Simone M.
«In Italia, sono un maestro dell’horror. In Francia, un autore. Negli Stati Uniti, un fallito»
John Carpenter è un regista (ma non solo) statunitense classe 1948 che ha segnato, con le sue pellicole horror – fantastiche, la mia generazione ed in generale il cinema di genere in maniera profonda. Un cineasta che ha dettato i canoni stilistici per costruire, comporre, scrivere e mettere in scena quel tipo di pellicole. Dall’esordio con il surreale Dark Star (1974), che omaggia in qualche modo 2001 Odissea nello Spazio, si sono susseguiti ben 18 lungometraggi (intervallati anche da film TV e special televisivi). Autore di pellicole controverse e spesso denigratorie verso un certo tipo di politica o di società (vedi ad esempio Essi Vivono o Il Seme della Follia) e quindi spudoratamente anti-americane che, proprio in madrepatria, non ha ricevuto sempre il consenso meritato (da qui la citazione iniziale).
Halloween – La notte delle streghe (1978), The Fog (1980), 1997 – Fuga da New York (1981), La Cosa (1982), Christine – La macchina infernale (1983), Grosso Guaio a Chinatown (1986) questi sono alcuni dei titoli della filmografia carpenteriana che sono diventati cult generazionali difficilmente replicabili nella cinematografia contemporanea. Poteva – dunque – un immaginario così sontuoso, non essere terreno fertile per “ambientare” giochi da tavolo?
Preparatevi dunque ad una carrellata di titoli che verranno presentati usando la cronologia dei film ma non quella di uscita dei giochi (che comunque dettaglierò) alla scoperta dell’attuale “filmografia ludica” dedicata al maestro indiscusso John Carpenter.
I. Halloween (film: 1978 / gioco: 2023)

La Trama del film: durante la notte di Halloween del 1963 la cittadina di Haddonfield viene sconvolta da un episodio raccapricciante: il giovane Michale Meyers, di 6 anni, uccide a coltellate la sorella maggiore Judith. Rinchiuso nel manicomio di Smith’s Grove sotto le cure del Dr. Loomis (uno straordinario Donald Pleasence) riesce ad evadere dopo 15 anni e ritorna nuovamente ad Haddonfield nella sua casa natale la notte di Halloween del ’78 scatenando, questa volta, la sua furia omicida (apparentemente immotivata) contro la giovane babysitter Laurie (l’esordiente allora Jamie Lee Curtis) ed i suoi amici che vivono nel quartiere del massacro originale. Solo l’intervento finale del Dr. Loomis salverà la vita a Laurie, unica sopravvissuta del gruppo assieme a due bambini che le erano stati affidati, ma non riuscirà a fermare o catturare Michael che scompare nel nulla.

Il Gioco: progettato da Emerson Matsuuchi (Century, Spectre Ops.) per la Trick or Treat Studios (casa editrice USA specializzata nei giochi tratti da film horror di culto) il gioco è, ovviamente, un survival horror semi-cooperativo 1 vs Molti. Un giocatore interpreta il killer Michael Meyers e gli altri uno o più personaggi del film (Bob, Annie, Lynda e ovviamente Laurie). L’Uomo Nero vince se stermina un certo numero di Vittime (in base al numero di giocatori) oppure se è ancora in piedi al 24° turno (18° se si gioca in 4), mentre le Vittime vincono se riescono a fermare il killer o a fuggire con una delle due macchine a disposizione (se riescono a trovare le chiavi ed i due bimbi – Tommy e Lindsey – di cui Laurie è la babysitter). Il tabellone di gioco, attraversato da un reticolato che lo suddivide in caselle numerate, rappresenta il quartiere di Haddonfield in cui si svolge il film. Il giocatore che interpreta Michael pianifica segretamente le sue azioni dietro uno schermo e su una mini mappa che rappresenta il tabellone su cui, con un pennarello cancellabile, tiene traccia dei suoi spostamenti. La mini-mappa di Michael ha un tracciato definito di 24 mosse (turni), esaurito il tracciato la partita termina comunque. La miniatura del killer, infatti, si palesa sul tabellone solo se entra nella linea di vista dei giocatori che manovrano le Vittime. Può capitare anche che le Vittime si fermino sulla casella in cui Michael è nascosto in quel caso il killer si palesa e cerca di abbattere a coltellate il malcapitato.
SimoneM. dice: giochillo piuttosto interessante che, se giocato con la compagnia giusta e la giusta atmosfera, può regalare serate divertenti. Titolo confezionato per il mercato americano che adora prodotti con questa struttura ovvero movimento nascosto, bastardate e stanze in cui cercare inutili utensili. In Italia è inedito ma reperibile in alcuni store specializzati in prodotti d’importazione. Se volete vedere come gira guardatevi il “gustoso” gameplay del mio amico Chef Ludico (qui)
II. Escape From New York (film: 1981 / gioco: 2024)

La Trama del film: in futuro alternativo (1997) l’isola di Manhattan viene isolata e trasformata in un carcere di massima sicurezza. Durante il suo trasferimento proprio all’interno del carcere, all’ex eroe di guerra Jena (Snake in originale) Plissken (Kurt Russell), viene proposto un accordo per essere graziato. La sua missione è trovare il presidente degli Stati Uniti la cui capsula di salvataggio, espulsa dall’Air Force One durante un dirottamento, si è schiantata proprio dentro il carcere. Il presidente ha con se una preziosa valigetta contenente un’audiocassetta su cui è incisa un’informazione capace di spostare gli equilibri politici del mondo. Plissken accetta ma il suo tempo è limitato, infatti a sua insaputa gli sono state inoculate due cariche esplosive a tempo. Dentro il carcere scopre che il presidente è ostaggio del Duca di New York, colui che controlla i criminali di Manhattan e vuole barattare la liberazione di tutti i detenuti con la vita del prezioso prigioniero. Tra nuovi e vecchi alleati il film è una corsa contro il tempo verso un rocambolesco finale in cui sopravvivono solo Jena ed il Presidente. Quest’ultimo, per nulla rammaricato della scia di morti che ha accompagnato la sua liberazione, si appresta in maniera spocchiosa a rivelare il contenuto del nastro al mondo intero ma non sa che Jena lo ha sostituito con la cassetta contenente il brano preferito di uno dei compagni caduti. E mentre la musica suona e mette in ridicolo il Presidente degli Stati Uniti in mondovisione, Jena si allontana distruggendo il nastro originale.

Il Gioco: atteso prima dell’estate sui nostri tavoli (ed anche sul mio!), Escape from N.Y. è un titolo creato da Kevin Wilson per Pendragon finanziato (con successo) su Gamefound lo scorso anno. Parliamo di un dudes-on-map semi-collaborativo, per 1-4 giocatori, in cui impersoneremo i personaggi principali del film (Snake, Cubby, Brain e Margo) per cercare il Presidente e la valigetta all’interno di New York (la cui mappa si compone da tessere che vanno esplorate di volta in volta) prima che il tempo scada. Lo scontro con gli sgherri del Duca sarà inevitabile perché percorrere in “silenzio” le strade sarà veramente difficile. I personaggi hanno vari oggetti ed abilità e cresceranno di livello diventando sempre più performanti. Ho avuto il piacere di provarlo in anteprima a Lucca C&C 2022 ed il gioco ha una particolarità: si collabora tutti per la vittoria finale ma ciascun personaggio ha un obiettivo personale segreto che potrebbe dichiararlo vincitore su tutti.
SimoneM. dice: la prova su strada è stato uno splendido antipasto. Il gioco è solido, non originale ma ha un buon ritmo. E’ un collaborativo ma l’obiettivo personale segreto rende comunque le dinamiche di gruppo non scontate. I materiali in fase di presentazione promettevano bene. La plancia componibile lo rende piuttosto longevo. E’ un gioco più ragionato di Halloween e non posso dire che rimanda esattamente, per la sua struttura, alle atmosfere del film ma tenta con alcune trovate di mantenere viva l’attenzione dei giocatori che non avranno per nulla “vita facile”. Che dire: lo aspettiamo.
III. The Thing (film: 1982 / gioco: 2022)

La Trama del film: i componenti di una spedizione americana in Antartide, l’Avamposto 31, assistono ad una scena insolita. Un elicottero di una spedizione norvegese tenta disperatamente di abbattere un husky in fuga usando ogni arma possibile. L’elicottero precipita ed si innesca uno scontro a fuoco con i norvegesi sopravvissuti. Il team statunitense è guidato dal comandante Garry ed è formato dal pilota R.J. MacReady (Kurt Russell), il medico Copper, i biologi Blair e Fouchs, il meteorologo George Bennings, il geologo Norris, l’addetto alla radio Windows, i meccanici Childs e Palmer, il cuoco Nauls e l’addetto ai cani Clark a cui viene affidato l’husky in salvo. Il gruppo non sa di aver salvato un’entità aliena parassita in grado di replicare ogni forma di vita (uccidendo la forma originaria) che ha già sterminato l’accampamento norvegese e che è in fuga per sopravvivere. Ad uno ad uno gli occupanti dell’Avamposto vengono attaccati e sostituiti dalla Cosa mentre McReady cerca di capire come sopravvivere alla minaccia individuando preventivamente in “chi” l’alieno si è trasformato. Le straordinarie e macabre creature create dal maestri degli effetti speciali Rob Bottin sono iconiche e ben note agli appassionati del film e del genere. L’alieno è quasi inarrestabile e non resta che distruggere tutto ed impedirgli di diffondersi nel mondo. Dopo lo scontro con quella che sembra la reale forma dell’alieno MacReady si accascia tra i resti della base. Childs lo raggiunge poco dopo, sono gli unici sopravvissuti. I due ormai isolati sono destinati ad una morte per assideramento consumati però dal reciproco sospetto che l’altro sia stato contagiato.

Il Gioco: una struttura filmica così interessante non può che ispirare il nostro Andrea Crespi che, sempre per Pendragon, ricrea in questo caso si le atmosfere e la suspense del film attraverso un card-game collaborativo (con traditore) a ruoli nascosti da 1 a 8 giocatori che è veramente incredibile. La Cosa è all’interno dell’Avamposto 31 ed i giocatori, mentre cercano di mantenere le funzionalità essenziali della base attive (giocando carte coperte su una pila comune), devono approntare l’elicottero e fuggire oppure tentare di sterminare il nemico prima che tutto il team venga assimilato. Il gioco si caratterizza per una crescete atmosfera di tensione che culmina, turno dopo turno, con l’iconica scena del test del sangue (inventato nel film da McReady) per individuare la Cosa. I giocatori contagiati infatti cambieranno immediatamente fazione per giocare contro il resto del gruppo umano ed impedendone così la fuga.
SimoneM. dice: titolo (anche questo finanziato tramite Gamefound) che richiede sicuramente la compagnia giusta per essere apprezzato e vissuto appieno. Un’esperienza assolutamente immersiva che non delude gli estimatori di questa pellicola. Anche qui consiglio la visione del gameplay dell’amico Chef Ludico (qui)
IV. Big Trouble in Little China (film: 1986 / giochi: 2016 & 2018)

La Trama del film: Jack Burton (Kurt Russell) è un camionista fanfarone e spiantato. Giunto a San Francisco ospite del suo amico Wang Chi. Burton si offre di accompagnare l’amico (debitore nei suoi confronti al gioco di una certa somma) all’aeroporto per accogliere la sua promessa sposa Mao Jin, una ragazza cinese dagli occhi verde smeraldo. In aeroporto però la ragazza viene rapita da una gang, i Signori della Morte incaricati dalla Tigre Bianca, la maitress di un noto bordello di Chinatown. Ne scaturisce un’inseguimento folle fra le vie di Chinatown, ma durante la corse Jack e Wang rimangono coinvolti fra uno scontro di ulteriori due gang, in nobili Chan-Sing ed malvagi Wing-Kong. Lo scontro viene interrotto improvvisamente dall’apparizione di tre guerrieri-maghi misteriosi dotati di poteri magici, le Tre Bufere (Tuono, Fulmine e Pioggia) che compiono un massacro. Jack e Wang scappano e Jack è costretto ad abbandonare il suo camion.
Wang, rifugiatosi nel ristorante di suo zio Wu, decide di andare a salvare Mao Jin dalla Tigre Bianca usando Jack come finto cliente. L’operazione di salvataggio è interrotta nuovamente dall’arrivo delle Tre Bufere che rapiscono Mao Jin. Le Bufere sono al servizio di Lo Pan il malvagio capo dei Wing Kong e padrone di quasi tutta chinatown. Lo Pan in realtà è un’entità malvagia, un antico principe maledetto dal demone Chin-Dai e condannato a non essere mai di carne ed ossa sino a che non sposerà una ragazza dagli occhi verdi e la offrirà successivamente in sacrificio al demone. Nel frattempo al gruppo di sono uniti Egg Shen, uno stregone buono che fa la guida turistica, Gracie Law (Kim Cattrall) testimone in aeroporto del rapimento, Eddie Lee (un amico di Wang) e la giornalista Margo.
Dopo una rocambolesca avventura sotterranea colpi di Kung-Fu, incantesimi, mitragliate, mostri e luoghi surreali ispirati alla mitologia cinese Jack e Wang riescono a sconfiggere Lo Pan salvando anche Gracie Law, che avendo gli occhi verdi, era finita nelle grinfie di Lo Pan per sacrificarla al posto di Mao Jin.
Jack riparte senza una destinazione precisa con il suo camion appena ritrovato, i soldi della scommessa vinta, il bacio di Gracie e la gratitudine di tutta Chinatown. Quello che non sa è che attaccato al suo rimorchio si annida un pericoloso superstite della sua incredibile avventura.
I Giochi:
- Legendary: Big Trouble in Little China (2016): Personalmente la mia peggiore esperienza con un titolo della serie Legendary. Il gioco che pesca poco del materiale originale della senza restituire appieno il flavour del film si configura come una sorta di voluminoso gadget. Se poi aggiungiamo le illustrazioni, per carità in generale anche gradevoli, fatte però da autori diversi con stili diversi il pastrocchio è completo. Nel link la mia recensione dell’epoca con luci ed ombre. In particolare, il disappunto nasce dal confronto con il titolo successivo che è tutta un’altra storia.

- Big Trouble in Little China – The Game (2018): la Everything Epic Games (specializzata in titoli di ispirazione cinematografica vedi Rambo) realizza, seppur con una design un po’ datato ed anacronistico, una trasposizione per appassionati. La cura nella creazione della plancia, le citazioni, il ritmo fanno si che il film si respiri passo dopo passo, azione dopo azione. Il gioco si immagina delle avventure inedite, personalizzate per ciascun personaggio, che i giocatori devono affrontare a Chinatown prima di andare a salvare Mao Jin e sconfiggere Lo Pan. Avventure assolutamente coerenti con la pellicola di Carpenter ed accattivanti.

SimoneM. dice: uno dei titoli di culto del maestro rischiava di non avere una degna trasposizione da tavolo, poi una luce nel buio del piattume ovvero il titolo della Everything Epic Game. Big Trouble in Little China – The Game è il gioco da possedere se adorate il titolo. Uso il condizionale perché il titolo è quasi introvabile (se non a cifre folli) e che la casa di produzione abbia perso i diritti per ristamparlo. Se vi va di approfondire ne abbiamo parlato durante il Podcast della nostra rubrica The American Way (qui)
V. They Live (film: 1988 / giochi: 2023)

La Trama del film: John Nada (letteralmente un “Signor Nessuno”) lascia Denver destinazione Los Angeles in cerca di lavoro. Lo trova come manovale in un cantiere edile e per sbarcare il lunario si rifugia in una sorta di accampamento di disperati che sorge attorno ad una chiesa. Mentre i giorni passano è testimone di strani eventi sino a che, durante lo sgombramento da parte della polizia, del campo in cui alloggia ruba una scatola contenente degli strani occhiali da sole. Una volta indossati egli riesce a vedere dei messaggi subliminali nascosti dietro i cartelloni pubblicitari o le trasmissioni televisive. I messaggi obbligano ad obbedire, acquistare, votare e a riprodursi. Inoltre gli occhiali gli permettono di distinguere gli umani da creature aliene che vivono normalmente in mezzo a noi. Gli alieni si accorgono che John è in grado di vederli e di ucciderli così diventa un fuggiasco. Riunitosi alla resistenza (nascosta nella chiesa che lo ospitava) scopre che l’emittente televisiva Canale 54 non è altro che un dispositivo alieno che maschera le sembianze degli alieni e nasconde i messaggi subliminali al resto del mondo. John guida l’assalto all’emittente televisiva per distruggere il ripetitore e svelare la minaccia aliena in corso. John si sacrifica per portare a termine l’impresa e rivelare a tutti che il mondo è sotto attacco.
I Giochi: su questa pellicola Iconiq Studios (evidentemente detentrice dei diritti) ha sviluppato due titoli entrambe inediti in Italia.
- They Live: The Card Game – Save The City/Enslave The City (2023): gioco di carte asimmetrico e semi-collaborativo con ruoli nascosti. Turno dopo turno il team si indebolisce cercando di contenere l’invasore alieno che si annida nella città accumulando risorse utili. Gli alieni però si nascondono fra i giocatori stessi e conoscono la loro identità. Il sospetto si può trasformare in un’accusa e l’accusa in un vero e proprio attacco e solo alla fine, una volta “sconfitto”, un giocatore potrà rivelare la sua identità.

- They Live: Assault on Cable 54: gioco narrative – driven progettato per 4-6 giocatori che prevede di affrontare una campagna con bivi narrativi (agli stessi bivi sono poi legate anche le storie personali dei personaggi) che porterà inesorabilmente alle ultime scene del film culto dell’88 in cui John Nada guida l’assalto all’emittente televisiva “Canale 54” che fornisce copertura agli alieni invasori. Incredibile chicca contenuta nel gioco sono delle vere Lenti di Hoffman in grado di rivelare scritte e messaggi subliminali stampati nelle carte. Vi linko qui un video di unboxing del gioco (qui)

SimoneM. dice: …beh dico purtroppo poco. I titoli sono inediti, di nicchia e difficili da trovare. Sappiate che esistono.
VI. Titoli di Coda

Quando ti confronti con il mito, con qualcosa che ha profondamente segnato la tua formazione, che ha influito sulla tua concezione dell’arte visiva, che ha modellato la tua immaginazione e i tuoi gusti il rischio di dire qualcosa di estremante stupido o scontato oppure insignificante è dietro l’angolo. Però ok è un rischio che a volte siamo disposti a correre spinti dall’euforia del momento, da quella frenesia da “espertoni” che ci spinge sul pulpito, a salire in cattedra e a dare sfoggio di un catalogo di elucubrazioni pseudo accademiche sul nulla atomico. Questo mio articolo però era un po’ un passaggio obbligato, un tributo necessario almeno per appagare la mia coscienza. Scriverlo, infatti, mi ha permesso di unire in matrimonio due profonde passioni che mi animano da tempo immemore ovvero la cinematografia carpenteriana ed il mio hobby preferito. Lungi dal volervi ammorbare con una dissertazione pomposa sul significato dei feticci carpenteriani, della sua concezione di Apocalisse che parte dall’assunto che siamo bombardati da messaggi distorcenti a tal punto che non ci accorgiamo di vivere un orrore quotidiano nascosto in bella vista. Però qui adesso parliamo di giochi da tavolo e scendiamo un attimo dal pulpito, dallo scranno, dal piedistallo ed anche da uno scaleo comprato all’IKEA. Il fascino dell’immaginario carpenteriano è indubbio, un regista che delle sue pellicole non solo ne ha modellato la costruzione visiva ma anche quella dei suoni (componendo da se le sue colonne sonore) portando in scena la propria concezione artistica della realtà a 360°. La sua influenza (artistica) ed ispirazione trova terreno fertile anche nel nostro universo ludico. La carrellata di titoli che vi ho proposto porta sui tavoli pellicole iconiche, dei classici della cultura pop mondiale a testimonianza del potenziale di questo autore americano e quanto, anche il game design possa essere una forma alternativa a certi contenuti che abbiamo apprezzato e che continuiamo ad apprezzare proiettati sul grande schermo… mentre come degli investigatori sull’orlo della follia assistiamo al film della nostra vita. Alla prossima!

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