Scritto incollando adesivi da
Battlemad
Cozy Stickerville è un gioco edito da Asmodee, ideato da Corey Konieczka, che incuriosisce fin dal primo sguardo: i giocatori partecipano alla nascita e all’evoluzione di una piccola comunità, aggiungendo edifici, dettagli e personaggi attraverso una campagna cooperativa della durata di dieci partite. Già il titolo è eloquente: Cozy richiama un’idea di tranquillità e pacifica costruzione, Sticker ci evidenzia l’uso massiccio di questi simpatici adesivi e Ville sottolinea che il centro del gioco è la costruzione di una città. Queste tre premesse saranno pienamente raggiunte nel corso delle nostre partite!
L’impressione iniziale, infatti, è quella di trovarsi davanti a un titolo che vuole evocare atmosfere rassicuranti con un senso di costruzione lenta, quasi affettiva, nel quale il piacere nasce più dal percorso che dalla ricerca di un risultato finale. Cozy Stickerville si adatta perfettamente a serate in famiglia o tra amici o con il partner, quando il gruppo di gioco cerca leggerezza e tranquillità!
Tengo a sottolineare fin da subito che tutte le foto sono state scattate o a inizio campagna o alla fine del primo anno: non troverete quindi spoiler, né tra le parole né nelle immagini!

Campagna
Il cuore del gioco si sviluppa attraverso una campagna divisa in dieci capitoli, ciascuno dei quali rappresenta un anno di vita del villaggio. Durante ogni sessione i giocatori affrontano eventi, compiono azioni, raccolgono risorse e decidono come indirizzare la crescita della comunità. La volontà dell’autore sembra essere quella di costruire un sistema in grado di accompagnare il gruppo con naturalezza, senza appesantire la partita con una quantità eccessiva di eccezioni o di vincoli, lasciando che il peso dell’esperienza si sposti verso la continuità narrativa e verso le trasformazioni del tabellone.
Questa leggerezza regolistica si integra bene con il progetto complessivo perché permette di mantenere il ritmo disteso e lascia spazio alla conversazione e alle piccole discussioni su quale scelta compiere o su quale direzione far prendere al villaggio. La costruzione del villaggio, infatti, è il vero centro dell’esperienza: ogni adesivo applicato contribuisce a modificare in maniera permanente l’aspetto del tabellone, definendo anche l’identità e l’unicità della campagna in corso.

Meccaniche
Ogni anno di gioco si sviluppa nello stesso modo e i giocatori si alternano nell’effettuare il proprio turno, fino a quando le carte dell’anno corrente (dodici in totale) non sono finite. Ogni turno è composto da due passi: mattina e pomeriggio. Durante la mattina si pesca la carta evento la si attiva: si legge quanto scritto e si effettua l’azione, se necessario. Alcune carte presentano invece degli effetti che vanno attivati nel pomeriggio. In questa fase pomeridiana, infatti, il giocatore di turno può portare avanti la storia del villaggio effettuando un’azione clessidra a scelta: queste si trovano sia sulle carte pescate, sia sugli adesivi posizionati. In certi casi vanno pescate nuove carte, in altri casi si deve leggere il libro della storia.
Quando il mazzo di carte è finito, l’anno è concluso: si attivano gli eventuali effetti di fine anno e si decide se continuare con un nuovo anno o archiviare tutto nella comoda scatola di salvataggio.
A contorno di un regolamento semplicissimo, abbiamo più di 800 adesivi utilizzabili: ci si sposta da nuovi appezzamenti di terreno, ad abitanti, animali, case e negozi! Ci sono anche adesivi che indicano i vari riconoscimenti ottenibili: si passa dagli incontri romantici ai premi per la pesca, da titoli politici ed economici a riconoscimenti dati dai vari personaggi. Esistono anche degli adesivi con un risvolto negativo, ahimé!

Narrazione
Cozy Stickerville permette di costruire un mondo con tutta la dovuta calma: la narrazione è su scala ridotta, con piccoli episodi e con abitanti che accompagnano la crescita del villaggio in maniera lenta e graduale. Il risultato è una campagna che cresce costantemente e in maniera “familiare”: il tutto è letteralmente “cozy”! Il titolo, infatti, evidenzia alla perfezione questa natura pacifica del gioco: non ci sono mai grossi sconvolgimenti e ci si sente sempre a casa.
Durante la partita si avverte progressivamente la sensazione di stare seguendo la vita di un luogo, più che una trama nel senso classico del termine. Alcuni personaggi sono importanti in certi momenti della trama, certi angoli del villaggio assumono una funzione particolare, alcune decisioni prese all’inizio avranno effetto dopo qualche sessione. Tutto questo contribuisce a creare un rapporto personale con la campagna, perché il villaggio non cresce come potrebbe crescere qualsiasi plancia in qualsiasi partita, ma cresce rispecchiando le nostre scelte, con la sua fisionomia e con i suoi residenti.
Un elemento molto importante è la quasi totale assenza di pressione: Cozy Stickerville non trasmette ansia, non costringe a rincorrere un sistema punitivo e non mette il gruppo davanti alla paura costante di compromettere il proprio percorso con una decisione sbagliata. Questa impostazione rende l’esperienza accogliente e accessibile, favorendo un approccio sereno che potrebbe funzionare molto bene con un pubblico familiare, con coppie o con gruppi che amano la dimensione narrativa ma faticano a trovare posto nei giochi legacy più esigenti.


Illustrazioni
Alle illustrazioni di Cozy Stickerville lavora un team di artisti composto da Jonathan Aucomte, Olivier Fagnère, Damien Mammoliti e Tomasz Morano, e questa pluralità di mani si traduce in un comparto visivo ricco, coerente e immediatamente riconoscibile, capace di accompagnare la crescita del villaggio con una continuità davvero importante. Fin dai primi momenti si percepisce una direzione artistica molto chiara, che punta su un’immagine accogliente e su una varietà di dettagli capaci di dare personalità alla mappa senza appesantirne la lettura.
In Cozy Stickerville, il comparto grafico coincide quasi con la sostanza stessa dell’esperienza, perché il gioco ruota intorno agli adesivi e affida proprio a questi la costruzione progressiva del suo mondo. Ogni casa, ogni edificio, ogni recinto, ogni piccolo elemento naturale contribuisce a trasformare il tabellone in uno spazio sempre più vivo, segnato dalle decisioni prese nel corso della campagna e carico di una familiarità che cresce partita dopo partita. Il piacere visivo, in questo caso, accompagna direttamente il piacere ludico, dal momento che applicare un adesivo significa allo stesso tempo modificare la mappa e arricchire il villaggio!
Il risultato è un colpo d’occhio caldo e piacevole, che acquista forza sessione dopo sessione e che finisce per lasciare sul tavolo la sensazione molto precisa di aver costruito un luogo con una propria storia.

Interazione
Il carattere cooperativo del gioco porta naturalmente i partecipanti a confrontarsi sulle scelte da prendere, ma la qualità di questa interazione dipende in modo piuttosto evidente dal numero di giocatori coinvolti. Io l’ho giocato in coppia con mia moglie: le decisioni sono state prese in coppia e, in caso di divergenze, siamo scesi a compromessi. E con compromessi intendo che abbiamo effettuato la sua scelta, come da cliché!
Scherzi a parte, la condivisione è l’elemento principale del gioco: bisogna saper scegliere in gruppo e accontentare più o meno tutte le possibili fazioni. Risulta facilmente intuibile che, giocando in solitaria, Cozy Stickerville diventa una sorta di librogame, con scelte che vanno via via a modificare il setting, ma cade totalmente l’idea di interazione/scontro con i compagni.
In gruppi numerosi, invece, potrebbe apparire qualche limite più marcato: proprio perché il gioco punta ad azioni semplici, si rischia che il coinvolgimento di qualche membro del gruppo decada, facendolo diventare più un osservatore che un reale giocatore.
In generale, in un titolo come questo, la conversazione conta molto: ci sono tantissime scelte da effettuare, ed è giusto che vengano effettuate dal gruppo unito! Nel mio caso, ho preferito lasciare la conduzione principale a mia moglie, che ha giocato “di pancia”: credo che abbiamo salvato tutti gli animali possibili e immaginabili, e abbiamo accolto tutte le persone più affabili (o che sembravano tali) che si affacciavano al nostro villaggio. Al sottoscritto, invece, è stata affidata in modo implicito la gestione delle risorse: deformazione professionale da eurogamer? Se come coppia abbiamo gestito il villaggio, singolarmente ci siamo addossati il titolo di “Ministro delle Politiche Sociali” e “Ministro dell’Economia“!
Resta comunque un dato importante: il gioco è progettato per lasciare un ricordo legato al percorso vissuto assieme, senza scandagliare in maniera analitica le scelte compiute.

Rigiocabilità
Uno dei temi più interessanti riguarda la rigiocabilità, soprattutto perché Cozy Stickerville nasce come campagna e dunque porta con sé la domanda inevitabile su quanto riesca a rinnovarsi oltre la prima esperienza. Da questo punto di vista, il gioco offre elementi che vanno nella direzione giusta, garantendo la possibilità di affrontare la creazione di un secondo villaggio e di vederlo prendere forme differenti a seconda delle scelte compiute.
Al tempo stesso, il fascino della prima esplorazione conserva un peso molto forte: il secondo villaggio diventa quasi un simulacro di ciò che non è potuto essere il primo villaggio e questo incrina in parte la voglia di affrontare la seconda campagna. Per completezza ho deciso di affrontare la seconda partita in solitaria: è stata ovviamente molto più rapida della prima (circa 20-30 minuti ad anno, a dir tanto!) e ho fatto scelte il più discostante possibile dalla prima manche!
Il villaggio è cresciuto comunque, senza grandi problemi: è quindi possibile rigiocare la partita osservando come lo stesso sistema reagisce di fronte a decisioni diametralmente opposte! C’è un alone di ripetitività dato dall’uso delle stesse carte, che mi ha lasciato tutto sommato indifferente: l’ho vissuta come una seconda run di un qualsiasi librogame o videogioco.

Impressioni finali
La campagna cooperativa di Cozy Stickerville, la leggerezza del sistema, la centralità del tabellone trasformato dagli adesivi e il tono narrativo concorrono tutti nella stessa direzione, dando vita a un’esperienza che cerca il coinvolgimento attraverso la continuità, la familiarità e il piacere della costruzione condivisa.
Chi desidera un percorso rilassato, accessibile e capace di generare un legame con il mondo di gioco senza appoggiarsi a una complessità invadente troverà un gioco a dir poco perfetto! In queste condizioni, Cozy Stickerville riesce a offrire momenti piacevoli e un senso di progressione molto concreto, grazie a una mappa che si riempie di adesivi e diventa il diario visibile della campagna.
Chi cerca profondità strategica, grande pressione decisionale o una partecipazione sempre intensa per ogni giocatore potrebbe trovarlo più leggero di quanto desideri, ma chi entra nel suo ritmo con disponibilità difficilmente resterà indifferente al fascino quieto con cui il villaggio prende forma.
Cozy Stickerville potrebbe conquistare molti giocatori che cercano un’esperienza narrativa gentile, costruita con attenzione e capace di lasciare sul tavolo, alla fine della campagna, la sensazione concreta di aver realmente creato, abitato e animato un villaggio sperduto a sud di Cheshire!
Si ringrazia l’editore per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it