Scritto ieri sera da
Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli abbiamo accumulato conoscenza e sapere, abbiamo cercato di far diventare una festa un mortorio, abbiamo distrutto e costruito senza progetti e abbiamo giocato e letto meno di duecento carte.
Buona lettura!
PILLOLE
[Antonio-Figlio di Griffin] Ancient Knowledge • 2-4 giocatori • 12+ • 30′ a giocatore • giocato in 3 • 100′ compresa spiegazione delle regole

Dopo che era saltata la serata a 3 per gestire una improvvisa e sorprendente serata a 5, ho reinvitato Tore e Antonello per provare, finalmente, uno dei miei ultimi acquisti natalizi.
I turni, le azioni e il flusso di gioco li ho spiegati velocemente e i miei compari hanno capito immediatamente come gestire le carte e il loro spostamento in fase di declino.
Durante la partita siamo stati attenti, io e Antonello, a non accumulare troppe tavolette di sapere perduto (malus da -1 a fine partita), ridotte quindi a zero prima della conteggio finale. Tore no, semplicemente perché aveva una carta che dava punti con 15 tavolette di sapere perduto.
Tutt’e tre invece abbiamo giocato, nei vari turni, più carte tecnologia che carte monumenti, ritardando quindi l’attivazione del fine partita (a 14 carte monumento nel passato di uno dei giocatori).
Questo sembrava il titolo più adatto a soddisfare il palato ludico del nostro piccolo trio di gioco che, ultimamente, si era impegnato parecchio nel cercare e nell’intavolare giochi di carte e combo.
Eppure alla resa sul tavolo e nel post partita, le considerazioni finali non sono state esaltanti, anzi. Il gioco ha lasciato tutt’e tre con un grande NI alla domanda “ti è piaciuta la partita ad Ancient Knowledge?”
Qualcosa non ci ha scaldato a dovere, positive le combo, positiva la gestione del tempo/posizione delle carte attive, bella la grafica ma nulla abbastanza accattivante. Tutto il sistema di gioco ci è sembrato molto, troppo, semplicistico e neutro, senza particolari picchi o slanci.
Per la cronaca, ha vinto Antonello con 56 punti, io secondo con 44 e Tore ultimo con 42 punti. Per la cronaca, il vincitore non ci farebbe una seconda partita, gli sconfitti sì, pur confermando la mancata scintilla.
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[Davide-Simarillon] Viva Catrina • 2-6 giocatori • 8+ • 30’ • giocato in 4 • 25′ minuti con spiegazione delle regole

Riesco a passare nella nuova sede della Doppio Uno, la ludoteca degli amici Simone ed Alessandro e dopo avergli fatto i complimenti per l’allestimento (le scatole delle espansioni sui muri arredano e danno una tridimensionalità interessante).
Dopo le chiacchiere decidiamo, nel poso tempo che rimane di provare un gioco arrivato direttamente dall’ultima Essen, ovvero Viva Catrina, gioco di piazzamento tessere con sullo sfondo la sempre affascinante ambientazione della Fiesta de Los Muertos.
Ogni giocatore deve creare percorsi per connettere elementi come farfalle, visitatori e altri simboli della festa. La meccanica è interessante perché si possono scegliere le tessere libere, per creare il proprio percorso liberando al contempo tessere agli avversari. I vincoli di piazzamento sino nulli, ma un piazzamenti ben fatto è particolarmente premiante.
Il gioco mi ha dato sempre l’impressioni di dare una scelta ai giocatori e giocando con tre strategia completamente differenti (in quattro giocatori) siamo arrivati a punteggi davvero molto serrati.
Divertente e sicuramente da provare per chi ama il piazzamento tessere … senza complicazioni (lo trovato anche su BGA, se volete farvi un’idea).
[Zaku MKII] Brick Like This! • 2-8 giocatori • 7+ • 10 minuti • giocato in 6 • tantissime partite

Confessione di un acquirente compulsivo di giochi (e fan dei mattoncini Lego): ho commesso l’errore da principiante. Quello che predico di non fare mai: ho giudicato il libro, o meglio la scatola, dalla copertina.
Da estimatore LEGO, e avendo vissuto sulla mia pelle la potenza del metodo Lego Serious Play in azienda (un’esperienza incredibile che meriterebbe un articolo a parte su come quei mattoncini ci riconnettano al nostro “bambino interiore” e all’imprinting della nostra creatività), ero scettico.
Quando ho visto “Brick Like This!” sullo scaffale, l’ho etichettato con sufficienza: “Ecco l’ennesima operazione commerciale per vendere due pezzi di plastica a peso d’oro”. Poi è arrivata quella domenica. Invitati a casa di amici, ci siamo ritrovati in sei attorno a un tavolo. E lì… la baraonda.
Per chi non lo sapesse, il concetto è semplice ma diabolico: si gioca a coppie (o squadre). Uno guarda una carta e deve descrivere cosa costruire, l’altro ha i mattoncini ma non vede il progetto. Deve solo ascoltare ed eseguire. Sembra facile, vero?
Se un alieno avesse osservato il nostro tavolo in quel momento, avrebbe visto l’elenco completo di tutte le emozioni umane: frustrazione, illuminazione, delusione cocente, trionfo e risate incontrollabili. Soprattutto risate.
Dopo le prime partite di rodaggio, utili per calibrare la sintonia di coppia, siamo passati alle modalità “sfida”. Ed è lì, signori, che il gioco esplode.
Non provavo un divertimento così viscerale da anni. Quel tipo di risata che ti fa male alla pancia, quella gioia infantile di vedere una torre sbilenca che per te è un capolavoro ma per il tuo compagno è un disastro architettonico.
Ho dovuto ricredermi su tutta la linea: questo gioco entrerà di diritto nella mia collezione. Giocando, con tutta l’ironia del caso, non potevo non pensare a The Lego Movie.
Mi sentivo un “Mastro Costruttore” incompreso… anche se, a onor del vero, ho scoperto di essere molto più bravo a eseguire che a spiegare agli altri come costruire!
Pronto a giocarci appena ci sarà una nuova occasione.
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[F/\B!O P.] Muffin Time: Deluxe Edition • 2-8 giocatori • 13+ • 30′ • giocato in 8 di cui 4 alla prima partita • 60 minuti con spiegazione

Siamo a cena dai nostri figliocci gemelli Luca e Davide. Ora che quest’ultimo è in prima media nella stessa sezione di Ambra, c’è un legame in più che unisce le nostre famiglie. Con ben tre adolescemi al tavolo, la scelta per una partita digestiva ricade su un titolo caciarone, dalle azioni assurde, con regole veramente semplici e un altissimo potenziale di generare il caos.
Si basa su un mazzo di 200 carte completamente uniche. L’obiettivo è essere il primo a possedere 10 carte in mano. Ogni giocatore parte con 3 carte e, durante il proprio turno, può scegliere se pescarne una dal mazzo oppure giocarne una dalla mano. Le carte si dividono in tre categorie: le Carte Azione, che consentono di pescare ulteriori carte, sottrarle agli avversari o generare effetti imprevedibili; le Carte Trappola, che si collocano a faccia in giù e si attivano automaticamente quando si verificano determinate condizioni; le Carte Reazione, utilizzabili in qualsiasi momento per proteggersi o ribaltare le situazioni.
Diciamo che il mio interesse è inesistente e temo la boiata pazzesca, però l’affetto per questi tre undicenni prevale e poi chi sono io per negare una prova a un gioco in scatola? Come potete immaginare, i primi turni procedono abbastanza innocui, finché alcuni giocatori non si avvicinano alla fatidica soglia delle 10 carte in mano, cosa che disegna automaticamente un bersaglio sulla loro fronte. Il primo di questi fortunati sono io…
Il fatto che gli obiettivi degli accanimenti siano piuttosto ovvi aiuta a prenderli con leggerezza. Ciò non implica che non sia soddisfacente restituire i dispetti! Le carte Trappola sono state la parte più divertente, soprattutto perché spesso le condizioni di attivazione esulavano dalla partita in sé. Era rischioso praticamente tutto: rispondere a domande innocenti, guardare il cellulare, ruttare, grattarsi, raccogliere qualcosa. In questo devo dire che i gemelli si sono dimostrati dei maestri e io un pollo.
Sarebbe anche stato spassoso, se fosse durato la metà. La seconda mezz’ora si è trascinata parecchio, almeno per il sentire degli adulti. I ragazzi sarebbero andati avanti a oltranza, ma grazie a Dio Marika con una carta Azione ha abbassato a 7 il numero di carte per vincere e così ho potuto fregiarmi di una vittoria non particolarmente meritata, tuttavia assolutamente liberante.
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana un nuovo tutorial di F/\B!O.
Nel video preparazione della partita in solitaria e descrizione delle regole di Space Commander, gioco da tavolo edito da Aviinde Studio, di David Lindet.
ENIGMI E SALUTI
Il caleidoscopio proposto da F/\B!O la volta scorsa è stato L0G1 a svelare la scatola di Dewan!
Vi ripropongo l’indovinello rimasto irrisolto aggiungendo un aiuto, per un titolo dove…di corsa e di risata (di uno dei contendenti) la vittoria è sì sfumata!
Giocate, ripensate e commentate! Alla prossima domenica!
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