Fabio (Pinco11)
In occasione del day-one di Honey Buzz, riproponiamo la nostra recensione di questo questo interessantissimo “piazzamento api” che sta riscuotendo un notevole successo tra i giocatori da tavolo e che finalmente arriva in Italia grazie a Ghenos Games.
Le api hanno scoperto l’economia! Questa (assieme al sottotitolo “100% strategia organica”) è una delle frasi contenute nella breve presentazione di Honey Buzz, un gioco a base di piazzamento tessere e gestione azioni, edito dalla Elf Creek Games. Ideato da Paul Salomon, è un titolo di difficoltà media (2,75/5 su BGG) per 1-4 giocatori, 45′-90′ a partita, 10+, pressochè indipendente dalla lingua.
Nel gioco siamo chiamati a ricoprire il ruolo di consiglieri economici della regina, assegnando compiti alle api e massimizzando la produzione dei singoli gruppi di esse. Si vengono così a creare (idealmente) sezioni specializzare dell’alveare, predisponendo idonei spazi per accumulare il nettare ed il miele.

HONEY BUZZ SPIEGATO IN POCO
L’idea alla base di Honey Buzz è quella che ogni giocatore, di turno in turno, vada a prelevare (piazzamento lavoratori) da una offerta comune delle tesserine composte da due esagoni, ponendole di fronte a se, assemblando ciascuno il proprio teorico alveare.
Ogni tessera si sviluppa su due esagoni, uno vuoto ed uno contente il simbolo corrispondente ad una delle sei azioni disponibili. Nel piazzarla si dovranno creare dei cerchi composti da sei esagoni, lasciando in mezzo un buco, destinato ad accogliere, una volta completato il cerchio, le tessere nettare. In particolare, poi, sui bordi delle tessere compaiono delle righe rosse, che aiutano nel piazzamento e che determinano il tipo di tessera nettare (tra i quattro disponibili) può essere collocata in ciascuno spazio ad esse dedicato.

In ogni turno, dunque, si procede a piazzare lavoratori, prelevando una tessera, che si piazza nel proprio alveare, oppure a ritirare i lavoratori presenti. Quando, nel farlo, si completa un circolo di esagoni, si vanno ad attivare tutte le azioni riprodotte negli spazi ‘produttivi’ che compongono il cerchio. Le azioni consentono di prelevare nuove api (lavoratori), guadagnare soldi , collezionare una tessera nettare (da piazzare in un ‘buco’ al centro di un cerchio, produrre miele (del tipo indicato dalla tessera nettare) e così via. Tra le cose attivabili vi è anche l’accesso al mercato, la possibilità di completare ordini (carte obiettivo) e/o di completare obiettivi comuni. La partita termina al raggiungimento di determinate condizioni (esaurimento di due mazzetti di ordini o il prezzo di 4 risorse è sceso al minimo sul mercato).

COME SI PRESENTA
La componentistica di Honey Buzz è di buon livello complessivo ed aiuta a sentire il tema di fondo prescelto. In particolare simpatiche sono le ideali gocce di miele, che lo ricordano sia grazie al colore che alla gommosità.
Qualche perplessità però resta sulla immediata leggibilità a colpo d’occhio degli effetti delle tessere, visto che le tinte utilizzate (per rimanere aderenti al tema) sono tutte sul giallino e nel contempo un minimo di attenzione è richiesta anche nel piazzamento delle tessere, non risultando così intuitivo il concetto dei diversi tipi di nettare che si ottengono a seconda del pattern creato dal colore dei bordi dell’esagono formato.
CLASSE E DIFFICOLTA’
Honey Buzz propone una esperienza di gioco che tende a coniugare le logiche tipiche dei puzzle game tanto di moda in questo periodo con quelle tipiche dei giochi gestionali, ottenendo come risultato un interessante ibrido tra le due categorie.
Quanto dico è confermato dal livello di difficoltà complessivo, che si attesta (ad avviso degli utenti di BGG) su di un 2.74 su scala 5, che risulta piuttosto elevato per la categoria dei puzzle, se si tiene conto che un gestionalotto come Arnak gode di un assai vicino 2.88. Questo aspetto deve essere tenuto ben presente, perchè l’apprezzamento del gioco è intimamente legato al livello di complessità che l’utente si attende da esso.

COME GIRA
Il gameplay prevede, in sostanza, due diversi poli di attenzione per l’utente, ossia da una parte la necessità di prelevare tessere ed assemblarle al meglio per ottenere un alveare il più produttivo possibile e dall’altra quella di saper gestire efficacemente le combo di azioni che si attivano al completamento degli spazi destinati ad accogliere il nettare. Il primo aspetto è quello tipico dei puzzle game e richiede già un certo livello di attenzione, ma il fulcro del motore di gioco sta poi nella capacità di saper gestire il timing della formazione delle “celle nettare“, potendosi tranquillamente generare piccole cascate di effetti.
La cosa può risultare intrippante e gradevolissima, ma si deve tenere conto che porta con se anche degli effetti collaterali, sotto forma di tempi di attesa che possono dilatarsi ed in 4 giocatori può accadere di ritrovarsi a giocare dopo un minuto (se tutti prelevano solo la tessera senza scatenare effetti) o cinque (se succede il contrario), perdendosi in tal caso un poco di coinvolgimento.
Ci sono poi dei minigiochi che disciplinano il mercato (una fonte alternativa di punti vittoria), così come l’approvvigionamento di tessere nettare (che impedisce di costruirsi una sequenza fissa per ogni partita di mosse), così come diversi obiettivi da perseguire, così da poter donare una certa variabilità di fondo. Ciò, comunque, tende a far pendere la bilancia più verso la componente gestionale che su quella di puzzle.
Alla fine della giornata direi che Honey Buzz si propone come titolo interessante e dotato di una certa profondità, che ha il pregio di poter attrarre appassionati di entrambe le classi di gioco (puzzle e gestionali), ma anche il classico potenziale difetto, tipico dei piatti ibridi, di poter essere colto come il classico “nè carne, nè pesce”.

ALTRI PARAMETRI VITALI (INTERAZIONE, SCALABILITA’, ..)
L’interazione si avverte in forma assai indiretta (competizione per gli obiettivi e la spesso involontaria presenza fisica sugli spazi tessera). Sulla scalabilità, invece, tendo a suggerirlo nella versione a 2 , che riduce i tempi di attesa.
La longevità può essere discreta, ma le tattiche di base tendono ad essere riutilizzabili una volta metabolizzate.
L’accoglienza riservata al gioco, infine, è stata più che buona, visto che ha ottenuto un voto medio di 7.8 su BGG ed è stato pubblicato (dopo l’edizione kickstarter) da 5 editori.

CONCLUSIONI
Honey Buzz rappresenta un valido tentativo di combinare in un unico piatto i sapori tipici del puzzle game (alla Azul, Sagrada, Cascadia, ..) con quelli dei gestionali (abbiamo le teoriche api – lavoratore, così come le combo di azioni. Efficace e ben strutturato, nonchè dotato di buoni componenti, ha tutto il necessario per farsi prendere seriamente in esame dagli appassionati di ambo i generi. Attenzione, comunque, a capire cosa si avrà davanti, per evitare il rischio di essere un poco troppo complesso per i fan dei puzzle ed un poco troppo leggero per quelli dei cinghiali.
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