White Winston
Immaginate di avere un hobby, che vi appassiona tanto, e in grado di trasformare il tempo speso in momenti felici e privi di stress. Immaginate una fiera dove, ovunque rivolgiate il vostro sguardo, il vostro hobby prende forma, con centinaia e centinaia di punti di interesse, in grado di calamitare la vostra attenzione (e il vostro portafoglio). Bene. Aggiungete una location dove l’organizzazione è al top, sotto ogni punto di vista, e 200.000 persone che condividono con voi questo interesse. Mescolate il tutto e distribuitelo su 4 giorni, 36 ore nette di dedizione totale, assoluta e diretta al vostro hobby. Ecco… questa è Essen. Un posto che, se per caso il vostro hobby sono i giochi da tavolo, si trasformerà nel paese dei balocchi, una spa ludica, un pellegrinaggio alla Mecca, e in grado di spazzare via qualsiasi vostra esperienza precedente di fiera ludica (soprattutto in patria…).
Dall’entusiasmo credo capirete facilmente che questa è stata la mia prima Essen. Quella “prima volta” indimenticabile, che ti segna e non ti lascia più. Sono rimasto sbalordito dalla quantità di editori dei quali neanche sapevo l’esistenza e la quantità di giochi, gadget, accessori, in grado di attirare la mia attenzione. A meno di non voler provare pochi specifici giochi, è una fiera in grado di farvi giocare quasi ininterrottamente, dalla quantità di tavoli presenti. L’organizzazione delle navette (continue e capienti), l’ingresso anticipato un’ora prima utilizzando un intero padiglione come polmone per ottimizzare i tempi di controllo dei biglietti, i bagni costantemente sotto la cura di qualcuno e veramente (ma veramente) puliti, considerando i numeri in gioco… tutto funzionante come un orologio (tedesco).
E poi famiglie, tante famiglie, al completo, con bambini e nonni al seguito! A tratti avevo come l’impressione che la Germania intera si fosse fermata per 4 giorni, per andare in pellegrinaggio alla fiera del loro hobby preferito: il gioco. E poi non solo Germania… anche Giappone (di fronte a me, al banco delle spedizioni, c’era un gruppo di Giapponesi che ha speso 600€ di sola spedizione!!!), Thailandia, Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, USA,… un vero spettacolo.
Le mie aspettative erano alte, ma credo che non avrei mai immaginato di tornare a casa con così tanto entusiasmo e con così tanta voglia di replicare al più presto! Se non lo avete ancora mai provato, provatelo! Se lo avete già provato… beh, credo di non dovervi insegnare un bel niente, perché già sapete cosa intendo.
Personale bilancio finale: 22 giochi provati (trovate i report sotto) e 6 giochi acquistati (Railway Boom, Tokyo Highways Rainbow City, Aquaria, Toy Battle, Treacky Treats, Bug Run). Top 5 personale della fiera: Ayar: Children of the Sun, Galileo’s Truth, Kingdom Crossing, Railway Boom, Aquaria. Ho provato e visto veramente tanti giochi interessanti… personalmente penso che il 2026 sarà un’annata ludica molto buona!

Epona – Delicious Games
Epona è un gioco light di piazzamento carte. Piacevole, scorre bene e ha pure un’idea originale alla base: ogni turno vengono decretate delle coppie al tavolo e il primo dei due pesca 6 carte, le divide in due mazzetti (non per forza uguali) e regala la scelta al secondo. Ovviamente le coppie cambiano e cambia anche chi fa i mazzi. Io l’ho provato in 6 che forse insieme a 4 è la sua configurazione migliore. Non so come funzioni in numeri dispari…

Aquaria – Delicious Games
Aquaria è il nuovo gioco euro di Tomas Holek, stesso autore di SETI, con peso medio. Si presenta bene sul tavolo, grazie al suo aspetto molto colorato . Gameplay asciutto, veloce e con un tempo di gioco tutto sommato contenuto. Buon senso di crescita e soddisfazione a fine partita, non ci sono guizzi di originalità incredibili, anche la selezione azioni con le ruote e le rotelline da regolare nell’acquario sono scelte di design che ho apprezzato. Nel complesso a me è piaciuto tanto, anche se la produzione Delicious è quasi sempre al risparmio, e forse questa volta si vede particolarmente… (le illustrazioni delle carte sono anonime… sarebbe bastato pagare un grafico invece di raccattare immagini a caso…)

Baghdad – Alley Cat Games
Baghdad è un gioco classico alla Lopiano, che si inserisce nella sua ludigrafia insieme a Merv e Sankoré, come diretto successore. Flavour molto simile a questi, bel mix di minigiochi legati tra loro da costruzioni e piazzamenti su plance comuni, con sviluppo di mini combo su plancia personale. Mi ha impressionato poco sul momento… ma non è un gioco da prova veloce in fiera e non credo di aver avuto tempo sufficiente per capirlo fino in fondo. Lo rigiocherei volentieri!

Recall – HIT Games
Stesi autori di Revive, stesso gusto, stessa ambientazione astratta e appiccicata con lo sputo, stesso prezzo assurdamente alto (80€), meccaniche per certi versi simili,… che altro vi devo dire? Come accadde con Revive, a me è piaciuto e mi ha lasciato una gran voglia di riprovarlo per una partita completa!!! Consideratelo un Revive 2.0, dove alcune cose sono state approfondite e altre snellite, inserendo anche meccaniche diverse. Se vi è piaciuto il primo vi piacerà anche questo (di più? Di meno?); se Revive vi era sembrato un more of the same, Recall forse lo sarà ancor di più.

Galactic Cruise – Kinson Key Games
Galactic Cruise è un gioco di viaggi spaziali, piazzamento lavoratori e pianificazione. Per grafica, design, regole e legame tra ambientazione e gameplay, potrebbe essere un Lacerda (diciamo sotto cura dimagrante però)… ma non lo è!!! Non è esattamente la mia “cup of tea” (un po’ troppo barocco per i miei gusti), ma comunque l’ho trovato interessante, se non altro per l’ambientazione assolutamente nelle mie corde e ben legata con le azioni e le fasi di gioco. Da riprovare con calma, anche perché il dimostratore inglese (bravissimo) andava come un treno a spiegare le regole, e certe cosine probabilmente le abbiamo perse…

Traky Treats – Cranio Creations
Treaky Treats è stata, nel suo target, una delle migliori sorprese della fiera! Gioco family dall’anima marcatamente euro, con componenti e meccaniche davvero molto originali. Dovrete vestire il vostro gruppo di bambini, facendo il match con simboli e colori, per andare per case stregate a guadagnare punti, mediante bonus di fine partita (tipo obiettivi). Materiali, grafica e produzione davvero al top. Nel suo segmento, davvero fantastico! Consigliatissimo!!!

Gibberers – Hobby Japan
Ho voluto provare anch’io questo party game sulla creazione di un linguaggio, di cui sentivo parlar bene in fiera. Risate assicurate e tanto divertimento, per un gioco che fa dell’originalità la sua punta di diamante! Immaginatevi un Taboo (a grandi linee) dove però si parla solo tramite una lingua… inventata!!! Grande punto debole però la durata: troppo elevata per una partita completa per il suo target.

Cultivo – Spielefaible
Tematica estremamente innovativa (-sarcasmo-) per questo eurogame, dello stesso editore di Bier Pioniere! Gioco asciutto, buona interazione sulla mappa, veloce e lineare, a base di piazzamento/movimento lavoratori e gestione risorse. Ottimo per una partita in fiera, piacevole… ma non abbastanza per lasciar uscire 50€ dal portafoglio. Produzione anche un po’ troppo sottotono, con grafica che sembra uscire direttamente dagli anni ’80 (con leggero ritardo…).

Kingdom Crossing – Sorry, We Are French
Ed ecco la vera sopresa di questa Essen: Kingdom Crossing! Gioco del quale non avevo assolutamente sentito parlare prima e che non avrei mai provato di mia spontanea volontà (a causa della grafica pucciosa che per me è repellente!). E invece, complice un acquisto sulla fiducia di un mio compagno di viaggio, la sera mi sono ritrovato a provare questo gioco originale (la meccanica dei ponti è tanto semplice quanto stretta!) ma asciutto, cervellotico quanto basta, interazione indiretta su carte e obiettivi, tipica di questo genere, e gran senso di crescita coadiuvata da tante combo. Consigliatissimo (oltretutto il costo di 35€ è davvero vantaggioso per il gioco e la produzione che è)!

Dolmen – Tabula Games
Prototipo di Nestore Mangone, giocato in anteprima in fiera e in uscita retail nel 2026. Cooperativo con target family/family+, dove si devono gestire dei dolmen per creare delle forme obiettivo. Molto carino e di facile apprendimento, per niente banale e con tanti livelli di difficoltà, adatto anche per bambini dai 7-8 anni, arricchito dalla componente di costruzione di figure con pezzi di legno. Nel suo genere, è un titolo da tenere d’occhio per il prossimo anno.

Ayar: Children of the Sun – Osprey Games
Bello da vedere, ambientatissimo, originale, semplice ma profondo, tempo di gioco (in fiera!) 2 ore compresa spiegazione. Questo gioco è stato davvero una grandissima sorpresa, soprattutto perché trovare ancora idee originali, e che magari si sposino anche bene con un’ambientazione, è diventata una missione sempre più ardua per gli autori. Se amate i cinghiali di peso prendetelo a mani basse. Uno dei migliori giochi di Lopiano in assoluto (insieme a Shackleton Base) e una delle migliori prove in fiera. Capolavoro.

Battle of Gods – MOOD Publishing
Gioco american di dadi, botte serie e mega miniature (sono alte 15 cm e tutte già ombreggiate!). Posizionamento su arena a esagoni, combo da comporre con i simboli dei dadi, carte e abilità speciali completano il quadro. Non c’è molto altro da dire, per questo royal rumble che, per soli 41€ fa il suo e anche di più. Molto divertente!

Galileo’s Truth – Thundergryph Games
Provato in anteprima (uscirà su Gamefound nel Q4 di quest’anno) questo nuovo gioco che pesca un po’ da Newton, un po’ da Darwin’s Journey, per tirar fuori un mix comunque molto diverso, ma che mantiene un certo flavour da euro game solido. Grafica davvero stupenda e alcune scelte di design che, oltre a donare alcuni tocchi di originalità, sposano alla perfezione l’ambientazione, rendono questo titolo uno dei migliori provati in fiera e un futuro acquisto sicuro!!!

Forestry – Pink Troubadour
Colorato e ben ambientato peso medio, dal sapore però di già visto. Siamo di fronte al classico titolo con punti azione, tracciati, risorse e contratti da risolvere. Carini i meeple escavatori, carina la grafica, ma non credo sia sufficiente per emergere più di tanto in questo mare così affollato. Oltretutto la necessità di spendere tutti i punti azione nel proprio turno (potendo quindi fare più azioni in un unico turno) alimenta parecchio il downtime. Nonostante fosse uno dei titoli da provare con più hype, direi “bocciato senza replica”.

Railway Boom – Cranio Creations
Non sono né un esperto, né un appassionato di ferroviari. Ad ogni modo, ne ho provato qualcuno e questo lo reputo ad oggi il migliore, perché è quello più nelle mie corde da giocatore euro (abituato a certe scelte di design). Tutto viene acquistato tramite aste, gestite su 4 risorse diverse. I bonus forniti dalle carte (con i classici effetti immediati, una volta per turno o di fine partita) donano il giusto pepe alla ricetta, che è nel complesso sempre più o meno la stessa: compra treni, costruisci tratte, fai viaggiare merci, completa obiettivi. Molto bello! Mi ha lasciato proprio una gran voglia di riprovarlo, magari con maggior consapevolezza (lo abbiamo giocato dalle 24 alle 2:00…).

Tokyo Highway Rainbow City – Itten
Ero rimasto folgorato alcuni anni fa dall’eleganza e dalla creatività di Tokyo Highway; ebbene questo Tokyo Highway Rainbow City sembra essere proprio il suo degno successore, con tanti elementi in più che donano un aspetto molto scenico e aggiungono i punti di fine partita, che vanno a sostituire la pù semplice corsa a chi mette

Mine 77 – Dragon Dawn Productions
Stesso editore di Perdition’s Mouth, tema nani e comunismo… troppo attraente per non provarlo (al buio). Farraginoso, grafica allucinante, regole buttate lì senza senso… a volte serve anche questo tipo di esperienze per capire la differenza tra designer e grafici di livello e roba improvvisata. Senza dubbio l’esperienza più esilarante di questo Essen (che risate ci siamo fatti dopo…)… ma bocciatissimo!

The Last Droids – Blue Cocker Games
The Last Droids è stato uno dei giochi più in trend della fiera. Grafica PAZZESCA, un paio di belle idee molto originali (in 4 si gioca a squadre ma si compete direttamente con uno dei due avversari), gioco euro di peso light molto carino e scorrevole. Nel suo target, una bellissima scoperta! L’unica perplessità risiede nella scalabilità… noi lo abbiamo provato nella sua configurazione migliore (4 giocatori) ma ho sentito un po’ di dubbi sulle altre configurazioni.

Echoes of Time – Cranio Creations
Prendete la ruota di Barrage, applicatela a un card driven (con tutti i canoni del caso: combo, simboli, punti, etc.), aggiungete varie idee riprese qua e là dai migliori giochi dello stesso genere, e avrete Echoes of Time. Che dire… funziona benissimo, è rapido e divertente, con tante combo a disposizione e tante possibilità, ma nel complesso sa un po’ di compitino ruffiano, ben confezionato. Il gioco c’è tutto (Luciani non tradisce mai!) ma in quel segmento c’è molta concorrenza, almeno nella mia libreria.

Petiquette – Oink Games
Ultimo gioco di questa grandissima (in tutti i sensi) prima Essen… e non poteva che essere un fillerino rapido e divertente! Gioco che si basa sul funzionamento cerebrale di associazione di forme, numeri e colori. Mi sono divertito e il gioco ha il suo perché, oltre ad avere un’idea di fondo molto originale… ma l’ho trovato un po’ poco longevo. Alla fine, nel catalogo della Oink se ne salvano pochi per longevità (i migliori rimangono per me al momento Scout e Nine Tiles Panic)… e questo per me è un bel limite visto che costano 20€ l’uno…
Il punto di LucaCiglione
Per me questa è stata la seconda Essen, e ancora una volta l’esperienza si è confermata straordinaria. L’organizzazione, già notevole lo scorso anno, è ulteriormente migliorata: la nuova disposizione degli editori più richiesti nei padiglioni 5, 6 e 7 ha reso i flussi molto più equilibrati, alleggerendo la pressione sul padiglione 3, che resta comunque il cuore pulsante della fiera.
Essere a Essen è qualcosa che va oltre il semplice provare giochi: è immergersi in un ecosistema unico, dove curiosità, scoperta e passione si intrecciano a ogni tavolo. Rispetto ad Andrea, che si è concentrato sui titoli più attesi e chiacchierati, io ho scelto di esplorare un territorio diverso, quello dei giochi di peso medio, spesso visivamente accattivanti o con idee particolari, magari piccoli gioielli ancora nascosti tra gli stand. Questa sezione raccoglie le mie impressioni su questo tipo di titoli, tra conferme e sorprese.

Popcorn – IELLO
Gioco nel quale dovremmo costruire il miglior cinema.
In Popcorn dovremo gestire il nostro multisala scegliendo con cura i film da proiettare, ampliando le sale e attirando più spettatori possibile. Ogni turno inizia con la selezione dei film da mettere in programmazione: scegliere bene è fondamentale, perché determinerà che tipo di pubblico riusciremo ad attrarre.
Successivamente potremo investire per migliorare le sale più sedili, più comfort, più possibilità di incasso e infine far entrare gli spettatori, pescandoli dalla nostra bag.
Sì, perché Popcorn è, a tutti gli effetti, un bag building: il pubblico cambia, e ogni meeple ha il suo film preferito.
Carina la meccanica che più il film sta in sala meno diventa remunerativo in termini di bonus.
La parte più divertente è vedere come la strategia si evolve turno dopo turno: conviene puntare su sale più grandi o su film più nuovi?
Esteticamente il gioco è carino, i film hanno nomi che fanno ridere.

Raas: a Dance of Love – Arcane Wonders
Ispirato all’omonima danza tradizionale indiana. il gioco ci mette nei panni di scuole di danza rivali. Ogni turno scegliamo una delle sei ruote sul tabellone per prendere un dado-ballerino: ogni dado ha un numero, cioè la sua velocità di danza. Nei tre round dovremo cercare di comporre gruppi di ballerini che danzino al ritmo giusto per ottenere più punti.
Ma non finisce qui: ogni ruota attiva anche un’azione, quindi spesso dovremo scegliere tra il ballerino migliore o l’azione più utile e questo crea decisioni semplici ma sempre interessanti.
Se poi due dadi “si piacciono” (stesso colore o numero), scatta il momento love: una combo bonus su opportuno tracciato.
Durante la partita raccoglieremo anche vestiti e stick, elementi che moltiplicheranno i punti a fine round. Il tutto in un crescendo di ritmo e colori, con ruote che girano, dadi che ruotano sul tabellone e un tema perfettamente integrato nel gameplay.
Un gioco leggero, vivace, visivamente bellissimo e con un’anima coerente.

Buttonville – Ravensburger
Buttonville è stata una piccola sorpresa.
Un gioco di carte rapido da spiegare ma con una profondità che cresce turno dopo turno. All’interno della scatola ci sono 25 personaggi diversi, ognuno con la propria abilità: in ogni partita ne useremo solo 8, quindi la varietà è assicurata.
Nel nostro turno pescheremo carte (7 limite di mano) e potremo giocarle singolarmente o in combinazioni: doppie, tris, fino a sette carte uguali. Più alta è la combinazione, più punti faremo — da 1 fino a 17! Ma la vera scelta interessante è quando giocarle: esse hanno infatti abilità speciali che ci permettono di rubare carte, pescarne di nuove o scambiare punti.
Questa tensione tra punteggio immediato e combo strategiche rende ogni partita diversa e sorprendente, anche grazie alle mille interazioni tra i personaggi.
Buttonville è veloce, divertente, e super vario, perfetto per chi ama i giochi brillanti, leggeri ma con una marcia in più.

Skirmish – Ice Makes
Skirmish è un gioco di carte veloce e tattico, dove combatteremo con mazzi asimmetrici in duelli o scontri fino a quattro giocatori.
Il campo di battaglia ha tre lati, e ogni personaggio attacca il corrispondente avversario (destra con destra, sinistra con sinistra, centrale con centrale).
Durante il turno giochiamo tre carte, ognuna con simboli che determinano iniziativa, tipo d’attacco (a distanza o corpo a corpo) e abilità speciali come Ambush, che permette di tendere agguati sorprendendo l’avversario.
Possiamo scegliere di attaccare con tutte e tre le carte insieme — rischiando agguati — oppure con solo una carta evitandoli.
I combattimenti si risolvono confrontando attacco e difesa, e l’obiettivo è eliminare le truppe nemiche per poi colpire direttamente l’avversario, un po’ in stile Magic. Ogni mazzo ha abilità uniche: c’è chi può resuscitare le unità cadute, chi avvelena i nemici.
Le illustrazioni sono splendide, con effetti foil davvero curati.
Un gioco rapido e divertente.

Tolleno – Sit Down!
Tolleno è un gioco di piazzamento tessere e maggioranze.
Al nostro turno posizioniamo una tessera fiume per creare un intreccio di canali e possiamo piazzare i nostri depositi sia sul canale appena costruito, sia su uno collegato ortogonalmente.
Durante la partita entra in gioco anche una barchetta che si muove lungo i canali per spostare i nostri segnalini e cambiare le maggioranze.
L’obiettivo è avere il controllo del maggior numero di tessere, ma si possono ottenere anche bonus immediati rispettando determinate condizioni (ad esempio, torri alte 4 o assenza di torri nelle vicinanze).
È un titolo molto tattico e spaccacervelli, in cui ogni mossa richiede di pianificare con attenzione posizionamenti e spostamenti.
Personalmente l’ho trovato un po’ troppo lungo rispetto a ciò che offre e non completamente nel mio stile, ma chi ama i giochi di calcolo e controllo del territorio potrebbe apprezzarlo.

Little Soldiers – Iello
Little Soldiers è un gioco che riporta subito all’infanzia: avete mai giocato con i soldatini in cameretta? Ecco, qui succede la stessa cosa, ma con regole e dadi!
Posizionate i vostri soldatini su qualsiasi superficie — tavolo, mensola, tappeto — perché gli oggetti reali diventano parte del campo di battaglia. A turno i soldatini si muovono, sparano, lanciano granate o compiono azioni speciali. Tutto si risolve con lanci di dadi diversi: la granata colpisce in un’area, il fucile a distanza, e così via.
L’idea è davvero geniale e super nostalgica, ma la longevità è molto bassa: dopo un paio di partite l’effetto sorpresa svanisce e resta un gioco di dadi con un bel colpo d’occhio.
Detto ciò, ci siamo divertiti un sacco e sul tavolo (o sul pavimento!) fa la sua scena.
Perfetto per chi vuole rivivere le battaglie di quando era bambino… ma con un po’ più di regole, dubbia longevità.

Mooky Island – Le Scorpion Masqué
Mooky Island è un gioco per bambini semplice, rapido e meravigliosamente illustrato.
Ci sono due mazzi di carte e cinque famiglie di Mooki, creature fatate dell’acqua, del fuoco, della luna, del sole e delle foglie.
Nel proprio turno si sceglie una carta da uno dei mazzi, la si guarda (fronte o retro) e la si piazza davanti a sé, impilandola. L’obiettivo è avere la maggioranza nelle varie famiglie, ma siccome le carte si sovrappongono, serve memoria per ricordare cosa si è preso e per tenere d’occhio l’avversario!
Alcuni Mooki hanno effetti foil speciali e valgono più punti, altri permettono di mandare ragni agli avversari, costringendoli a fine partita a scartare uno dei loro segnalini maggioranza.
Grafica spettacolare, durata perfetta, regole chiarissime.
Secondo me è uno dei migliori giochi per bambini visti in fiera: leggero, divertente e giocabile davvero con chiunque.
Abbiamo anche dato un bel nome a uno dei Mooki…

Bug Run – Bombyx
Bug Run è un dungeon crawler leggero e coloratissimo, pensato per famiglie e ragazzi. Interpretiamo piccoli insetti prigionieri che cercano di fuggire da una fortezza popolata da guardie e ostacoli: una corsa rocambolesca verso la libertà!
Il gioco è semi-cooperativo: possiamo allearci nelle battaglie contro i nemici per facilitare la fuga, ma alla fine vince solo chi riesce a uscire per primo con più punti. Ogni partita è una sequenza di round che culmina in una spettacolare fase finale di arrampicata verso l’uscita.
Il “trick” più divertente? Se affronti un mostro e qualcun altro arriva all’ultimo momento, magari dopo che tu hai fatto quasi tutto il lavoro, condivide comunque le ricompense! Una dinamica che genera parecchie risate e un pizzico di caos.
Le plance sono curate, il tono è leggero e il ritmo vivace. Ha una sua identità ben definita e una grande accessibilità. Speriamo davvero arrivi presto anche in Italia: perfetto per chi cerca un dungeon crawler divertente e immediato.

Weave – T Tower Games
Gioco astratto basato su una griglia 4×4 dove l’obiettivo è creare combinazioni tra basi e gemme dello stesso colore, un po’ come un Forza 4… ma con twist tattici. Nel turno possiamo prendere una gemma, girare una carta senza gemma sopra, oppure posizionare una gemma dalla mano. Quando base e gemma coincidono nel colore, si attiva un effetto speciale, come girare altre carte o spostare gemme, che può innescare piccole combo a catena.
È un gioco leggero, veloce a tratti quasi grezzo in alcune dinamiche, ma con un’anima genuina.
La cosa più bella di Weave però non è solo il gioco in sé, ma la storia dietro: due fratelli che sono venuti a Essen con il loro gioco, cercando un editore e condividendo pura passione.
E forse è proprio questo lo spirito della fiera: tra i grandi titoli, ci sono anche piccole realtà che ci credono davvero.

Point of View – Haba
Point of View è un gioco in cui i giocatori osservano lo stesso luogo da prospettive diverse di solito uno per ciascun punto cardinale. Ognuno ha davanti una foto con il proprio punto di vista e, a partire da una domanda posta da un mazzo di carte, deve capire se l’elemento richiesto si trova nel suo campo visivo o no, per poi collaborare con gli altri e arrivare insieme alla soluzione.
Il gioco ricorda Perspective, ma qui tutto si basa sull’osservazione delle immagini: non ci sono informazioni testuali da condividere, solo dettagli visivi da cogliere e confrontare.
Il tema del mio scenario era “Spooky”, ambientato in un Luna Park di Halloween. Le illustrazioni sono molto realistiche forse anche troppo per un titolo di Haba.
Nel complesso carino, con un’idea interessante e un approccio cooperativo piacevole, ma che forse avrebbe potuto osare un tono più leggero e visivamente più accattivante.

Insurrection – La boite de Jeu
Insurrection è un gioco di carte in cui guidiamo un’insurrezione contro la regina. Ogni turno ci avvicina al momento della rivolta, e le nostre scelte determineranno se a prevalere saranno i buoni o i cattivi.
Nel nostro turno giochiamo una carta dalla mano e ne prendiamo un’altra dal tavolo comune, creando così un flusso continuo di carte che modificano la situazione. Ogni carta ha un modo diverso di fare punti e appartiene a una delle due fazioni.
La tensione nasce dal fatto che, se i cattivi arrivano a 10 simboli in tavola, l’insurrezione fallisce. Ma al tempo stesso, per far punti con i cattivi dobbiamo prendere carte cattive… e così facendo ne restano meno in gioco. Questo piccolo dilemma strategico è il cuore del gioco.
Una partita è rapida, tesa e piena di scelte interessanti. Un gioco di carte davvero carino, semplice ma con un bel twist di equilibrio e bluff.

Emberhearth – Mindclash Games
Piazzamento lavoratori light (2,5 su BGG), davvero divertente a tema draghi.
La meccanica più originale è quella del piazzamento: abbiamo 5 token azione, ma ogni volta che li usiamo dobbiamo “agganciarci” un certo numero di lavoratori. Se vogliamo andare nello slot 2, servono 2 lavoratori; nello slot 5, 5 lavoratori.
All’inizio i lavoratori sono grigi e vengono persi a fine turno, ma nel corso della partita possiamo specializzarli o prenderne di colorati, che invece tornano alla fine del round. È un trick interessante, che aggiunge tensione costante.
Il gioco dura 6 turni ed é abbastanza stretto, con pochi slot disponibili, quindi ogni scelta pesa. Si possono allevare draghi, accoppiarli ai cavalieri per fare punti, esplorare le montagne per trovare draghi feroci o liberarli nelle riserve naturali per ottenere punti o obiettivi.
Non mi aspettavo di essere colpito da un worker placement sui draghi, ma mi ha convinto per i suoi piccoli twist intelligenti e la fluidità.

Alice – De l’Autre Côté du Miroir – Lumberjacks Studio
Siamo di fronte a un flip & write che introduce trick originali, soprattutto grazie alle due modalità di gioco.
Nella modalità standard, ogni giocatore gioca per sé: si rivelano carte con forme “alla Tetris” e si disegnano sulla propria plancia. Lo scopo è annerire vari oggetti per fare punti. Raccogliere i dolcetti, permetteranno di allargare o restringere le nostre forme come nella storia di Alice. Fin qui niente di rivoluzionario, ma tutto.molto tematico.
L’innovazione é lo specchio: a un certo punto si gira il foglio e sul retro si trova un altro tabellone con regole diverse. Alcune combinazioni premiano chi lavora su entrambi i lati, moltiplicando i punti. Un’idea che aggiunge varietà e tattica.
La modalità 2 contro 2 è ancora più interessante: ogni giocatore può ottenere chiavi che aprono porte sulla plancia del proprio compagno, creando un’interazione diretta e collaborativa. È una trovata originale che non si vede spesso in questo genere.

Map Masters – Captain Games
Come spesso accade con Captain Games, anche Map Masters è riuscito a finire nella Hot List di Fairplay. L’ho provato… ma devo dire che non mi ha convinto appieno.
L’idea di base è quella di costruire un dungeon partendo da un mazzo di carte che potremo migliorare durante la partita. Nel nostro turno possiamo acquistare carte dal mercato e aggiungerle al mazzo. Poi si pescano 5 carte e con quelle si compone fisicamente il dungeon.
Una volta costruito, si prende il pennarello, si sceglie un punto di partenza e si cerca di uscirne, tracciando un percorso. Dove si passa, si raccolgono monete (che sono la principale fonte di punti). Ovviamente bisogna affrontare ostacoli come lava, mostri o botole segrete, che si superano solo se prima siamo passato nei posti giusti.
Non è un brutto gioco funziona, ma mi ha lasciato una sensazione di già visto. Disegnare cancellare, cerchiare… mi è sembrato un po’ laborioso, e nel complesso non mi ha trasmesso qualcosa di nuovo o memorabile.

Forest Leader – Haumea Games
Forest Leader è un gioco in cui diverse famiglie di animali competono per diventare leader della foresta.
Nel tuo turno peschi 3 carte: ne giochi 2 e ne scarti 1. Una carta puoi giocarla nella foresta dove, in base al numero di carte della stessa specie, gli animali si posizionano in ordine di importanza. A fine partita, quelli più in alto daranno +3, +2, +1 punti, mentre quelli in basso –1 o –2.
L’altra carta (o entrambe, se vuoi) puoi metterla alla tua destra o sinistra: queste carte ti daranno i punti corrispondenti alla posizione di quella famiglia nella foresta, condivisi con il giocatore accanto.
Quindi il tuo vicino di destra guadagna (o perde) punti con le carte alla tua destra, e quello di sinistra con quelle alla tua sinistra.
Il risultato è un gioco rapido, brillante e pieno di piccoli dilemmi: cooperare o pensare a sé stessi?
Un titolo davvero interessante, con un twist intelligente e una durata perfetta per restare sempre coinvolti.

Take Time – Asmodee
Gioco che sta letteralmente spopolando ad Essen, credo sia persino primo nella lista di Fairplay.
Così sono andato a provarlo, ed è… un The Mind potenziato.
In ogni scenario dobbiamo mettere le carte in ordine crescente, ma con una particolarità: alcune carte si giocano visibili, altre coperte, e non si può parlare in alcun modo.
Ogni livello aggiunge piccole regole nuove, e ci sono 40 scenari divisi in 10 livelli, quindi il gioco cresce man mano, creando un percorso di sfida e coordinazione sempre più complesso.
Devo dire che, quando siamo riusciti a vincere, la soddisfazione è stata reale. Capisco perfettamente perché stia piacendo così tanto…
Ma personalmente, non è il mio tipo di gioco apprezzo l’idea, ma non mi entusiasma. In ogni caso funziona strabene.

Lost Lumina – Dranda Games
Lost Lumina è un intenso gioco 1v1 di controllo territorio e battaglia con le carte.
La particolarità? Tutte le carte sono uniche, presenti in singola copia nel mazzo.
Nel turno, le carte possono essere usate per spendere punti azione: aggiungere truppe alla plancia o muoverle in zone adiacenti. Quando le truppe entrano in un’area avversaria, scatta la battaglia, in cui il valore della carta che giocheremo si somma a dadi e numero di armate per determinare l’esito. (Che però vedrà intervenire anche i speciali poteri di ogni carta che potrebbero ribaltare le sorti della battaglia.
La mano iniziale si forma tramite un draft particolare: su 10 carte, ne prendiamo 2, scegliamo 1 e diamo le restanti all’avversario, per 5 turni. Questo crea dinamiche strategiche profonde e scelte costanti: cosa tenere per sé e cosa regalare al nemico?
Un gioco di tattica pura, con alto coinvolgimento strategico, perfetto per chi ama duelli ponderati e in cui ogni carta conta.

Viva Catrina – The Flying Games
Per me il gioco più carino della fiera, e infatti è l’unico che ho comprato.
Gioco di piazzamento tessere, graficamente stupendo, in cui costruiamo la nostra piccola cittadina cercando di completare vari obiettivi.
Sulle tessere troviamo diversi tipi di sfide: raccogliere palloncini, creare quadrati o rettangoli su cui mettere i draghi, far venire persone nel parco o creare percorsi di farfalle.
Solo le tessere collegate alla tessera iniziale faranno punti.
C’è anche una parte di set collection legata ai negozi.
Le meccaniche in sé non sono rivoluzionarie, niente “wow!”, ma il gioco funziona benissimo perché, a ogni turno, possiamo scegliere solo una delle quattro tessere poste agli estremi.
Questo limita l’analisi, rende i turni rapidi e mantiene la partita scorrevole e soddisfacente.
In genere non amo i giochi di piazzamento tessere, ma questo mi ha convinto per la sua rapidità, fluidità, semplicità e per le buone sensazioni che lascia alla fine della partita.

Incubo – Mojito Studio
Un gioco finito nella lista di Fairplay, quindi sono andato a provarlo per curiosità.
È un cooperativo di carte in cui dobbiamo sconfiggere gli incubi: uno interpreta il bambino e l’altro il gatto.
Le carte hanno due valori, uno per noi e uno per l’avversario, e lo scopo è riuscire ogni volta a raggiungere il punteggio giusto per non svegliarsi.
La particolarità è che possiamo giocare carte nella zona del compagno, e lui le prenderà a fine turno: in pratica ci si scambiano continuamente le carte.
Detto questo… non mi ha convinto.
Non amo i giochi di carte puramente numerici, e questo non è riuscito a farmi cambiare idea.
Né la meccanica né la grafica mi sono sembrate particolarmente interessanti o innovative.
Non so come sia finito in quella lista… o forse sono io che non l’ho capito.

Chuo Chuon – EverJoy Global
Come sempre abbiamo cercato gli underdog della fiera, e in questo caso abbiamo scoperto questo piccolo gioco vietnamita davvero curioso.
In Chuon Chuon dobbiamo completare i nostri obiettivi facendo salire sulle nostre canne di bambù le libellule (dragonfly). L’interazione è altissima, perché il numero di libellule è limitato: ce n’è solo una per colore, in versione grande o piccola, e spesso per raggiungere i nostri traguardi dovremo rubarle agli avversari o combinar loro qualche dispetto.
Nel nostro turno possiamo giocare una carta e prendere una libellula grande o due piccole. Poi con una carta magia genereremo effetti imprevedibili come un temporale che fa cadere via tutte le libellule da un set, un profumo che le attira dal campo avversario al nostro, o una carta che le fa “salire” tutte insieme, iorganizzando la disposizione.
Un titolo davvero particolare, colorato e cattivo al punto giusto. Dubito che arriverà in Italia, e siamo felici di averlo scovato tra gli stand.

Leaders – Studio H
Leaders, in arrivo in Italia con GateOnGames, è un gioco in cui dovremo riuscire a portare almeno due dei nostri personaggi accanto al leader per vincere la partita.
Nel nostro turno possiamo muovere di un passo ciascuno dei nostri personaggi oppure attivare la nostra abilità speciale. All’inizio abbiamo solo il leader, ma per quattro turni andremo ad assoldare nuovi personaggi fino ad arrivare a un massimo di cinque.
Ogni personaggio ha abilità uniche: c’è chi si muove in modo particolare, chi può agganciare o trascinare altri, chi fornisce effetti passivi. Alcuni, come l’assassino, fanno addirittura vincere se sono gli unici accanto al leader nemico!
Il tutto si svolge su una scacchiera tattica, dove ogni mossa conta. È rapido, funzionale e molto vario, perché in ogni partita entrano in gioco solo dieci personaggi, ma ce ne sono molti di più da scoprire.
Di solito non amo questo tipo di giochi se diventano troppo scacchistici ma questo ha nelle abilità quel twist che mi ha soddisfatto

Gatsby – Catch Up Games
Ispirato al romanzo/film è un gioco in cui, a ogni turno, potremo scegliere tra diverse azioni, ognuna collegata a uno dei tre tracciati presenti sulla plancia.
In uno piazziamo i nostri cerchietti per scommettere sui cavalli: chi avrà la maggioranza otterrà tessere. In un altro potremo salire nel palazzo con l’ascensore, guadagnando tessere man mano che saliamo. Infine, al bar riuscendo ad arrivare da una parte all’altra del tavolo.
Dietro a un’ambientazione teoricamente ispirata a Il Grande Gatsby si nasconde un gioco tattico, in cui è fondamentale limitare le mosse dell’avversario: infatti, non si può scegliere la stessa azione appena usata.
Ci sono anche azioni istantanee che, che permettono di obbligare l’avversario a fare certe mosse o di invertire i cerchietti, aggiungendo varietà e tensione.
Nel complesso l’ho trovato equilibrato e ben costruito: la vittoria è sempre stata in bilico fino all’ultimo turno. L’ambientazione però mi è sembrata un po’ appiccicata e forzata.

Skiwi – Zilverspar Games
Skiwi è un giochino cooperativo in cui un kiwi… scia!
In realtà il tema è solo decorativo, perché il gioco è completamente astratto, ma le illustrazioni e l’idea fanno sorridere.
Nel nostro turno peschiamo una carta con colori e forme sui quattro lati e dobbiamo decidere in che orientamento piazzarla sul tavolo, cercando di far coincidere i colori con quelli delle carte adiacenti per guadagnare punti.
La particolarità è che durante la partita entrano in gioco le carte Meteo: il tempo in montagna cambia, e può costringerci a ruotare la carta di uno, due o tre giri… oppure, con la nebbia, a giocarla coperta! In quel caso il punteggio si scoprirà solo alla fine, e gli altri dovranno ricordare i colori nascosti.
Solo con i colori il gioco è già tosto, e non oso immaginare quanto lo diventi con anche le forme! Ma man mano ci si allena e migliora.
Un piccolo cooperativo da pochi euro, senza pretese ma con idee originali e un kiwi sugli sci irresistibile, che ci ha davvero fatto sorridere.

Tulikko – Studio H
Gioco rapido e colorato per tutta la famiglia.
Al centro del tavolo c’è una plancia comune su cui, a turno, si inserisce una tessera facendola scorrere come in Labirinto. La tessera esce su un simbolo( luna, sole, tornado o acqua) e in base a quello ciascun giocatore piazza una tessera colorata sulla propria plancia personale.
Quando due tessere colorate si trovano adiacenti, è possibile posizionare sopra un animale. Con colori diversi in fiume. Potremo anche liberarci degli animali, completando determinati obiettivi, come coprire tutte le lune o creare sequenze di colori.
Con tre tessere dello stesso colore, otteniamo bonus che ci permettono di accelerare la nostra strategia.
Il gioco è parecchio tattico: c’è sempre una sottile tensione tra scegliere il colore o il simbolo che più ci serve e al tempo stesso, tenere d’occhio le plance degli avversari per cercare di mettere loro i bastoni tra le ruote.
Un titolo leggero ma con quel giusto tocco di interazione.

Badflix Scareville – Till5am Games
Classico push your luck che ricorda molto da vicino Can’t Stop.
Si tirano tre dadi, che possiamo combinare tutti insieme o due alla volta per avanzare sui vari tracciati. Come nel grande classico, possiamo decidere se fermarci e consolidare i progressi o rischiare per andare ancora avanti.
Il tema, dedicato ai mostri del cinema, aggiunge qualche bonus speciale quando si raggiunge la cima dei tracciati, ma resta più estetico che sostanziale.
Nel complesso il gioco non aggiunge nulla di davvero nuovo al genere: simpatico nella forma, e se piace molto il tema. La realizzazione é carina e la grafica particolare ma se cerchi un push your luck solido e soddisfacente, Can’t Stop resta insuperato.

Pilgrims – Pink Troubadour
Ispirato al videogioco di Amanita Design, e in arrivo in Italia con MS Edizioni, Pilgrims porta sul tavolo la stessa grafica adorabile e surreale fatta di personaggi buffi e micro-avventure da scoprire. È un puzzle game leggero ma ingegnoso: raccogli oggetti, li combini e cerchi di risolvere situazioni sempre diverse, con quella piacevole sensazione di “capirla giusta” al momento giusto. Il rovescio della medaglia è che resta un’esperienza un po’ solitaria: quando non tocca a te, c’è poco da fare se non osservare. Nonostante questo, è un piccolo viaggio poetico e originale, perfetto per chi ama la calma dei giochi contemplativi.

Candy Utopia – Giochi Uniti
Dietro ai suoi colori sgargianti e all’estetica da videogioco mobile, Candy Utopia nasconde un gestionale di piazzamento tessere più tattico di quanto sembri. Costruire la propria “città di caramelle” richiede pianificazione e colpi d’occhio, e quando il motore inizia a girare la partita diventa davvero fluida e divertente. All’inizio però l’iconografia non aiuta: i simboli sono tanti e non sempre intuitivi, e le prime partite si giocano spesso col manuale a portata di mano. Una volta assimilato, però, il sistema funziona bene.
Concludendo
Essen, anche quest’anno, si è confermata un’esperienza straordinaria: un concentrato di novità, incontri e partite memorabili. Abbiamo provato tantissimi giochi e nei prossimi giorni arriveranno le nostre recensioni. Se avete curiosità, dubbi o volete sapere di più su qualche titolo in particolare, scrivetecelo pure nei commenti: ne parleremo anche nel podcast dedicato a Essen, in uscita nel pomeriggio.
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