scritto da
FΛB!O P.
Nei miei piani oggi dovevamo recensire un altro gioco, ma Gigi Gacker am Würfelacker si è talmente imposto alla nostra attenzione durante queste vacanze che non ho potuto farci niente, se non scambiare di posto i due titoli. Ideato da Robert Brouwer (lo stesso autore di Das Wurmt visto qualche settimana fa), allunga le fila della famiglia dei polli della Zoch Verlag. Richiede 2-5 giocatori di almeno 8 anni e circa 20-30 minuti di tempo.
Si tratta del seguito/reimplementazione di Gigi Gacker, uscito un anno prima, nel 2024. Dove lì c’è una selezione simultanea delle carte, qui si usano i dadi e l’obiettivo è quello di aggiudicarsi le tessere con il punteggio più alto dal centro del tavolo. Sia per meccaniche che per materiali, forse ricorda più Il verme è tratto (Heckmeck) e Sushizock, entrambi del maestro Knizia, pubblicati oramai una ventina d’anni fa.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Sempre più buongustai pennuti si affollano attorno al buffet “All you can pick” di Galliano Gallo, dove si servono i migliori vermi. Durante l’happy hour, però, la fila diventa piuttosto movimentata: spinte da ogni lato, gomitate senza tregua e una gran confusione generale! Alcuni, addirittura, non solo rubano il posto agli altri, ma si prendono direttamente il loro piatto! Naturalmente in questo trambusto qualche verme finisce a terra… speriamo che sia ancora buono!

I COMPONENTI
La scatola di Gigi Gacker am Würfelacker, di dimensioni 130×130×40mm, contiene:
- il regolamento (EN, FR, DE, IT);
- 15 dadi (nei 5 colori rosso, giallo, blu, nero e bianco) in legno;
- 25 tessere (tessere con valori da -2 a 6) in plastica;
- 1 verme del primo giocatore in legno sagomato.
Le tessere in plastica di alta qualità, stampate a colori, sono il materiale che valorizza dei componenti che potevano essere molto più “standard”, risolvendo il tutto con una fustella o due. Nel recente le abbiamo viste ad esempio in Ananda, ma sono sempre un piacere sotto ai polpastrelli. Altra cosa già vista è il tratto inconfondibile di Doris Matthäus, l’illustratrice dietro a tutta la serie: una garanzia.
Per raggiungere l’eccellenza mancherebbero solamente dei dadi più grossi, dei bei dadoni da lanciare e rilanciare con soddisfazione. Ad ogni modo sono più che adeguati allo scopo. Il regolamento è chiaro, lineare ed esemplifica ogni passaggio con un’immagine. Occupa solo cinque pagine e si spiega in cinque minuti. Le dimensioni sono contenute e infilarlo nello zaino o nella borsa è questione di un attimo.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Ogni giocatore riceve 3 dadi di un determinato colore. Se ci sono meno di 5 giocatori, rimetti nella scatola una tessera con valore 0. Mischia tutte le altre tessere coperte e impilale al centro del tavolo.
Svolgimento: All’inizio di ogni round, gira tante tessere quanti sono i giocatori e disponile in fila. Nel tuo primo turno lancia i tuoi 3 dadi, scegline uno e mettilo da parte. Tieni gli altri davanti a te per il turno successivo, senza cambiarne il risultato. In seguito tocca al giocatore alla tua sinistra. Nel tuo secondo e terzo turno, metti da parte un altro dado. Ogni volta decidi se utilizzare un valore dal lancio precedente oppure rilanciare tutti i dadi rimasti. Opzionalmente puoi far anticipare questa scelta da un’azione (vedi più sotto). Dopo che tutti hanno eseguito il loro terzo turno, il round termina e le tessere vengono distribuite da sinistra a destra, da chi ha la somma dei dadi maggiore a scendere.
Azioni: Nel tuo secondo turno, puoi spendere una tessera già raccolta (qualsiasi valore) per scambiare la posizione di due tessere nella fila oppure invertire completamente l’ordine della fila. Nel tuo terzo turno, puoi spendere una tessera già raccolta (qualsiasi valore) e sommarla ai due dadi che hai già messo da parte. Il terzo dado non verrà conteggiato in questo round.
Quando tutte le tessere sono state utilizzate, la partita finisce. Vince chi ha la somma maggiore sulle sue tessere. In caso di parità, vince il giocatore coinvolto che ha raccolto più tessere. Nelle partite in 2 si preparano 3 dadi in più per la gallina robot e 3 tessere a round. Al termine di ogni turno, il primo giocatore tira un dado per la gallina robot, che concorre all’assegnazione delle tessere, tuttavia non le somma e non le spende.
Il regolamento completo di Gigi Gacker am Würfelacker lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Parto subito dal dire che Gigi Gacker am Würfelacker non ha un nome particolarmente amichevole, però potremmo tradurlo in “Gigi Coccodè nel campo di dadi”. Molto meglio, non credete anche voi? Mi sta simpatico, perché è riuscito nell’insperata impresa di farmi apprezzare un gioco di aste, senza riserve. In maniera un po’ eccentrica forse, ma di fatto i turni di lancio permettono di piazzare la propria offerta in relazione agli avversari. Poiché le tessere non sono disposte in ordine, non si cerca sempre di ottenere il punteggio più alto o più basso, bensì di raggiungere una somma che corrisponda alla posizione della miglior tessera nella fila.
Nel primo turno di ciascun round si tirano tutti e tre i dadi: su questo non si discute. Dopodiché ognuno sa quali valori hanno a disposizione gli altri giocatori e può basare le sue decisioni su questa conoscenza. Ecco la prima trovata: nel secondo e terzo turno si hanno due possibilità: mettere da parte un dado del lancio precedente o rilanciare tutti i dadi. In un colpo solo tento la fortuna (push your luck) e mi rendo imprevedibile.
Ora arriva la seconda trovata: è possibile spendere le tessere dei turni precedenti per ottenere effetti extra. Le azioni speciali ideate dall’autore di Gigi Gacker am Würfelacker le trovo veramente ingegnose, poiché possono decisamente vanificare i piani degli altri giocatori che stanno contendendosi determinate tessere. Se i dadi non sono dalla mia parte, basta cambiare la situazione sul tavolo: quello che non va bene viene adattato. Non si può mai essere sicuri di portare a casa la tessera desiderata, perché fino alla fine tutto può cambiare.
Ciò rende ancora più importante l’ordine di turno: soltanto chi gioca per ultimo ha il pieno controllo. Piccolo suggerimento strategico: a meno che non abbiate tessere basse in eccedenza, è meglio non sprecare nessuna azione se non si ha davvero l’ultima parola. C’è un altro valido motivo per prestare attenzione al verme che fa da segnalino primo giocatore: funge pure da spareggio nella distribuzione delle tessere, nel caso in cui due giocatori abbiano lo stesso totale sui dadi. Accade più frequentemente di quanto mi aspettassi…
Un aspetto collaterale, tuttavia degno di nota, è che il costo delle azioni in tessere attua una sorta di autobilanciamento. Chi finora ha preso unicamente tessere medio-alte, difficilmente le sacrificherà, ma i giocatori che hanno avuto sfortuna, se pagano scartando una tessera con punteggio negativo, godono di un doppio beneficio: l’azione e l’eliminazione del malus.

In Gigi Gacker am Würfelacker è necessario quindi prestare parecchia attenzione agli avversari. Da un lato, bisogna tenere conto dei risultati dei loro dadi, perché saranno le loro opzioni nei turni successivi. Dall’altro, grazie alle tessere accumulate da ciascuno, sono in grado di valutare chi potrebbe rovinare i miei piani con un’azione dal pessimo tempismo (per me). Se lo intuisco, attuo delle contromisure: potrebbero essere un vantaggio per me, ma anche un semplice svantaggio per gli altri è soddisfacente ^_^
In quanto a scalabilità, io lo preferisco in 4-5, quando sprigiona tutto il suo potenziale. In 3 funziona bene, però di fatto scambiare la posizione di due tessere (prima e terza) nella fila oppure invertire completamente l’ordine della fila coincidono. Nelle partite in 2 viene introdotto l’automa della gallina robot, che porta con sé più aleatorietà di un giocatore umano, ad ogni modo le mie figlie la adorano… vai a capire perché! Tranne la primissima, le nostre partite non hanno mai sfondato i 20 minuti. Dopotutto, il numero di tessere in gioco è praticamente sempre lo stesso, dunque con più giocatori si svolgono meno turni (8×3, 6×4, 5×5).
La rigiocabilità di Gigi Gacker am Würfelacker deriva dai lanci casuali dei dadi, dall’uscita delle tessere dopo la mescolata iniziale e – in maniera speciale – dalle decisioni dei giocatori. Ovviamente è richiesto almeno un po’ d’amore per i giochi di dadi, dato che il controllo assoluto non esiste, ma se tale requisito è assodato, ci giocherete volentieri anche due partite di fila.
Concludo tornando al riferimento storico dell’introduzione: pur sembrando simile a Il verme è tratto/Sushizock (aggiudicarsi le tessere migliori coi dadi), Gigi Gacker am Würfelacker offre – quasi inaspettatamente – una profondità di gioco maggiore, più governo su quel che succede, meno push-your-luck e, in definitiva, un fascino tutto suo e un’interazione più coinvolgente. È mia opinione che nella serie non sfiguri affatto accanto ai gioiellini di Knizia.
Lati negativi?
I dadi piccoli? Il bot per 2 giocatori? Che le tessere forse si scoloriranno con l’usura? L’impostazione derivativa? Mi sono sforzato, ma non riesco a trovare di peggio da dire.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (6 anni e 9 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Gigi Gacker am Würfelacker:
- a sommare e sottrarre velocemente i numeri fino a 18, nonché confrontare i valori dei dadi e delle tessere;
- a decidere quando tenere un dado e quando rilanciare, valutando rischi e probabilità;
- a gestite con cura le tessere raccolte, che possono essere spese in azioni strategiche;
- a capire l’importanza del tempismo nel modificare l’ordine delle tessere o aggiungere valore ai dadi;
- a osservare gli avversari, per pianificare meglio le proprie mosse e adattarsi alle scelte altrui;
- ad affrontare la frustrazione e a essere resilienti, quando il dado non dà il risultato sperato.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Gigi Gacker am Würfelacker è stampigliato 8+. Sulla carta mi pareva leggermente alto e Alice, che si sta godendo l’estate dopo la prima elementare, mi ha dato ragione. Gioca alla pari degli altri e vince le sue partite. All’inizio si scoraggiava per le tessere negative, ma poi ha imparato che sono una risorsa fondamentale. Le regole sono sufficientemente semplici da comprendere, sebbene richiedano un minimo di attenzione. La meccanica dei dadi e delle tessere è concreta e visiva, perfetta per nongrandi che stiano consolidando abilità di calcolo e strategia.
Il titolo si dimostra pertanto adatto a tutta la famiglia, financo ad assumere il ruolo di filler tra soli adulti. La competizione si fa più serrata, specie se tutti entrano subito nelle dinamiche. Il ritmo è veloce e i turni brevi, senza tempi morti, ideale per inizio o fine serata. L’asciuttezza delle regole e la profondità non abissale lo rende accessibile anche ai nonni, un bel ponte generazionale utile per tenere la mente attiva.

MIA MOGLIE DICE COSE
«È un gioco stimolante, perché è vero che a fine partita vince chi ha più punti, ma durante i round non è così. Dipende dalla posizione delle tessere. Bisogna cercare di calibrare bene l’uso dei dadi. È interessante come l’abbiano reso diverso dal solito. Puoi tirare una sola volta in tutto il round, se i numeri usciti ti vanno bene, sennò puoi rilanciare. Sembra una regola semplice – e lo è – ma ho passato tutta la prima partita a lanciare d’abitudine i dadi, senza ricordarmi mai i numeri che avevo fatto uscire dal precedente tiro. Perché sono abituata così, perché se inizia un turno in un gioco coi dadi, i dadi li lancio e spesso ci gioco facendoli rotolare in mano.
Ecco, non va bene fare così con questo titolo. I dadi vanno contemplati e studiati a seconda di cosa ci serve per raggranellare più punti possibile.
Come al solito resto affascinata da come un gioco con pochi materiali possa essere per niente banale.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«È molto bello. Spostare la tessera che tutti vogliono è la parte più divertente. Io cerco sempre di pagare con tessere negative. Per me l’autore è stato bravo a inventarsi queste azioni. Il verme del primo giocatore è simpaticissimo.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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