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Immergiamoci nel mondo della produzione casearia francese del primo Novecento con Fromage! Edito in Italia da GateOnGames, Fromage attira in primo luogo per la sua bizzarra ambientazione, ma ci conquista subito dopo grazie a meccaniche ben oliate e alla sua plancia rotante! Si tratta di un piazzamento lavoratori medio-leggero, in cui convivono risorse varie, maggioranze e contratti, ma tutto ruota attorno ad un concetto basilare: quanto tempo sono disposto ad investire per ottenere un’azione più forte?
Infatti, ogni lavoratore piazzato per produrre un formaggio resta sulla plancia per un certo numero di rotazioni, in base al valore e alla stagionatura del formaggio stesso. Più il formaggio è pregiato, più tempo richiede. Il lavoratore tornerà disponibile solo quando, ruotando con la plancia, “guarderà” di nuovo il giocatore. È una soluzione estremamente elegante perché elimina quasi ogni astrazione: si vede subito quando un lavoratore tornerà disponibile e si percepisce fisicamente il costo di ogni singola azione.

La plancia rotante
Il rischio di una plancia rotante è sempre quello di essere percepita come trovata scenografica: un oggetto capace di attirare attenzione, ma poco incisivo quando la partita entra nel vivo. In Fromage questo rischio viene evitato quasi del tutto, perché la rotazione è il concetto principale su cui tutto il resto ruota (ndr: termine non usato a caso!): è il modo in cui il gioco misura il passare del tempo, limitando le opzioni e scandendo la disponibilità dei lavoratori.
Ogni round mette davanti a ciascun giocatore uno dei quattro spicchi della plancia. Si agisce su quello spicchio, poi la plancia ruota e ci si ritrova in un altro quarto. Questo significa che il giocatore non sceglie mai tra tutte le possibilità, ma da un insieme ristretto e temporaneo di azioni. La conseguenza è duplice: da una parte il gioco resta rapido, perché le opzioni disponibili sono sempre contenute, dall’altra la pianificazione diventa fondamentale, perché ogni scelta va calcolata anche in relazione a ciò che arriverà nei turni successivi.
Il punto più riuscito è l’idea di programmazione visiva della plancia: non serve ricordare a mente quando torneranno i lavoratori, perché la loro posizione lo comunica in modo chiaro e preciso. È un’interfaccia così pulita che non necessita di altri tracciati o segnalini per indicare la gestione e il passare del tempo.
Di contro, la rotazione rischia di isolare i giocatori: nelle prime partite o tra neofiti si guarderà solo il proprio angolino, senza controllare ciò che fanno gli avversari. La simultaneità delle azioni, inoltre, da un lato velocizza la partita (tema fondamentale per un gioco di questa categoria), ma settorializza ancora di più la visione di gioco. L’interazione esiste, soprattutto nell’occupazione degli spazi e nelle maggioranze, ma raramente domina la percezione della partita.

Gli spicchi
La plancia centrale è composta da quattro aree, ognuna con una logica di punteggio diversa. Questa scelta dà al gioco una struttura modulare molto chiara: ogni spicchio è quasi un piccolo gioco nel gioco, dove si compete seguendo regole precise.
C’è l’area della Francia (città), basata sul controllo del territorio e sulle maggioranze: ogni formaggio influenza da una a tre regioni francesi. Qui si ottengono punti in base ai Clienti che si riescono a prendere: i punteggi vanno da 3 a 5 a Cliente.
C’è la sagra, che premia la creazione di gruppi continui di formaggi e richiama una logica spaziale: più formaggi si riescono a piazzare ortogonalmente, maggiore sarà il punteggio. Vengono in nostro aiuto anche dei formaggi bonus, che aumentano le possibilità di collegamento.
C’è il bistro, in cui la disposizione ai tavoli e gli abbinamenti incidono sul valore dei formaggi piazzati. Più coppie di formaggi riusciamo a disporre, maggiori saranno i punti che otterremo da ogni formaggio.
C’è infine la latteria, in cui il punteggio è legato al numero di scaffali su cui sono presenti i nostri formaggi. Ogni scaffale, inoltre, dà risorse o punteggi differenti.
Questa varietà è uno dei motivi per cui Fromage funziona bene già dalla prima partita: il giocatore può scegliere di specializzarsi, può inseguire ciò che gli serve per completare un ordine, può concentrare tutte le energie su un solo spicchio o può tentare di costruire una presenza più ampia. Le possibilità sono veramente tante e ognuno trova il suo stile di gioco. Inevitabilmente, partita dopo partita, si affineranno le scelte e si capirà quale dei quattro spicchi si riesce a sfruttare meglio per le proprie caratteristiche di gioco.

La plancia personale
Oltre alla plancia rotante, troviamo anche la plancia personale. Qui si raccolgono risorse, si costruiscono edifici, si gestiscono frutta e marmellata, si accumulano capi di bestiame e si completano ordini.
Gli edifici permettono di modificare le regole personali, ottenere bonus, creare scorciatoie o aggiungere fonti di punteggio. I capi di bestiame consentono di produrre formaggi senza usare lavoratori ed è una possibilità fondamentale: in un gioco dove il tempo è la risorsa più preziosa, riuscire a piazzare formaggi extra cambia inevitabilmente la gestione del singolo turni. Gli ordini danno obiettivi specifici, chiedendo di produrre determinati formaggi.
La frutta e la marmellata aggiungono un ulteriore livello di pianificazione: il loro punteggio finale è determinato dal prodotto tra i due alimenti. Bisogna quindi riuscire a farli avanzare in contemporanea per massimizzare il risultato.
Il pregio della plancia personale è che rende asimmetriche le partite, anche senza usare gli edifici extra. Se invece si vuole aggiungere un’asimmettria maggiore, unita a una componente di scelta, si possono draftare gli edifici. Dopo le prime partite, questa scelta diventerà quasi obbligatoria per aumentare ulteriormente l’asimmetria tra i giocatori ed accentuare i diversi stili di gioco.

La rigiocabilità
Il tema della rigiocabilità merita un discorso a parte, perché Fromage è uno di quei giochi che rischiano di essere sottovalutati se si guarda soltanto alla prima partita. Alla prima prova si nota soprattutto la plancia rotante, dalla seconda o terza in poi emerge quanto il sistema sia costruito per cambiare quasi totalmente in base alla configurazione iniziale.
Il primo elemento è dato dalle plance personali asimmetriche: ogni plancia offre edifici e risorse iniziali leggermente differenti, spingendo a valutare percorsi non identici. Questo basta a evitare che l’apertura della partita sia sempre uguale, soprattutto quando i giocatori conoscono già il gioco e iniziano a conoscere meglio le opportunità.
Il secondo elemento, in realtà legato al primo, è la possibilità di scegliere i propri edifici tramite draft. Alcuni permettono di ottenere risorse con maggiore efficienza, altri premiano specifiche produzioni, altri ancora offrono punti a fine partita o creano combinazioni che invitano a seguire una strada precisa. La possibilità di costruirsi il proprio set di edifici aggiunge un’idea di scelta mirata alle proprie competenze: in certi casi si diventa estremamente settoriali, scegliendo però la combinazione di carte che secondo noi meglio si abbina all’idea di gioco. Naturalmente il draft porta anche una piccola controindicazione. Le plance stampate sono più controllate e presumibilmente più bilanciate: il draft aumenta varietà e libertà, ma può produrre combinazioni più forti o più deboli.
In ultimo, l’estrema variabilità della plancia rotante: i quadranti vengono assemblati casualmente, il quadrato centrale delle risorse viene posizionato a caso e gli inserti hanno una combinazione specifica in base al numero di giocatori (due combinazioni per 1/2 giocatori, due per 3 giocatori e tre per 4 giocatori). Tenendo conto che ci sono quattro inserti per ogni combinazione, il risultato è un’enorme quantità di plance utilizzabili. Si può quasi dire che ogni partita sarà diversa dall’altra! Se non ho sbagliato i calcoli, arriviamo ad avere 384 combinazioni possibili per 2 giocatori, 384 per 3 giocatori e 1844 (!!!) combinazioni per 4 giocatori. E questo senza considerare la scelta delle plance iniziali e nemmeno il draft!

Simultaneità e interazione
Fromage è un gioco a selezione simultanea delle azioni. Questo aspetto ha un effetto molto positivo sulla durata: anche in quattro giocatori il tempo morto rimane contenuto, perché tutti agiscono nello stesso momento sulla propria porzione di plancia. La partita mantiene un passo agile, con pochi rallentamenti (a meno che al vostro tavolo non ci siano giocatori affetti da paralisi d’analisi… ma questo è un altro discorso!)
La simultaneità, però, cambia totalmente il concetto di interazione: in un piazzamento lavoratori tradizionale si osserva l’avversario effettuare le proprie scelte e si reagisce immediatamente alla perdita di un’opzione. Qui, invece, il flusso è più parallelo. Si può controllare ciò che gli altri stanno facendo, si può provare a prevedere cosa lasceranno disponibile, ma il gioco spinge a concentrarsi soprattutto sul proprio piano. Per alcuni tavoli sarà un pregio, perché riduce l’attesa e rende la partita più fluida. Per altri potrebbe essere un limite, perché attenua quella sensazione di confronto diretto che molti cercano nei piazzamenti lavoratori.
L’interazione, quando presente, è indiretta: uno spazio occupato può impedire un piazzamento per noi importante, una maggioranza può essere ribaltata all’ultimo, un tavolo del bistro può perdere d’interesse, una zona della latteria può essere completata. Il gioco non è un solitario, ma neppure apertamente conflittuale.
In quattro giocatori questa dimensione diventa più interessante, perché la plancia si riempie di più ed alcuni spazi acquistano un peso maggiore. In due, il gioco resta efficace e più controllabile. La buona notizia è che il sistema scala bene, anche grazie agli inserti che modificano gli spazi disponibili in base al numero di partecipanti. Ho apprezzato Fromage in tutte le combinazioni, ma dà probabilmente il meglio in tre o quattro giocatori.

Accessibilità
Fromage è un gioco più facile da giocare che da spiegare. Questo è un aspetto importante, perché durante la spiegazione può sembrare più difficile di quanto lo sia davvero. Bisogna illustrare i tre lavoratori, la maturazione, i quattro spicchi, le risorse, gli edifici, gli ordini, la frutta, il bestiame e il conteggio finale. Presi uno alla volta sono concetti semplici, ma la prima esposizione può dare l’impressione di un gioco molto più intenso.
Una volta che si comincia a giocare, tutto si risolve: la plancia aiuta, l’iconografia è chiara ed efficace, la struttura dei turni è regolare. Le prime partite sono comunque partite di orientamento: si impara l’importanza dei lavoratori, quanto conviene investire sugli edifici e la gestione del tempo.
La curva di apprendimento è uno dei punti più piacevoli del gioco: all’inizio si cerca semplicemente di produrre bene e fare punti, più avanti si inizia a costruire un tableau sensato, a draftare con criterio, a programmare il rientro dei lavoratori e a specializzarsi in alcune aree della plancia.
In solitario ho giocato solo un paio di partite, ma è comunque una modalità molto curata e, soprattutto, estremamente semplice da usare. L’automa occupa spazi pescando carte Ordine: in base al formaggio rappresentato sulla carta, piazza un segnalino formaggio sul relativo slot della plancia. Se non può, accumula semplicemente i punti per il termine della partita. Salendo di difficoltà (ci sono quattro livelli) ottiene modalità extra per fare punti o per complicarci la vita!

Componenti
Questo è un paragrafo che può essere saltato. Onestamente non riesco a pensare ad un gioco recente di GateOnGames che abbia una componentistica di basso livello o comunque non all’altezza. L’attenzione dell’editore verso le proprie produzioni o semplicemente nella scelta delle localizzazioni è sempre alta.
In questo caso abbiamo la plancia rotante che attira subito l’attenzione e rende il gioco riconoscibile. I formaggi, i lavoratori e le risorse contribuiscono a dare al gioco una presenza concreta, con iconografie chiare e precise. La scelta grafica sostiene bene il tema, con un tono accogliente e coerente con il concetto di produzione casearia.

Alea
L’alea in Fromage è presente soprattutto negli ordini e nella disponibilità delle tessere. Gli ordini possono offrire una direzione interessante, ma possono anche arrivare nel momento sbagliato o chiedere formaggi difficili da produrre nella situazione attuale. Questo rende rischioso costruire tutta la partita intorno alle carte contratto: sono utili, possono dare punti importanti in maniera “facile”, ma vanno intese come punti bonus, non come motore principale per generare punti.
Il draft degli edifici, come già detto, aumenta la varietà ma può introdurre qualche sbilanciamento. Alcune abilità sembrano più incisive, soprattutto quelle che generano risorse con grande efficienza. In un gioco più lungo questo potrebbe essere un problema più evidente, ma qui viene mitigato dalla durata e dal fatto che il draft è una modalità da introdurre quando i giocatori hanno già un minimo di esperienza.

Conclusioni
Fromage è un gioco più interessante di quanto il suo tema leggero potrebbe far pensare e la sua plancia rotante è il piatto principale della partita.
Le regole sono accessibili, i turni sono rapidi e la simultaneità tiene basso il tempo morto. Bisogna riuscire a ragionare avendo presente la diversità di ogni plancia e il concetto che il tempo è una risorsa a tutti gli effetti. La rigiocabilità è probabilmente il suo pregio maggiore: le plance asimmetriche con tessere edificio draftabili e il tableau dalle configurazioni variabili impediscono al gioco di esaurirsi dopo qualche partita.
Di contro, l’interazione può sembrare troppo indiretta per chi ama il conflitto più serrato e gli ordini introducono un’alea non sempre controllabile: limiti facilmente comprensibili che non impattano sulla partita, secondo il mio parere. Inoltre, chi lo gioca moltissime volte potrebbe desiderare nuovi spicchi, nuove aree, nuovi mini-sistemi capaci di rinnovare ancora di più la plancia centrale: speriamo arrivi in italiano anche l’espansione Formaggio! Si parla di espansione, anche se in realtà è un’espansione standalone: la si può giocare singolarmente o in combo con Fromage! Non vedo l’ora di averla tra le mani!
Nel complesso, Fromage è un gestionale riuscito, brillante e solido. Ha il pregio raro di essere facile da proporre, rapido da giocare e abbastanza profondo da premiare chi torna al tavolo più volte.
Si ringrazia l’editore per la copia review
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