scritto da Simarillon (Davide)
E sono 300! Non posso crederci di aver firmato
trecento articoli sul BLOG (un articolo ogni 10 giorni circa!) che è stato
(e continua ad essere) il mio punto di riferimento ludico. L’articolo numero
uno,
Il Frutteto, il numero cento
Il Mini Frutteto
e il numero duecento
Ciuf Ciuf Arriva il trenino
e l’articolo di oggi tutti in comune per l’editore, HABA e se mai ci sarà
un quattrocento, di sicuro, si continuerà la tradizione. Sono cresciuto, a casa
siamo cresciuti e così il numero trecento esce da nonsolograndi come, sempre più
spesso, mi capita di scrivere. In particolare il gioco della recensione di oggi è
Dragondraft, gioco per 2-4 giocatori e che si può giocare
a partire dagli 8 anni di età, in partite che dureranno all’incirca
trenta minuti. Autore del gioco Benjamin Schwer (autore di
diversi giochi Haba, ma anche di un gioco meritevole come
Hadara) mentre le illustrazioni sono affidate a Stephan Lorenz.
La
tematizzazione Haba: “Finalmente è tornata la fiera! Questo evento, ricco di animazione, attira
spettatori da tutti gli angoli del paese. Il clou della manifestazione sono le
esibizioni dei draghi! Davanti alle porte della città la fila dei draghi in
attesa di essere ingaggiati non fa che crescere dalle prime ore del mattino. I
draghi rossi sono dei maestri sputafuoco, quelli blu sono straordinari artisti
del volo e quelli verdi si esibiscono in fantastiche coreografie di gruppo. In
mezzo ai draghi spuntano anche un paio di aiutanti folletti, scesi apposta
dalle montagne per contribuire alla preparazione e al successo delle
esibizioni dei draghi, ad esempio con la costruzione di tribune o con
attrazioni di supporto ai grandi spettacoli serali.”
Per allestire l‘esibizione più spettacolare e attirare così il maggior numero
di spettatori ci vuole infatti un perfetto mix di talenti!
I MATERIALI
La scatola di Dragondraft contiene:
- un tabellone lungo rettangolare;
- quattro plance personali, con il lato posteriore ‘lato principiante’;
- nove tessere tribuna in cartonato spesso;
-
quattro pedine spettatore in legno nei colori, giallo, blu, nero, grigio
(scelte particolari); - quattro marcatori spettatori 50/100;
- quattro fuochi d’artificio, in legno di buone dimensioni;
- quattro prosciutti, in legno di buone dimensioni;
- quattro profumi, in legno di buone dimensioni;
- quattro artigli di drago, in legno di buone dimensioni;
- una pecora, in legno, di grande dimensione (per il primo giocatore);
- un cubetto segnaturno;
- trentacinque carte drago divise in cinque tipologie di draghi differenti;
- dodici carte folletto;
- venti carte cardo puzzolente;
- quattro carte riassuntive, una per ogni giocatore.
Materiali che in taluni aspetti eccellono, sto pensando ad esempio alle
diverse figure in legno ed in altri difettano su tutti la lunga plancia che fa
difficoltà a stare aperta bene (niente di grave ma un po’ di fastidio lo dà) e
una carta riassuntiva non così chiara. La pecora in legno di buone dimensioni
per identificare il primo giocatore un superfluo lusso in perfetto stile Haba.
Ho anche girato un video di unboxing che illustra i materiali:
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano
in maniera generale
e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al
regolamento
Il gioco prevede cinque giri. Ogni giro si svolge in quattro fasi:
-
Arrivo dei draghi. Si distribuisce su ciascuna casella libera del
tabellone di gioco una cartascoperta: iniziando dal lato corto del tabellone di gioco dov’è raffigurato
il nastro di separazione; -
Ingaggiare i draghi. Tutti i giocatori al proprio turno prendono una
carta per volta a piacere dal tabellone di gioco, fino ad arrivare al limite
consentito di carte. In questa fase vanno osservate due semplici regole: per
primo ogni carta che si salta di una determinata fila (sempre a partire dal
lato corto con il nastro di separazione), si deve prendere una carta cardo
puzzolente; per secondo non si può superare il limite consentito di carte
(nel numero sono comprese anche le carte cardo puzzolente) e si deve
arrivare esattamente al numero massimo consentito. Il primo giocatore a
passare nel giro prende subito la pecora e sarà il nuovo giocatore iniziale; -
Allestimento del palco. Tutti i giocatori scoprono le proprie carte e
ognuno di loro, a partire dall’attuale giocatore iniziale, ha la possibilità
di utilizzare i propri aiutanti folletti. In questa fase ciascun giocatore
può costruire una tribuna (al massimo) e attivare un extra (uno ed uno solo)
che darà un bonus per tutto il resto della partita; -
Spettacolo serale. Si contano quanti spettatori ogni giocatore è
riuscito ad attirare al proprio spettacolo serale nel giro con le carte
drago raccolte e gli extra che sono stati attivati, e si fa avanzare la
propria pedina degli spettatori di un numero di caselle corrispondenti.
Alla fine del quinto giro vince il giocatore che è riuscito ad attirare il
maggior numero di spettatori.
Ho anche girato un video tutorial che illustra le regole:
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Punti che diventano spettatori; carte da collezionare, secondo determinate
logiche, che diventano draghi; folletti che sono aiutanti per costruire
incrementatori di punti come le tribune o i fuochi di artificio: insomma una
contestualizzazione davvero ben fatta e che fa apparecchiare più volentieri il
gioco, anche con chi potrebbe essere meno avvezzo al gioco. Il gioco non scala molto
bene: è divertente, anzi molto divertente, in quattro giocatori, mentre lo è
molto di meno a scendere con il numero degli stessi, infatti, la disposizione
e la disponibilità delle carte non sono modulate in base al numero di
giocatori; questo provoca alcuni difetti come, ad esempio,
l’irraggiungibilità delle ultime carte se si è in pochi giocatori. Inoltre per
le meccaniche di gioco si poteva facilmente pensare anche ad un quinto
giocatore (come mi manca un gioco a target family che si possa giocare bene in
5 in un tempo ragionevole. Avete uno da suggerirmene?). C’erano tutte le potenzialità per farlo.
Dragondraft poteva (doveva?) essere modulato per 3-5 giocatori!
Molto
interessanti le carte folletto, che regalano una buona varietà, con
questi infatti sarà possibile
costruire tribune per ospitare spettatori (punti) con la logica del chi primo
arriva meglio alloggia oppure prendere componenti extra che permettono o di
‘modificare’ e regole del gioco (l’artiglio del drago ci fa fare punti per ogni
tipologia di drago in nostro possesso e il prosciutto ci permette di
incrementare la mano di una carta per ogni prosciutto eventualmente posseduto) o
ci fanno incrementare il punteggio dai semplici fuchi d’artificio ai più
interessanti profumi che permettono di ottenere spettatori/punti anche con le
carte cardo puzzolente. Dopo un po’ che si giocherà si avrà l’idea che i turni
siano troppo pochi per fare tutto quello che vorremmo fare e dalla semplice
strategia di pescare i maggiori e migliori set di carte drago, verrà naturale
orientare le proprie scelte verso le carte folletto e le diverse opportunità che
ci aprono.
Il gioco è un gioco che si basa, fondamentalmente, sulla
meccanica di ‘Collection Set’ integrata con diversi piccoli twist particolari,
c’è ovviamente l’idea che ogni set ottiene punti con modalità e configurazioni
differenti dalla maggioranza alla progressione geometrica, passando per il dover
raggiungere una configurazione per ottenere dei punti. Questa varietà di set
‘drago’ permette anche di valutare ai singoli giocatori l’opportunità di
costruire un set in base alla carte proposte sul tabellone e (anche) ai set in
costruzione da parte dei compagni di gioco.
Il gioco è un family
quasi perfetto, infatti è veloce, ci pone di fronte a scelte mai banali, ha una
giusta interazione che permette di giocare ad un gioco che non è un ‘solitario di
gruppo’. Proprio il concetto di interazione lo voglio evidenziare un pochino,
durante il gioco è, infatti, necessario valutare cosa stanno facendo gli altri giocatori
essenzialmente per due motivi il primo per evitare di prendere carte drago
inutili al fine del conteggio degli spettatori e secondo per evitare che
altri prendano set troppo ‘importanti’ in termini di punteggio; non sempre
però quanto sopra è così semplice da attuare. Si lascia quindi ai giocatori un margine
decisionale importante nella valutazione costi/benefici di ogni carta scelta
nella fase di draft.
SOMIGLIANZE LUDICHE
Eccoci ad un capitolo che mi
piace scrivere e su cui mi piacerebbe che anche i lettori dicessero la loro. Qui
si proverà ad accostare il titolo appena recensito ad altri giochi o per via di
meccaniche simili, o per le dinamiche che creano attorno al tavolo, o
semplicemente perché c’è un qualcosa che mi ha fatto ritrovare sensazioni
analoghe nel giocarli.
Sushi Go: per la meccanica comune del draft, per l’idea che si fanno i
punti ad ogni round e si scartano le carte non usate a parte una tipologia
particolare (pudding/folletti) per il fatto che le varie portate danno
punti ad ogni fine round, ma con criteri differenti, insomma ce ne è abbastanza
per i dire che i due giochi qualcosa in comune ce l’hanno.
Splendor: per quel flavour del dover prendere le carte da un’area comune,
pur costruendo un motore incrementale che manca in Dragondraft o che al limite
gli si può avvicinare con l’attivazione dei differenti extra. Poi una
over-produzione comune ai due giochi che qualcuno potrebbe vedere anche come
difetto, ma a me ambientazione e produzione sopra lo standard medio piacciono
sempre e mi fanno preferire la scelta rispetto a giochi simili.
LA FIRMA DI DAVIDE… OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il
valore educativo del giocare e che “se uno vuol diventare eroe, occorre che prima il serpente sia divenuto drago,
altrimenti gli manca il giusto nemico”, da Friedrich Nietzsche, in Umano Troppo Umano.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Dragondraft:
- a valutare le nostre scelte in base alle opzioni che abbiamo disponibili;
- a valutare il rapporto costi benefici di un’azione;
- a gestire una mano di carte;
-
a ottimizzare le proprie prese per avere il migliore set di carte
(drago).
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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