scritto da Orso
La Terra è stata prosciugata di tutte le risorse dalla stupidità umana e l’unica alternativa rimasta per salvare il genere umano è la colonizzazione di altri pianeti da parte delle grandi corporazioni. Dopo due secoli da questi feroci avvenimenti, le quattro maggiori corporazioni stabilirono il consiglio Plutocratico, autorità totalitaria in tutto il Sistema Solare.
Plutocracy è un gioco da 2 a 4 giocatori, edito dalla Doppeldenkspiele, dove impersonificheremo una delle quattro corporazioni principali del governo Plutocratico: dovremo essere i più abili nel cercare di commerciare risorse (pick-up & delivery) e influenzare i seggi dei vari pianeti (mini-controllo maggioranza), sprecando meno tempo possibile e ottimizzando ogni turno le nostre azioni disponibili. Tutto questo genererà Euri Spaziali (S€), da reinvestire nei nostri traffici commerciali, ma anche per prendere seggi politici nei vari pianeti che visiteremo, tramutandoli in maggiori punti vittoria a fine partita.

I COMPONENTI
Purtroppo i componenti sono una grossa nota dolente del gioco, cercando di essere il più oggettivi possibili.
La scatola di Plutocracy è nelle classiche dimensioni rettangolari, abbastanza bassa in spessore, e quindi non occupa molto spazio nella libreria. I componenti all’interno sono al limite dello spartano: sicuramente funzionali, ma non tutti apprezzano questa semplicità, soprattutto nel 2023 dove – tra edizioni Deluxe e Kickstarter vari – hanno riempito il mercato di giochi dove i bei componenti fanno da traino e danno un valore aggiunto al gioco.
I soldi sono i classici cubetti del celebre Terraforming Mars (sì, quelli famosi per scheggiarsi solo a guardarli), in taglio bronzo (1 S€,) argento (5 S€) e, quello più grosso, oro (10 S€). Tutta la componentistica di legno invece è ben fatta, ma comunque nella norma; i dischi per i pianeti sono grandi e spessi, però secondo il mio gusto sarebbero risultati più carini con qualche personalizzazione grafica (magari un adesivo, come fatto con i dischetti giocatore). Il tabellone anch’esso è nella norma, i token e le tessere pianeti di cartone invece sono un po’ troppo fini: per aver sempre un paragone, sembra la produzione anni 2000/2010 della Ravensburger.
Quindi, come potete aver capito, per quanto personalmente a me dei componenti non interessi più di tanto e ne faccio un fattore trascurabile (Splotter Über Alles), l’aspetto materiale non è sicuramente il suo pregio, anzi siamo ben sotto la sufficienza, soprattutto se paragonato ai canoni moderni per i giochi da tavolo.

IL GIOCO IN POCO
Una partita a Plutocracy dura una serie di round variabili, dove il giocatore (inizialmente partente da un pianete scelto a rotazione) più indietro nel tracciato potrà eseguire, a propria discrezione, tutte le seguenti azioni in ordine:
- Vendere risorse su un Pianeta;
- Acquistare risorse su un Pianeta;
- Comprare seggi nel Parlamento Planetario;
- Salvare un Alieno dall’Asteroide;
- Entrare a far parte delle Società sulla Terra;
- Viaggiare oppure Ritirarsi (unica azione obbligatoria).
Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo prima un paio di concetti base, per comprendere poi le poche e semplici azioni che ho appena elencato.
Il tabellone di gioco è un agglomerato di esagoni, dove potremmo muovere liberamente la nostra nave per arrivare nei diversi pianeti.
Questi appena sopracitati sono anch’essi posizionati in esagoni, ma ben differenti, marcati dal proprio colore e si muoveranno sempre in senso orario e in posizioni prestabilite, che possiamo già vederle prestampate sul tabellone.
Quando siamo nello stesso esagono di un pianeta, possiamo vendere e comprare risorse come principale azione: porterà i maggiori introiti alla nostra corporazione, che finalmente potrà reinvestire per comprare seggi nei vari Pianeti.

LE RISORSE
Ecco, abbiamo accennato di pianeti e risorse, ma di quali risorse dispone ogni pianeta?
In Plutocracy esistono 5 tipi diversi di risorse: Ossigeno (Rosso), Carbonio (Arancio), Uranio (Giallo), Piante (Verdi) e Acqua (Azzurro). Ognuna di queste è associata a un pianeta specifico, con una propria domanda (quello che dobbiamo consegnare) e l’offerta (quello che possiamo comprare). Ogni pianeta quindi avrà associata una sua risorsa che riesce a produrre e una risorsa che richiede (ovviamente non potranno mai coincidere): quando andremo a interagire nell’acquisto o nella vendita, oltre a pagare o prendere i relativi soldi in base al tracciato valore per ogni merce comprata/venduta, adatteremo il prezzo di mercato. Questo significa che, dopo aver fatto la nostra interazione con la suddetta risorsa, se abbiamo eseguito l’azione acquistare, il prezzo si alzerà; viceversa se venderemo il prezzo si abbasserà, rendendole meno appetibili per entrambi i parametri.
Comprare i seggi politici nel pianeta invece servirà nella sotto-fase Election, in cui con una piccola meccanica di maggioranza, verrano delegati posti nel seggio plutocratico: in parole povere, punti vittoria di fine partita. Possedere più seggi nei vari pianeti significherà aver maggior vantaggio e probabilità di vincere seggi per il consiglio plutocratico, ma l’acquisto non sarà sempre così immediato e semplice, perché il valore di questi, man mano che verranno acquisti, aumenterà in maniera progressiva, portando il giocatore a fare delle scelte selettive su quali pianeti puntare e quali no.

L’ALIENO
Azione di minor rilievo è invece quella di poter caricare nella propria nave un token alieno, cercando di salvarlo prima che raggiungano il centro (ovvero il Sole) con la conseguenza della morte prematura dei nostri amici verdastri. Se invece riusciremo a raccogliergli e portarli in salvo, ci ricompenseranno con dei punti vittoria aggiuntivi.
Ultima azione quindi quella dell’adempimento di certi obiettivi (che sono sempre fissi) quando si visita il Pianeta Terra. Questi ultimi sono di vario tipo e sono limitati a 2 posti, quindi chi arriva prima ne beneficia con la ricompensa di seggi Plutocratici.
Questi obiettivi come accennato prima sono:
- Portare in salvo l’alieno;
- Avere un totale di 25 EuroSpaziali nel nostro deposito;
- Avere 4 consiglieri in differenti pianeti;
- Avere 3 risorse differenti nella nostro deposito.
Finite le nostre azioni potremo muoverci di un numero qual si voglia di esagoni, al costo di 1 tempo per esagono in cui ci siamo mossi + 2 tempo come costo fisso per il viaggio.
Aggiorneremo il nostro tracciato tempo e poi toccherà al giocatore più indietro nel tracciato, che potremmo essere ancora noi, in base a quanto e come ci siamo mossi, cosa molto interessante e che crea diverse possibili strategie di gioco.

I TOKEN ROTATION
Ci sono dei token che fanno da timer/trigger per tutta la partita e sono proprio questi appena sopra citati, ovvero i token Rotation, Prices ed Election. Tutti vengono attivati nel medesimo modo, ovvero quando tutti i giocatori hanno sorpassato con il proprio tempo un relativo token, quest’ultimo si attiva e si esegue. Una volta finita l’attivazione, si sposta avanti di tanti passi in base al numero dei giocatori.
Il token Rotation attiva la rotazione di tutti i pianeti. Partendo da quelli più esterni e proseguendo con quelli più interni, si spostano nel primo spazio apposito per il specifico pianeta in senso orario: se ci fossero delle navi sopra, seguono la nuova rotazione insieme al pianeta. Quest’ultima cosa può essere vista come una buona strategia per aver degli sconti di movimento per il turno successivo o avvicinarsi ulteriormente ad altri pianeti. D’altro canto se si calcola male la rotazione, potrebbe costare molto caro in termini di tempo sprecato o addirittura tagliarti fuori dal gioco in particolari casi estremi.

I TOKEN PRICES & ELECTION
Il token Prices invece non fa nient’altro che aggiustare i prezzi e dare un piccolo boost di compravendita nella partita. Semplicemente, ogni domanda viene alzata di uno spazio (vendere trae una moneta in più per merce) e l’offerta si abbassa (comprare costa una moneta in meno). Come per il sopracitato token Rotation, essere al posto giusto nel momento giusto farà la differenza.
Infine Election è il token del counter per i punti partita: ce ne saranno tre per tutta la partita e finito l’ultimo calcolo dei punti si procederà a incoronare il vincitore. Ogni volta verranno esaminati tutti i seggi dei vari pianeti uno a uno partendo da quello più a sinistra e, in base a chi ne ha di più (in parità vince l’ultimo che ha piazzato un seggio in quel pianeta) riceverà un punto vittoria, se è nel primo o secondo calcolo del punteggio. Piccola differenza nel terzo calcolo, in quanto il primo giocatore si prende due punti e il secondo uno.
Finito il terzo calcolo di punteggio come detto, si va a vedere chi ha più seggi plutocratici (punti vittoria) e si determina il vincitore, in caso di parità chi ha speso meno tempo per arrivare a quel punteggio (si premia l’efficenza nello spendere bene il tempo).

CONSIDERAZIONI FINALI
Cosa ne penso di questo Plutocracy? Nel pormi questa domanda ne è nato un connubio di amore e odio mescolati insieme… e adesso vi spiego il motivo.
Il concetto di massimizzare il “tempo speso” per viaggiare per trarne i massimi benefici, quali possano essere denaro da reinvestire e risorse da consegnare in più, è una meccanica che ho apprezzato fin dalla prima partita. Bisogna essere accorti di quello che si fa, ma soprattutto di quello che fanno gli altri, perché passare dopo di un altro giocatore che ha venduto o comprato, vorrà dire poter guadagnare meno da ogni risorsa che consegni o comprare a caro prezzo il tutto. La strategia base è quindi strutturare un percorso lineare e ottimizzato, così da spendere meno tempo possibile, magari anche usando le rotazioni e gli sbalzi di mercato del token Prices, perché – come dice anche lo slogan del gioco – il tempo è denaro e denaro in più significa ipotetici punti vittoria aggiuntivi.
Altra piccola chicca è l’uso del turno di gioco variabile tramite il sistema del tempo. Diventare più efficienti nei vari spostamenti vorrà dire aver minor spreco, che si traduce in un surplus di possibili azioni, anche di fila se restiamo ultimi nel tracciato. Poter fare più azioni potrebbe sembrare magari una cosa di poco conto, ma può fare la differenza tra comprare una risorsa a caro prezzo o no, come posizionarsi in punti strategici nei vari seggi dei pianeti che visitiamo, quindi non è assolutamente una cosa da sottovalutare.
LA DURATA
Ultimo piccolo punto a favore, la durata media di Plutocracy. Di solito una partita dura al massimo 1 ora e 30 minuti, compresa la spiegazione di 15 minuti circa. Il gioco è molto scorrevole e lineare e con il gruppo giusto si riesce addirittura a fare due partite in una serata, dato che la seconda durerà molto meno della prima, avendo assimilate le meccaniche di base.

LATI NEGATIVI?
Il rovescio della medaglia è che, come in molti altri titoli con meccaniche simili a questo gioco, soffre molto di “Runaway Leader”, ovvero il primo che riesce a intavolare una strategia migliore degli altri scappa ed è quasi impossibile riprenderlo o contrastarlo, se non con doppi salti mortali o particolari suicidi da parte del giocatore in fuga.
A questo possiamo aggiungere la scarsa cura nei dettagli della grafica e dei materiali, che, come detto a inizio recensione, sono al limite dello spartano/prototipo. Altro fattore di un certo rilievo è il player count e l’esperienza tra i giocatori. Plutocracy è prettamente per 4 giocatori, scala decentemente in 3 ed è al limite dell’ingiocabile in 2, dove si sente ancor di più la problematica sopracitata.
Avere invece nello stesso tavolo giocatori che hanno già giocato a questo titolo (o ad altri simili) e giocatori inesperti o alla prima partita sbilancerà prepotentemente il gioco, in quanto chi ha un minimo di esperienza la sfrutterà fin dai primi turni. Al contrario, i novizi sprecheranno molto tempo prezioso, soprattutto nei primi frangenti di gioco.

Ma veniamo al dunque!
Per chi potrebbe essere adatto Plutocracy?
- Per chi cerca un gioco che si spieghi in poco tempo e che duri massimo 1h e mezza.
- Per gli amanti delle meccaniche lineari alla Splotter Spellen.
- Per chi vuole un plot twist ludico interessante nei pick-up & delivery.
Per chi NON potrebbe essere adatto Plutocracy?
- Per chi vuole un gioco appagante anche dal punto di vista estetico e materico.
- Per chi si aspetta un gioco non completamente deterministico, ma con qualche alea di contorno.
- Per chi non ama un gioco dove l’ottimizzazione è il fulcro della tua strategia.
Si ringraziano Circo, Giò, Davide, Buddha, Sabrina e Willo per la pazienza e il tempo dedicato a provare con me Plutocracy!
Per ora è tutto, il vostro Orso di fiducia vi da appuntamento alla prossima recensione!
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