White Winston
Uwe Rosenberg è da diversi anni (10?) che non sforna più un gioco annoverabile come, quantomeno, memorabile. Michael Keller e Andreas Odendahl, dal canto loro, sono rimasti nella mia mente grazie a Cooper Island, una delle esperienze ludiche euro più negative degli ultimi 2-3 anni.
Penso sia chiaro quindi come non avevo aspettative particolari per questo titolo. L’approccio a Planta Nubo è stato molto tiepido e cauto ma, devo ammettere, mi sono piacevolmente sorpreso già dopo la prima partita…

PLANTA NUBO
Planta Nubo è un gioco euro competitivo di Michael Keller, Andreas Odendahl (La Granja, Cooper Island) e Uwe Rosenberg (Le Havre, Agricola, Caverna, La Festa per Odino, Patchwork, tanto per citare i più famosi…) per 1-4 giocatori, durata 30-120 minuti, edito nel 2023 da The Game Builders e localizzato nel 2024 da Giochix.
Un mondo dove l’inquinamento ha distrutto la Terra così come la conosciamo, l’aria è diventata irrespirabile e il suolo non più coltivabile, gli alberi corrono (si fa per dire…) in nostro aiuto, producendo ossigeno e rigenerando la terra. E poi ci sono i fiori, tanti, tanti, fiori, belli e colorati.
Scherzi a parte, questa l’ambientazione (un pelo artificiosa!) di un gioco profondamente german, con meccaniche di selezione azioni (che mi ha ricordato il bellissimo Spyrium!), gestione della propria plancia personale con incastro di polimini e ruota dell’energia (che ricorda un po’ un sistema già visto in Cooper Island) e produzione e vendita di risorse (fiori).

GRAFICA E MATERIALI
Nonostante questo tipo di ambientazioni non siano decisamente la mia “cup of tea”, devo dire che sotto il profilo grafico il gioco appare come un tripudio di colori e di illustrazioni. Non sempre chiarissima invece la simbologia (soprattutto le carte ossifattorie), che mi ha costretto più volte a indagare sul regolamento (e a volte mi ha lasciato pure qualche dubbio).
I materiali invece sono molto buoni, con una montagna di token e cubetti colorati (i fiori), oltre che le plance personali dual layer che risultano, al di là dell’estetica, davvero indispensabili e funzionali alle meccaniche.
La differenza tra una produzione Lacerdiana e questa sta nel fatto che con Vital ci sarebbero stati fiorellini in legno al posto dei cubetti e sicuramente dei comodi inserti per rimettere il gioco in ordine (che ha un desetup almeno pari al setup…). Ma per un gioco teutonico come Planta Nubo, vanno bene anche questi compromessi.

REGOLAMENTO
Il regolamento devo dire che non è dei migliori. I concetti ci sono più o meno tutti, ma non sempre sono in un ordine logico e facile da decifrare. Inoltre, come dicevo pocanzi, la simbologia non è sempre auto-esplicativa e, in qualche caso, neanche il regolamento ha sciolto tutti i dubbi di interpretazione. Purtroppo l’editore estero The Game Builders non è uno dei giganti del mercato sui giochi euro… e su questi dettagli, che poi sono sostanza, si gioca proprio questa differenza.
Guardando alle meccaniche, Planta Nubo si sviluppa attorno a 3 concetti chiave: selezione azioni su griglia, il tetris dei polimini e la ruota dell’energia.
La selezione azioni su griglia consiste nel piazzare uno dei vostri 4 attrezzi su una griglia di tessere, mettendolo a cavallo di due tessere e scegliendone poi una per svolgere l’azione di turno. L’unico limite è che nessuna tessere può avere più di un attrezzo dello stesso tipo adiacente.
Il tetris dei polimini vi consentirà di piazzare (stile Patchwork) aiuole e terreni nel vostro terreno, cercando di massimizzare lo spazio a disposizione. Le foreste, sottoforma di tessere quadrate o rettangolari anche molto grandi, andranno poi piazzate sopra alle aiuole e terreni precedentemente preparati e resi “pieni”, come un secondo layer di incastro.
La ruota dell’energia è invece un sistema che vi consente, principalmente attraverso la vendita dei fiori, di far muovere un dado lungo un tracciato circolare, incrementando al proprio passaggio la potenza di certe azioni su carte connesse alla ruota (batteria) o regalandovi attivazioni di tali carte (accensioni). Grosso modo si deve innescare un ciclo di questo tipo: si vendono fiori per fare energia, con questa si muove il dado, si rendono attivabili/si potenziano le carte, si produce ossigeno (punti vittoria).

PRO
- Planta Nubo rappresenta un ottimo mix di meccaniche diverse, tenute insieme da un sistema solido, fluido e che collega bene ogni sua parte, risultando come un gioco finito, ordinato e organico.
- Il gioco in sé non può definirsi stretto… ma allo stesso tempo è molto importante un’accurata pianificazione e un’idea generale (direi strategica) di come si vuole impostare la partita. A conti fatti, è sicuramente prevalente la sua anima tattica, dettata dall’uscita delle carte, aspetto che lo mantiene sempre diverso da una partita all’altra.
- C’è poco da fare… la meccanica del tetris, nonostante in Planta Nubo non sia poi così centrale come in altri giochi di Rosenberg, è sempre e comunque intrigante e dona quello spessore che non fa mai male, con un costo regolistico praticamente nullo (le poche regole di piazzamento si assimilano al volo, vista la familiarità con il concetto che un po’ tutti hanno nel DNA).

CONTRO
- L’ambientazione un po’ “fantasy”, un po’ “green”, un po’ bucolica, per me è un grande disincentivo, perché non aiuta all’approccio col regolamento e non caratterizza neanche più di tanto l’esperienza. Sinceramente, trovo che quando si è poco ispirati con l’idea di un’ambientazione, gli autori farebbero meglio a pescare “a caso” in un libro di storia, piuttosto che creare queste ambientazioni posticce e senza grande carattere. Anche perché, parliamo di un gioco german fin nel midollo… non c’è da narrare un bel niente, ma da accompagnare le meccaniche!
- Il setup del gioco è abbastanza lunghetto e al limite del “mortale”. Ci sono davvero tanti token da settare e da preparare… diciamo che è il rovescio della medaglia di una scatola davvero zeppa di materiali!
- Il regolamento e la simbologia di Planta Nubo sono davvero pessimi. Il primo, nonostante contenga tutte le informazioni utili, è organizzato malissimo, con concetti frammentati e difficilmente ritrovabili alla bisogna. La simbologia non è sempre chiara, con alcuni particolari simboli che non si ritrovano facilmente neanche nel regolamento. L’impressione è che sia mancata proprio una rifinitura da questo punto di vista…
PECULIARITÀ
- Sgombriamo il campo da equivoci: in questo gioco di Uwe Rosenberg non c’è quasi niente, a eccezione del tetris con i polimini (che, come dice la parola, a sua volta è stato ripreso dal celebre videogioco…). Probabilmente, il vecchio zio Uwe ci ha messo solo la firma e la rifinizione finale del gioco (che è sempre importante ma che non dà un’impronta vera e propria a un gioco tale da poterlo rendere riconoscibile rispetto all’autore). Ci sono molti più elementi di Keller e Odendahl, con alcune meccaniche riprese dai loro precedenti giochi.

CONCLUSIONI
Sarà perché ero partito con aspettative basse (non avendo apprezzato Cooper Island e riconoscendo la parabola discendente di Rosenberg degli ultimi anni), Planta Nubo è stato una grandissima sorpresa. Gioco piacevole, fluido e che dimostra una grande circolarità e organicità delle sue meccaniche. Non c’è niente, infatti, di slegato o di superfluo (e scusate se è poco!). La selezione azioni, il sistema della ruota dell’energia e il tetris centrale riescono pienamente a dare spessore al gioco, senza mai appesantirlo troppo.
Peccato solo per l’ambientazione un po’ posticcia, per il regolamento e la simbologia davvero poco chiari e per il setup un po’ lungo… anche se tutto sommato sono tutti aspetti che nulla hanno a che fare con le meccaniche del gioco.
In conclusione, Planta Nubo mi ha davvero positivamente sorpreso e vi consiglio caldamente di provarlo, in qualsiasi configurazione al tavolo (il solitario non l’ho ancora sperimentato però!). Forse non sarà il capolavoro dell’anno ma, se siete amanti dei giochi che presentano una chiara circolarità tra le meccaniche, credo proprio che non rimarrete delusi.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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