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Scritto da Krampus Box.
Oggi parliamo del ritorno in orbita di uno dei titoli più chiacchierati e apprezzati dell’ultimo anno: SETI: Search for Extraterrestrial Intelligence. Ma non un ritorno qualsiasi, perché oggi mettiamo sotto la lente d’ingrandimento la sua prima, attesissima espansione: SETI: Agenzie Spaziali.

Partiamo subito forte: il gioco base di SETI è stato un vero e proprio terremoto nel mondo dei gestionali pesanti.
Ideato dal talentuoso Tomáš Holek, un autore che in questo momento sembra avere il tocco di Re Mida (basta guardare il successo di Galileo Galilei o Tea Garden), il gioco è prodotto dalla Czech Games Edition (CGE), una garanzia quando si parla di componenti di qualità e regolamenti che ti fanno sentire un vero scienziato.
In Italia, il compito di portarci tra le stelle spetta a Cranio Creations, che che ringraziamo per averci fornito la copia per questa recensione.

SETI non è passato inosservato ai critici: ha fatto incetta di nomination e premi, arrivando a sfiorare vette altissime nelle classifiche di gradimento globale e partecipando alla “corsa” per premi prestigiosi come lo Spiel, grazie alla sua capacità di mescolare una tematica scientifica realistica con meccaniche di selezione azioni e gestione carte davvero profonde.
Se volete approfondire maggiormente SETI potete andare QUI dove già abbiamo condiviso le nostre impressioni. In questa recensione ci addentreremo maggiormente nell’espansione appena uscita, Agenzie Spaziali.
SETI: Agenzie Spaziali – Prime Impressioni
Prima di tutto facciamo le presentazioni:
- Eurogame (Espansione)
- Durata della partita: circa 40 -160 minuti
- 1-4 Giocatori
- Distributore: Czech Games Edition (In Italia Cranio Creations)
- Game Designer: Tomáš Holek
- Graphic Designer: Ondřej Hrdina, Jiří Kůs, Jiří Mikovec, Jakub Politzer, Petr Štich

Diciamocelo chiaramente: quando si parla di espansioni per un gioco già così “ciccione”, il timore è sempre quello di aggiungere complessità inutile.
Invece, le prime impressioni su Agenzie Spaziali sono tutte positive. Perché? Semplice: questa espansione fa per SETI quello che Prelude ha fatto per Terraforming Mars.
L’espansione introduce una dose massiccia di asimmetria. Nel gioco base eravamo tutti un po’ “uguali” all’inizio, ma ora, grazie alle 11 diverse Agenzie Spaziali, ognuno di noi avrà un’identità precisa, con risorse di partenza differenti, poteri passivi unici e abilità attivabili una volta per round che cambiano radicalmente l’approccio alla partita. Non è solo “più roba”, è proprio “roba diversa” che ti spinge a esplorare strade che magari nel gioco base avevi ignorato.

L’altra grande novità è il sistema di Quick Start (Avvio Rapido).
L’idea geniale qui è stata quella di tagliare il primo round di gioco, che spesso era un po’ lento, per farci saltare direttamente nel vivo dell’azione.
Si inizia con più risorse, qualche sonda già in orbita e la sensazione che il motore del nostro tableau sia già caldo. È un’aggiunta che promette di rendere l’esperienza più dinamica fin dal minuto zero, senza però snaturare quella tensione per le risorse che tanto amiamo in SETI.
SETI: Agenzie Spaziali – Fondamenti
Entriamo nel laboratorio e vediamo cosa c’è dentro questa scatola.
L’espansione è modulare, il che significa che potete decidere di usare tutto o solo alcune parti.
Ecco i pilastri fondamentali:
1. Le Organizzazioni Asimmetriche: Sono 11 carte agenzia. All’inizio della partita, ne ricevi due e ne scegli una. Queste carte sostituiscono la carta rendita iniziale del gioco base. Ti dicono quante risorse hai al via (crediti, energia, dati), quante carte puoi “infilare” subito sotto la plancia per aumentare la rendita e, soprattutto, ti danno un potere speciale. Ad esempio, c’è chi paga meno per le tecnologie informatiche o chi può avere tre sonde nello spazio invece di due.

2. Carte Avvio Rapido: All’inizio ricevi tre di queste carte e ne scegli due. Queste carte simulano quello che avresti fatto nel primo round: ti permettono di piazzare un orbiter su un pianeta (senza prenderne i bonus immediati), di marcare segnali o tracce di vita, e ti regalano risorse extra.

3. Il Cambio del Ritmo: Con questa espansione si giocano 4 round invece di 5. Si inizia direttamente dal round 2, usando le carte obiettivo e le carte evento corrispondenti. La pubblicità non parte più da 4, ma da 0, perché ora sono le vostre agenzie e le carte iniziali a determinarla.
4. I Token “Segnale”: Quando fai una scansione, puoi scartare uno di questi token per scartare una carta extra dall’offerta e piazzare un segnale aggiuntivo nel settore corrispondente. È un modo per velocizzare il controllo delle aree e ottenere dati più in fretta.
5. I Nuovi Alieni: Qui entriamo nel succo della varietà. Abbiamo tre nuove specie, ognuna con la sua plancia e le sue regole uniche:
- Ameba: Un organismo unicellulare che “muta” continuamente. Ha dei segnalini organello che ruotano sulla sua plancia ogni volta che qualcuno ottiene dei bonus da quel settore, rendendo i premi imprevedibili e dinamici.
- Arkhos: Una gigantesca nave aliena abbandonata. Qui il gioco consiste nel forzare i sistemi di sicurezza per accedere a livelli più profondi della nave e ottenere ricompense massicce tramite un mazzo di esplorazione dedicato.
- Glifidi: Una specie che comunica tramite un linguaggio complesso. Dovrete raccogliere glifi sparsi per tutto il sistema solare e posizionarli su una plancia di traduzione per “decifrare” il loro messaggio e ottenere bonus crescenti o punti a fine partita.

Come gira SETI: Agenzie Spaziali
Ma all’atto pratico, come si comporta questo mix di scienza e asimmetria sul tavolo?
Noi abbiamo notato che il feeling del gioco subisce una mutazione interessante.
Iniziamo dal numero di giocatori. Se giocate in due, l’espansione è quasi obbligatoria. Nel gioco base, l’azione di scansione e il controllo delle aree risultavano spesso un po’ “mosci” in coppia; qui, grazie ai neutral markers generati dalle carte Quick Start (che simulano un terzo incomodo che occupa spazi) e ai nuovi segnalini segnale, la mappa risulta molto più stretta e competitiva fin da subito.

In quattro, la situazione si scalda parecchio: i poteri delle agenzie iniziano a “pestarsi i piedi”, una vera e propria bagarre spaziale.
Parlando del flusso di gioco, non fatevi ingannare dal fatto che ci sia un round in meno. Se pensate che la partita durerà meno, rimarrete delusi o, forse, felicemente sorpresi: poiché iniziate con motori più potenti e più risorse, farete molte più azioni in ogni singolo round.
I round 4 e 5 (che ora sono il 3 e il 4) diventano delle maratone di combo dove si incastrano carte, poteri dell’agenzia e bonus alieni in una cascata di punti che nel gioco base ci sognavamo. I punteggi finali, infatti, tendono a schizzare verso l’alto, spesso superando di parecchi punti le medie del gioco base.
L’asimmetria introdotta dalle Agenzie è gestita magistralmente.

Non ti obbliga a seguire una strada, ma ti dà un suggerimento forte. Se la mia agenzia mi dà bonus per ogni tecnologia informatica che ricerco, è ovvio che punterò lì, ma il gioco è talmente vasto che posso comunque deviare se vedo un’opportunità migliore su un pianeta lontano.
Questo aiuta tantissimo anche i nuovi giocatori: avere una direzione chiara fin dall’inizio riduce quella sensazione di smarrimento davanti alle mille opzioni del gioco base.
Un piccolo appunto sulla componente “aliena”: i nuovi tre tipi di vita extraterrestre sono decisamente più interattivi di quelli base.
I Glifidi, ad esempio, creano una vera e propria corsa all’oro su pianeti e tecnologie, perché una volta preso un segnalino da un posto, gli altri rimangono a bocca asciutta.

In definitiva, non siamo mai stati fan delle espansioni ma quando son fatte bene…benvenuta Agenzia Spaziale nella nostra libreria!
Pro e Contro
Ed eccoci come di consueto ai nostri Pro e Contro su SETI: Agenzie Spaziali.
PRO:
1. Varietà alle stelle: Passare da 5 a 8 alieni può sembrare poco, ma matematicamente le combinazioni esplodono. Se a questo aggiungete 11 agenzie e 42 nuove carte progetto, ogni partita a SETI sembrerà un universo nuovo da scoprire. Non avrete mai la stessa partenza o la stessa strategia vincente.
2. Addio alla lentezza del primo round: Il sistema di Quick Start è geniale. Toglie quella fase di “accumulo forzato” dove tutti facevano più o meno le stesse tre mosse e ci lancia in un round 2 dove le decisioni pesano già come macigni. È il boost di adrenalina che serviva.
3. Il fix della scansione: Finalmente l’azione di scansione è competitiva e gratificante quanto l’atterraggio sui pianeti. I Signal Tokens e le nuove carte rendono la lotta per le maggioranze nei settori stellari centrale e non più una scelta secondaria o troppo costosa.

CONTRO:
1. Bilanciamento e complessità: Alcune Agenzie sembrano decisamente più “facili” o leggermente più performanti di altre, specialmente se le carte progetto che escono dal mazzo girano a loro favore. Inoltre, alcuni alieni (come Arkhos) aggiungono un livello di casualità con il mazzo esplorazione che potrebbe far storcere il naso a chi ama il controllo assoluto. Un piccolo neo, ma andava specificato.
2. Visuale e ingombro sul tavolo: Se pensavate che SETI occupasse già mezzo salotto, preparatevi. Tra le plance aggiuntive degli alieni (i Glifidi sono molto imbogranti), le carte agenzia e i nuovi mazzetti, avrete bisogno di un tavolo delle dimensioni di una base NASA per farci stare tutto comodamente.

Conclusioni
In conclusione, SETI: Agenzie Spaziali non è solo un’espansione, è la versione “definitiva” di un gioco già eccellente.
Se amate il gioco base, non c’è alcun motivo per non averla: corregge i piccoli difetti del ritmo iniziale, potenzia le interazioni tra i giocatori e aggiunge una profondità tattica che vi farà sentire davvero a capo di un programma di ricerca galattico.

Certo, dovrete ancora lottare contro il tempo e la scarsità di risorse, ma ora lo farete con uno stile tutto vostro e con la consapevolezza che, là fuori, qualcuno (o qualcosa) sta aspettando solo per essere scoperto.
Ultima cosa: se per caso durante la vostra scansione captate un segnale che sembra il rumore di una birra che si apre, non è un’intelligenza aliena superiore… è solo Krampus Box che festeggia un’altra epica partita finita alle tre di notte.
Ci vediamo tra le stelle!

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