scritto molto bene da
LucaCiglione
Monkey Palace è un gioco di costruzione edito da Asmodee nel 2024 grazie alla collaborazione con Lego. Creato da David Gordon e TAM, permette partite da 45 minuti circa per 2-4 giocatori a partire dai 10 anni di età.
“Molto tempo fa, nella giungla venne costruito un magnifico palazzo. Rimase abbandonato per molti anni, finché..”
MATERIALI
La scatola è una quadrata standard e contiene
- 1 Base LEGO 32×32
- 231 Mattoncini LEGO (80 Archi, 80 mattoncini, 16 colonne, 32 decorazioni, 3 animali)
- 67 Carte Scimmia
- 14 Carte Bonus
- 3 Carte Trofeo
- 4 Plance Giocatore
- 2 Schede (con quattro Mappe Terreno)
Sui materiali, c’è poco da aggiungere, dato che la maggior parte degli elementi sono costituiti da mattoncini Lego. Le carte e le plance sono leggermente più piccole di quanto ci si potrebbe aspettare, ma comunque funzionali e adeguate allo scopo del gioco. La qualità della stampa è buona, la grafica semplice ma efficace: i simboli sono chiari, facilmente leggibili e facili da memorizzare, il che rende l’esperienza di gioco fluida e intuitiva. In generale, il design risulta funzionale e in linea con l’estetica tipica dei giochi con Lego, senza eccessi ma con un buon equilibrio tra praticità e appeal visivo.
Il regolamento, pur essendo corredato da esempi pratici, non risulta immediatamente chiaro, soprattutto per quanto riguarda le fasi di costruzione. Nonostante le spiegazioni, ci sono alcuni passaggi che lasciano spazio a dubbi, i quali si dissipano solo dopo aver giocato alcune partite. La mancanza di una spiegazione più dettagliata in certi punti può creare un po’ di incertezze iniziali, facendo sì che il gioco appaia un po’ più complesso di quanto sembri a prima vista.

GAMEPLAY
In Monkey Palace, l’obiettivo del gioco è costruire parti del palazzo delle scimmie utilizzando il materiale di costruzione a nostra disposizione. Ogni giocatore inizia con un set iniziale di archi e piloni, e ogni volta che costruisce, può pescare una carta dal mazzo corrispondente al numero di archi utilizzati in quel turno. Le carte ottenute vengono poi piazzate sulla propria plancia e offrono diverse opportunità: possono consentire di ottenere nuovi materiali da costruzione, come archi, piloni piccoli e colonne, in due modalità: immediatamente oppure come rendita, accumulando nuovi materiali ad ogni turno successivo.
Con il materiale in più, si potrà continuare a costruire durante il turno successivo e procedere così fino all’esaurimento dei pezzi. Le regole di costruzione sono più semplici di quanto sembri a prima vista. Si deve costruire un unico percorso che parta sempre dal terreno, facendo attenzione a non lasciare gli archi “volanti”, ma collegandoli sempre a una struttura già presente. Il numero di archi utilizzati è molto importante, poiché le carte che pescheremo, oltre a farci guadagnare materiale da costruzione, determineranno anche punti che otterremo alla fine della partita.
Un altro modo per guadagnare punti è costruire un percorso che raggiunga un’altezza di 5 (senza contare gli archi), a quel punto si potrà raccogliere una carta bonus. Inoltre, ci sono tre carte speciali che assegnano punti extra: la carta scimmia, che premia il giocatore che costruisce la decorazione dorata più alta, la carta farfalla, che premia la decorazione più alta a prescindere dal colore, e la carta rana, che fornisce punti negativi e può essere utilizzata da chi desidera aggiungere una colonna extra al proprio turno.

IMPRESSIONI
Monkey Palace è un gioco Lego che offre finalmente un ampio potenziale strategico. Il lavoro svolto dall’autore è interessante perché non solo ci spinge a massimizzare il turno in corso, ma ci invita anche a pianificare le mosse future. Allo stesso tempo, il gioco ci mette di fronte a una scelta cruciale nel costruire il nostro motore: le carte che offrono più risorse non sono necessariamente quelle che ci permettono di guadagnare il maggior numero di punti. Questo crea un delicato equilibrio, dove dovremo decidere quando costruire con un numero ridotto di archi per assicurarci carte che ci forniscano risorse, e quando invece usare il massimo degli archi per ottenere più punti.
La costruzione del palazzo diventa quasi un effetto secondario: a meno che non ci siano giocatori molto esperti che cercano di bloccare le tracce altrui, è piuttosto difficile non riuscire a creare un percorso che ci permetta di piazzare il numero di archi desiderato. La vera sfida, quindi, non sta tanto nel come costruire, ma nel quando costruire e quali carte raccogliere per ottimizzare la strategia.
Dal punto di vista visivo, la costruzione del palazzo è assolutamente soddisfacente e sicuramente piacerà a tutti i giocatori. Tuttavia, questa meccanica preponderante, che inizialmente sembra subordinata alla costruzione ma in realtà non lo è, potrebbe lasciare una sensazione un po’ strana al termine della partita. La sensazione di “gioco di costruzione”, che ci si aspetterebbe di vivere pienamente, viene a volte oscurata dall’importanza della pianificazione delle mosse e della gestione delle risorse. Questa dinamica potrebbe risultare particolare per chi si aspetta una maggiore enfasi sulla costruzione pura, creando una sorta di disconnessione tra il processo di costruzione e l’effettivo obiettivo del gioco.
Due Anime
Monkey Palace sembra quasi avere due anime distinte: una che invita i giocatori a divertirsi e costruire liberamente, con un forte messaggio rivolto agli appassionati dei Lego, e l’altra che propone una meccanica di engine building, invitando a pianificare le mosse fin dal primo turno, rivolta agli amanti dei giochi da tavolo più strategici. Queste due componenti, purtroppo, non sempre si fondono in modo armonioso. Da un lato, l’appassionato di Lego potrebbe trovarsi di fronte a un avversario che accumula punti in modo rapido e strategico senza riuscire a capire come abbia fatto, dall’altro, il giocatore che predilige la pianificazione e la costruzione di un motore potente potrebbe vincere, senza trovare piena soddisfazione nella realizzazione del palazzo, sentendo la costruzione come un elemento quasi marginale rispetto alla meccanica di gestione delle risorse e dei punti.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Al netto delle considerazioni espresse sopra, secondo me Monkey Palace risulta essere principalmente un gioco pensato per bambini, famiglie e giocatori casual. Un giocatore esperto, infatti, potrebbe comprendere rapidamente le meccaniche di base del gioco, rischiando di non provare una soddisfazione duratura o di non competere alla pari con gli altri.
Per i bambini, invece, Monkey Palace è un gioco decisamente interessante. Nasconde un processo di ottimizzazione dietro l’atto di costruire, che stimola i più giovani a riflettere su come migliorare le proprie strategie, aiutandoli a sviluppare consapevolezza e abilità nella gestione delle risorse. Questo elemento educativo, che incoraggia il pensiero critico e la pianificazione, lo rende un prodotto ideale.
Il target ideale, a mio avviso, è a partire dagli 8 anni, anche se sono certo che riuscirete a proporlo a giocatori di tutte le età.

IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il gioco ha una scalabilità perfetta, e a qualsiasi numero di giocatori la partita scorrerà fluida, senza intoppi e senza troppi momenti morti. Una volta che i partecipanti sono entrati nel meccanismo di gioco, il downtime risulta piuttosto limitato, con ogni giocatore che può rimanere coinvolto e concentrato anche mentre gli altri compiono le loro mosse. Questo rende Monkey Palace particolarmente adatto a gruppi di diverse dimensioni, dal momento che la dinamica di gioco permette a tutti di essere sempre attivi.
Di conseguenza, non ho trovato configurazioni di giocatori particolarmente preferite rispetto ad altre. Che si giochi in due, tre o quattro, il flusso della partita rimane equilibrato e piacevole.

Conclusioni
In conclusione, Monkey Palace è un gioco che si distingue per la sua capacità di unire la creatività tipica dei Lego con una meccanica di ottimizzazione ed engine building interessante, rendendolo particolarmente adatto a bambini e famiglie. Pur non offrendo una sfida particolarmente intensa per i giocatori esperti, il suo valore educativo e la capacità di stimolare il pensiero critico lo rendono un ottimo strumento per sviluppare abilità strategiche nei più giovani. La scalabilità del gioco è perfetta, garantendo che la partita si sviluppi senza intoppi indipendentemente dal numero di giocatori, e il downtime è minimizzato, rendendo l’esperienza fluida e coinvolgente.
Quello che secondo me non è riuscito a fare fino in fondo è amalgamare la fase di costruzione al resto del gioco dandole davvero un fattore di importanza. Per questo credo che Monkey Palace sia un prodotto ben pensato per il suo target (bambini, famiglie, amanti dei lego) con un’ottima combinazione di divertimento, strategia e apprendimento, ma che come gioco da tavola in generale rispetto ad altri titoli abbia qualcosa che manca.
Il gioco in ogni caso si rivela ideale a partire dagli 8 anni, ed essendo LEGO lascerà a chiunque lo veda la voglia di giocarci rendendolo in ogni caso un ottimo prodotto per avvicinare chiunque al meraviglioso mondo del gioco da tavolo.
Ringraziamo Asmodee per la copia review.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

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