scritto da
FΛB!O P.
A tutti quelli che stanno aspettando – una puntata di questa rubrica, l’episodio di una serie, il proprio turno, un 20 naturale, la consegna di un Kickstarter, un bambino, un dono, un po’ di giustizia, la prossima portata, degli aiuti umanitari, un messaggio, un impiego, una pace duratura, la stabilità, la salute, la salvezza – i migliori auguri di buon Natale!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Smash Up • 2-4 giocatori • 12+ • 45′ • giocato in 3 • 30 minuti compresa rilettura delle regole

Ritorno in ludoteca dopo qualche assenza forzata da uno stato influenzale fastidioso e invalidante (tossire su di un tabellone non sarebbe stato bello e non avrebbe favorito l’ergonomia). Per riscaldarmi mi aggrego a una partita di Smash Up in fase di rilettura regolamento. Io e Tore conoscevamo già il gioco e la cosa, in partita, si è sentita con Simone che era inevitabilmente più incerto nelle giocate.
Il mio mazzo, composto dalle fazioni Robot e Maghi, mi ha permesso di innescare parecchie combo che, in pochi round, mi hanno portato a superare i 15 punti per la vittoria finale. Io di base non amo i giochi di carte con molto testo ma, stranamente, questo riesco a giocarlo sempre in maniera parecchio sciolta.
Lo consiglio, da proporre anche a persone non avezze ai giochi in generale e a quelli di carte in particolare, perché le regole sono poche (giocare una carta seguace e una carta azione a turno) e perché sulle carte sono descritti alla perfezione gli effetti da eseguire. Un gioco che fila via molto liscio per partite veloci.
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[Elena-*Ele*] Pyramido • 2-4 giocatori • 8+ • 45′ • giocato in 2 • circa 55′ con spiegazione

In Pyramido, ogni giocatore costruisce la sua piramide a 4 piani con tessere in stile domino di diversi colori e per ciascuno è associato un simbolo egiziano. L’obiettivo è quello di posizionare le tessere in modo da creare aree adiacenti di colore identico contenenti il numero massimo di simboli segnati, con gli avversari che cercheranno di scegliere però sempre le tessere peggiori per il nostro prossimo turno.
Al tavolo siamo in 2 e affrontiamo la nostra prima partita: io parto subito collezionando alcune tessere rosse, avendo cura di lasciare tutti i simboli all’estremità, per massimizzare i punti anche ai livelli seguenti. Il mio avversario, invece, sparpaglia più colori nella sua piramide e alla fine del primo round ho un leggero vantaggio.
La piramide quindi si stringe, le nuove tessere coprono alcuni preziosi simboli e facciamo diversi ragionamenti su quali simboli privilegiare in base alle tessere disponibili e soprattutto puntiamo a scegliere per l’altro la tessera meno appetibile. In un attimo arriviamo al 3° livello: qui si piazzano solo 3 tesserine e le scelte sono molto sofferte per entrambi. Segniamo i punti e passiamo all’ultimo livello, composto da una sola tessera! La piramide è organizzata al meglio per gestire le tessere attualmente disponibili sul mercato da posizionare? Quale simbolo privilegiare?
Ho conquistato la vittoria per pochi punti. La sfida è stata serrata e sfidante e le domande che coinvolgono le scelte non sono affatto ovvie, devono piacere i puzzle game e i titoli un po’ calcolosi… i miei preferiti!
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[Fabio-Pinco11] Applejack • 1-4 giocatori • 8+ • 30-60′ • giocato in 2 • circa 30 minuti

Con Judy (e Gatto) rispolveriamo questo gioco, che è entrato dallo scorso anno nel ristretto novero dei “preferiti” di casa ed eccoci, il giorno dopo, a rifarne altre tre partite di fila. Si tratta, secondo me, del miglior Rosenberg “leggero” (che supera addirittura Patchwork per chi non ama troppo i polimini) e sicuramente la più underrated delle sue creazioni. Puzzle game a base di piazzamento tessere, non troppo complesso, lungo il giusto, ben realizzato, adattissimo per due. Pure Gatto apprezza, anche se tende ad appisolarsi nel contare le pecore ritratte sul dorso delle tessere 🙂
[F/\B!O P.] Nucleum • 1-4 giocatori • 14+ • 60-150′ • giocato in 3 di cui 2 alla prima partita • 210′ con spiegazione

Orso dice che il miglior player count è tre, per cui faccio tappa da Daniele. Orso dice pure di portarsi l’ibuprofene per il mal di testa che la partita causerà: per sicurezza ho con me anche il cotone idrofilo in caso di sangue dalle orecchie. Dall’unboxing mi ero effettivamente fatto l’idea che i ferri nella forgia fossero parecchi…
Siamo industriali durante il boom economico della Sassonia del XIX secolo, alimentato dall’invenzione dei reattori nucleari. Nel turno possiamo fare una di queste tre scelte: piazzare una tessera come azioni sopra la nostra plancia personale e completare un contratto, piazzare una tessera in mappa come binario, effettuare la ricarica (rendita più ripristino). Le cinque azioni principali sono costruire edifici, costruire miniere e turbine, comprare nuove tessere, prelevare contratti, energizzare i nostri edifici. Ci sono cinque condizioni finali e, appena si soddisfa il numero previsto, la partita volge al termine.
La spiegazione è di quelle che spaventano un po’: non perché Orso sia incapace, anzi, ma perché effettivamente ci sono alcuni strati di regole da scavare. Devo dire che poi, invece, il turno risulta fluido e lineare, con un’ottima grafica a guidare le azioni. Il padrone di casa è l’unico ad averlo già provato, quindi Daniele ed io lottiamo per il secondo posto (o per non arrivare ultimi, se preferite). Il mio contratto iniziale parla di città viola, per cui me parto da una che abbia siti di tutti i tipi e vicina a una centrale. I miei avversari vanno a darsi fastidio al capo opposto del tabellone: questo influirà su tutta la partita. La cosa che mi è piaciuta di più è la decisione continua se usare le tessere come azioni o come binari, perdendole per sempre, quindi con necessità di acquisto. Alla fine la mia rete-orticello di quattro città mi ha dato delle soddisfazioni e la medaglia d’argento è stata mia.
Consigli per chi è alla prima partita: attenzione che i collegamenti tra città funzionano dal turno dopo in cui li avete completati; assicuratevi di aver compreso bene il tracciato dei moltiplicatori. Il gioco mi è piaciuto più di quel che mi aspettavo (essendo un peso 4 su 5 non proprio nella mia zona di conforto) e sicuramente verrà apprezzato dagli eurogamer scafati. Ha una spruzzata di asimmetria tra i giocatori, che non complica e dà gusto.
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho caricato un playthrough. Si tratta di una partita in solitaria a Void Intentions, di cui avevo spiegato le regole la settimana scorsa. È un PNP roll-and-write pubblicato da ParaMyth Games, di Kalogeratos Gerasimos. Era in finanziamento su Kickstarter fino ieri: se non l’avete supportato in tempo, è probabile che segua le orme del predecessore Void Halls e diventi disponibile sul sito dell’editore.
Nel podcast di questa settimana i tre folletti dell’hype Fapos, Alex e Stefano hanno chiesto “cose” a Natale Babbo.
ENIGMI E SALUTI
Il caleidoscopio che avevo creato per la scorsa puntata è risultato particolarmente riconoscibile e in diversi hanno centrato il bersaglio, primo tra tutti L0G1. Vediamo se riesco a inasprire la sfida:

Giocate, pensate e commentate. Alla prossima!
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