Scritto durante la notte da
Battlemad
Francia, fine ottocento.
Nelle rovine infestate dai rovi dell’abbandonato e tetro castello della casata Belmont,
la bella Aurora, punta da un fuso, sta per svegliarsi da un sonno centenario…
Il sonno della non-morte!
Secondo libro della serie Fiabe Oscure di Aristea, Aurora è un corposo librogame scritto da Valentina Ceciliato e splendidamente illustrato da Erica Rossi, che continua il lavoro iniziato col primo capitolo della serie (Yaga). L’autrice è, se non erro, al suo primo librogame e devo dire che inizia col botto! Una bellissima storia che già tutti conosciamo, giusto? Aurora, la Bella Addormentata che si è punta con l’arcolaio e si è addormentata per anni e anni, per poi risvegliarsi col bacio del Principe Azzurro?
Ecco, scordatevelo. Togliete il Principe, togliete il bacio. Piazzateci un bel morso e tanto sangue: in questa rivisitazione un po’ gotica, Aurora è un vampiro!

Ambientazione e Trama
Siamo nella Francia di fine ottocento, in un castello che doveva essere maestoso, un tempo, ma oramai è caduto in rovina. Così, dal nulla, Aurora si sveglia dal suo sonno eterno in preda ai morsi della sete: la sua prima vittima è, ahimè, vicina e l’odore del sangue è forte. Impossibile resistergli! In quattro e quattr’otto il poveretto è completamente dissanguato mentre Aurora, ottenute le forze, può ricominciare a vivere.
Il libro ci accompagna nella ricerca di ricordi perduti da tempo: da quanto Aurora dorme? Che le è successo? Chi l’ha resa un vampiro? Che ne è stato della sua famiglia?
Sono tutte domande a cui daremo una risposta nel giro di qualche ora: Aurora, infatti, è un librogame che divorerete in pochissimo tempo! La trama è accattivante: la storia viene totalmente stravolta rispetto al classico fiabesco, ma è uno stravolgimento che ci piace. Un po’ gotica, un po’ young adult, tanto nerd: troverete di tutto e nessuno sarà insoddisfatto!
Apprezzabile l’inserimento non forzato di tanti mostri dell’immaginario fantastico: Maestri Vampiri, fate, mutaforma, banshee, lupi mannari, goblin e tanto altro. Ognuno ha una sua storia, che viene raccontata con maestria, e una sua posizione ben precisa nella narrazione.

Tipologia e Complessità
Aurora è un racconto a bivi nella sua forma più semplice: la storia procede lungo un unico filone narrativo, senza discostarsi troppo. Ci sono delle scelte da fare, ma queste non ci impediranno di proseguire nella narrazione: c’è un solo bivio nel vero senso della parola, che conduce a due pezzi di storia differenti, e diversi possibili finali.
Secondo me Aurora è perfetto per i neofiti: veniamo accompagnati nella lettura da lunghi paragrafi che permettono di avanzare velocemente nella storia. Pensate che su 400 pagine ci sono “solo” 225 paragrafi: pochissimi rispetto allo standard! Per fare un rapido paragone, Yaga aveva circa lo stesso numero di pagine ma quasi il doppio dei paragrafi! Questo permette una narrazione molto più fluida, senza interruzioni. Perfetta, infatti, per chi si approccia ai librogame per la prima volta: non si ritroverà troppo spaesato dai continui cambi di pagina e anzi, sarà quasi preso per mano nell’esplorazione di questo nuovo supporto.
Altro punto che mi fa propendere sul considerare Aurora un ottimo punto d’inizio per la lettura di librogame è l’inserimento di tutti i diversi tipi di enigmi che siamo abituati a trovare. Frasi scritte al contrario, immagini da analizzare, frasi crittografate… tutti elementi che possiamo trovare nei più classici dei librogame!
Mi piacerebbe considerare Aurora come il primo passo per adolescenti e adulti in questo mondo: storia intrigante, una narrazione che procede lineare, enigmi della giusta difficoltà, regole e meccaniche semplici.

Meccaniche di Gioco
Come diversi altri librogame pubblicati da Aristea, il superamento di una prova è determinato dal lancio di due dadi: se il risultato è inferiore al valore della specifica caratteristica, la prova è superata. Aurora segue gli stessi principi: in questo caso le caratteristiche sono due, istinto e autocontrollo. All’inizio della lettura dovremo dividere 12 punti in queste due caratteristiche, col vincolo di dare minimo 3 punti e, conseguentemente, massimo 9 ad ognuna delle due. Entrambe serviranno per procedere nelle prove che ci si porranno dinnanzi: un alto punteggio significa passare la prova con una probabilità più alta!
Essendo vampiri, non abbiamo dei veri e proprio punti vita… ma abbiamo i Punti Sangue! Iniziamo con 30 punti, che rappresentano la nostra forza vitale: dovremo stare attenti a non scendere troppo in basso, perché non sarà semplice recuperarli. I Punti Sangue ci aiuteranno anche nel superare le prove: per ogni prova possiamo scegliere di investire un determinano numero di punti, rimuovendoli dal totale. Così facendo possiamo colmare il divario tra il punteggio in una caratteristica e il risultato del dado. Riusciremo, quindi, a superare virtualmente qualsiasi prova che ci ostacola, ricordando che scendere a zero equivale a morte certa.
Nel corso della narrazione accumuleremo Parole Chiave, Crocette e Note: sono da annotare sul Registro e permetteranno di accedere a determinati paragrafi altrimenti preclusi.

Rigiocabilità
Rigiocabilità molto bassa: la narrazione procede lineare e, qualsiasi scelta facciamo, ci troveremo sempre alle stesse biforcazioni. A conti fatti, un paio di letture, forse tre, dovrebbero essere sufficienti per coprire tutti i possibili bivi. Anche per quanto riguarda i finali, la scelta dipende solo dalle parole chiave che abbiamo ottenuto, due delle quali si trovano in due filoni narrativi diversi e obbligano quindi alla duplice lettura. Sia ben chiaro: non è assolutamente un punto a sfavore, anzi! Questa scelta stilistica ha il suo risvolto positivo: chiunque può facilmente affrontare la lettura, senza paura di trovarsi bloccato in mappe senza via d’uscita o enigmi impossibili!
Due piccole note: c’è, nascosto tra i paragrafi, un finale segreto molto interessante… riuscirete a scovarlo? Ma soprattutto: la fine non è la fine! Ci sono tre paragrafi che potete scovare facilmente, dopo la morte!

Considerazioni Finali
Aurora si configura quindi come un librogame più incentrato sulla storia, rispetto che sulle scelte effettuate: per questo lo ritengo molto adatto ai neofiti. Riusciranno a muoversi agilmente all’interno della narrazione, ben sapendo che le scelte prese non impattano in maniera definitiva sullo sviluppo della storia.
Le cose che più mi sono piaciute dello stile dell’autrice sono la sottile ironia, che permea tutto il volume, e l’enorme quantità di easter-egg! Ce ne sono una marea, sparsi lungo tutto il libro! Non posso fare spoiler perché rovinerei la sorpresa, ma Valentina ha inserito tutta una serie di elementi del mondo nerd e non, con anche qualche accenno ad altri librigame di Aristea (vuoi un piccolo, innocente, spoiler?). Aguzzate la vista e li troverete! E mi raccomando, fate uno sforzo aggiuntivo e trovate il finale segreto: è imperdibile!
Si ringrazia l’editore per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it