleatorietà nella pesca delle
tessere, che verranno proposte di turno in turno.
L’interazione,
indiretta, riguarda la scelta delle tessere, ma soprattutto la scelta degli
obiettivi di fine round, che decideranno, probabilmente, l’esito della
partita.
Insomma, un piccolo gioiellino, apprezzabile anche per i tempi
di gioco che sono sufficientemente contenuti.
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| Gli obiettivi di fine round |
[F/B!O
P.] A me piacciono i rompicapo e qui ne abbiamo ben tre: come spostare la
pedina, come piazzare la tessera, tra che obiettivi posizionare il disco a
fine round. È un’insalata di punti, ma più che mini-giochini paralleli e
indipendenti, in questo titolo sono integrati e collegati: completare un
vigneto può farvi soddisfare un obiettivo personale sulla cornice, fornirvi un
grappolo per l’obiettivo del round e rientrare pure nel conteggio di una carta
fontana. Di conseguenza a volte si è spinti a rompere lo schema di movimento
per inseguire quella tessera ardentemente agognata… o per sottrarla a un
avversario, se si butta l’occhio intorno al tavolo. Il bilanciamento tra la
tattica (bonus di fine round) e la strategia (bonus di fine partita) è ottimo:
in poche parole si rende necessario pianificare con attenzione.
Facile
da insegnare (prendi una tessera, piazzala sulla tua plancia, riscuoti
eventuali produzioni o pergamene), veloce da giocare (30′ in 2, 45′ in 3, 60′
in 4), bassissimi tempi morti, scelte significative: un buon esempio di come
spazio decisionale e semplicità delle regole possano andare a braccetto.
Personalmente
mi piace molto veder crescere il mio quartiere, allargandosi da un punto e
creando un panorama diverso in ogni partita. C’è un bel senso di soddisfazione
quando i progetti si chiudono e una piacevole tensione in crescendo quando non
si è ancora certi di riuscire a far tutto nel finale.
Lo scrivo? È il mio
Feld preferito. Ecco, l’ho scritto. Cave panem!
Se vi
interessa potete Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
—
Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi
proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano
essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su
semplice richiesta. —
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