Scritto da
LucaCiglione
Fino a Prova Contraria: La collana del cielo stellato è un gioco di deduzione 1-6 Giocatori con una durata prevista di circa 75-90 minuti. Edito nel 2024 da DV Games questo gioco creato da Enrico Procacci ed illustrato da Andrea Guerreri e Idea Xu ci porterà nelle atmosfere forensi ispirate a serie televisive e videogiochi a tema giudiziario.
“Nei panni di Peter, un brillante avvocato ancora alle prime armi, siete improvvisamente coinvolti in complicati processi penali. Sarete in grado di aiutarlo a difendere il suo assistito? Leggete le accuse e scardinatele presentando prove inconfutabili: risolvete il caso e portate la giuria dalla vostra parte!”
COMPONENTI E MATERIALI
La scatola piuttosto compatta contiene:
- Una tribuna della giuria in 3D
- 12 Giurati (doppia faccia innocente/colpevole)
- 1 Mazzo Accusa (19 Carte grandi)
- 5 Mazzi Carte Prova (per un totale di 36 Carte)
Ci troviamo di fronte a un gioco di carte proposto a un prezzo accessibile, quindi la presenza di una giuria in 3D rappresenta un’aggiunta inaspettata e d’impatto. Tutte le carte sono ben illustrate, con uno stile perfettamente in linea con il tema del gioco, richiamando fortemente l’estetica dei videogiochi della serie Ace Attorney. In generale, il risultato complessivo è più che soddisfacente, grazie alla cura posta nei dettagli visivi e alla coerenza con il genere investigativo, che riescono a catturare l’attenzione del giocatore e ad arricchire l’esperienza di gioco.

COME SI GIOCA
Fino a Prova Contraria è un investigativo procedurale. Nei panni di Peter, un giovane avvocato, saremo chiamati a difendere la nostra assistita, la signora Sampath, in un caso di omicidio. Sebbene le prove sembrino decisamente a suo sfavore, il nostro compito sarà trovare le incongruenze e convincere la giuria della sua innocenza.
Nel corso di Fino a Prova Contraria, gireremo una delle carte storia, su cui è riportato uno scambio di accuse e obiezioni tra il procuratore distrettuale Disdein e il nostro personaggio. Ogni carta si conclude con un’accusa ben precisa, a cui dovremo rispondere. A questo punto, esaminando le carte prova a nostra disposizione, dovremo individuare quella che contraddice quanto affermato dal procuratore o che avvalora la nostra tesi. Una volta scelta la carta corretta, inseriremo il suo numero all’interno della Web App. Se il ragionamento è corretto, alcuni giurati verranno girati sul lato ‘innocente’; altrimenti, verranno girati sul lato ‘colpevole’. Non sarà possibile proseguire fino a quando non forniremo la risposta giusta.
Ogni errore verrà accompagnato da indizi forniti dall’app, che ci guideranno verso la soluzione corretta. Inoltre, potrebbe capitare che l’app ci suggerisca di aprire buste aggiuntive, introducendo nuove carte prova nel nostro tableau. Alla fine della partita, il punteggio finale sarà determinato dal numero di giurati che avremo convinto della nostra tesi.

OPINIONI
Fino a Prova Contraria si inserisce nel vasto panorama dei giochi investigativi ad informazione completa, ma cambia il setting portandoci all’interno di un’aula di tribunale. L’ambientazione funziona perfettamente, e il richiamo ai classici del genere, in particolare alla serie Ace Attorney, è facilmente riconoscibile e apprezzabile dagli appassionati.
Durante la mia prima partita, giocata con altri appassionati di videogame, ci veniva spontaneo leggere con enfasi e persino imitare i gesti tipici dei protagonisti di Ace Attorney. Il gioco, pur essendo guidato – con una domanda alla volta su cui concentrarsi e un quadro generale che si svela gradualmente – mantiene una difficoltà media. Sebbene tutte le informazioni siano visibili sin dall’inizio, il vero lavoro sta nell’analizzarle attentamente, soffermandosi sui dettagli e su quanto viene detto, proprio come si farebbe in un vero tribunale. Quella che all’inizio può sembrare una prova schiacciante contro di noi, potrebbe invece rivelarsi l’elemento che ci scagiona.
Naturalmente, non tutte le carte a disposizione sono utili: molte sono inserite con l’intento di confonderci o portarci su false piste. Sarà quindi fondamentale adottare un ragionamento astuto e metodico per non cadere in trappola.
Le soluzioni vengono validate dalla Web App: per i puristi, l’idea di dover usare il telefono può far rizzare i capelli, ma in questo caso l’app non è affatto invadente e si limita esclusivamente a confermare la correttezza delle risposte, senza interferire con l’esperienza di gioco.
Se la soluzione del caso non è sempre lineare, la vittoria finale lo è: ogni volta che indoviniamo, veniamo fortemente premiati, e gli errori sono compensati dal sistema di gioco. Ovviamente, se sbagliate tutte le risposte, difficilmente convincerete la giuria, ma qualche passo falso non comprometterà l’esito della partita. Anche con metà degli errori, il successo è comunque alla portata.

IN QUANTI CI GIOCO
Come in ogni gioco investigativo basato sulle carte, il numero di giocatori può variare senza particolari problemi da uno a infiniti. Tuttavia, considerando che si gioca attorno allo stesso tavolo e che spesso è necessario prendere fisicamente in mano le carte, credo che il numero ideale di giocatori sia da tre a un massimo di quattro. Questo permette una migliore gestione dello spazio e delle interazioni, evitando confusione o sovrapposizioni.
Giocare da soli, invece, priverebbe l’esperienza non solo delle normali dinamiche di confronto e deduzione, che arricchiscono la risoluzione dei misteri, ma anche di quelle specifiche di Fino a Prova Contraria, che favoriscono la lettura con enfasi e l’immedesimazione nei personaggi. Una parte del divertimento deriva proprio dall’interpretare e immedesimarsi nel ruolo, e se ci lasciamo coinvolgere e abbiamo voglia di ‘metterci in gioco’, possiamo davvero sentirci come in un’aula di tribunale.
A CHI E’ RIVOLTO
Fino a Prova Contraria è un titolo che riesce ad abbracciare un’ampia platea di giocatori. La sua modularità – una domanda alla volta – è perfetta per i giocatori alle prime armi, che non si sentiranno sopraffatti dall’enorme quantità di informazioni. Allo stesso tempo, il fatto che gli indizi vengano svelati in cinque momenti diversi aiuta a mantenere il focus e a evitare distrazioni.
Alcune domande risultano più sfidanti, richiedendo di intuire la soluzione attraverso passaggi mentali più complessi rispetto a quanto immediatamente visibile sulle carte. Questo aspetto soddisferà anche i giocatori più esperti, purché siano consapevoli che, nel complesso, il caso rimane relativamente semplice.
Inoltre, Fino a Prova Contraria è un titolo imprescindibile per chi ha trascorso serate interminabili sul Nintendo DS nei panni di Phoenix Wright, urlando ‘Obiezione!’ come un matto. Questo gioco riesce a far rivivere quelle emozioni, permettendoci di immedesimarci di nuovo in un avvocato alla ricerca della verità, in un contesto che premia l’ingegno e l’attenzione ai dettagli. Se amate quel tipo di interazione dinamica, vi sentirete a casa.

CONCLUSIONI
In conclusione, Fino a Prova Contraria mi è piaciuto molto. È un gioco ben strutturato, che riesce a coinvolgere sia i principianti grazie alla sua modularità e accessibilità, sia i giocatori più esperti, offrendo sfide logiche interessanti e gratificanti. L’ambientazione del tribunale e le meccaniche di deduzione, arricchite dall’uso della Web App, contribuiscono a creare un’esperienza divertente, e ben bilanciata.
Tuttavia, devo ammettere che nella mia valutazione non posso ignorare l’effetto nostalgia del videogiocatore che ha trascorso ore nei panni di Phoenix Wright su Nintendo DS. Il richiamo a Ace Attorney è evidente e, per chi come me ha vissuto quei momenti, questo gioco risveglia ricordi indimenticabili. Detto questo, anche al di là della nostalgia, Fino a Prova Contraria rimane un titolo solido e ben progettato, che merita di essere giocato.
Ringraziamo DV Games per la copia Review.
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