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| immagine tratta da boargamegeek.com |
Prodotto da una campagna KS di successo nel 2018, giunge sul nostro tavolo (seppur ancora – per poco – inedito in italia) Big Trouble in Little China – The Game della Everything Epic Games.
Titolo spudoratamente ameritrash per 1-4 giocatori della durata che supera (abbondantemente) i 120 minuti (i 60 stampati sulla scatola neanche li consideriamo) in cui Christopher Batarlis, Boris Polonsky e Jim Samartino immaginano gli eroi del film culto (1986) diretto da John Carpenter impegnati in una serie di scorribande e missioni personali da compiere prima di scendere, come da copione, nei sotterranei della Wing Kong Trading Corporation ed affrontare l’immortale stregone David Lo Pen per liberare dai suoi “artigliati mignoli” la dolce Miao Yin. Il gioco è un adventure game tridimensionale collaborativo (full-coop) su plancia fissa a doppia faccia.
La prima parte della partita è ambientata sul lato che rappresenta i vicoli bui della Chinatown di San Francisco che fanno da scenario alle quest personali dei nostri eroi e alle decine e decine di quest secondarie sparse per la plancia. Sul retro, invece, ritroviamo i claustrofobici ambienti del covo di Lo Pen dove si giocherà lo Showdown finale.
Io direi di cominciare come al solito sbirciando sotto il coperchio di questa imponente scatola quadrata dal cui interno proviene l’inconfondibile tintinnio plastico di una fiumana di dadi a sei facce il resto...è solo una questione di riflessi.
I – Setup e Componenti
Premessa: il setup del gioco varia in base al numero di giocatori.
Una tabella, all’inizio del regolamento, indica quante Main Quest pescare, il livello e i punti Chi (ovvero i punti Esperienza) di partenza degli eroi, il livello del tracciato Audacity (ovvero il tracciato che segna il progresso delle quest risolte dagli eroi), l’utilizzo o meno di Carte Compagno (6) che rappresentano la versione “non giocante” di uno degli eroi non scelti in fase di setup e che fornisce un bonus “one shot” ed infine il livello degli scagnozzi di Lo Pen (Normal o Hard).
La partita comincia su lato del , robusto e amplio, tabellone che rappresenta Chinatown di notte ed è diviso in strade, fogne ed edifici. Ciascuno di questi elementi è diviso in sezioni in Zone (un intero edificio o le Strade) ed ogni Zona è divisa in Spazi. Ad ogni spazio è associato una lettera ed un numero per facilitare il piazzamento di vari elementi di gioco. I giocatori posso interagire con alcune zone, spendendo i loro dadi azione per ottenere dei benefici o degli oggetti. Posizioniamo, dunque, i token oggetti acquistabili negli spazi Dragon of the Black Pool, Black Market e nel magazzino del vecchio Egg Sheng (Egg Foo Yong-Tours). Mescoliamo le 18 carte Big Trouble e le piazziamo in alto a sinistra nell’apposito spazio. Accanto ad esse poniamo, sul primo spazio a sinistra del tracciato rosso, il segnalino Big Trouble, Dalla parte opposta invece mescoliamo le carte Hell ed accanto ad esse, sul primo spazio libero a destra del tracciato verde, poniamo il segnalino Audacity. Quando uno dei segnalini raggiungerà il simbolo Yin/Yang che li separa inizierà la seconda parte della partita ovvero lo Showdown.
Dividiamo le 22 carte Side Quest (da qui in poi SQ) in 3 mazzetti omogenei.
Il dorso di ciascuna carta indica in quale zona piazzare il token Quest per attivarla ed un segnalino cassa. Le casse possono essere spaccate con un’azione gratuita pre rivelare il loro contenuto: oggetti utili o trappole (nemici). Ogni volta che un giocatore attiva una SQ pesca la relativa carta, la gira, e la risolve (superando una prova o un combattimento). Ogni volta che una SQ viene risolta si attiva (con un nuovo mini-setup) immediatamente la carta che stava sotto, in pila.
Peschiamo, poi, una Main Quest (da qui in poi MQ) – a scelta fra le due disponibili – per ciascun eroe ed un numero di Boss Quest in base (come detto) al numero totale di giocatori. La poniamo coperta e collochiamo uno dei due segnalini che raffigura l’eroe protagonista di quella quest nella zona indicata sul dorso della carta stessa. Ad ogni MQ, inoltre, va associata (coperta) una carta Reward (come indicato sempre sul dorso della MQ). Le carte Reward, sono uniche per ciascun eroe, e rappresentano il “premio finale” (un oggetto o un’abilità speciale). Anche in questo caso il giocatore dovrà posizionare la miniatura dell’eroe su quel segnalino (che va girato sul lato grigio) per iniziare la quest. Le MQ sono divise in capitoli ed ogni capitolo va superato per accedere al successivo, spesso ponendo il giocatore davanti ad un bivio. Ogni capitolo è descritto nel Quest Book (che va tenuto a portata di mano), alla cui lettura è deputato il giocatore che precede, in ordine di turno, colui che sta affrontando la quest stessa. I vari capitoli possono portare il giocatore a visitare zone diverse della mappa, pertanto il segnalino MQ andrà spostato di volta in volta. Gli altri eroi possono aiutare l’eroe protagonista della MQ per portarla a compimento.
Risolvere o fallire una Main Quest o una Boss Quest influenzerà il setup dello Showdown (vedi in seguito). Superare con successo queste quest fa aumentare il tracciato Audacity. Questo tracciato, oltre a portare la partita verso lo Showdown, permette ai giocatori di ottenere un notevole numero di punti Chi per potenziare i propri eroi più velocemente.
Scelto il proprio personaggio, ogni giocatore prende per se e pone nella sua riserva tutto il kit di gioco relativo a quell’eroe ovvero: una miniatura (nella scatola ce ne sono 40 così divise: 6 eori, 5 boss e 29 minion), la scheda personaggio ed i segnalini Level Up (che indicano il livello attuale e l’incremento ottenuto al passaggio di livello), il mazzetto Upgrade (4 per ciascuno), la sua carta abilità speciale (doppia faccia) ed il relativo token di attivazione, i tre dadi abilità (Skill Dice) ed una comodissima scheda riepilogativa fronte/retro con la sequenza del turno e la descrizione di tutte le azioni a disposizione dei giocatori.
Infine in una zona del tavolo raggiungibile da tutti vanno posizionati tutti gli altri elementi non usati all’inizio della partita, ovvero i dadi da combattimento base (bianchi), quelli epici (gialli), i dadi abilità (Skill Dice) supplementari e tutti gli altri segnalini avanzati. Sempre accanto al tabellone va collocata la mini plancia del Fato ed i relativi 6 dadi neri (Fate Dice).
Qualche cenno sul regolamento ve lo darò nella scheda finale.
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| immagine tratta dal regolamento del gioco |
II – Come si gioca
Innanzitutto si tirano i 6 dadi neri del Fato (Fate Dice), potranno essere utilizzati uno per turno da un solo personaggio in aggiunta alla propria riserva personale (piccola e funzionale soluzione mutuata da Warhammer Quest). Prima di agire si pesca una carta Big Trouble e se ne applicano gli effetti che sono sempre i seguenti:
- Far avanzare il tracciato Big Trouble (verso lo Showdown)
- Generare una condizione per il turno sfavorevole per i giocatori
- Generare i nemici per le strade di Chinatown (il numero dei mostri varia in base al numero di giocatori). I nemici infatti non possono entrare negli edifici a differenza degli eroi. Questo rende il movimento sulla plancia un elemento estremamente tattico.
Il round di gioco si divide in due fasi:
Fase Heroes (in cui i giocatori agiranno a turno fino all’esaurimento delle azioni disponibili) e Fase Enemy (in cui le miniature dei nemici si sposteranno verso il bersaglio più vicino per attaccarlo. Le miniature nemici non possono entrare dentro gli edifici ma possono comparire al loro interno per effetto delle carte Missione o Big Trouble).
Il nostro gruppo di eroi parte dal Ristorante dello zio Chu, ovvero il mitico Dragon of the Black Pool. Nel proprio turno li tira e li posiziona sulla propria scheda personaggio nella riga corrispondente al simbolo tirato (Spirito, Corpo e Mente) partendo sempre dallo slot libero più a sinistra della riga stessa. In questa fase può anche aggiungere alla propria riserva un dado Fato che raffigura uno dei tre simboli citati però potenziato (ovvero con effetto duplicato) piazzandolo sulla propria scheda seguendo le stesse regole dei normali dadi abilità. Una volta usato, il dado nero va ritirato e posto nella plancia che rappresenta Ching-Dai (il dio-demone che ha maledetto Lo Pen) risolvendo, immediatamente, l’effetto legato al risultato ottenuto. Un giocatore, nel suo turno, può usare un solo dado nero. Questi dadi ritornano tutti disponibili quando sono stati esauriti tutti oppure all’inizio dello Showdown.
A questo punto è ora di agire.
I giocatori possono eseguire due tipi di azione: Dice Action ovvero quelle azioni che si eseguono spendendo i propri dadi e Free Action ovvero azioni gratuite che non richiedono dadi da spendere ma che possono essere, comunque, eseguite prima che un giocatore abbia esaurito tutti i dadi.
Occorre fare una piccolissima premessa, ogni Azione ha una versione “Base” ed una versione migliorata detta “Epica”. Quando si preleva un dado (sempre dallo spazio più a destra della riga in cui è posizionato) da uno slot “base” (ovvero non contornato dal colore che distingue tutto il kit di componenti del personaggio (ad esempio rosso per Jack Burton, giallo per Wang Chi, verde per Egg Shen…e così via) allora l’effetto dell’azione che si otterrà sarà quello standard, appunto “base” se invece il dado prelevato per compiere l’azione era collocato su uno slot contornato allora l’effetto dell’azione sarà migliore, più forte e quindi “epico”. Ad esempio se spendo una dado base per muovermi sposterò la mia miniatura di 2 spazi mentre con un dado epico di 3.
Le Dice Action sono le seguenti: Muoversi, Combattere, effettuare uno Test di Abilità (ovvero soddisfare i requisiti di una quest che richiede un certo numero di successi da ottenere usando i dadi da combattimento e sommando i “colpi a segno”), completare un Obiettivo (ovvero soddisfare i requisiti di una quest spendendo, anche non nello stesso turno, un certo numero di dadi abilità con il simbolo corrispondente) e Riposare (ovvero riposare per guarire dalle ferite o guadagnare punti Chi se si è già completamente illesi). A queste si aggiunge anche usare un servizio offerto da un edificio.
Sono Free Action invece: Attivare una Quest (simultaneamente si possono attivare solo 2 Main Quest oltre alle 3 Side Quest) , Spaccare una cassa, Usare un oggetto o Acquistare un oggetto.
Il combattimento è dice-driven ed è piuttosto semplice.
Per Attaccare un nemico in mischia (nello stesso spazio) o a distanza, se è presente l’icona proiettile sull’arma o l’abilità che si usa per compiere l’attacco, bisogna creare una “pool” di dadi combattimento. Per ogni Dado Abilità prelevato da uno Slot Base si aggiungerà alla propria riserva di combattimento un dado da combattimento bianco, per ogni Dado Abilità di tipo epico si prenderà un dado da combattimento giallo (con molti più risultati utili). Se non lo ha ancora usato, per migliorare l’effetto del proprio attacco, un giocatore (prima di tirare tutta la riserva di dadi combattimento) può aggiungere un dado nero che mostra sulla sua faccia un numero variabile (da 1 a 2) di successi automatici. Se il bersaglio è a vista (e lo è quasi sempre) si lanciano i dadi e se il numero di successi è pari o superiori allo “scudo” del nemico l’attacco ha successo, il nemico viene eliminato e si guadagna la ricompensa prevista sulla carta solitamnete punti Chi che permettono al personaggio di salire di livello. Se l’attacco fallisce il nostro eroe subisce una risposta immediata (sempre stampata sulla carta alla voce) detta Strikeback ed il nemico sopravvive. I Boss si comportano diversamente dai normali “sgherri”. Possiedono una scheda personale con abilità supplementari che si innescano in condizioni particolari. Ogni attacco andato a segno toglie sempre e solo un punto ferita al boss.
Nella Fase Enemy, gli “sgherri” sopravvissuti, si muovono verso il bersaglio più vicino e attaccano (in presenza di più bersagli sono i giocatori a scegliere). Sulla carta è riportato direttamente il numero di ferite che infliggono. Sta all’eroe, anche in questo caso, difendersi tirando il numero e tipo di dado presente nella sua scheda personaggio (modificato da oggetti o abilità). Ogni successo assorbe 1 danno. Eventuali danni in eccesso diventano ferite. Quando un personaggio va a zero non muore definitivamente ma la sua anima va in uno dei famigerati Inferni Cinesi e ritorna indietro portandosi con se una maledizione che si traduce, banalmente, con il pescare una carta Hell e piazzarla a faccia in su vicino alla propria scheda. La carta indicherà quale effetto negativo permanente o one-shot penalizzerà il giocatore in partita. Ogni personaggio può avere una sola carta “Inferno” attiva per volta e nel corso della partita possono anche cambiare per effetto delle Carte Big Trouble o di alcuni nemici speciali come il Wildman.
Quando un giocatore completa il proprio tracciato Chi (composto anch’esso, come le ferite, da 10 spazi) fa salire, immediatamente, di livello l’eroe. Preleva il segnalino “livello” corrispondente e lo piazza sulla scheda sovrapponendo il precedente. Una volta fatto sceglie una delle due ricompense disponibili. La combinazione della scelte possibile varia da livello a livello. In generale i bonus ottenibili sono: un Dado Abilità aggiuntivo, una nuova abilità (fra le quattro disponibili) oppure potenziare un’abilità già attiva girandola sul suo lato “epico” (ebbene si anche le abilità possono diventare “epiche” n.d.r.). Un personaggio raggiunge al massimo il 6° livello se dovesse ottenere, comunque, punti Chi utili a fare un level-up ottiene nuovamente una delle ricompense previste per quel livello (il 6°) a sua scelta.
II/a – Showdown
Quando uno dei due tracciati (Big Trouble o Audacity) viene completato comincia lo Showdown ovvero lo scontro finale contro Lo Pen.
Si rimuove tutto ciò che c’è sul tabellone di gioco e lo si capovolge.
Avviene dunque un nuovo setup in funzione di quante Main Quest e Boss Quest sono state completate. Usando le corrispettive carte denominate appunto Showdown (15 più una riepilogativa per effettuare il nuovo setup) vengono posizionati gli Eroi (che possono partire in zone distanti e dunque giocare per un po’ separati) e tutti i nemici comprese le famigerate Bufere. Il setup dello Shodowdown mediante queste carte può variare in funzione del fatto che la Quest, a cui ciascuna carta si riferisce, sia stata conclusa con un successo o con un fallimento. Nella seconda opzione il setup sarà più sfavorevole nei confronti degli eroi. Queste carte sono a loro volta delle Quest volte a conquistare le Chiavi di Giada per accedere alla sala centrale in cui si trova Lo Pen. Occorrono un numero di chiavi pari al numero di giocatori più uno. Una volta ottenute la Zona per lo scontro finale diventerà accessibile. Lo Pen a differenza degli altri nemici va affrontato e sconfitto due volte. La prima volta in forma di Spettro e la seconda quando diventa “di carne” acquistando (come nel film) nuovamente una consistenza corporea. Anche in questa fase il tempo è contro gli eroi. Infatti è presente un tracciato che peggiora dopo ogni turno o dopo ogni “morte” di un personaggio. Quando il segnalino raggiunge la fine di questo tracciato e se Lo Pen è ancora in piedi, i giocatori perdono immediatamente al contrario invece hanno trionfato dopo… aver fatto tremare i Pilastri del Cielo!
III – Impressioni finali
“Una storia così rocambolesca, un kung-fu movie metropolitano in chiave fantasy, probabilmente meritava una versione ameritrash tridimensionale, un collaborativo con tanto di miniature. Un gioco di carte ha il sapore del ripiego anche se appoggiato su un’impalcatura solida e collaudata come Legendary. Pochi deckbuilding riescono a coinvolgerti per l’ambientazione (Blood Bowl Team Manager, Race for the Galaxy, Seasons, Magic The Gathering… Doomtrooper…). A questo cruccio si aggiunge un secondo disappunto in merito: perché non utilizzare la formula Encounters (come già accaduto per Alien, Predator o Firefly)? Ovvero la versione collaborativa del sistema Legendary?“
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| immagine tratta dal Rulebook |
Con queste profetiche parole chiudevo, qualche anno fa, la mia recensione su Legendary: Big Trouble in Little China dopo l’immensa delusione nel vedere così maltrattato, sul tavolo, uno dei miei film preferiti. Con Big Trouble in Little China – The Game la pellicola del vero leggendario John Carpenter ha finalmente una degna rappresentazione ludica. Lo dico pur consapevole di tutti i limiti del gioco e di essere così dannatamente vintage anche nel concept (estremamente fortunoso, storie a bivi, durata incontrollabile etc. etc.).
Diciamo prima cosa non va.
Ci troviamo difronte ad un titolo innanzitutto estremamente “lungo” (il doppio setup è sfiancante) in cui la il peso dell’alea è un macigno. Diciamo che se la dea bendata, oltre ad essere cieca è pure impegnata a mandare messaggi via WhatsApp dal cellulare, sono acidissimi cavoli. Non completare una Side Quest magari remunerativa o procedere lentamente attraverso i bivi di una Main Quest significa ritardare anche il level-up degli eroi.
Il tracciato Big Trouble/Audacity infatti non si ferma e quindi magari potreste trovarvi già a dover capovolgere il tabellone con eroi troppo deboli. Arrivare infatti troppo presto allo Showdown significa sconfitta quasi matematica.
L’unica strategia plausibile per vincere è avere, in generale, un buon ritmo nello svolgimento dei turni.
Cosa mi è piaciuto?
Innanzitutto l’ambientazione: è un gioco fatto da appassionati del film per appassionati del film (non scandalizzatevi se qualche carta o alcuni passaggi delle quest di Jack Burton sono disseminati di parolacce). Anche le quest personali, che dilatano la trama originaria, sono incredibilmente ispirate e sono coerenti con i personaggi di Grosso Guaio a Chinatown e i frammenti narrativi disseminati nel Quest Book sono molto divertenti.
Devo ovviamente annoverare che l’essere così tematizzato è un grande limite in quanto gli estimatori di questo film adesso sono tutti quarantenni (che magari hanno virato le proprie attenzioni ludiche, nel tempo, verso altre tipologie di giochi). Un gioco molto connotato che potrebbe capitare sul tavolo di giovani giocatori che non hanno nemmeno visto il film o che ne hanno solo sentito parlare oppure a cui non è piaciuto (magari per i limiti realizzativi dell’epoca). Messo da parte questo dettaglio il gioco, per gli amanti del “genere”, dovrebbe comunque essere soddisfacente.
Proseguendo con l’analisi a rafforzare la capacità rievocativa del titolo si aggiungono un comparto di miniature di tutto rispetto e le incredibili illustrazioni del tabellone in cui (soprattutto nel lato “B”) i luoghi del film sono stati riprodotti in maniera quasi maniacale, il colpo d’occhio al tavolo è mozzafiato.
Molto carino il sistema della creazione della “pool” di dadi per svolgere determinate azioni in partita. Spezzano la monotonia del semplice “tira e vediamo che esce”. I dadi vanno manipolati ed usati per tantissime cose: occorre quanto meno un approccio tattico.
E’ un buon collaborativo privo di eliminazione diretta del giocatore. L’idea delle carte Hell è azzeccata anche se a volte danno penalità piuttosto pesanti.
E’ un gioco comunque divertente, che si lascia giocare e che ti lascia entrare nel vivo con pochissime spiegazioni. Questo vale, a volte, più di tante altre chiacchiere.
Niente miracolo ludico, in generale è tutto già visto ma è molto coinvolgente.
La dipendenza dalla lingua è elevatissima: il Quest Book (che è il cuore del gioco) è pieno zeppo di testo. A questo proposito però chiudo con una news, il titolo verrà distribuito e localizzato prossimamente in italiano da Cosmic Games, quindi stay tuned.
Alla prossima ludomaniaci!
IV- La Scheda
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| immagine tratta dal Rulebook |
Titolo: Big Trouble in Little China – The Game
Autore: Christopher Batarlis, Boris Polonsky e Jim Samartino
Anno: 2018
Editore Originale: Everything Epic Games.
Editore ITA: prossimamente Cosmic Games
Giocatori: 1-4
Durata: 60 -120 minuti (…abbondanti)
Componenti: pur non essendo di una casa editrice blasonata siamo davanti ad una produzione di tutto rispetto. Cartone robusto, carte spesse anche se non telate, belle le illustrazioni ed in generale tutto il set. Il gioco “costa” ma a ragion veduta. Il regolamento è completo, ha diversi esempi di gioco ed è chiaro. Contiene un glossario con i termini chiave molto comodo. C’è un’errata (presente almeno nella mia copia) che corregge l’utilizzo di Lo Pen nello Showdown.
Ambientazione: si sente tantissimo. Oltre alla, già citata, potenza delle illustrazioni e della grafica usata per tabellone e componenti, il Quest Book strizza l’occhio alla pellicola del Maestro Carpenter cercando di mantenere lo stesso flavour del film.
Meccanica: sembra un titolo uscito negli anni 90, se c’è stata una volontà creativa a determinare questa scelta… dichiaro pubblicamente che alla EEG sono dei fot***i geni. In generale tutto già visto.
Longevità: buona, anche se per ciascun personaggio sono previste due sole Main Quest. La presenza dei bivi garantisce ancora un buon margine di esplorazione. Comunque a breve sarà disponibile la prima espansione (estrapolata dal KS originario) intitolata Legacy of Lo Pen in cui sarà possibile usare tutti e sei personaggi (portando il numero massimo di giocatori da 4 a 6) e verrà messo a disposizione un nuovo Quest Book con le relative avventure.
Scalabiltà: anche qui il lavoro dei designer mi è sembrato accurato. l’ho provato in solitaria e sia in più giocatori e gira sempre bene. Il livello di sfida è ben calibrato nella prima parte. Lo Showdown resta comunque la parte più tosta del gioco in ogni configurazione.
Dipendenza dalla lingua: elevata. Il titolo non è giocabile se non si mastica bene l’inglese.
Rapporto Giocabilità / Prezzo: il gioco costa quasi 100 euro. C’è tantissimo materiale anche se il numero di miniature è nettamente inferiore ad un qualsiasi gioco CMON. Si paga la “rarità” del prodotto ed il suo essere legato a doppio nodo ad una pellicola di culto (il gioco è ovviamente approvato dalla FOX che detiene i diritti del film). A parte il setup il gioco si assimila velocemente ed è divertente da giocare anche dopo le mie considerazioni fatte nel paragrafo precedente. Ovviamente (come detto) è una chicca per fan sfegatati.
Consigliato: se il vostro sogno nel cassetto è trovarvi dentro Grosso Guaio a Chinatown per vomitare a denti stretti contro un Win Kong…“il vecchio Jack dice sempre, basta adesso!” questa voluminosa scatola lo renderà possibile. Ci sono tutti i personaggi del film, ci sono mostri, sgherri, le tre Bufere, quest da superare, Lo Pen da uccidere, secchiate di dadi da tirare ed una ragazza cinese dagli occhi verdi da liberare. Devo aggiungere altro?
Sconsigliato:..cari mangia crauti a cubetti questo gioco è così ameritrash che dopo il setup parte un’onda cosmica invisibile dalla scatola che affonda tutte le navi cargo di Puerto Rico prima che possiate caricarci sopra indaco, caffè, mais, zucchero e tabacco!!!
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