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Eccoci a parlare di un librogame che è decisamente fuori dagli schemi classici, uscito durante l’edizione settembrina di Modena Play (dove ne ho presa una copia) ma che colpevolmente ho poi letto solo recentemente. Nel frattempo Yaga! si è anche aggiudicato il premio Librogame Magnifico assegnatogli durante l’edizione di Play dello scorso mese.
Stiamo chiaramente parlando di Yaga!, scritto dal bravissimo Gabriele Simionato (di cui sicuramente ricorderete l’ottimo Vesta Shutdown di cui vi parlai un paio di anni fa) ed edito da Aristea, che dimostra ancora una volta di avere sempre ottimo gusto nella selezione delle sue opere.
Notte di portenti, notte di sabba nelle gelide foreste dell’Armenia! L’eredità della Babushka attende di essere raccolta: chi governerà la Congrega delle Gemelle? Yulia, Galia o Yaga? Tu sei Baba Yaga, la malefica strega rossa; al timone della tua fidata Izba, preparati a esplorare la Russia meridionale e ad annientare gli infidi nemici della Congrega!
Editorialmente parlando
Classico formato compatto Aristea che ricorda (anche se è poco più grosso) i vecchi volumi dei librogame EL degli anni ’90, ma con una qualità nettamente superiore dei materiali: copertina morbida ma robusta e 416 pagine di buona grammatura che ospitano ben 530 paragrafi.
Le illustrazioni interne sono splendide, anche se avrebbero meritato di essere a colori, e il volume si chiude persino con diverse pagine di bozzetti e di studi vari. Moltissima l’attenzione a rendere lo stile di vestiario dei territori tra Russia e Turchia… vivissimi complimenti all’illustratrice (Erica Rossi) perché non è cosa da tutti.

L’ambientazione
Rimaniamo nel genere fantastico, ma invece di essere il classico protagonista nella solita ambientazione fantasy qui vestiamo i panni di Baba Yaga, la Strega Rossa e padrona della magia del fuoco e delle più forti arti offensive. Siamo una delle tre streghe del folclore slavo, anzi la più nota e temuta delle tre. Le altre nostre due gemelle sono la Strega Blu e la Strega Gialla, maestre rispettivamente delle magie che controllano mente e acqua e delle magie che controllano veleni, malattie e metalli. Altra nostra caratteristica distintiva è la capanna su zampe di gallina, la nostra magica casa che alimentiamo a carbone e può velocemente portarci in varie parti delle sterminate steppe russe.
Nostra nonna (Babushka) è da poco morta lasciando in eredità il suo potentissimo libro nero, ma solo una di noi sorelle potrà divenire la nuova leader della congrega, cosa che ci mette in forte competizione. Ma per ora il nostro problema primario è Sevastian, un mago agli ordini dello Zar che gli ha ordinato di ottenere il Libro Nero.

La scrittura
Questo libro è scritto benissimo… ogni anno che passa mi stupisco sempre di più della qualità media della scrittura dei librogame in commercio, anche perché prendendo in mano quelli di un tempo è impossibile non notare un livello della prosa mediamente di molto inferiore. Non so se dipenda dal fatto che erano semplicemente mal localizzati o per via del fatto che nascevano con un target 10-15 anni mentre oggi sono principalmente rivolti a un pubblico adulto. Resta il fatto che Gabriele Simionato è riuscito ad alzare ulteriormente la qualità della scrittura rispetto a Vesta Shutdown, il suo libro precedente… cosa non facile.
La prosa è scorrevole, mai pesante ed estremamente chiara, sebbene sia pregna di riferimenti all’immaginario e alla cultura russa, sia a livello storico che “visivo”. Se leggete qui sotto (nessuno spoiler perché si tratta delle prime pagine della storia) potete farvi un’idea della scrittura.

Meccaniche di Gioco
A livello di sistema di gioco abbiamo alcuni elementi classici come l’inventario a cui si somma però un interessantissimo sistema di gestione della magia.
Infatti nel gioco, come accennato nella sezione ambientazione poco sopra, ci sono tre macro-tipologie di magia: rossa, gialla e blu. Noi potremo praticarle tutte per quanto saremo sempre più abili nella magia rossa. Il nostro personaggio ha tre valori legati ai tre colori e nel corso del libro lanceremo tantissime magie: ogni volta per riuscire tireremo 2 dadi con cui dovremo ottenere un valore uguale o minore al nostro potere nel “colore” di riferimento. Questi valori dipendono da quante candele colorate abbiamo nel nostro santuario: nel corso della partita alcune di queste potrebbero spegnersi e altre ne troveremo, da aggiungere al santuario quando saremo al sicuro nella nostra capanna zamputa.
Molto bello è il modo in cui viene gestita Izba (la famosa casa vivente con le zampe da gallina in cui vive e si sposta Baba Yaga secondo le leggende). Infatti è sia una location in cui avvengono diverse cose, che il luogo in cui immagazziniamo oggetti e le famose candele, ma soprattutto è il nostro “punto di respawn” (per usare un termine videoludico) e cioè dove rinasciamo quando veniamo uccise, al costo di un’unità di carbone. Infatti la nostra strega è potenzialmente immortale, e se muore rinasce dentro Izba. Questo ha permesso all’autore di tenere in alcuni punti la difficoltà molto elevata mantenendo le nostre morti all’interno dell’arco narrativo.

Un’altra funzione di Izba è quella di spostarci da un luogo all’altro tramite quello che il libro chiama ironicamente GPS (Galinatski Pragroff Saltator). Nel libro troviamo una mappa, sia in bianco e nero nelle pagine interne che più grande a colori come piccolo poster allegato al libro, con diversi luoghi dove scrivere dei numeri di paragrafo. Nel corso della storia potremo spostarci verso qualunque luogo di cui abbiamo un numero.
Esistono poi due contatori generici (stanghette e crocette) usati per diverse situazioni durante il gioco, stratagemma già usato dall’autore in Vesta Shutdown.
Abbiamo infine un inventario in cui possiamo stipare massimo 10 oggetti che stiamo trasportando con noi (come detto, altri potremo lasciarli a Izba) e dei punti energia che se arrivano a zero decretano la nostra morte… e successiva rigenerazione al prezzo di un sacco di carbone. Il carbone è quindi un bene importante nel gioco che serve a rigenerarci ma anche a tenere in vita la nostra amata casetta.

Considerazioni finali
Parto con dei super complimenti a Gabriele Simionato per aver superato sé stesso con questo volume. Storia scritta benissimo e ricca di eventi e colpi di scena, con un’ambientazione tanto curata nei dettagli quanto originale.
Detto questo ci tengo a precisare che non si tratta di un libro per neofiti del genere… non è complesso come altri esponenti del genere ma resta comunque impegnativo, sia a livello di regolamento (12 pagine di regole base e meccaniche extra che si aggiungono durante la lettura per gestire situazioni specifiche), sia a livello di struttura narrativa. Ad esempio ho trovato la parte iniziale con l’incendio decisamente ostica e per un attimo, prima di districarmi, mi sono trovato addirittura perso: nulla di preoccupante ma immagino che un lettore alle prime armi potrebbe trovarsi frustrato.
Per le stesse ragioni sopra elencate un lettore scafato troverà invece pane per i suoi denti e una bella sfida da affrontare, che sicuramente lo terrà impegnato per diverse ore di lettura.
Inutile precisare che la nostra protagonista non è un’eroina, anzi siamo a tutti gli effetti un personaggio pericoloso e negativo (per quanto questo non impedisce che si crei una certa empatia). Questo non è sicuramente il primo esempio di questo tipo (basti pensare a Jekyll di Marco Zamanni o a Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it di Antonio Costantini) ma rappresenta comunque una minoranza dei casi nel panorama dei librogame. Questo implica comunque di dover mettere in conto che le azioni del nostro personaggio potranno essere crudeli o cattive.
Altra caratteristica interessante di Yaga! è la presenza di diversi enigmi all’interno della storia, meccanica che Simionato aveva già inserito nel suo precedente libro: a seconda di quanto siate avvezzi agli enigmi potreste trovarli semplici o complessi, ma in ogni caso il gioco vi mette a disposizione le soluzioni nelle ultime pagine, se mai vi trovaste bloccati.
Il libro presenta alcuni finali differenti anche se non è probabilmente un librogame di quelli che leggerete e rileggerete diverse volte, a meno che non siate completisti accaniti, perché nel corso della lettura affronterete gran parte delle situazioni. Resta comunque una lettura impegnativa e decisamente corposa, quindi munitevi di molti sacchi di carbone e lanciatevi all’avventura. ^__^
–Le immagini sono tratte dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Aristea) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e le regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–

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