Pirate Island, ecco un altro titolo Djeco ambientato nell’affascinante mondo piratesco (come Piratatak Trezors e Bluff Pirate, i primi che mi vengono in mente). Gioco per 2-4 giocatori, in partite di 15 minuti circa. Autore Antoine Rabreau, mentre le illustrazioni sono di Sébastien Féraut. Pronti all’imbarco! Quale dei pirati troverà per primo il tesoro di Edoardo il Terribile? L’ha nascosto nel cuore di Crocodile Island e avrete bisogno di tutta la fortuna e l’audacia dei propri bucanieri per riuscire a trovarlo!
I Materiali
La scatola quadrata si Pirate Island contiene:
- il tabellone isola dei coccodrilli,
- quattro plance pirata,
- quattro pedine, un dado6 combattimento,
- trenta gettoni cappello del pirata, quindici gettoni uncino del pirata.
Djeco, come sempre, non sfigura quando si parla di materiali, anzi! Cartonato molto spesso, disegni belli, caratteristici dell’editore e funzionali al gioco, materiali come sempre TOP.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Preparato il tabellone e presa per ogni giocatore una plancia personale si può iniziare a giocare. Durante il proprio turno di gioco, il giocatore deve compiere, in ordine le seguenti azioni:
- spostarsi. Finché non ha recuperato i 2 gettoni che compongono la sua barca e un gettone bussola o mappa (a seconda di quanto indicato dalla sua plancia) il giocatore non può spostarsi in direzione dell’isola; In questo caso, lo spostamento avviene verso un’area adiacente a quella in cui si trova. Il giocatore può salpare non appena ha recuperato la sua barca e il suo strumento di navigazione; in questo caso, lo spostamento può avvenire in direzione di qualsiasi area (isola o continente).
- Girare un gettone OPPURE rubare un gettone a uno o più avversari. Dopo essersi spostato, il giocatore può girare, scoprendolo, un gettone qualsiasi dell’area in cui è arrivato. e se il gettone gli interessa, lo prende e lo posiziona sulla propria plancia.
Alternativamente il giocatore di turno può scegliere di rubare all’avversario o agli avversari che si trovano nella stessa area in cui è appena arrivato. Quindi lancia il dado e se ottiene una sciabola: il duello è vinto! Prende un gettone a scelta (con sfondo verde) dalla plancia di ogni giocatore che si trova nella sua stessa area e lo posiziona sulla propria plancia, se ottiene un teschio e delle ossa incrociate: il duello è perso e non succede nulla.
La partita finisce non appena un giocatore ha:
- recuperato il tesoro del proprio colore (che è solo nell’isola) più una chiave oppure
- recuperato sette monete d’oro oppure
- recuperato cinque pietre preziose.
Per una partita con due giocatori entra in gioca la plancia del pappagallo, con la relativa pedina, che conterrà tre monete e dure pietre preziose. Il pappagallo starà fermo sulla mappa, ma è come se fosse un giocatore e lo si può provare a combattere.

Considerazioni Personali / Impressioni
Pirati! Eccoci qui ancora a parlare di pirati in un gioco di percorso e raccolta, con una bella componente anche di interazione tra i giocatori.
I Pirati
Il gioco è ambientato nel mondo piratesco e quindi si porta naturalmente dietro l’affascinante atmosfera che questo crea. L’ambiente piratesco si sente nell’idea dell’esplorazione del tesoro r, soprattutto, nelle illustrazioni, perfettamente a te, molto piacevoli e ‘perfettamente riconoscibili’ nello stile Djeco.
Alla ricerca dei tesori
Il gioco ha una forte componente di collection-set; si vince, infatti, avendo sette monete, oppure cinque gemme, oppure lo scrigno del tesoro del colore esatto e la chiave per ‘aprire il baule del tesoro’. Questa pluralità di strade verso la vittoria, può, inizialmente, confondere un po’ i piccoli giocatori che saranno concentrati sulla prima strada scelta, che spesso sarà o avere sette monete o avere cinque gemme. La plancia è perfettamente funzionale e monitorare la situazione die giocatori, indicando quanto si è vicini alla vittoria o quanto lo sono i nostri compagni/avversari di gioco. Mi piace molto l’idea che si possa vincere in più di un modo e che anche i piccoli giocatori capiscano che ci sono più strade percorribili per vincere. Non mi piace, per nulla, che sia la possibilità di vincere senza andare ad esplorare i territori dell’isola centrale.

Bucanieri
Come detto si deve sempre controllare come si stanno muovendo gli altri giocatori e qui entrano in giochi il dado e l’attacco che un giocatore può fare ad un altro giocatore. L’interazione dipende fortemente sia dalle situazioni che si creano durante il gioco, sia la propensione che i giocatori hanno ad attaccare gli avversari, magari anche con esito negativo. C’è la magia del tiro del dado, ma spesso, non è conveniente attaccare gli avversari, è (quasi) sempre una scelta sub-ottimale, ci sono alternative migliori. Ci sono solo due momenti in cui può essere conveniente, per provare a prendere l’ultimo elemento verso la vittoria che sappiamo avere da parte di un altro pirata ed abbiamo difficoltà a raggiungere un territorio con dei gettoni. Il secondo momento è quello in cui si prova ad allontanare uno dei nostri avversari dalla vittoria.
Un pizzico di memory e un sacco di fortuna
Il gioco, come in moltissimi giochi per i nonsolograndi, ha una piccola componente di memory, dal momento che è possibile che si trovi un gettone che non ci serve e che verrà quindi lasciato sul terreno da cui è stato girato. Questo è ancora più vero nei terreni dell’isola centrale. Forse avrei accentuato questo aspetto, mettendo qualche ‘gettone inutile’ in più.
In Conclusione
Pirate Island è un buon titolo per i piccoli giocatori con un’ambientazione sempre affascinante le varie componenti di gioco come un pizzico di memory, il collection-set, l’indispensabile fortuna e il tiro del dado sono tutti ingredienti che si amalgamano alla perfezione e che lo avvicinano al bollino consigliato da nonosolograndi. Inoltre ad una versione molto simile, ma appositamente studiata per due giocatori. Qualche limatura necessaria e qualche piccolo aspetto non ci hanno convinto completamente, almeno non da fargli raggiungere il traguardo di ‘consigliato da nonsolograndi’, ma Pirate Island rimane un gioco sicuramente da provare e con diversi spunti interessanti.

Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “i pappagalli parlano finché non li impagliano”; proverbio sudamericano.
Ecco, quindi, in elenco le cose che Lorenzo e Letizia hanno imparato (o ripassato) giocando a Pirate Island:
- che si può vincere in tanti modi differenti in uno stesso gioco;
- che i giochi si possono ‘aggiustare’ in caso di necessità, in Pirate Island una piccola modifica ci farà giocare in due giocatori;
- a sopportare l’interazione, anche cattivella, con gli altri giocatori;
- che si si gioca con i pirati beh ‘occhio per occhi e dente per dente’ e perché no.
Le età giuste per giocarci
Sulla scatola di Pirate Island compare 5+ come età per iniziare a giocare.
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