Sieg Zion !!!
Zaku MKII
Mi sorprendono sempre quei giochi dall’estetica pucciosa che nascondono un’anima spietata.
Adoro da morire il fatto che mi prendono in contropiede… un po’ come quelle commedie all’italiana che, all’improvviso, ti sferrano un colpo sotto la cintura, in pieno stile Lo scopone scientifico.

Il tema ci cala nella quotidianità domestica: un gatto dispettoso è svanito nel nulla all’interno della casa, e sta a noi convincerlo a uscire allo scoperto utilizzando un vero e proprio arsenale di giocattoli irresistibili.
Per farlo dovremo utilizzare tutti i giocattoli che gli piacciono : una canna da pesca, un gomitolo di lana, un topolino a molla, etc etc.
Per aggiudicarsi la partita occorre vincere tre round complessivi, oppure ritrovarsi in vantaggio al termine del settimo. Ma per vincere un singolo round dovrete essere i migliori a calcolare il livello di “attrazione”, avvicinandovi il più possibile al numero obiettivo (rappresentato dal gatto) senza mai superarlo.
Più facile a dirsi che a farsi.
Contenuto della scatola
Quando si apre la piccola scatola di Non dire Gatto…, si viene accolti da un compendio di pucciosità assoluta e materiali essenziali: 42 carte Esca illustrate con tenerissimi micetti, 6 carte Giocattolo, 4 carte Stanza che affiancate formano un tracciato numerato, un “bellissimissimo” segnalino Gatto e dei simpatici segnalini giocatore in legno (ovviamente sempre con la silhouette di un gatto).

Sicuramente non siamo nella perfezione assoluta di molti giochi della OINK Games, maestri in questo formato tascabile e geniale, ma devo dire che ci si è avvicinato molto. In questa scatolina c’è tutto il necessario per dare vita a un gioco semplice nelle regole, ma capace di nascondere, sotto un velo morbido di pucciosità, una profondità inaspettata.

Fase Esca
Il gioco si divide in due fasi principali. Dopo aver determinato il numero bersaglio del gatto rivelando il valore presente sulla zampa di una carta pescata casualmente, inizia la “Fase Esca“. A turno, ogni giocatore gioca una carta dalla propria mano posizionandola a faccia in su sotto una delle Carte Giocattolo, fino a quando ogni giocattolo non avrà esattamente due carte sotto di sé.
Fase Coccole
Una volta conclusa la fase precedente, si passa alla “Fase Coccole“. Qui i giocatori rivelano le carte rimaste in mano. Il valore di ogni carta che possedete non è quello stampato sopra, ma equivale alla somma delle due carte che sono state piazzate sotto il Giocattolo del seme corrispondente. Sommate i nuovi valori di tutte le vostre carte in mano e avanzate sul tracciato: chi si avvicina di più al numero bersaglio del gatto senza sballare, vince il round.
Giocando….ci si diverte
Vi confesso una cosa: leggendo il regolamento, c’è stato un dettaglio che all’inizio mi ha fatto un po’ storcere il naso. Durante la Fase Esca, infatti, è possibile giocare qualsiasi carta sotto qualsiasi giocattolo, senza alcun obbligo di far corrispondere i semi. Mi sembrava una regola troppo caotica. Ma poi, iniziando a giocare, ho visto le potenzialità delle scelte tattiche che si creano in continuazione (ve l’ho già detto che sono un amante dei wargame?!?) .
Modificare il valore di un seme per potenziare la propria mano o, al contrario, gonfiare a dismisura il valore di un colore che sapete essere in mano all’avversario per farlo sballare, è una soddisfazione immensa. Diventa un vero piacere cercare di prevedere il vostro avversario e sudare freddo per non superare quel “immondo però bellissimo”(cit.) gatto segnapunti. L’attenzione non cala mai, dovrete sempre osservare gli altri giocatori, preparare le contromosse e calcolare continuamente il punteggio potenziale.

…ma si fanno anche i conti
Meccanicamente ci troviamo di fronte a un brillante gioco di gestione della mano. Per gli appassionati di statistica le informazioni sono in gran parte pubbliche, permettendo calcoli probabilistici su cosa gli avversari potrebbero nascondere. Il gioco scala molto bene: supporta da 2 a 6 giocatori, modificando il numero di carte distribuite e, nel caso di 5 giocatori, rimuovendo interamente un seme e le relative carte dal mazzo.
La fortuna è cieca, ma il gatto ci vede benissimo …
Un elemento di design molto interessante è il sistema di bilanciamento : ogni volta che un giocatore vince un round, nel round successivo riceverà una carta in più, ritrovandosi quindi con più carte in mano alla fine e un rischio molto più alto di sballare e superare il gatto. È una danza continua tra tattica spietata e mitigazione della fortuna.
E oltre ai gattari….a chi è rivolto ?
Non dire Gatto è un gioco di peso leggero-medio, ingannevolmente semplice nelle regole ma denso nelle decisioni. Sicuramente è dedicato agli amanti dei giochi pucciosi e compatti, agli appassionati dei giochi di carte dove la gestione della mano e il bluff indiretto sono tutto.
E, of course, è un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei gatti.

È il filler perfetto, quello che intavolate in cinque minuti ma che vi farà giocare e giocare ancora, capace di stregare una platea vastissima: ideale per chiudere una serata tra hardcore gamer pronti a scannarsi matematicamente per puro relax, ma perfetto anche per le famiglie in cerca di un titolo che faccia ragionare senza trasformarsi in un cinghiale indigesto sullo stomaco.
Non dire Gatto… se non ce l’hai nella tua collezione.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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