[Recensione] Dice Settlers: tira, colonizza ed espanditi!!!

scritto da Sergio

La NSKN è una casa editrice ludica rumena con sede in Bucarest che quest’anno si è presentata ad Essen con 2 titoli che hanno avuto decisamente un  buon successo registrando entrambi il sold out.
Uno è Teotihuacan,(degno erede di Tzolkin) di cui parleremo prossimamente e l’altro è questo Dice Settler, un gioco basato principalmente su una meccanica di bag building a base di dadi. Sono infatti questi  i protagonisti assoluti, che a seconda del colore e del risultato del lancio ti consentiranno di fare tutte le azioni necessarie  per sviluppare il gioco e arrivare a vincere.
Il manuale ci par

la di un gioco 4x dove le x stanno per explore, expand, exploit e exterminate ma al di la di tanta prosopopea, gestiremo una manciata di dadi per esplorare il territorio, prenderne il controllo, sviluppare tecnologie e combattere gli avversari (che poi piu’ che combattere sono azioni di disturbo) ma tutto questo lo vedremo- 

L’autore è David Turczi, già conosciuto al popolo dei gamer per Cerebria ed Anachrony.
D.S. è un gioco per 1-4 giocatori, della durata di una quarantina di minuti, e l’eta prevista è dai 14 anni in su.


Il setup

Ogni giocatore prende il suo sacchetto e ci mette i suoi primi 5 dadi (tre bianchi, un giallo ed un verde), poi prende la sua plancia su cui piazzerà il tracciatore dei dadi (con un cubetto sul numero tre) e sei cubetti “tenda”. Gli altri cubetti saranno messi a fianco della plancia a formare la riserva generale.Ogni giocatore dispone anche di  5 casette e di un numero di segnalini “indicatori” da piazzare sulle carte tecnologia acquisite
Dopodiche’, con un sistema di semi-drafting, si pescano gli esagoni di partenza (hanno uno sfondo diverso dagli altri), uno per giocatore, su cui si piazzera’ una tenda (un cubetto che va preso dalla propria riserva generale) prendendone i relativi benefici.
Si formano a questo punto il mazzo degli esagoni territori, la riserva dei punti vittoria e la riserva dei dadi disponibili, il tutto variabile a seconda del numero dei giocatori.
Per finire si dispongono le 9 carte tecnologia o scegliendo uno dei mazzi prestabiliti (il manuale ne prevede 4) o scegliendole in base ad un criterio sempre illustrato dal manuale
Come si gioca
Prima di tutto due parole sui dadi, i veri protagonisti della nostra avventura ludica: sono di 6 colori e non hanno numeri sulle facce ma solo icone ed ogni icona consente una azione (piu’ icone dello stesso tipo la rafforzano): l’icona del cappello consente di lavorare sui dadi lanciati per piegarli al nostro volere. Ogni colore predilige un azione rispetto alle altre ma al proposito è presente uno schema sulla player board che elenca le facce di tutti i dadi, così da poter fare una scelta consapevole
Il gioco si divide in round ed ogni round è composto di 3 fasi
1) Il tiro dei dadi
Il giocatore di turno pesca dal sacchetto dei dadi il numero dei dadi consentitogli dal suo dice tracker (si comincia da 3 sino ad arrivare a 9 nel corso di una partita). Se nel sacchetto non ci sono abbastanza dadi tiri quelli che ci sono, poi rimetti dentro quelli esauriti  e ne ripeschi fino ad arrivare al numero consentito. In questa fase puoi usare risorse o icone pioniere (il cappello) per girare la faccia di un dado o pescarne altri 2 dal sacchetto e tirare anche quelli


2) la fase delle azioni



Ogni giocatore ne fa 2 alternandosi a partire, ovviamente dal primo. Per farlo si scelgono uno o piu’ dadi che si pongono poi nell’area dadi esauriti. Ovviamente piu’ dadi potremo tirare nella fase 1  (dipende sempre dal grado di avanzamento del dice tracker) piu’ possibiltà ci sono di fare cio’ che ci interessa ma anche di farla potenziata. Ma cosa potremo fare con questi benedetti dadi?
Reclutamento:  si prendono nuovi dadi dalla riserva generale: per prendere un dado di un certo colore dobbiamo avere una presenza su almeno un territorio dello stesso colore del dado che vogliamo prendere.
Esplorazione: Peschiamo dal relativo mazzo un numero di territori pari alle facce bussola uscite dal lancio e ne piazziamo una (solo una) andando così pian piano a formare il tabellone di gioco. Noi (sempre) e gli avversari confinanti (se vogliono) andremo a mettere un cubetto su tale territorio; ad ogni modo chi lo piazza ha sempre la possibilità di metterne uno in piu. I territori possono dare benefici o a chi ha la presenza, o a chi ne ha il controllo. Altri invece hanno delle fabbriche che danno sempre benefici ma a chi leva un cubetto da quel territorio. Quasi tutti i territori danno punteggi a colui che a fine partita ne avrà il controllo (ed spesso anche al secondo)
Insediamento (settle nel manuale) A seconda del numero di facce fuoco uscite dal lancio puoi o aggiungere cubetti dalla riserva generale a quella

personale, o mettere una tenda su un territorio dove sei già presente o metterlo su un territorio adiacente ad uno dove hai la presenza. Infine possiamo  levare dai territori
un qualsiasi numero di cubetti. Ad ogni faccia uscita fai una sola delle azioni descritte

Attacco. Semplicemente prendi un tuo cubetto dalla riserva personale e lo sostituisci ad un cubetto avversario (anche qui l’azione puo’ essere ripetuta a seconda di quante icone fucile sono uscite dal lancio dei dadi)
Raccolto (l’icona rappresenta le risorse che puoi prendere) con una sola azione raccogli tutto cio’ che le icone dei dadi lanciati ti consentono di raccogliere (oro, legno, ferro, zucche)
Commercio: puoi restituire 3 risorse uguali per prendere 6 punti vittoria, 3 diverse per farne 5, 2 a caso per fare 2 punti ma puoi  anche dare via (per sempre) un dado per fare 3 punti. La risorsa oro vale da jolly. Anche in questo caso fai tante azioni commercio quante icone mani che si stringono sono uscite dal lancio.
Ricerca: l’icona è una lampada e queste vengono usate per acquisire carte tecnologia. Ne possono servire da una a tre a seconda della potenza della carta stessa. Attenzione però che la carta non la si prende ma rimane a disposizione anche degli altri giocatori per il resto della partita. La carta puo’ dare poteri temporanei o  bonus a fine partita.
Le azioni gratuite: oltre a levare un proprio  dado da un territorio con fabbrica per godere del relativo beneficio, un giocatore che ha su un territorio tre “tende” in piu’ rispetto agli avversari puo’ ritirare tre cubetti e sostituirli con una sua casetta: Da quel momento l’esagono territorio diventa suo e si è assicurato, quindi, i relativi punti vittoria che lo stesso regala a fine partita.
3) La fase della pulizia
In questa fase ci si prepara al turno successivo tenendo presente che un giocatore puo’ tenere solo un dado non usato (e quindi ancora nell’aria attiva) per il turno sucessivo. Tutti gli altri dadi vanno messi nell’area “dadi Spesi” e, quando il sacchetto è vuoto, tutti li dentro vanno a finire.


Fine partita e punteggio



La partita termina alla fine del round in cui si verifica una delle seguenti condizioni:
– un giocatore ha piazzato tutte e 5 le sue case
 – sono terminati i punti vittoria della riserva (quasi sempre causa della fine della partita)
– sono finiti gli esagoni mappa
– nella riserva dei dadi ne sono rimasti 2 o meno.
Si sommano, usando l’utile blocchetto i punti dati dai territori, dalle tecnologie (le carte), dalle case piazzate e a questo numero si aggiunge 3 punti per ogni 2 dadi posseduti a fine gara e, chi ha fatto piu punti ha vinto.


La versione in solitario



Delle 23 pagine del manuale ben 7 sono dedicate alla versione in solitario. Ovviamente l’ho provata anche perchè avevo letto da qualche parte che era uno dei must del gioco.
Non vi spiego il funzionamento. Sappiate che ci sono altri componenti nella scatola che si utilizzano solo in questa versione e che si gioca contro un bot la cui azione è determinata da un tiro del dado. C’è un esagono sui cui lati sono rappresentate 6 delle 7 azioni disponibili ed un segnalino che gira attorno a questo esagono.
Comunque sia devo riconoscere che la versione in solitario è ben fatta. Il bot è forte (ma la forza è modulabile) e per batterlo bisogna impegnarsi. La partita risulta avvincente ed equilibrata e le azioni del bot non danno quasi mai l’idea di essere buttate la per caso ma anzi contribuiscano ad innescare  il livello di sfida. Si vede quindi che la versione in solitario è stata studiata e testata con attenzione e  che si è voluto curare questo aspetto per dare maggiore appeal al gioco. Ben fatta!  


Considerazioni finali 



Dunque che dire adesso? Partiamo dal principio: i dadi vi piacciono? Non vi disturba in un gioco il tiro ripetuto dei dadi con tutto il bene e male che comportano. Vi piace “dare la colpa al tiro del dado” se la vostra partita non ha avuto un esito brillante? Allora questo è decisamente un punto a favore di Dice Settler. Certo l’alea puo’ essere mitigata da alcuni accorgimenti ma bisogna comunque farci i conti nel corso della partita. Del resto il titolo del gioco a qualcosa servirà non credete? La cosa migliore, ma non è detto che sia sempre semplice è cercare di salire quanto prima possibile sul tracciato dice tracker per poter tirare così piu’ dadi. Considerando che le azioni sono 2 e sempre 2, piu’ dadi riesco a lanciare piu’ ho possibilità di scegliere le azioni piu’ utili per me in un determinato momento
Superato il primo scoglio bisogna però riconoscere che il gioco, soprattutto se giocato in 2,  è decisamente gradevole. Abbastanza lineare e semplice nelle regole (ma il manuale non aiuta molto) una volta partito gira tranquillamente regalando scarsi 50 minuti di tranquillo relax. Pescate i dadi, li tirate, poi aggiungete esagoni, mettete o spostate cubetti, prendete carte e gestite risorse. Il tutto senza bisogno di grandi ragionamenti perchè il gioco non lo richiede a meno di casi particolari.
Una cosa che invece non mi  piace di DS è la struttura della partita: mi riferisco al  fatto che, nella sua fase iniziale, con pochi dadi a disposizione le scelte sono pressocchè obbligate e dettate dai risultati dei dadi. Andando avanti il gioco si apre aumentando il numero di dadi da tirare e quindi le scelte da fare. Ma proprio in questo momento, quello in cui la partita diventa piu’ interessante e combattuta, il gioco finisce improvvisamente  (perchè pescato l’ultimo punto vittoria dalla riserva) lasciando una spiacevole sensazione di incompiuto. Insomma la mia percezione è di un gioco piacevole e divertente,(pur non presentando novità particolari), ma a cui manca qualcosa nel finale.
Insomma, esasperando un po il concetto, un rapporto interrotto ce l’avete presente? 
Per tale motivo, io ho iniziato a giocarlo con una variante “house rule” che elimina come causa di fine gioco la pesca dell’ultimo punto vittoria (lasciando spazio al piazzamento dell’ultima casa) e devo dire che a mio parere funziona meglio dando maggior sensazione di controllo sugli eventi ai giocatori e facendo durare la partita un po piu’ a lungo.
La scatola prevede un numero di giocatore da 1 a 4 e questo è  il mio personale parere: in uno è uno dei migliori solitari che mai abbia provato (ma non ne ho provati tanti del resto). In 2 gira bene offrendo una buona esperienza ludica divertente  e veloce ; in quattro nel mio caso non è sempre andata bene, nel senso che, giocato con persone  legate ad una cultura ludica patita del controllo, ne sono stati evidenziati un po i difetti legati soprattutto all’assenza di pathos, di emozione che il gioco comporta Inoltre in piu’ giocatori i tempi si dilatano cosa che per un gioco del genere è penalizzante.
In altri casi è andata meglio anche se non ha suscitato grandi entusiasmi 
Due parole sull’interazione che è ben presente in DS: la gestione del tabellone (creatosi col piazzamento degli esagoni) che si sostanzia nel tentativo di acquisire il controllo dei territori piu redditizi (in tema di punti vittoria)  crea una discreta interattività fra i giocatori supportata poi dall’azione “raid” che,pur senza fare grossi danni, può sovvertire i rapporti di forza in campo.
Diamo uno sguardo adesso ai componenti ed alla grafica iniziando dai dadi che sono perfetti: i colori si distinguono perfettamente così come le icone. La plancia del giocatore è ben realizzata con il display delle icone dei dadi in buona evidenza, con un provvidenziale e utilissimo riassunto delle regole e con tanto spazio per la gestione dei dadi.

Per quanto riguarda invece gli esagoni qualcuno ha sottolineato che sono poco dettagliati e graficamente poveri distinguendosi solo per il colore ma io non sono d’accordo trovandoli perfettamente funzionali all’ergonomia del gioco. Qui poi si sa è questione di gusti.

Alla fine della fiera, Dice Settler, forse non è un gioco destinato a rimanere nella storia, ma di sicuro  ha  i suoi lati positivi destinati ad attrarre gli amanti dei dadi, i patiti delle partite in solitario o in due giocatori e coloro cui piacciono i giochi “brevi”, con una interazione equilibrata ma mai invasiva e dove si riesce a fare punti in diversi modi senza sprecare milioni di neuroni. E non è poco!
Buone giocate a tutti 
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