Scritto da Il Non-Wargamer
La battaglia di Las Navas de Tolosa del 16 luglio 1212 è considerata un momento fondamentale all’interno di quel movimento noto come Reconquista che avrebbe via via portato alla sostituzione dei territori controllati dai musulmani con regni cristiani nella penisola iberica. Viene considerata una delle più importanti battaglie del periodo perché vide una vittoria decisiva della parte cristiana, in inferiorità numerica contro l’esercito almohade, che godeva anche della particolarità di vedere sul campo contemporaneamente tre re cattolici alla guida dei propri eserciti: Pietro II di Aragona, Alfonso VIII di Castiglia e Sancho VII di Navarra.

1212 Las Navas de Tolosa è un titolo del 2022 della Draco Ideas, opera prima di Pablo Sanz che ha ampliato e approfondito il proprio gioco che aveva vinto il premio come miglior wargame originale con 9 carte su Boardgamegeek (9 Card Game Print and Play Design Contest) l’anno precedente. Si tratta di un fast-light wargame per 2 giocatori della durata di 30-45 minuti in lingua inglese e spagnola.
I materiali di Las Navas de Tolosa
Il gioco utilizza come motore principale 9 carte (per l’appunto) con su riportati i valori numerici separati tra parte islamica e parte cristiana (6-1, 5-2, 4-2, 4-3, 3-3, 3-4, 2-4, 2-5, 1-6). Le carte servono per determinare l’iniziativa, i punti azione e l’esito dei combattimenti. Su una mappa in cartoncino delle dimensioni di un A4 diviso in 9 aree per lato vengono poi disposte le 27 pedine per esercito attraverso un piazzamento preordinato: in una stessa area possono essere presenti al massimo tre segnalini di un unico lato. Oltre al materiale per il gioco base sono poi presenti sei carte speciali per schieramento per il gioco avanzato (ogni giocatore ne pesca tre all’inizio della partita e ne tiene due). Nella scatola sono poi presenti due manuali (in inglese e spagnolo) di 20 pagine e sei carte riepilogo (tre per giocatore).


Le carte e le pedine sono molto semplici e leggibili, di immediata comprensione
Il gioco in breve
In 1212 Las Navas de Tolosa ogni giocatore riceve tre carte mentre le rimanenti tre formano il mazzo da combattimento. Una delle tre carte ricevute deve essere utilizzata per determinare l’iniziativa mentre le altre due forniranno punti azione per effettuare le azioni possibili. Il gioco presenta asimmetrie importanti tra i due eserciti per simulare le loro specificità dell’epoca: i musulmani possono muoversi liberamente per il campo, hanno arcieri letali mentre sono più deboli nelle cariche di cavalleria e negli scontri terrestri; possono però utilizzare la karr wa-l-farr, tattica molto rischiosa che prevedeva che i cavalieri attaccati dagli avversari facessero una finta di ritirata per poi fermarsi e contrattaccare il nemico.
I cristiani hanno cariche di cavalleria devastanti (ma attenzione alla karr wa-l-farr) e sono molto potenti anche come fanteria mentre hanno arcieri economici ma poco efficaci; a differenza degli avversari possono inoltre muoversi soltanto lungo la propria colonna sul campo perché devono rispettare la divisione tra i tre eserciti: da sinistra a destra, aragonese, castigliano e navarrino; risultando quindi molto meno mobili degli avversari.

Gli scontri
Gli scontri vengono risolti velocemente usando il mazzo di gioco: si sommano i punti degli attaccanti (ogni pedina vale 2 se in piena forza, 1 se danneggiata) e dei difensori, aggiungendo eventuali bonus presenti e si aggiungono a entrambe le forze i punti della carta pescata dal mazzo. La differenza tra i due valori sono il numero di danni che la parte vincitrice infligge all’avversaria; le unità danneggiate che non hanno svolto azioni di combattimento possono usare l’azione di radunata (rally) per tornare a piena forza, ma rinunciando ad attaccare in quel turno. Alla fine del turno ogni giocatore tiene la carta utilizzata per la propria iniziativa (che può essere scambiata tra i due utilizzando punti azione) mentre le altre sette carte vengono rimescolate e ridivise. Il gioco si conclude quando una delle due parti occupa almeno il doppio delle zone occupate dall’avversario oppure se viene ucciso il Califfo al-Nasir (per i cristiani) oppure se i cristiani non sono presenti nella metà campo islamica e occupano quattro zone o meno nella propria (per i musulmani).
L’esperienza di gioco di Las Navas de Tolosa
La presenza di un numero così limitato di carte inserisce nell’ambito wargamistico le meccaniche tipiche dei giochi di memoria: questo permette ai giocatori di presupporre, soprattutto prima di giocare la propria seconda carta, le carte in possesso dell’avversario o quelle ancora presenti nel mazzo di gioco. Il mazzo di gioco non è mai rimescolato all’interno di un turno e, quando si conclude, viene semplicemente riposizionato nello stesso ordine precedente, quindi i giocatori sono in grado, ricordandoselo, di calcolare anticipatamente i risultati degli scontri successivi all’interno dello stesso turno. Questo aspetto ha ricevuto numerose critiche e su BGG ci sono varie testimonianze di persone che scelgono di rimescolare gli scarti; a giudizio di chi scrive la componente “memory” è uno degli elementi fondanti del gioco e rimane comunque presente dato il numero esiguo delle carte presenti, quindi chi sceglie di acquistare questo gioco deve essere pronto a vederlo come uno dei motori portanti del gioco.

La storia nel gioco
Pur nella sua estrema semplicità il gioco ha caratterizzazioni interessanti come la già descritta differenza nella composizione degli eserciti, in numero minore ma meglio addestrati ed equipaggiati i cristiani, più sparsi e legati agli arcieri i musulmani, con la finezza storica di avere al centro della propria prima linea i volontari della jihad, pronti a sacrificarsi e a spronare gli altri ma con seri problemi nella difesa e destinati a essere tra i primi caduti (come avvenuto storicamente). Le carte addizionali aggiungono poi ulteriore caratterizzazione ai due eserciti, con eventi legati ai protagonisti o alle truppe specializzate della battaglia. La carta di Sancho VII di Navarra, per esempio, ricorda la tradizione secondo cui le sue truppe sarebbero state le prime a entrare nella tenda di al-Nasir, dove avrebbero raccolto come bottino catene d’oro e un grande smeraldo verde che finirono nella bandiera del loro regno: nel gioco essa permette quindi di attaccare dalla propria colonna la tenda del califfo con un bonus di +2.

Las Navas de Tolosa – La conclusione
Il gioco riesce a essere insieme veloce, divertente e sempre ricco di scelte e opzioni (“Userò quell’ultimo punto azione per recuperare una mia truppa o per prendere la carta iniziativa del mio avversario che mi serve tanto?” “Utilizzerò una carta bassa per la mia iniziativa con il rischio che l’avversario me la rubi per il valore elevato per lui oppure ne userò una media ma avendo poi pochi punti azione da utilizzare?”) con una durata ridotta che lo può rendere il filler perfetto in attesa dell’arrivo di altri ritardatari o la chiusura della serata nel caso resti un po’ tempo. Non aspettatevi però una simulatività da hard-wargame (per quello cercate l’omonimo gioco della NAC Wargames uscito nel 2021) e soprattutto evitatelo come la peste se non vi piace il Memory.
Si ringrazia la Draco Ideas che ha fornito una copia del gioco in cambio di una recensione imparziale e priva di pregiudizi.
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