White Winston
Negli ultimi anni ci siamo tristemente abituati a una serie davvero impressionanti di catastrofi naturali. Terremoti, incendi, siccità, etc. hanno colpito territori del nostro pianeta che fino a poco tempo fa mai avrebbero pensato di dover fare i conti con questo tipo di problematiche. Se da una parte il cambiamento del trend sembra evidente e la sua connessione con il cambiamento climatico molto logica, dall’altra assistiamo sempre più a fenomeni in controtendenza che vanno dai negazionisti del circolo sotto casa, a interi stati che, forti della loro legittima sovranità, se ne fregano dei problemi del pianeta, puntando al profitto immediato invece che alla sopravvivenza (in senso stretto) di medio-lungo periodo.
In Italia abbiamo assistito sempre più al proliferare di esondazioni e alluvioni. Le zone dove vivo sono state teatro di fenomeni anche molto recenti e lo spettacolo durante e dopo è stato qualcosa che molti di noi difficilmente potranno mai dimenticare. Il problema di questo tipo di eventi catastrofici è che, dopo il vento arriva la tempesta, dopo la tempesta arriva l’acqua, che in pochi minuti investe tutto e per qualche ora distrugge, trascina, allaga e affoga,… e dopo l’acqua rimane sempre il fango. Appiccicoso e fine, si insinua in ogni anfratto, rovinando tutto ciò che tocca, come un morbo medievale. E ci vogliono giorni, settimane, mesi, prima di rimuoverlo tutto e completamente, per tornare alla propria vita quotidiana, alla serenità, a una parvenza di felicità. Ed è proprio in occasione di questi eventi che capisci chi davvero conta nella tua vita, chi ti sta accanto nonostante tutto, chi è disposto a darti una mano.
Vento. Tempesta. Acqua. Fango. La mia vita ora si trova nella fase del fango. E faticosamente sto cercando di ripulire ogni singolo anfratto, per mostrare nuovamente un sorriso al sole che splende nel cielo.

INFERNO
Inferno è un gioco euro competitivo di Fernando Eduardo Sanchez per 1-4 giocatori, durata 45-120 minuti, edito nel 2024 da Red Mojo e localizzato nello stesso anno da Cranio Creations.
Cominciamo col dire che il gioco è uscito da una campagna di finanziamento in crwodfunding su Gamefound, che è riuscita a raccogliere quasi € 500.000,00, cifra ragguardevole per un gioco euro.
L’ambientazione nell’inferno dantesco e un particolare sistema di intreccio di meccaniche per la selezione delle azioni, hanno acceso i riflettori su questo titolo, portandolo in breve tempo all’attenzione di tutte le community di giochi da tavolo, amanti di giochi dal sapore profondamente euro. Ne avevo già parlato in questa puntata di Ieri Sera sui Nostri Tavoli, vediamo ora di approfondire il discorso cominciato.

GRAFICA E MATERIALI
Ve lo dico subito e senza girarci intorno: questo gioco è un capolavoro di grafica e di materiali prodotti.
La plancia principale (peraltro con finitura “gommata” che la rende molto piacevole al tatto e resistente), seppur con qualche licenza poetica (che l’autore ha giustamente specificato nel regolamento), è uno spettacolo per gli occhi: enorme, con Firenze sopra e l’inferno sotto, suddiviso in tutti i suoi gironi e settori e ricchissima di particolari che rimandano alla Divina Commedia del sommo poeta.
E che dire poi dei meeple colorati con intagliato al loro interno il simbolo del girone di appartenenza? Riporto qui un commento che ho sentito fare da un ragazzo in associazione che lo ha visto apparecchiato sul tavolo per la prima volta: “questi meeple penso siano i più belli in assoluto che io abbia mai visto!”.
Anche la copertina della scatola è davvero un capolavoro. Non so se sia stata realizzata con l’AI o “a mano”… ma rimane un quadro davvero incredibile!
Esiste anche una versione deluxe con tanto di miniature ma, francamente, per aggiungere Dante (che ha già un suo meeple molto bello) e le miniature dei guardiani, che hanno comunque un ruolo molto marginale nel gioco, non credo ne valga proprio la pena. Il gioco è german fin nel midollo e ha già tutto il legno e gli materiali che servono per farlo emergere sia dal punto di vista della produzione che della funzionalità.

REGOLAMENTO
Il regolamento di Inferno a mio avviso è lineare da un lato, perché si basa su concetti molto ben consolidati come il piazzamento lavoratori, ai quali sono associate azioni piuttosto semplici, ma necessita forse di un pelo più di attenzione per la parte che riguarda sia l’Inferno, che le accuse.
Andiamo per gradi. Ogni turno sarete chiamati a svolgere una singola azione a Firenze, mandando uno dei vostri familiari in uno degli 8 luoghi a disposizione. La possibilità di scelta dei luoghi sarà però limitata dalla fase Inferno, che dovrete compiere ogni turno prima della fase Firenze, e che si perfezionerà con il movimento di una delle anime lungo i percorsi di discesa verso i gironi dell’inferno. Su ogni step del percorso delle anime è rappresentato un simbolo, che dovrà fare il match con il luogo di Firenze che intenderete visitare per svolgere l’azione. Quindi la difficoltà iniziale sarà quella di capire come fare per creare le condizioni all’Inferno per svolgere le vostre azioni a Firenze. Considerate che le anime sono condivise tra tutti e quindi il loro movimento sarà influenzato dall’operato di tutti i giocatori.
Il punto forse un pochino più complicato del gioco è il meccanismo dell’accusa, legato alle anime infernali nello stesso modo delle azioni, ma che avrà effetti diversi e più direttamente connessi con il punteggio di fine partita (non mi sto a dilungare, ma ogni accusa vi farà salire su uno dei tracciati di fine partita e vi regalerà un bonus immediato).
Degna di nota, ai fini dello svolgimento del gioco, è l’impatto dell’utilizzo di una doppia valuta: fiorini e dracme. I primi li otterrete a Firenze e vi serviranno solo nel “mondo dei vivi”. Le dracme invece, valuta infernale dell’inferno dantesco, saranno fondamentali per svolgere tutte le azioni direttamente legate ai gironi e alle anime infernali.
Ultima cosa da mettere in risalto è il sistema di assegnazione dei punteggi di fine partita che è legato a doppio filo con l’operato dei giocatori durante il gioco. I tracciati dei vari gironi, infatti, saranno moltiplicatori di punti in base (anche) al numero di anime che saranno state complessivamente accompagnate durante la partita al girone di appartenenza, creando di fatto un sistema di punteggio finale molto variabile e soggetto a colpi di scena finali.

IMPRESSIONI
In questo gioco sono 2 le componenti fondamentali che mi hanno guidato nel giudizio: l’ambientazione e le meccaniche.
Nonostante stiamo parlando di un german, e su questo proprio non ci piove, siamo in presenza di un’ambientazione molto curata, presente, legata con le meccaniche e dall’indubbio fascino. I luoghi di Firenze sono tutti collegati con le azioni e con i peccati, e quindi con i gironi infernali, non soltanto nel colore ma, se ben notate, anche nella sostanza (ad esempio banca -avarizia, rogo-eresia, pagliaio-lussuria, etc.). L’inferno e tutte le sue parti sono strettamente collegate con le descrizioni dantesche e fanno scopa con la grafica, che risulta davvero estremamente evocativa. Non dico che siamo di fronte a uno dei rari esempi di german simulativo… ma comunque l’ambientazione c’è, si sente ed è parte integrante del fascino del gioco.

Per quanto riguarda le meccaniche, a prima vista possono sembrare anche fin troppo semplici e lineari. Giocando vi renderete però conto di quanto non sia facile pianificare bene le proprie mosse, per arrivare ad accusare un peccatore esattamente dove vorreste (il luogo determina il tipo di anima che scende all’inferno e il bonus che quest’azione restituisce) ma, soprattutto, per non ritrovarvi senza dracme o senza la possibilità di effettuare un’azione realmente proficua. Punto a favore quindi direi che va alla complessità conseguente a un comparto regolistico piuttosto snello (tradotto: eleganza).
Questo intreccio non è esente però da qualche difettuccio, secondo me… la controllabilità scende al crescere del numero dei giocatori, arrivando al fatto che in 4 la natura del gioco diventa quasi completamente tattica. Se questa è una caratteristica e non un vero difetto, ho notato che è successo che persone non particolarmente capaci e alla prima partita riuscissero comunque a raggiungere punteggi ragguardevoli, semplicemente perché avessero azzeccato casualmente i tracciati dei peccati più remunerativi. Il gioco infatti spinge qualsiasi giocatore a fare azioni, accumulare “cose” (e i punti si possono fare con un po’ di tutto) e soprattutto a fare accuse, anche adattandole alla configurazione della plancia senza porvi troppa attenzione. Un caso? Può darsi… ma potrebbe essere anche il segno di una scarsa controllabilità, talvolta fin troppo impattante.

IL SOLITARIO
Il solitario non prevede nessun automa ma una sfida contro sé stessi al raggiungimento di un punteggio più alto possibile, scandito da numerose soglie che fungono da obiettivi.
In più, tale modalità è arricchita anche da particolari sfide, dove verranno leggermente modificate alcune regole e dove dovrete centrare dei punteggi prefissati per potervi considerare vittoriosi. Queste sfide hanno numerose variabili per modulare la difficoltà e per rendere ogni partita sempre stimolante, arricchendo quindi non poco l’esperienza.
Tra l’altro, se in 3-4 giocatori la controllabilità tende a scendere, e in 2 risulta invece molto ben gestibile, in solitario dà il suo massimo, rendendo la partita una vera e propria questione di ottimizzazione.
Di fatto, il solitario di Inferno rappresenta proprio il target che adoro: poche regole in più/diverse, downtime/book keeping inesistenti, livello di sfida elevato e tempo a partita sempre molto contenuto. Direi che può essere annoverato quindi come un piccolo gioiellino d’annata del genere.

CONCLUSIONI
Inferno è un gioco prima di tutto che possiede un’ambientazione fascinosa come poche altre, legata in maniera davvero ottimale anche alle meccaniche. Questo è un punto che può essere marginale per i giochi euro, ma che allo stesso tempo rappresenta una rarità.
Le meccaniche del gioco, nonostante siano un mix di cose tutto sommato già viste, danno un senso di freschezza e originalità, per l’incastro e per i ragionamenti necessari a far funzionare bene tutti gli ingranaggi. Semplici da apprendere, ma difficili da padroneggiare.
Il tallone di Achille del gioco è rappresentato forse dalla scalabilità, che risulta inversamente proporzionale alla controllabilità. Il gioco scala bene ma all’aumentare dei giocatori ne esce accentuato sotto il profilo tattico, portando talvolta i giocatori a doversi semplicemente adattare a ciò che è disponibile, senza compiere scelte che abbiano una reale strategia a supporto.
Davvero ottimo il solitario, che massimizza la controllabilità, con un prezzo regolistico davvero molto basso (per non dire inesistente). In pratica: minima spesa (in termini di downtime book keeping o assimilazione delle regole), massima resa.
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