L’Eredità: scritto da LucaCiglione
Si dice che il mondo sia da sempre dicotomico: una parte di persone può amare il cioccolato e una odiarlo, ci si divide in chi ama le vacanze al mare e chi preferisce quelle in montagna, e così via…
C’è poi una metà di persone che guarda L’Eredità, la noto trasmissione di Rai 1, perché la trova appassionante e un’altra metà che la guarda perché la moglie la trova appassionante.
Luca: “Ehi amore guarda un anello di diamanti…”
Vera: “Shhh… c’è la ghigliottina…”
Luca: “Mi spiace dirlo, ma ho dovuto vendere tutte le tue scarpe per far spazio.”
Vera: “Shhh.. c’è la ghigliottina…”
Grato al programma per avermi fatto risparmiare moltissimo denaro ed evitato tantissimi litigi, mi son chiesto quante ulteriori agevolazioni mi sarei ritrovato portandomi il gioco a casa. Avrei potuto, ad esempio (soltanto teorico), tirare fuori la scatola e proporre una partita dopo aver accidentalmente rotto il bicchiere preferito di mia moglie?
Eccomi dunque a parlare de L’Eredità, il gioco da tavolo ufficiale tratto dal format televisivo, edito da Clementoni. Il gioco è per 2-6 giocatori, per una durata di 45 minuti e un’età consigliata di 10+.
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| Unboxing |
COMPONENTI
La scatola contiene: 256 carte, suddivise in mazzetti che corrispondono alle varie fasi di gioco; un piccolo tabellone con indicate le varie possibili vincite; 6 pedine colorate; 6 lavagnette cancellabili con relativi pennarello e cancellino; diversi cartoncini token funzionali alla partita (rischio, lettera, sfida).
La scatola permette di mantenere tutto ordinato con spazi ben organizzati per tutto il materiale e questo è sicuramente un punto a favore.
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| Contenuto |
MECCANICHE DI GIOCO
Le meccaniche de L’Eredità, sono sostanzialmente identiche al format televisivo, con la differenza che, fino al gioco finale, i giocatori che dovrebbero teoricamente venire eliminati restano al tavolo vedendosi solamente decurtato il montepremi. Questo aspetto inclusivo è a mio parere importante, altrimenti i giocatori eliminati subito sarebbero stati notevolmente frustrati.
E devo fare i complimenti all’editore par averci pensato, perché questo aspetto è sentito: infatti, non di rado, chi gioca per la prima volta è molto preoccupato dal poter essere eliminato.
Le varie prove che si affrontano sono nell’ordine:
- Il Domino musicale, nel quale viene letto il titolo di una canzone e 4 parole tra cui scegliere quella che è realmente utilizzata all’interno del brano.
- L’una o l’altra, nel quale vi è una domanda secca con due opzioni tra cui scegliere la risposta.
- I fantastici 4, in cui viene letto un avvenimento storico e si deve scegliere tra 4 possibili annate quella corretta.
Si Continua
In tutti questi mini giochi chi commette un doppio errore va in sfida e, proprio come in TV, deve “puntare il dito” e scegliere contro chi gareggiare.
La sfida consiste nell’indovinare una serie di parole di cui viene data una definizione e svelata la prima lettera. Ad ogni errore una nuova lettera viene aggiunta. Il giocatore che indovina il maggior numero di definizioni vince, l’altro ovviamente si vede sconfitto e decurtata la propria eredità.
Dopo aver terminato le prime tre prove con relative tre sfide si prosegue con:
- Il Triello, in cui si scelgono 6 quiz relativi a differenti argomenti. Il giocatore di turno sceglie un argomento e prova a dare la risposta tra le quattro opzioni disponibili. Se la risposta è esatta mantiene il turno e continua con un altro argomento, altrimenti il turno passa al giocatore successivo. Ogni carta ha un valore in denaro che, in caso di risposta esatta, andrà ad aggiungersi al montepremi.
A questo punto della partita chi ha il montepremi inferiori diventa il presentatore e gli altri continuano a sfidarsi nell’ordine con:
- I Calci di Rigore. Il gioco prevede domande con risposte multiple: il primo giocatore che risponde si aggiudica denaro, in caso di risposta esatta, o lo perde, in caso di risposta errata.
- La Ghigliottina. Il presentatore legge cinque coppie di parole. I giocatori scelgono in segreto di volta in volta la parola che secondo loro è quella corretta (mediante i cartoncini appositi), vedendosi decurtato il montepremi in caso di errore. Una volta individuate le cinque parole esatte hanno un minuto per trovare una sesta parola collegata a tutte le altre.
Il giocatore che indovina o, in caso di parità, quello con il montepremi maggiore è il vincitore.
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| Ghigliottina |
VALUTAZIONI
Che dire? L’eredità è un quiz, ovviamente chi legge queste pagine solitamente cerca altro, però…
C’è un gran però. Se come me avete una parentela che a Natale vi obbliga a giocare a tombola per ore e ore, con questo gioco potreste avere un cavallo di Troia non male.
Il gioco è un semplice quiz, è vero, ma devo dire che la trasposizione della trasmissione televisiva difficilmente si sarebbe potuta fare meglio.
Ho particolarmente apprezzato l’idea di mettere tre diversi gradi di difficoltà sulle domande utilizzabili nello stesso momento, per permettere a grandi e piccoli di giocare insieme con la stessa possibilità di vittoria. Significativa anche la possibilità di rendere la difficoltà randomica grazie a colori jolly.
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| Notare i colori e le diverse difficoltà |
Questa accortezza permette davvero di avere una sfida varia e di coinvolgere tutta la famiglia.
Degno di nota il fatto di creare nel manuale di gioco una sezione con le curiosità e le spiegazioni delle domande: certo, non è indispensabile per il gioco, però permette sia di imparare qualcosa di nuovo che dare più profondità alla partita e questo è in tutto e per tutto un regalo non scontato da parte dell’editore.
Di fatto Clementoni ha preso il format televisivo e lo ha adattato per essere giocato al tavolo con la massima cura del dettaglio e il risultato è più che apprezzabile.
L’Eredità si dimostra un prodotto versatile e curato, adatto per coinvolgere tutta la famiglia o anche per essere utilizzato con le mogli appassionate del programma televisivo per distrarle e poter attuare le più incredibili nefandezze, come svuotare la terza scarpiera di riserva e utilizzarla per nasconderci nuovi giochi da tavolo…
Si ringrazia l’editore per la copia di review.
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