PENCIL EXPRESS YUGOSLAVIA – RECENSIONE
Eccoci di fronte ad un nuovo ‘flip and write‘, stavolta made in Serbia (Hectic Games) ed ideato da Damjan Miladinovic (per 2-4 giocatori, 45′-60′, 12+), nel quale vestiamo i panni di costruttori di reti ferroviarie nella Yugoslavia degli anni ’60.
La difficoltà del gioco è in senso assoluto contenuta, ma sono richieste doti di visualizzazione di forme nello spazio (ne parleremo tra poco) e la ricerca della massimizzazione dei punteggi lo spinge al livello di un titolo adatto per un pubblico di giocatori almeno un minimo smaliziati (lo ho catalogato come 12+).

PENCIL EXPRESS YUGOSLAVIA IN POCO
Ad inizio partita ognuno riceve la propria matita (in dotazione) ed una scheda giocatore, oltre a tre carte (prese dal mazzo di 51 carte dal quale avrete rimosso un tot di carte a seconda dei giocanti).
Le carte raffigurano sul fronte dei percorsi da completare (es. Lubiana – Spalato) con un punteggio riconosciuto per il raggiungimento dell’obiettivo (ed un malus dello stesso valore in caso contrario) ed un bonus per il tipo di cittadine toccate dal percorso (piccole – medie – grandi). Sul resto invece abbiamo dei binari ramificati (che ricordano quelli di Steam ed i suoi fratelli).
La struttura del gioco è semplice: al proprio turno il giocatore pesca una carta (ce ne sono 5 nell’offerta, 3 mostrano il lato del percorso e 2 quello dei binari), quindi decide se giocarla di fronte a se quale obiettivo o se metterla al centro del tavolo, adiacente ad almeno una di quelle già presenti.
In tal caso TUTTI i giocatori disegneranno sulla propria scheda i binari ritratti, facendo attenzione di raffigurarli ESATTAMENTE per come li vedono dalla propria posizione, SENZA RUOTARLI. Si deve anche tenere in considerazione che snodi da 3,4 o 6 diramazioni sono ammessi solo nelle città rispettivamente piccole, medie o grandi.
A fine partita si contano i punti di bonus per gli obiettivi completati (ed i malus per i non finiti), nonchè i punti per tutte le città collegate (oltre a considerare altri piccoli fattori).

COME SI PRESENTA PENCIL EXPRESS YUGOSLAVIA
E’ un flip and write, per cui di grosse sorprese, sul piano dei materiali, non è lecito attenderle. Le mappe sono essenziali nel bianco e nero dell’interno mappa che è necessario per non confondersi. Le città, per chi non è pratico del paese, all’inizio non dicono nulla, ma basta evidenziarle con pennarelli colorati (o con delle ‘X’) ed il problema è risolto.
Le carte solo solide e ben disegnate e forse l’unico difettuccio grafico sta nel fatto che a volte vanno leggermente sovrapposte per dar vita esattamente ad esagoni.
Simpatica ed azzeccata ho trovato essere l’illustrazione di copertina, mentre l’ambientazione è, un filo nostalgica, quelle della ex Yugoslavia che noi con capelli bianchi abbiamo ancora in mente nelle nostre personali ‘mappe’ dell’Europa.

COME GIRA
Nella sua idea di partenza Pencil Express Yugoslavia è semplice ed immediato, tanto che, per certi aspetti, contiene in se elementi che potrebbero anche renderlo un titolo adatto ad un grande pubblico, magari proponendolo in ogni paese una versione personalizzata della mappa. Il concetto iniziale è infatti quello di disegnare una rete collegando le città, cosa per in senso assoluto può ricordare anche classici come Ticket to Ride.
Da lì, però, il gioco prende una direzione, voluta, tesa a dare spessore alle scelte, cosa che lo rende troppo complesso per utenti occasionali, ma che può dare per converso più che qualche soddisfazione agli amanti dei giochi di reti ed a quelli dei flip and write.
LE REGOLETTE CHE DANNO SPESSORE A PENCIL EXPRESS YUGOSLAVIA
Il primo elemento da considerare è quello legato all’elemento di puzzle legato alle regole di piazzamento dei binari, poche, ma maledette. Gli snodi (ossia i punti in cui è possibile dar vita raccordi ferroviari) sono infatti ammissibili solo nelle città (disegnandoci sopra due o più volte) e comunque il numero dei rami che possono essere disegnati dipende dalla dimensione degli abitati stessi (solo nella capitale ne sono ammessi sei).
Il secondo elemento è legato poi al concetto che ognuno deve disegnare i binari ‘come li vede’ dalla propria posizione. Qui è necessario che ognuno ad inizio partita si collochi in un punto che corrisponda esattamente ad uno dei lati di ciascun esagono rappresentato dalle carte poste al centro del tavolo e dovrà fare attenzione a non ruotare. Questo aspetto ha dato luogo a incomprensioni e difficoltà, per cui è un aspetto che richiede attenzione.

SENSAZIONI
Se ci entrate dentro, Pencil Express Yugoslavia di cose da fare ne ha, eccome. La stessa scelta degli obiettivi non è banale e non è possibile comularne a mazzetti come in Ticket to Ride, perchè dovrete lottare, eccome, per riuscire a collegarne quei 4 che avete preso nelle prime battute del gioco, senza avere troppi spazi per voli pindarici successivi.
Le cose che danno punti poi sono diverse e per massimizzare tutto si deve fare attenzione agli snodi, poi al tipo di città che si collegano, poi alle città da raggiungere e poi agli obiettivi.
Tanta carne al fuoco e il cuoco deve essere abile a non bruciare tutto 🙂

CONCLUSIONI
Pencil Express Yugoslavia è un interessante flip and write che offre ben più spessore e richiede più attenzione di quanto a prima vista non possa trasparire. Rappresenta quindi una sfida che può risultare gradita agli appassionati dei due generi richiamati, ossia la costruzione reti ed i ‘roll/flip and write’. Un attimo di previa dimestichezza con i giochi da tavolo è però richiesta per poterlo apprezzare, risultando inserito in un livello di complessità (e di soddisfazione per chi ama gli incastri) relativamente superiore rispetto a titoli più ‘per tutti’ come la serie Next Station o Railroad Ink.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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