Max
Con il gioco di oggi ho avuto modo di scalfire la superficie di un argomento tanto vasto quanto interessante: la didattica ludica. L’inglese è servito è infatti un titolo della casa editrice Erickson con dichiarati obiettivi didattici nell’ambito della lingua inglese: arricchimento lessicale, uso delle preposizioni, comprensione scritta e orale, produzione orale e potenziamento della lingua. Vediamo quindi come è strutturato questo gioco e come guida i giocatori al raggiungimento di tali obiettivi.

Materiali
Le componenti de L’inglese è servito sono assolutamente in linea con gli standard qualitativi della casa editrice Erickson. Materiali robusti e durevoli, illustrazioni chiare e piacevoli e un manuale di istruzioni veramente pregevole per esaustività e semplicità nella comprensione.
La scatola contiene:
- 1 doppio tabellone
- 20 carte sfida
- 4 diplomi
- 1 scheda domande
- 1 dado
- 20 gettoni numero
- 20 stelle premio
- 20 tessere alimenti
- 2 tessere freccia
Questa abbondanza di materiali è necessaria per poter intavolare (è proprio il caso di utilizzare questo termine) le tre modalità di gioco proposte. In ognuna di esse dovremo usare i componenti indicati nel manuale nella fase di preparazione del gioco.

Come si gioca
Come accennato nel paragrafo precedente, ci sono tre modalità di gioco distinte con cui cimentarsi: Apparecchia la tovaglietta, Un cliente molto esigente e Cosa c’è in frigorifero.
Apparecchia la tovaglietta
Per questa modalità si deve utilizzare il tabellone dal lato della tovaglietta e ad ogni turno i giocatori devono pescare una carta sfida (lato domanda) e tirare il dado. Le carte presentano 4 sfide di livello di difficoltà crescente e sul dado (d6) sono riproposti i colori delle sfide. Inoltre sul dado troviamo una faccia arcobaleno, che sarebbe un jolly, e una faccia +1, cioè otteniamo un punto anche in caso di errore.
Le sfide garantiscono punti in base alla difficoltà, da 1 a 4 punti, e per ogni 8 punti i giocatori guadagnano una stella da mettere sul diploma. Vince chi per primo completa il diploma di Master Waitress con 5 stelle. Le sfide indicano colori, tipologie di cibi, quantità e posizioni sulla tovaglia. I giocatori dovranno utilizzare le tessere freccia, le tessere cibo ed i gettoni numeri per risolvere correttamente la sfida proposta. La frase Seven purple apricots are near the knife chiede di posizionare il gettone 7 e la tessera albicocca vicino al coltello e di allineare la tessera freccia col colore viola.

Un cliente molto esigente
In questa modalità di gioco si deve utilizzare il tabellone dal lato della tovaglietta e ad ogni turno i giocatori pescano una carta dal lato apparecchiatura e osservano la disposizione degli elementi. Quindi il narratore (il giocatore che ha pescato la carta) fornisce le indicazioni in inglese perché la tovaglietta venga apparecchiata proprio come si vede sulla carta. I giocatori guadagnano un punto se sono riusciti a svolgere correttamente il proprio compito: spiegazione e posizionamento. Ogni due punti corrispondono a una stella per il diploma. Il primo giocatore che completa il diploma con 5 stelle vince la partita.
Cosa c’è in frigorifero
Questa è l’unica modalità di gioco in cui si deve utilizzare il tabellone dal lato del frigorifero. Ad ogni turno i giocatori tirano il dado e viene scelta una domanda in base al colore uscito. Anche in questo caso il lato del dado arcobaleno è un jolly che permette al giocatore di scegliere la tipologia di sfida. Ed anche questa volta il lato del dado +1 conferisce un punto anche in caso di errore. Per ogni risposta corretta si guadagna un punto e ogni tre punti si vince una stella da apporre sul diploma. Vince chi per primo completa il diploma con 5 stelle. Le domande in questa modalità sono di questo tipo: What’s next to the biscuits? Where’s the honey and the tuna? Per ottenere il punto il giocatore dovrà osservare il tabellone e rispondere correttamente in inglese (ad esempio The ice cream is next to the biscuits).

Considerazioni personali
Il gioco ha istruzioni molto chiare e semplici e il manuale guida i giocatori alla perfezione. Inoltre ho apprezzato molto il fatto che assieme alle regole delle diverse modalità ci fossero anche dei consigli su come facilitare il gioco o la spiegazione (in rima) dei livelli di difficoltà. Questi adattamenti e queste spiegazioni permettono di adattare facilmente e velocemente il livello di difficoltà in base all’età e alle conoscenze dei giocatori. Ad esempio nella prima modalità di gioco (Apparecchia la tovaglietta) si può scegliere di utilizzare solo una modalità di gioco, senza lanciare il dado. In questo modo si potranno utilizzare solo le sfide più semplici per i giocatori alle prime armi con la lingua inglese, o solo quelle più difficili per i più esperti.

Un altro elemento di L’inglese è servito che mi ha colpito positivamente è il fatto che vi sia un meccanismo di autocorrezione, che i giocatori possono sfruttare in autonomia. Infatti sul retro delle tessere utilizzate per risolvere le sfide vi sono scritte le parole corrispondenti a numeri, cibi e colori. Anche il manuale mette a disposizione le soluzioni delle sfide proposte. In questo modo i nongrandi non sono vincolati dalla presenza di un adulto che guardi e verifichi, ma possono giocare coi loro pari verificando anche l’ortografia dei termini utilizzati.
L’inglese è servito invece mi ha lasciato dei dubbi per quanto riguarda l’età dei bambini a cui si rivolge. Sulla scatola troviamo dai 6 ai 10 anni, credo che 6 anni sia un po’ presto per poter giocare a questo titolo nella sua completezza. Sicuramente si può adattare il livello di difficoltà, iniziare ad introdurre elementi di lessico, numeri e colori, ma l’esperienza non mi è parsa molto appagante.

In linea generale ho trovato questo titolo un ottimo mezzo per esercitarsi ed apprendere alcuni elementi della lingua inglese, ma credo porga un po’ il fianco per quanto riguarda l’aspetto ludico. In ogni caso io mi auguro che strumenti del genere vengano utilizzati sempre più di frequente in contesti didattici. Ovviamente ha più appeal un approccio come questo piuttosto che una lezione frontale, in cui non ci sono dadi o tessere da manipolare. E qualsiasi espediente che utilizzi il medium ludico per veicolare nozioni o messaggi è ai miei occhi qualcosa di positivo.
Si ringrazia Erickson per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it